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Storia insolita · Processi ed epidemie strane

Il processo a Galileo

Che cosa accadde quando l’Inquisizione romana giudicò Galileo nel 1616 e nel 1633: accuse, condanna, i miti della tortura e dell’«Eppur si muove» e il discorso del 1992.

Quando
1610–1642, con un epilogo nel 1992
Dove
Firenze e Roma
Tradizioni
Cristianesimo

In cifre

  • 1616anno del primo procedimento, quando il libro di Copernico fu sospeso e Galileo fu ammonito
  • 22 giugno 1633data della sentenza e dell’abiura di Galileo a Roma
  • circa 8 anni e mezzotrascorsi agli arresti domiciliari, dal 1633 alla morte nel gennaio 1642
  • 359 annitra la sentenza del 1633 e il discorso di Giovanni Paolo II del 1992

In breve

  1. I.Le scoperte fatte da Galileo Galilei con il telescopio a partire dal 1610 lo resero uno dei principali sostenitori della tesi di Copernico, secondo cui la Terra gira intorno al Sole.
  2. II.Nel 1616 la Chiesa dichiarò quell’idea contraria alle Scritture e a Galileo fu ordinato di abbandonarla, ma nel 1632 egli pubblicò un dialogo che la favoriva apertamente.
  3. III.Nel 1633 l’Inquisizione romana lo giudicò «veementemente sospetto di eresia», lo costrinse ad abiurare e lo condannò al carcere, pena trasformata in arresti domiciliari per il resto della vita.
  4. IV.Le leggende popolari sulla tortura e su un «eppur si muove» pronunciato in segno di sfida sono dubbie, e nel 1992 papa Giovanni Paolo II riconobbe che i giudici avevano sbagliato.

Cronologia

  1. 1610Galileo pubblica il Sidereus Nuncius, in cui descrive le lune di Giove e le montagne della Luna.
  2. 1615In una lettera alla granduchessa Cristina, Galileo sostiene che le Scritture insegnano come si va al cielo, non come va il cielo.
  3. febbraio–marzo 1616I teologi dichiarano l’eliocentrismo eretico o erroneo; Bellarmino ammonisce Galileo; il libro di Copernico è sospeso finché non sarà corretto.
  4. 1632Galileo pubblica a Firenze il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo.
  5. 22 giugno 1633Galileo è condannato e abiura a Roma; il Dialogo viene proibito.
  6. 1638Le sue Due nuove scienze sono pubblicate a Leida, fuori dalla portata dell’Inquisizione.
  7. 8 gennaio 1642Galileo muore nella sua villa di Arcetri, vicino a Firenze.
  8. 31 ottobre 1992Giovanni Paolo II parla alla Pontificia Accademia delle Scienze sulle conclusioni di una commissione dedicata al caso.

Che cosa mostrano i documenti

  • La sentenza del 1633 dichiarò Galileo «veementemente sospetto di eresia» per aver tenuto e difeso che il Sole è al centro e che la Terra si muove, dopo che gli era stato ordinato di non farlo.
  • Galileo abiurò in ginocchio quelle opinioni; il Dialogo fu proibito e gli fu imposto di recitare i sette salmi penitenziali una volta alla settimana per tre anni.
  • Dei dieci cardinali che giudicarono il caso, sette firmarono la sentenza.
  • La prigionia fu commutata in confino, prima a Roma e a Siena e, dalla fine del 1633, nella sua villa di Arcetri.
  • I libri che insegnavano il moto della Terra furono via via permessi nel XVIII e nel XIX secolo, e il Dialogo non comparve più nell’Indice dei libri proibiti a partire dall’edizione del 1835.

Che cosa dice la leggenda

  • «Al processo Galileo mormorò “Eppur si muove”.» Nessun documento dell’epoca ne parla; la frase compare a stampa per la prima volta nel 1757, e in un’iscrizione su un dipinto probabilmente della metà del Seicento.
  • «Galileo fu torturato.» La sentenza dice che fu sottoposto a un «rigoroso esame» e fu minacciato di tortura, ma la maggior parte degli storici conclude che la minaccia non fu messa in atto.
  • «Galileo fu bruciato sul rogo.» È una confusione con Giordano Bruno, arso a Roma nel 1600 per eresie teologiche; Galileo morì nel suo letto.
  • «Galileo dimostrò che la Terra si muove.» Le sue prove scossero profondamente il vecchio sistema, ma il suo principale argomento fisico, quello delle maree, era sbagliato, e una prova diretta come la parallasse stellare arrivò solo nel 1838.

