Capitolo I
Che cosa si celebra
Il libro del Levitico comanda al popolo d’Israele di abitare in capanne per sette giorni, «perché le vostre generazioni sappiano che io feci abitare in capanne gli israeliti quando li condussi fuori dalla terra d’Egitto». Sukkot è anche la festa del raccolto, Hag ha-Asif, alla fine della raccolta autunnale.
Era la terza delle feste di pellegrinaggio, e la più gioiosa. Ai tempi del Tempio si versava sull’altare una libagione d’acqua, e la festa dell’attingimento dell’acqua era ricordata dai rabbini come una gioia senza pari.
Capitolo II
Come si festeggia
Le famiglie costruiscono una sukkah in giardino, in cortile o sul balcone, con almeno tre pareti e un tetto di rami tagliati, e la decorano con frutta, catene di carta e disegni. Per tutta la settimana vi si consumano i pasti, e alcuni vi dormono. Un’usanza di origine cabbalistica invita gli ushpizin, ospiti simbolici tratti dalla Bibbia come Abramo, Isacco, Giacobbe, Mosè, Aronne, Giuseppe e Davide, uno per ogni sera.
Ogni giorno tranne lo Shabbat si benedicono e si agitano le quattro specie, e in sinagoga i fedeli girano con esse intorno al leggio. Il settimo giorno, Hoshana Rabbah, compiono sette giri e battono rami di salice a terra. Seguono Shemini Atzeret, «l’ottavo giorno di assemblea», e Simchat Torah, «gioia della Torah», quando i rotoli vengono portati intorno alla sinagoga tra canti e danze e la lettura della Torah ricomincia dalla Genesi.
Capitolo III
Nel mondo
A Gerusalemme e a Bnei Brak le sukkot compaiono su ogni balcone e i mercati vendono rami di palma e cedri esaminati con cura. A Simchat Torah le danze con i rotoli si riversano dalle sinagoghe nelle strade delle città, da Gerusalemme a New York e Mosca.