Capitolo I
Una conoscenza che salva
«Gnosticismo» è un’etichetta moderna per una serie di movimenti religiosi del II e III secolo d.C., per lo più interni al cristianesimo delle origini o sorti accanto a esso, che attribuivano un valore speciale alla gnosis, parola greca che significa «conoscenza». Non si trattava di erudizione libresca, ma di una comprensione salvifica della vera natura di Dio, del mondo e di sé. Molti di questi gruppi insegnavano che il Dio supremo è del tutto al di là del mondo materiale, creato da un artefice inferiore e spesso ignorante, il demiurgo.
Nei miti conservati dagli ambienti che gli studiosi chiamano sethiani, il regno divino, il pleroma («pienezza»), è popolato da emanazioni chiamate eoni. Una di esse, Sophia («Sapienza»), agisce senza il consenso del suo compagno, e da questa colpa nasce un creatore difettoso, talvolta chiamato Yaldabaoth, che plasma il cosmo materiale e lo governa attraverso le sue potenze. Scintille di luce divina restano tuttavia imprigionate negli esseri umani, e un salvatore, spesso identificato con Cristo, discende per risvegliarle alla loro vera origine. Tra i maestri associati a queste idee vi sono Basilide ad Alessandria e Valentino, che insegnò a Roma verso la metà del II secolo e i cui seguaci formarono una scuola dotta e influente.
Questi movimenti furono contrastati con vigore da altri capi cristiani. Intorno al 180 d.C. il vescovo Ireneo di Lione scrisse una lunga opera, di solito chiamata Contro le eresie, il cui titolo completo parla di smascherare la «falsamente chiamata conoscenza»; autori successivi come Ippolito ed Epifanio aggiunsero altri resoconti. Mentre nel IV secolo la Chiesa che divenne ortodossa consolidava i propri credo e le proprie Scritture, questi gruppi si dissolsero, anche se idee affini ricomparvero nel manicheismo e in successivi movimenti dualisti.
Capitolo II
Dai resoconti ostili ai libri ritrovati
Per secoli gli insegnamenti gnostici furono noti quasi esclusivamente attraverso i loro avversari, i cui resoconti erano polemici. La situazione cambiò con le scoperte di manoscritti. I codici Bruce e Askew giunsero in Gran Bretagna nel Settecento, e il Codice di Berlino, che contiene il Vangelo di Maria, fu acquisito nel 1896. Soprattutto, nel 1945 alcuni contadini del luogo, vicino a Nag Hammadi nell’Alto Egitto, trovarono tredici codici di papiro rilegati in pelle, in copto, copiati nel IV secolo e contenenti più di cinquanta testi, tra cui il Vangelo di Tommaso, il Vangelo della verità, il Libro segreto di Giovanni e scritti ermetici e platonici.
Questi libri permisero agli studiosi di leggere tali gruppi nelle loro stesse parole, e rivelarono una varietà maggiore di quanto lasciassero intendere i cacciatori di eresie. Alcuni testi sono mitologici, altri meditativi o etici; il Vangelo di Tommaso, spesso raggruppato con essi, è una raccolta di detti di Gesù priva di un elaborato mito della creazione. Studiosi come Michael Williams e Karen King si sono quindi chiesti se «gnosticismo» descriva davvero un’unica religione, osservando che la parola fu coniata solo nel XVII secolo. Molti oggi preferiscono parlare di gruppi specifici, come i sethiani e i valentiniani, oppure usano il termine con cautela.
Anche le origini sono dibattute. Studiosi di un tempo proponevano radici precristiane nella religione iranica o babilonese. Oggi la maggior parte vede questi movimenti emergere dall’incontro tra la Scrittura e l’interpretazione ebraiche, la filosofia platonica e la fede cristiana delle origini, nelle città cosmopolite dell’Impero romano.
Capitolo III
Le idee gnostiche oggi
Una comunità spesso descritta come gnostica esiste ancora: i mandei, che venerano Giovanni Battista e praticano battesimi ripetuti in acqua corrente. Stanziati da lungo tempo nell’Iraq meridionale e nell’Iran sud-occidentale, molti di loro sono stati costretti dalla guerra e dalle persecuzioni a emigrare e vivono oggi in Australia, in Europa e in Nord America. Gli studiosi discutono su quanto strettamente la loro tradizione sia legata ai movimenti antichi.
Nell’Occidente moderno la gnosis è stata ripresa in molte forme. Gli occultisti e i teosofi dell’Ottocento ammiravano gli gnostici come custodi di una sapienza soppressa, e dagli anni Novanta dell’Ottocento in Francia furono fondate piccole Chiese gnostiche. Carl Jung vide nei miti gnostici espressioni della psiche. La pubblicazione dei testi di Nag Hammadi in inglese nel 1977, seguita dal pluripremiato I Vangeli gnostici di Elaine Pagels (1979), li fece conoscere a un vasto pubblico.
I temi gnostici, come un mondo falso governato da potenze ingannatrici e una scintilla nascosta risvegliata dalla conoscenza, riecheggiano nella letteratura e nel cinema moderni, dai romanzi di Philip K. Dick a Matrix (1999). Le principali Chiese cristiane continuano a considerare i sistemi gnostici classici come un allontanamento dall’insegnamento ortodosso, mentre alcuni ricercatori spirituali contemporanei vi trovano una visione di risveglio personale. Gli storici cercano di rendere giustizia a entrambe le prospettive, leggendo i testi come testimonianza della straordinaria varietà del cristianesimo delle origini.