Personaggi chiave

  • Galileo GalileiMatematico, astronomo e filosofo naturale (1564–1642)
  • Roberto BellarminoCardinale gesuita e teologo che comunicò l’ammonimento del 1616
  • Urbano VIIIPapa (1623–1644), un tempo ammiratore di Galileo, sotto il cui pontificato si svolse il processo del 1633
  • Giovanni Paolo IIPapa (1978–2005), il cui discorso del 1992 chiuse il riesame del caso da parte della Chiesa

Capitolo I

Il telescopio e la Bibbia

Nel 1609 Galileo Galilei, professore di matematica a Padova, sentì parlare di uno strumento olandese che faceva apparire vicine le cose lontane. Ne costruì uno, lo perfezionò e lo puntò verso il cielo. In un breve libro del 1610, il Sidereus Nuncius, descrisse montagne sulla Luna, innumerevoli stelle nuove e quattro lune che ruotavano intorno a Giove. Presto aggiunse le fasi di Venere e le macchie solari. Le scoperte lo resero famoso e gli valsero il posto di filosofo di corte del granduca di Toscana, a Firenze.

Lo resero anche un sostenitore dichiarato di Niccolò Copernico, che nel 1543 aveva sostenuto che la Terra ruota ogni giorno su sé stessa e gira intorno al Sole. La maggior parte degli studiosi seguiva ancora l’antico sistema con la Terra immobile al centro, e diversi passi della Bibbia sembravano confermarlo, come il racconto in cui Giosuè ordina al Sole di fermarsi. Quando i critici gli opposero questi testi, Galileo rispose con lunghe lettere, fra cui una alla granduchessa Cristina nel 1615. Le Scritture, sosteneva, non possono sbagliare, ma i loro interpreti sì, e la Bibbia insegna «come si vada al cielo, e non come vada il cielo», una frase che attribuiva al cardinale Baronio.

Nel 1616 la questione arrivò al Sant’Uffizio. I suoi teologi consultori dichiararono che il Sole al centro era una tesi «stolta e assurda in filosofia, e formalmente eretica», e il moto della Terra quanto meno erroneo nella fede. Il 26 febbraio il cardinale Roberto Bellarmino intimò a Galileo di abbandonare quell’opinione. Una nota nel fascicolo, il cui valore gli storici discutono ancora, aggiunge che gli fu ordinato di non tenerla, insegnarla o difenderla in alcun modo. A marzo la Congregazione dell’Indice sospese il libro di Copernico finché non fosse corretto. Galileo in persona non fu condannato, e Bellarmino gli rilasciò un certificato che lo attestava.

Capitolo II

Il Dialogo e il processo del 1633

Nel 1623 il cardinale Maffeo Barberini, un colto fiorentino che aveva lodato Galileo, divenne papa Urbano VIII. Galileo riprese coraggio e, con quello che intendeva come un permesso di discutere Copernico come ipotesi, scrisse il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo, pubblicato a Firenze nel 1632 con l’approvazione ecclesiastica. Nell’opera tre amici discutono per quattro giornate. Il difensore del vecchio sistema, di nome Simplicio, ne esce male, e uno dei suoi argomenti somigliava a un’opinione sostenuta dallo stesso papa. Il libro favoriva apertamente Copernico.

Urbano si sentì tradito, e i nemici di Galileo colsero l’occasione. Le ricerche negli archivi dell’Inquisizione fecero emergere la nota del 1616, che Galileo disse di non ricordare. Convocato a Roma, vi giunse nel febbraio 1633, a quasi sessantanove anni e in cattiva salute. Fu interrogato in aprile, maggio e giugno, e per parte del tempo fu alloggiato in stanze del Sant’Uffizio anziché in una cella. Sostenne di non aver difeso Copernico, ma i giudici non gli credettero.

Il 22 giugno 1633, nel convento domenicano di Santa Maria sopra Minerva, ascoltò la sentenza. Fu giudicato «veementemente sospetto di eresia» per aver tenuto e difeso che il Sole è il centro e che la Terra si muove, e per aver creduto che si potesse difendere un’opinione già dichiarata contraria alle Scritture. In ginocchio abiurò, maledisse e detestò quegli errori. Il Dialogo fu proibito ed egli fu condannato al carcere a discrezione dell’Inquisizione. Sette dei dieci cardinali giudici firmarono.

Capitolo III

Arcetri e le leggende

La pena del carcere fu presto commutata. Galileo soggiornò prima presso l’ambasciata di Toscana a Roma, poi dall’arcivescovo di Siena, a lui favorevole, e dal dicembre 1633 nella sua villa di Arcetri, sulle colline sopra Firenze. Poteva ricevere visite con un permesso, ma non viaggiare liberamente né pubblicare di astronomia. La figlia prediletta, la monaca suor Maria Celeste, morì nel 1634. Galileo continuò a lavorare, e le sue Due nuove scienze, sul moto e sulla resistenza dei materiali, uscirono a Leida nel 1638. Ormai era cieco. Morì l’8 gennaio 1642.

Intorno alla vicenda fiorirono le leggende. La più famosa racconta che, rialzandosi, abbia mormorato «Eppur si muove». Nessun testimone lo riferisce. Le parole compaiono per la prima volta in un libro di Giuseppe Baretti pubblicato a Londra nel 1757, e su un dipinto riscoperto nel Novecento, spesso datato agli anni Quaranta del Seicento, la cui origine è incerta. Un’altra leggenda vuole che sia stato torturato. La sentenza parla di un «rigoroso esame» e gli atti mostrano che fu minacciato di tortura, ma la maggior parte degli storici concorda che, data l’età e l’esito del processo, la minaccia non andò oltre. Né fu bruciato: quella fu la sorte del filosofo Giordano Bruno nel 1600, soprattutto per le sue idee teologiche e non per la sola astronomia.

