Clero e vita religiosa
Sacerdoti di Ifá e degli orisa nella religione yoruba
La religione yoruba, praticata dal popolo yoruba della Nigeria sud-occidentale e dei vicini Benin e Togo, è incentrata su Olodumare, l’essere supremo, e sugli orisa, divinità che governano diversi aspetti del mondo, come Osun dei fiumi e della fertilità, Sango del tuono e Ogun del ferro. Non ha un’unica gerarchia. Ogni orisa ha i propri sacerdoti e devoti, i propri santuari, canti, colori e tabù, e le proprie iniziazioni. Una persona è attratta da un determinato orisa per tradizione familiare, tramite la divinazione o per esperienza personale, e un sacerdote iniziato serve quell’orisa a nome della comunità. Accanto ai culti degli orisa si colloca Ifá, un sistema di divinazione e di sapere sacro associato all’orisa Orunmila e praticato da indovini esperti. La religione yoruba viaggiò con gli africani ridotti in schiavitù verso le Americhe, dove diede origine a tradizioni come la Lucumí, spesso chiamata Santería, a Cuba e il Candomblé in Brasile, e oggi ha praticanti in diversi continenti. In Nigeria convive con il cristianesimo e l’islam, spesso all’interno delle stesse famiglie.
- Indovini di Ifá
- Sacerdoti degli orisa
Ordini e stati di vita
Indovini di Ifá
Il babalawo, «padre dei segreti», è un sacerdote di Ifá. La sua formazione è lunga: deve imparare a memoria un vastissimo corpus di versi (ese) appartenenti alle 256 figure del sistema divinatorio, gli odu. I babalawo anziani di una città portano titoli come Araba, l’indovino capo, e Oluwo, un maestro che ha iniziato altri.
Sacerdoti degli orisa
Un olorisa è una persona iniziata al culto di un orisa. Gli iniziati anziani che guidano un santuario e iniziano altri sono chiamati iyalorisa, «madre dell’orisa», o babalorisa, «padre dell’orisa». Alcuni devoti sono anche medium, attraverso i quali si ritiene che l’orisa si manifesti durante le feste con la danza e la possessione.
Indovini di Ifá
Sacerdote di Ifá (Babalawo)
babaláwo (Yoruba)
Appellativo Baba, o Awo, seguito dal nome; Araba e Oluwo per i titoli più alti
Il babalawo viene consultato quando si affrontano malattie, sventure, decisioni importanti o l’imposizione del nome a un bambino. Getta sedici noci di palma sacre (ikin) oppure, per consultazioni più rapide, una catena divinatoria (opele) di otto mezzi semi, e traccia la figura ottenuta nella polvere su un vassoio di legno. Ciascuno dei 256 odu è legato a versi che raccontano casi passati, che il babalawo recita e interpreta insieme al consultante, raccomandando spesso un sacrificio o un’offerta. L’UNESCO ha riconosciuto il sistema divinatorio di Ifá come parte del Patrimonio culturale immateriale dell’umanità.
Che cosa indossa la figura
- Veste agbada, or buba and sokoto
Ampia e fluente veste bianca portata sopra tunica e pantaloni; il bianco è associato a Orunmila e alla freschezza e alla calma apprezzate in Ifá.
- Berretto fila
Morbido berretto di stoffa bianca, portato sul capo come parte dell’abito formale maschile yoruba.
- Collane di Ifá ileke Ifá; idè (wrist beads)
Fili di perline alternate verdi e gialle portati al collo e al polso, i colori di Orunmila, che indicano chi li indossa come iniziato di Ifá.
- Scacciamosche irukere
Scacciamosche di lunghi peli di coda animale, qui di cavallo, su un corto manico, portato da babalawo, capi e anziani come segno di autorità.
- Vassoio divinatorio opon Ifá
Vassoio di legno rotondo e piatto con il bordo intagliato, su cui l’indovino sparge la polvere (iyerosun) e traccia le figure degli odu.
