Clero e vita religiosa
Sacerdoti e monaci nel taoismo
Il taoismo non ha un’unica chiesa né un capo supremo. Il suo clero, i daoshi, si divide nelle due principali tradizioni oggi riconosciute. La tradizione Zhengyi, o dell’Unità Ortodossa, fa risalire le proprie origini a Zhang Daoling e alla Via dei Maestri Celesti, fondata nel II secolo d.C. I suoi sacerdoti di solito si sposano, vivono a casa e servono le comunità locali come specialisti del rito, celebrando funerali, esorcismi e le grandi offerte comunitarie chiamate jiao. La tradizione Quanzhen, o della Perfezione Completa, fu fondata da Wang Chongyang nel XII secolo. I suoi monaci e le sue monache sono celibi, vivono in monasteri (guan), seguono una dieta vegetariana e si dedicano alla meditazione, all’alchimia interiore (neidan) e alla liturgia. Nella Cina continentale entrambe le tradizioni sono rappresentate dall’Associazione taoista cinese, fondata nel 1957, con sede al Monastero della Nube Bianca (Baiyun Guan) di Pechino. I maestri rituali Zhengyi sono particolarmente presenti a Taiwan e nelle comunità cinesi del Sud-est asiatico, mentre Hong Kong conta templi attivi e associazioni taoiste laiche di diversi lignaggi.
- Maestri rituali Zhengyi
- Monaci Quanzhen
- Le donne nel taoismo
Ordini e stati di vita
Maestri rituali Zhengyi
I sacerdoti Zhengyi ricevono la propria autorità per trasmissione da un maestro e con il conferimento di un registro (lu), un elenco dei generali spirituali posti al loro comando. Molti appartengono a famiglie che svolgono il sacerdozio da generazioni. Il rango dipende dal registro ricevuto e dall’abilità rituale, e il sacerdote più anziano di un gruppo rituale funge da gaogong, l’officiante principale.
Monaci Quanzhen
I taoisti Quanzhen fanno voto di celibato ed entrano nella vita monastica sotto la guida di un maestro. Dopo un periodo di noviziato possono ricevere l’ordinazione formale con i precetti (chuanjie) in un grande monastero come il Baiyun Guan di Pechino. Portano i capelli lunghi raccolti in una crocchia e vivono secondo una regola comune di liturgia quotidiana, lavoro e meditazione.
Le donne nel taoismo
Le donne partecipano al taoismo fin dai suoi primi secoli, come sacerdotesse, adepte e maestre. Le donne taoiste sono chiamate kundao, da kun, il trigramma della terra, e gli uomini qiandao, da qian, il cielo. Una dei sette primi discepoli di Wang Chongyang fu la maestra Sun Bu’er, e ancora oggi esistono conventi femminili Quanzhen.
Maestri rituali Zhengyi
Officiante principale (Gaogong fashi)
gaogong fashi (Chinese, 高功法師)
Appellativo Daozhang (道長, Maestro della Via) o Fashi
Il gaogong, che significa «alto merito», è l’officiante principale di un rito taoista, di solito un sacerdote Zhengyi anziano. Guida il jiao, una festa di rinnovamento che dura da uno a più giorni, in cui le offerte e le suppliche della comunità vengono presentate alle divinità più alte. In piedi al centro dell’altare, esegue passi sacri, visualizzazioni e memoriali scritti, che vengono bruciati per inviarli alla corte celeste. È assistito da altri sacerdoti, cantori e musicisti. Anche i monasteri Quanzhen nominano un gaogong per le loro liturgie.
Che cosa indossa la figura
- Paramento rituale jiangyi (絳衣)
Grande paramento quasi quadrato di seta rossa, riccamente ricamato in oro e a colori con gru, nuvole, stelle e gli otto trigrammi, indossato per i riti principali.
- Corona d’oro jinguan (金冠); lianhua guan (蓮花冠)
Piccola corona dorata a forma di loto o di stella, fissata dritta sulla crocchia dei capelli, portata soltanto dall’officiante principale.
- Tavoletta rituale hu (笏) or chaoban (朝板)
Tavoletta piatta e stretta, tenuta dritta con entrambe le mani davanti al petto quando ci si rivolge alle divinità, come un tempo facevano i funzionari davanti all’imperatore.
- Fuori dalle funzioni
- Fuori dai riti, i sacerdoti Zhengyi indossano di solito abiti comuni e vivono come capifamiglia. Per i riti minori portano una veste più semplice (*daopao*), spesso rossa, gialla o blu, senza il paramento ricamato completo.
- Insegne
- Lo jiangyi, la corona d’oro e la tavoletta contraddistinguono l’officiante principale; l’autorità si fonda sul registro conferito all’ordinazione.
Monaci Quanzhen
Sacerdote Quanzhen (Daoshi)
daoshi (道士); daozhang (道長)
Appellativo Daozhang (Maestro della Via); l’abate di un monastero è il *fangzhang* (方丈)
Il taoista Quanzhen è un monaco celibe che vive in un monastero secondo una regola comune. Le giornate iniziano e terminano con la recitazione liturgica delle scritture nella sala principale, e tra l’una e l’altra i monaci studiano, lavorano, ricevono visitatori e praticano la meditazione e l’alchimia interiore, la coltivazione delle energie vitali del corpo in vista di una trasformazione spirituale. I monaci anziani assumono incarichi nell’amministrazione del monastero, e l’abate (fangzhang) trasmette i precetti. I monasteri Quanzhen come il Baiyun Guan di Pechino e quelli sul monte Wudang e sul monte Hua sono anche mete di pellegrinaggio.
Che cosa indossa la figura
- Veste monastica daopao (道袍)
Lunga veste blu scuro con maniche larghissime e chiusura incrociata sul davanti, da cui spunta al collo un colletto interno bianco; è il colore dell’abito monastico taoista.
