Codex of FaithsUn atlante illustrato delle fedi

Storia insolita · Processi ed epidemie strane

Il Sinodo del cadavere

Nell’897 papa Stefano VI fece riesumare e processare a Roma il corpo del predecessore Formoso. Perché accadde, cosa seguì e come i papi lo annullarono.

Quando
897
Dove
Roma, nella basilica del Laterano
Tradizioni
Cristianesimo

In cifre

  • circa 9 mesitra la morte di Formoso nell’aprile 896 e il suo processo all’inizio dell’897
  • tre ditadella mano destra, quelle usate per benedire, furono tagliate al cadavere dopo la sentenza
  • nove papida Bonifacio VI a Sergio III, negli otto anni successivi alla morte di Formoso nell’896

In breve

  1. I.All’inizio dell’897 papa Stefano VI tenne a Roma un sinodo in cui il corpo riesumato di papa Formoso, morto mesi prima, fu posto su un trono e processato.
  2. II.Formoso fu condannato, il suo pontificato dichiarato invalido, le sue ordinazioni annullate e il suo corpo spogliato e infine gettato nel Tevere.
  3. III.Il processo nacque da una feroce lotta tra fazioni a Roma e in Italia, soprattutto per la corona imperiale, e lo stesso Stefano fu deposto e strangolato in carcere più tardi quello stesso anno.
  4. IV.I papi successivi diedero nuova sepoltura a Formoso e annullarono il processo, benché uno di loro lo riconfermasse, e l’episodio divenne il simbolo dell’età più buia del papato.

Cronologia

  1. 891Formoso, vescovo di Porto, viene eletto papa.
  2. 896Formoso incorona imperatore Arnolfo di Carinzia a febbraio e muore il 4 aprile.
  3. 896Bonifacio VI regna per circa due settimane; gli succede Stefano VI.
  4. Inizio dell’897Stefano VI sottopone a processo il cadavere riesumato di Formoso e lo condanna.
  5. Estate 897Una rivolta a Roma depone Stefano, che viene imprigionato e strangolato.
  6. Fine dell’897Papa Teodoro II fa seppellire di nuovo Formoso in San Pietro e reintegra il clero da lui ordinato.
  7. 898Papa Giovanni IX tiene sinodi che annullano il Sinodo del cadavere e vietano i processi ai morti.
  8. 904–911Papa Sergio III, un tempo alleato di Stefano, riconferma la condanna di Formoso.

Che cosa mostrano i documenti

  • Formoso morì nell’aprile 896 e fu processato postumo in un sinodo tenuto da Stefano VI all’inizio dell’897.
  • Tra le accuse c’erano l’ambizione al papato e il passaggio illegittimo dalla sua diocesi di Porto alla sede di Roma.
  • Un diacono fu incaricato di rispondere a nome del papa defunto.
  • Il sinodo dichiarò invalida la sua elezione e nulle le sue ordinazioni, e il suo corpo fu infine gettato nel Tevere.
  • Stefano VI fu deposto e ucciso in carcere a pochi mesi dal processo.
  • I sinodi di Giovanni IX dell’898 annullarono il processo e proibirono di processare i morti.

Che cosa dice la leggenda

  • Un racconto più tardo narra che, quando il corpo di Formoso fu portato in San Pietro, le immagini dei santi si inchinarono in segno di riverenza; si tratta di una leggenda devota.
  • Si sostiene spesso che il processo fu un folle atto di vendetta personale di Stefano VI; gli storici sottolineano la lotta politica e tra fazioni che vi stava dietro.
  • Molti racconti affermano che il cadavere fu giustiziato o bruciato; le fonti parlano di mutilazione, sepoltura in una fossa comune e del corpo gettato nel fiume.
  • Un aneddoto popolare vuole che un papa più tardo, Paolo II, volesse chiamarsi Formoso, cioè «bello», ma che ne fosse dissuaso; la storia è riferita da autori successivi ed è difficile da verificare.

Personaggi chiave

  • FormosoPapa (891–896), il cui cadavere fu processato e condannato
  • Stefano VIPapa (896–897), che presiedette il processo
  • AgeltrudeDuchessa di Spoleto e vedova dell’imperatore Guido, a capo della fazione ostile a Formoso
  • Teodoro IIPapa per circa venti giorni nell’897, che diede a Formoso una sepoltura onorevole
  • Giovanni IXPapa (898–900), che annullò il processo e vietò i processi ai morti

Capitolo I

Un papato stretto tra dinastie

Alla fine del IX secolo il papato si trovava in una posizione debole e pericolosa. L’Impero carolingio si era frantumato, e nobili rivali si contendevano il titolo di imperatore, che solo il papa poteva conferire a Roma. In Italia il pretendente più potente era la famiglia dei duchi di Spoleto. Guido di Spoleto era stato incoronato imperatore da papa Stefano V nell’891, e nell’892 papa Formoso incoronò coimperatore il figlio di Guido, Lamberto, a quanto pare sotto pressione.

