Codex of FaithsUn atlante illustrato delle fedi

Croci

Ankh

L’ankh, il segno egizio della vita: che cosa significava la croce ansata, come la usavano dèi e re, come la adottarono i cristiani copti e perché si porta ancora oggi.

Detto anche Chiave della vita · Croce ansata · Crux ansata

In breve

  1. I.L’ankh è il geroglifico con cui si scriveva la parola egizia per «vita».
  2. II.Nell’arte dei templi e delle tombe gli dèi lo porgono al re, offrendogli il soffio della vita.
  3. III.In seguito i cristiani copti d’Egitto lo usarono come una forma della croce.
  4. IV.Oggi è uno dei simboli antichi più portati al mondo.

Capitolo I

Che cosa significa

L’ankh è una croce il cui braccio superiore è un anello. Nella scrittura egizia stava per la parola ankh, «vita», e l’immagine non perse mai quel senso. Quando un dio accosta il segno al naso o alle labbra di un re, come su innumerevoli pareti di templi, la scena mostra il dono del soffio della vita, che manteneva in vita il re e, attraverso di lui, l’intero paese.

Poiché significava vita, l’ankh era anche una promessa riguardo alla morte. I defunti speravano di vivere di nuovo nell’aldilà, e il segno compare su sarcofagi, amuleti e tavole d’offerta. Nelle scene di purificazione, l’acqua versata su un re è disegnata come un flusso di piccoli ankh: la vita stessa che lo inonda.

Capitolo II

Da dove viene

Il segno si trova già nella più antica scrittura egizia, intorno al 3000 a.C., e fu usato per più di tremila anni. Quale oggetto raffigurasse in origine è incerto: sono stati proposti una cinghia di sandalo, il nodo di una cintura e uno specchio, e nessuna ipotesi si può dimostrare.

Quando l’Egitto divenne in gran parte cristiano, a partire dal IV secolo d.C., la Chiesa copta conservò la forma e la usò come croce, la crux ansata, o «croce con manico». La si vede su tessuti e lapidi copte della tarda antichità.

Capitolo III

Dove lo si vede oggi

L’ankh si porta come ciondolo, orecchino o tatuaggio, da persone di molte fedi e di nessuna, come segno di vita, dell’antico Egitto o dell’identità africana. Compare in film e videogiochi sull’Egitto, nei loghi dei musei e nell’arte della diaspora africana. Piccoli gruppi kemetici moderni lo usano nel loro culto rinnovato degli dèi egizi.

Domande frequenti

L’ankh è oggi un simbolo religioso?

Per la maggior parte di chi lo porta è un segno di vita, dell’Egitto o dell’eredità africana. Alcuni gruppi kemetici moderni, che fanno rivivere la religione egizia, lo usano nel culto, e i cristiani copti lo conoscono come una forma antica della croce.

Che cosa rappresenta l’anello dell’ankh?

Nessuno lo sa con certezza. Si è pensato a una cinghia di sandalo, a una cintura annodata o a uno specchio stilizzato. Gli egizi stessi non lo spiegarono mai; per loro il segno significava semplicemente vita.

Fonti e letture consigliate

  1. Encyclopaedia Britannica, “Ankh”
  2. Richard H. Wilkinson, Reading Egyptian Art: A Hieroglyphic Guide to Ancient Egyptian Painting and Sculpture (Thames & Hudson, 1992)
  3. Geraldine Pinch, Egyptian Mythology: A Very Short Introduction (Oxford University Press, 2004)
  4. Encyclopaedia Britannica, “Religious symbolism and iconography”