- Fuori dalle funzioni
- I babalawo indossano spesso abiti bianchi o abiti yoruba comuni, con le perline di Ifá al polso. Molti affiancano alla divinazione un altro lavoro, e le consultazioni avvengono a casa o in una stanza adibita a santuario.
- Insegne
- Le perline verdi e gialle, l’irukere e l’opon Ifá identificano l’indovino; titoli come Araba sono conferiti dalla comunità dei babalawo.
Sacerdoti degli orisa
Sacerdotessa (Iyalorisa)
ìyálórìṣà (Yoruba); ialorixá (Portuguese, Brazil)
Appellativo Iya (madre), seguito dal nome o dall’orisa
La iyalorisa è una sacerdotessa anziana che guida il culto di un orisa, si prende cura del suo santuario e inizia nuovi devoti. Dirige le offerte e le feste, custodisce i canti e la poesia di lode (oriki) dell’orisa e viene consultata per consigli e guarigioni. Le donne hanno da sempre ruoli religiosi di primo piano nella società yoruba, e molti santuari degli orisa sono guidati da sacerdotesse. A Osogbo la festa annuale di Osun, incentrata sul bosco sacro iscritto nel Patrimonio mondiale dell’UNESCO, richiama migliaia di devoti e visitatori.
Che cosa indossa la figura
- Pareo e blusa iro and buba
Telo di stoffa bianca annodato in vita e blusa bianca ampia; l’abito bianco è comune tra i sacerdoti degli orisa nelle occasioni rituali.
- Fascia per il capo gele
Fascia bianca piegata e avvolta intorno alla testa, portata dalle donne nelle feste e nelle occasioni formali.
- Collane dell’orisa ileke
Numerosi fili di perline nei colori del suo orisa, per Osun il giallo, l’ambra e i toni dell’ottone, portati al collo come segno di iniziazione.
- Ventaglio di ottone abebe
Ventaglio rotondo di ottone, emblema di Osun associato alla sua bellezza, freschezza e ricchezza, tenuto in mano durante le cerimonie.
- Fuori dalle funzioni
- Fuori dai riti, le sacerdotesse indossano abiti yoruba comuni o moderni, spesso tenendo un filo di perline del loro orisa. Molte lavorano anche come commercianti, guaritrici o in altre professioni.
- Insegne
- Le perline del suo orisa e gli emblemi di quell’orisa, come il ventaglio di ottone di Osun; l’anzianità è riconosciuta dalla comunità che serve.
Sacerdoti degli orisa
Sacerdote di Sango
olórìṣà Ṣàngó; elégùn Ṣàngó for a medium (Yoruba)
Appellativo Baba, seguito dal nome o dall’orisa
Sango, orisa del tuono e del fulmine, è legato dalla tradizione a un antico re dell’impero di Oyo, e il suo culto era strettamente connesso al potere regale di Oyo. I suoi sacerdoti guidano le sue feste, si prendono cura dei suoi santuari e delle pietre del tuono che si dice cadano con i fulmini, e celebrano riti quando cade un fulmine. Alcuni iniziati servono come elegun, devoti attraverso i quali si ritiene che Sango si manifesti durante le danze festive, muovendosi con energia al suono dei tamburi bata. Sango è largamente venerato anche come Changó a Cuba e Xangô in Brasile.
Che cosa indossa la figura
- Collane rosse e bianche ileke Ṣàngó
Fili di perline alternate rosse e bianche, i colori di Sango, portati incrociati sul petto da ciascuna spalla.
- Stoffa rossa e bianca aṣọ
Indumenti di stoffa rossa e bianca, una tunica o un telo nei colori dell’orisa, indossati per i suoi riti e le sue feste.
- Bastone da danza oṣe Ṣàngó
Bastone di legno intagliato sormontato da una scure a doppia lama, simbolo della folgore di Sango, tenuto alzato durante la danza e il rito.
- Berretto bianco fila
Morbido berretto di stoffa bianca portato sul capo, che completa l’abito del sacerdote nelle cerimonie.