Formoso era un uomo di Chiesa esperto e controverso. Come vescovo di Porto aveva preso parte a missioni papali, tra cui una in Bulgaria, ma nell’876 era entrato in contrasto con papa Giovanni VIII, era fuggito da Roma ed era stato scomunicato. In seguito fu riabilitato e nell’891 divenne papa. All’epoca il diritto canonico scoraggiava fortemente un vescovo dal lasciare la propria sede per assumerne un’altra, e per questo i suoi avversari avrebbero poi definito illegittima la sua elezione. Da papa, Formoso cercò protezione dagli spoletini e si rivolse ad Arnolfo di Carinzia, re dei Franchi orientali. Arnolfo marciò su Roma, e nel febbraio 896 Formoso lo incoronò imperatore. Poco dopo Arnolfo si ammalò e tornò a nord, lasciando il papa senza difesa. Formoso morì il 4 aprile 896.

Capitolo II

Il processo a un cadavere

Il suo successore, Bonifacio VI, regnò soltanto per circa due settimane. Gli succedette Stefano VI, che lo stesso Formoso aveva nominato vescovo di Anagni e che era vicino al partito spoletino guidato da Lamberto e da sua madre, la duchessa Ageltrude. All’inizio dell’897, probabilmente a gennaio, Stefano convocò un sinodo del clero nella basilica del Laterano e ordinò che il corpo di Formoso fosse riesumato e portato davanti all’assemblea.

Secondo i resoconti giunti fino a noi, il cadavere fu vestito dei paramenti papali e fatto sedere su un trono. Un diacono fu incaricato di rispondere alle accuse a nome del defunto. Stefano accusò Formoso di spergiuro, di aver bramato il papato e di essere passato illegittimamente dalla sede di Porto a quella di Roma. Il verdetto fu di colpevolezza. Il sinodo dichiarò nullo il suo pontificato e invalide tutte le sue ordinazioni. Al corpo furono strappati i paramenti, gli furono tagliate le tre dita della mano destra usate per benedire e il cadavere fu sepolto in una fossa comune. Poco dopo fu gettato nel Tevere. La tradizione vuole che un monaco o un eremita lo abbia recuperato dal fiume e sepolto in segreto.

L’annullamento delle ordinazioni di Formoso aveva anche un risvolto pratico. Molti ecclesiastici a Roma dovevano a lui il proprio incarico, compreso lo stesso Stefano come vescovo. Dichiarando che Formoso non era mai stato papa, Stefano eliminava il problema giuridico di essere anch’egli passato da una sede all’altra e riaffermava gli interessi spoletini contro Arnolfo. Il processo suscitò orrore anche nei contemporanei, ma non fu semplice follia. Fu la politica portata a un estremo grottesco.

Molti aspetti del sinodo restano oscuri, perché i suoi atti ufficiali furono in seguito distrutti. La data indicata di solito è il gennaio 897, anche se alcuni storici la collocano a febbraio. Le descrizioni più complete provengono dagli atti dei sinodi che lo annullarono e da autori che difendevano Formoso, e sono quindi ostili a Stefano. Lo stesso papa è numerato Stefano VI nella maggior parte degli elenchi moderni e Stefano VII in alcuni più antichi, a causa della confusione intorno a un precedente Stefano morto prima di essere consacrato. Ciononostante i fatti principali, la riesumazione, il processo davanti a un’assemblea di ecclesiastici e la condanna, non sono in dubbio.

Capitolo III

Rivolta, annullamento e nuovo ribaltamento

L’opinione pubblica romana cambiò rapidamente. Più o meno nello stesso periodo la basilica del Laterano crollò in parte, e molti lo interpretarono come un segno dell’ira divina. Nell’estate dell’897 una rivolta rovesciò Stefano. Fu privato delle insegne, imprigionato e strangolato. Seguirono due papi dal regno brevissimo. Teodoro II, che regnò per circa venti giorni, recuperò il corpo di Formoso, lo fece seppellire di nuovo in San Pietro con tutti gli onori e riconobbe il clero da lui ordinato. Autori successivi aggiunsero che, mentre il corpo veniva portato dentro, le immagini dei santi si inchinarono a salutarlo, una leggenda che esprime la simpatia di cui Formoso finì per godere.