- Crocchia e berretto hunyuan jin (混元巾); zan (簪)
Capelli mai tagliati raccolti in una crocchia sulla sommità del capo, fermati da uno spillone di legno o di giada e coperti da un piccolo berretto nero rotondo.
- Gambali e scarpe baiwa (白襪), yunxie (雲鞋)
Gambali di stoffa bianca avvolti fin sotto il ginocchio e semplici scarpe di stoffa, parte dell’abito tradizionale dei monaci taoisti.
- Scacciamosche fuchen (拂塵)
Scacciamosche di lunghi crini bianchi di cavallo su un manico di legno, portato sul braccio; simboleggia l’atto di spazzare via la polvere e le distrazioni del mondo.
- Fuori dalle funzioni
- La veste blu, la crocchia e il berretto sono l’abito quotidiano all’interno del monastero. Per i riti principali i sacerdoti indossano paramenti ricamati, e per il lavoro alcuni portano una giacca più corta dello stesso blu.
- Insegne
- La crocchia e il berretto contraddistinguono il taoista; l’anzianità si manifesta attraverso gli incarichi monastici e l’ordinazione più che con un abito distintivo.
Le donne nel taoismo
Monaca taoista (Kundao)
kundao (坤道); nüguan (女冠), daogu (道姑)
Appellativo Daozhang (Maestro della Via), come per gli uomini
Una kundao è una donna taoista che ha abbracciato la vita religiosa. Nella tradizione Quanzhen le monache vivono in conventi o in quartieri separati di un monastero, seguono la stessa regola e gli stessi precetti dei monaci e sono ordinate nelle stesse cerimonie. Guidano le liturgie, si prendono cura dei templi, insegnano e praticano la meditazione e le forme di alchimia interiore sviluppate per le donne (nüdan). I testi storici conservano gli scritti e le biografie di molte adepte, e oggi le monache Quanzhen servono in templi di tutta la Cina, anche nel Sichuan, nello Shaanxi e nello Hubei.
Che cosa indossa la figura
- Veste monastica daopao (道袍)
Lunga veste blu scuro o grigia con maniche larghissime e chiusura incrociata sul davanti, lo stesso abito monastico indossato dagli uomini.
- Crocchia e berretto hunyuan jin (混元巾); zan (簪)
Lunghi capelli raccolti in una crocchia fermata da uno spillone e coperti da un piccolo berretto nero rotondo, come per i monaci.
- Zucca hulu (葫蘆)
Piccola zucca a fiasco appesa a un cordoncino rosso, recipiente tradizionale dei viandanti e degli immortali taoisti, segno dell’elisir e di una vita appartata.
- Fuori dalle funzioni
- Nel convento le monache indossano ogni giorno la veste e la crocchia; fuori possono portare una giacca taoista più corta. La dieta è vegetariana e la giornata segue la liturgia del mattino e della sera.
- Insegne
- Nessuna che le distingua dai monaci; la crocchia, il berretto e la veste contraddistinguono ogni monaco Quanzhen.
Domande frequenti
Qual è la differenza tra il taoismo Zhengyi e quello Quanzhen?
I sacerdoti Zhengyi di solito si sposano, vivono con la famiglia e si guadagnano da vivere celebrando riti per le comunità locali, dai funerali alle feste dei templi. La loro tradizione discende dai Maestri Celesti del II secolo. I taoisti Quanzhen, una tradizione fondata nel XII secolo, sono monaci celibi che vivono in monasteri e danno importanza alla meditazione, all’alchimia interiore e alla disciplina morale. Entrambi recitano le scritture e celebrano la liturgia, ed entrambi sono riconosciuti dall’Associazione taoista cinese.
Che cos’è un jiao?
Un *jiao* è un grande rito taoista di offerta, celebrato per rinnovare il legame tra una comunità e le potenze celesti, per esempio quando un tempio viene ricostruito o a intervalli fissi di anni. Può durare da un giorno a una settimana o più. I sacerdoti purificano l’altare, invitano le divinità, presentano memoriali scritti e offerte, e concludono con un banchetto pubblico. A Taiwan i grandi jiao sono importanti eventi locali organizzati dai comitati dei templi.
Perché i sacerdoti taoisti portano i capelli raccolti in una crocchia?
I taoisti non si tagliano i capelli e li raccolgono in una crocchia sulla sommità del capo, secondo l’acconciatura maschile della Cina premoderna. Quando, dal XVII secolo, i sovrani Qing imposero agli uomini di radersi la fronte e portare il codino, il clero taoista, come i monaci buddhisti, fu tra coloro che ne erano esentati, e la crocchia divenne un segno distintivo del taoista. Il berretto e lo spillone fanno parte dell’abito monastico formale.
Come si diventa sacerdote taoista?
Nella tradizione Zhengyi il candidato studia il rito, la musica e i testi con un maestro, spesso un parente, e viene poi ordinato ricevendo un registro (*lu*). Nella tradizione Quanzhen il candidato entra in un monastero, vi presta servizio come novizio e in seguito viene ordinato con i precetti in una cerimonia formale. Nella Cina continentale le ordinazioni sono organizzate sotto l’egida dell’Associazione taoista cinese, presso la quale i sacerdoti sono registrati.
Fonti e letture consigliate
- The Taoist Body – Kristofer Schipper (University of California Press, 1993)
- Daoism and Chinese Culture – Livia Kohn (Three Pines Press, 2001)
- Daoism Handbook – Livia Kohn (ed.) (Brill, 2000)
- Taoism: The Enduring Tradition – Russell Kirkland (Routledge, 2004)
- The Daoist Tradition: An Introduction – Louis Komjathy (Bloomsbury, 2013)