Capitolo I
La società segreta di un professore
Negli anni 1770 la Baviera era uno Stato cattolico in cui i gesuiti, sebbene il loro ordine fosse appena stato soppresso dal papa nel 1773, avevano ancora una forte influenza sull’istruzione. Adam Weishaupt, giovane professore di diritto canonico a Ingolstadt, ammirava i filosofi radicali dell’Illuminismo francese ed era convinto che gli esseri umani potessero migliorare moralmente attraverso la ragione e l’educazione. Il 1º maggio 1776 fondò con alcuni studenti una piccola società segreta. I suoi membri, chiamati dapprima Perfettibilisti, adottarono presto il nome di Illuminati, cioè «gli illuminati».
Weishaupt strutturò la società in gradi, e i membri usavano nomi in codice classici; il suo era Spartaco. Le reclute studiavano libri approvati, riferivano sulle proprie letture e gli uni sugli altri, e dovevano salire gradualmente verso gli scopi più interni dell’ordine. La crescita fu lenta fino al 1780, quando vi entrò il nobile hannoveriano Adolph Knigge. Knigge, massone esperto, dotò l’ordine di rituali elaborati e reclutò ampiamente nelle logge massoniche, e verso la metà degli anni 1780 i membri potrebbero aver raggiunto circa duemila nei paesi di lingua tedesca.
Le tensioni tra Weishaupt e Knigge, che se ne andò nel 1784, indebolirono l’ordine. Nel 1784 e nel 1785 l’elettore Carlo Teodoro vietò le società segrete non autorizzate, e i membri persero i loro incarichi o fuggirono. Weishaupt stesso trovò rifugio a Gotha. Gli scopi dell’ordine non furono mai del tutto chiari nemmeno a molti dei suoi membri, perché i gradi superiori che ne rivelavano gli obiettivi furono redatti lentamente e mostrati solo a pochi.
Capitolo II
Che cosa rivelano i documenti
L’ordine è insolitamente ben documentato perché le autorità bavaresi ne sequestrarono le carte durante perquisizioni di polizia e le pubblicarono nel 1787 per giustificare il proprio intervento. Questi documenti mostrano una società che sperava di collocare uomini illuminati in posizioni di influenza e di promuovere la ragione, la tolleranza e la resistenza al potere del clero. Mostrano anche liti interne, progetti mai realizzati e una base composta in gran parte da funzionari, accademici, scrittori e alcuni nobili. Johann Wolfgang von Goethe e il duca Carlo Augusto di Sassonia-Weimar sono tra i membri più noti.
Gli storici concordano sul fatto che l’ordine cessò di funzionare dopo i divieti bavaresi. Non ci sono prove attendibili che sia proseguito in segreto, e ancor meno che abbia organizzato la Rivoluzione francese, iniziata nel 1789. I tentativi dei secoli successivi di riprenderne il nome, compresi piccoli gruppi del Novecento, non hanno alcuna continuità documentata con l’ordine di Weishaupt.
In breve, gli Illuminati furono reali ma modesti: una società segreta riformatrice che durò meno di un decennio. La loro importanza per gli storici sta in ciò che rivelano sulle tensioni tra idee illuministe, socialità segreta e potere statale alla fine del Settecento. La loro corrispondenza mostra anche quanto potessero essere ordinarie le loro preoccupazioni: reclutare membri, riscuotere le quote, discutere sui rituali e lamentarsi dei colleghi. Weishaupt stesso visse tranquillamente a Gotha fino alla morte, nel 1830, scrivendo difese della propria condotta e senza mai tentare di ricostruire l’ordine.
Capitolo III
Come una piccola società divenne un complotto mondiale
Il mito nacque negli anni 1790, quando si cercava una spiegazione della Rivoluzione francese. Nel 1797 il sacerdote francese Augustin Barruel e lo scienziato scozzese John Robison pubblicarono, indipendentemente l’uno dall’altro, libri secondo cui la Rivoluzione era il frutto di un complotto di filosofi, massoni e Illuminati. Le loro opere furono molto lette, e nel 1798 alcuni sermoni nel New England avvertivano che agenti degli Illuminati erano all’opera negli Stati Uniti.
Nei due secoli successivi il nome finì per essere associato a quasi ogni potere occulto temuto. In alcune versioni si fuse con miti complottisti antisemiti, ed è uno dei motivi per cui storici ed educatori prendono sul serio il tema. Dagli anni Settanta i romanzi satirici di Robert Shea e Robert Anton Wilson, la trilogia Illuminatus!, giocarono con questa idea, e thriller come Angeli e demoni di Dan Brown la portarono al grande pubblico. In rete gli Illuminati sono oggi un elemento fisso di meme e video complottisti.
Gli studiosi delle credenze complottiste, come Michael Barkun, vedono negli Illuminati moderni un fenomeno culturale. L’idea offre una storia semplice che spiega il disordine e dà un nome alla sensazione di impotenza. Le prove, però, indicano una società bavarese di breve durata, sciolta negli anni 1780.