- Fuori dalle funzioni
- Nella vita quotidiana i sacerdoti di Sango vestono come gli altri membri della loro comunità, tenendo una perlina rossa e bianca al polso o al collo, e osservano i tabù dell’orisa.
- Insegne
- L’oṣe Ṣàngó e le perline rosse e bianche sono gli emblemi riconosciuti di Sango e dei suoi sacerdoti.
Domande frequenti
Che cos’è la divinazione Ifá?
Ifá è un sistema di divinazione e un corpus di sapere sacro associato all’orisa Orunmila. Gettando le noci di palma o una catena divinatoria, il babalawo ottiene una delle 256 figure chiamate *odu*, ciascuna legata a un ampio corpus di versi poetici. Questi versi raccontano le esperienze di consultanti mitici, e l’indovino sceglie quelli pertinenti alla domanda della persona. Ifá viene consultato su questioni che vanno dalla salute e dal matrimonio alla scelta di un sovrano.
Che cosa sono gli orisa?
Gli orisa sono le divinità della religione yoruba, intese come intermediari tra gli esseri umani e l’essere supremo Olodumare. Ognuno ha il proprio ambito, i propri colori, cibi, canti e tabù: Osun è associata ai fiumi, all’amore e alla fertilità, Sango al tuono e alla giustizia, Ogun al ferro e alle strade, Yemoja alla maternità e alle acque. La tradizione parla di centinaia di orisa, molti dei quali locali, e determinate città sono devote a determinate divinità.
Che cosa accade quando un orisa possiede un devoto?
In molte tradizioni degli orisa alcuni iniziati fungono da medium. Durante le feste, al suono di tamburi e canti, si ritiene che l’orisa scenda sul medium, che allora danza, parla o benedice i presenti nel carattere di quell’orisa. Per i praticanti è un momento centrale di comunione con il divino. Avviene all’interno di un rituale strutturato, guidato da sacerdoti anziani che conoscono i canti, i ritmi e il comportamento appropriato per ciascun orisa.
Come si pratica la religione yoruba nelle Americhe?
Gli yoruba ridotti in schiavitù portarono la loro religione nelle Americhe, dove si sviluppò in nuove tradizioni. A Cuba la Lucumí, spesso chiamata Santería o Regla de Ocha, conserva i canti, le iniziazioni e la divinazione Ifá yoruba, e i suoi sacerdoti si chiamano *santeros* e *santeras*. In Brasile il Candomblé è organizzato in comunità (*terreiros*) guidate da una *ialorixá* o da un *babalorixá*. Tradizioni affini esistono a Trinidad e altrove, ed entrambe si sono diffuse negli Stati Uniti.
Le donne possono essere babalawo?
Nella maggior parte delle comunità yoruba il titolo di babalawo spetta agli uomini, mentre le donne hanno ruoli centrali come sacerdotesse degli orisa. Alcuni lignaggi iniziano le donne a Ifá con il titolo di *iyanifa*, ma l’ampiezza del loro ruolo, e se possano maneggiare le noci di palma sacre, è oggetto di dibattito tra le diverse case in Nigeria e nella diaspora. Nella Lucumí cubana, in genere le donne non diventano babalawo, ma possono ricoprire altri ruoli legati a Ifá.
Fonti e letture consigliate
- Ifa Divination: Communication between Gods and Men in West Africa – William Bascom (Indiana University Press, 1969)
- Sixteen Cowries: Yoruba Divination from Africa to the New World – William Bascom (Indiana University Press, 1980)
- Orisa Devotion as World Religion: The Globalization of Yoruba Religious Culture – Jacob K. Olupona and Terry Rey (eds.) (University of Wisconsin Press, 2008)
- Yoruba Ritual: Performers, Play, Agency – Margaret Thompson Drewal (Indiana University Press, 1992)
- Flash of the Spirit: African and Afro-American Art and Philosophy – Robert Farris Thompson (Random House, 1983)