Nell’898 papa Giovanni IX tenne sinodi a Roma e a Ravenna che annullarono formalmente il Sinodo del cadavere, ordinarono di bruciarne gli atti e vietarono di processare chiunque dopo la morte. Eppure la controversia non finì. Sergio III, che aveva partecipato al sinodo di Stefano e che divenne papa nel 904, riconfermò la condanna di Formoso e dichiarò di nuovo invalide le sue ordinazioni. La confusione che ne seguì su quali preti e vescovi fossero stati validamente ordinati provocò un acceso dibattito. Autori come Ausilio di Napoli ed Eugenio Vulgario difesero le ordinazioni formosiane in trattati che sono tra le nostre fonti principali sulla vicenda. La Chiesa successiva mise da parte la posizione di Sergio e considerò invalido il processo.

Capitolo IV

Una leggenda dell’età oscura

Il Sinodo del cadavere divenne l’episodio più famigerato di quella che gli storici successivi chiamarono l’età oscura del papato, un periodo tra la fine del IX e il X secolo in cui le fazioni della nobiltà romana facevano e disfacevano i papi. Tra l’896 e il 904 regnarono nove papi, diversi dei quali solo per settimane o mesi. Il vescovo del X secolo Liutprando di Cremona, i cui resoconti vivaci e ostili plasmarono la visione successiva di quest’epoca, contribuì a fissarne la fama di scandalo. I polemisti protestanti del Cinquecento si impadronirono poi dell’episodio come prova della depravazione papale, mentre storici cattolici come il cardinale Cesare Baronio, che coniò per questo periodo l’espressione «secolo di ferro», lo condannarono anch’essi in termini duri. Entrambe le parti, per ragioni diverse, mantennero viva la storia.

Da allora il processo è stato raccontato molte volte, spesso con macabri dettagli inventati. Un dipinto dell’artista francese Jean-Paul Laurens del 1870 mostra il cadavere in paramenti accasciato sul trono davanti a un papa accusatore, e resta l’immagine che la maggior parte delle persone associa all’evento. Alcuni racconti moderni presentano il sinodo come simbolo della corruzione papale in generale. Gli storici preferiscono vederlo come il prodotto di una crisi particolare, in cui il papato non aveva un protettore forte, Roma era lacerata dalle fazioni e l’autorità spirituale era diventata un premio nella lotta per la corona imperiale.

In immagini

  • Il mosaico absidale della basilica lateranense, la cattedrale del papa, dove si riunì il Sinodo del cadavere nell’897Roma, Italia
  • La navata di San Giovanni in Laterano, ricostruita dopo che l’antica basilica fu danneggiata poco dopo il sinodoRoma, Italia
Crediti fotografici
  1. Roma, Italia · Deb Nystrom from Ann Arbor, Michigan, USA, CC BY 2.0
  2. Roma, Italia · Sonse, CC BY 2.0

Ridisegnate per questo sito come tavole illustrate a partire dalle fotografie qui sopra: ritagliate, ricolorate, contornate e con i cieli notturni dipinti. Le immagini adattate sono condivise con le stesse licenze.

Domande frequenti

Perché un papa morto fu messo sotto processo?

Formoso aveva sostenuto Arnolfo di Carinzia contro la potente famiglia spoletina nella lotta per la corona imperiale. Dopo la sua morte Stefano VI, appoggiato dagli spoletini, usò il processo per annullare gli atti di Formoso, comprese le ordinazioni che avevano fatto di Stefano un vescovo.

Che fine fece il corpo di papa Formoso?

Dopo la sentenza fu spogliato, gli furono tagliate tre dita della mano destra e fu sepolto in una fossa comune, poi gettato nel Tevere. Secondo le fonti fu recuperato dal fiume e in seguito sepolto di nuovo in San Pietro.

Il Sinodo del cadavere è ancora valido?

No. Teodoro II e Giovanni IX lo annullarono nell’897–898, e da allora la Chiesa lo considera invalido, nonostante una breve riconferma da parte di Sergio III.

Fonti e letture consigliate

  1. J. N. D. Kelly, The Oxford Dictionary of Popes (Oxford University Press, 1986)
  2. Eamon Duffy, Saints and Sinners: A History of the Popes (Yale University Press, 1997)
  3. Peter Llewellyn, Rome in the Dark Ages (Faber & Faber, 1971)
  4. Chris Wickham, Medieval Rome: Stability and Crisis of a City, 900–1150 (Oxford University Press, 2015)