Gli storici mettono anche in guardia da un racconto semplicistico della scienza contro la religione. Molti uomini di Chiesa ammiravano Galileo, alcuni dei suoi più duri avversari erano studiosi come lui, e le prove dell’epoca non potevano ancora risolvere la questione. La prova preferita di Galileo, quella delle maree, era sbagliata. A rendere il caso così grave fu uno scontro di autorità: un laico che interpretava le Scritture, un papa che si sentiva ingannato e una Chiesa preoccupata, dopo la Riforma, di custodire la propria interpretazione della Bibbia.

Capitolo IV

La lunga strada verso il 1992

Il divieto si attenuò lentamente. Nell’edizione dell’Indice del 1758 cadde la proibizione generale dei libri che insegnavano il moto della Terra, nel 1822 il Sant’Uffizio autorizzò la stampa di tali libri, e l’edizione dell’Indice del 1835 non elencava più il Dialogo di Galileo né Copernico. Nel 1979 papa Giovanni Paolo II chiese un nuovo studio, e una commissione lavorò dal 1981.

Il 31 ottobre 1992 Giovanni Paolo II parlò alla Pontificia Accademia delle Scienze sulle sue conclusioni. Disse che i teologi del tempo di Galileo non avevano saputo cogliere la differenza tra fede e dato scientifico, definì la vicenda una «tragica reciproca incomprensione» e riconobbe che Galileo aveva sofferto. I giornali scrissero che il Vaticano ammetteva che Galileo aveva ragione. Gli storici osservano che il discorso non annullò formalmente la sentenza, e alcuni lo criticarono perché ripartiva la colpa tra i giudici e Galileo. Ciononostante segnò la fine di più di tre secoli in cui il processo era stato il simbolo più noto del conflitto tra scienza e fede.

Dove è successo

10° E 40° N Pisa · nato nel 1564 Pisa: nato nel 1564 Padova · 1592–1610 Padova: 1592–1610 Firenze · dal 1610 Firenze: dal 1610 Roma · 1616 e 1633 Roma: 1616 e 1633 Siena · 1633 Siena: 1633 Arcetri · 1633–1642 Arcetri: 1633–1642 Dove è successo Dove iniziò Luoghi successivi N
  1. nato nel 1564 Pisa
  2. 1592–1610 Padova
  3. dal 1610 Firenze
  4. 1616 e 1633 Roma
  5. 1633 Siena
  6. 1633–1642 Arcetri

In immagini

  • Galileo davanti al Sant’Uffizio, un dipinto ottocentesco del processo del 1633Joseph-Nicolas Robert-Fleury, 1847
  • I disegni della Luna di Galileo nel Sidereus Nuncius (1610)Facsimile, Museo Galileo, Firenze
  • Santa Maria sopra Minerva, dove Galileo si inginocchiò per abiurare il 22 giugno 1633Roma, Italia
Crediti fotografici
  1. Joseph-Nicolas Robert-Fleury, 1847 · Joseph-Nicolas Robert-Fleury, Public domain
  2. Facsimile, Museo Galileo, Firenze · Zde, CC BY-SA 4.0
  3. Roma, Italia · Diego Delso, CC BY-SA 4.0

Ridisegnate per questo sito come tavole illustrate a partire dalle fotografie qui sopra: ritagliate, ricolorate, contornate e con i cieli notturni dipinti. Le immagini adattate sono condivise con le stesse licenze.

Domande frequenti

Di che cosa fu effettivamente condannato Galileo?

Fu giudicato «veementemente sospetto di eresia» per aver tenuto e difeso che il Sole è il centro del mondo e che la Terra si muove, dopo che nel 1616 gli era stato ordinato di non farlo. Era un verdetto meno grave dell’eresia formale, che avrebbe potuto comportare la morte.

Galileo disse davvero «eppur si muove»?

Non ci sono prove che lo abbia detto. La frase compare più di un secolo dopo ed è quasi certamente una leggenda.

La Chiesa cattolica ha chiesto scusa a Galileo?

Nel 1992 Giovanni Paolo II riconobbe che i teologi che condannarono Galileo avevano sbagliato e parlò di una «tragica reciproca incomprensione». Fu un riconoscimento dell’errore più che un annullamento formale della sentenza.

Fonti e letture consigliate

  1. Maurice A. Finocchiaro, The Galileo Affair: A Documentary History (University of California Press, 1989)
  2. Maurice A. Finocchiaro, Retrying Galileo, 1633–1992 (University of California Press, 2005)
  3. Annibale Fantoli, Galileo: For Copernicanism and for the Church (Vatican Observatory Publications, 1994)
  4. Richard J. Blackwell, Galileo, Bellarmine, and the Bible (University of Notre Dame Press, 1991)
  5. J. L. Heilbron, Galileo (Oxford University Press, 2010)