Codex of FaithsUn atlante illustrato delle fedi

Ombre della fede · Fede, potere e denaro

La vendita delle indulgenze

Le indulgenze nella dottrina cattolica, come il tesoro dei meriti e la campagna per San Pietro portarono ad abusi, e come Lutero e il concilio di Trento le cambiarono.

Questa pagina descrive persecuzioni e violenze del passato. È scritta come storia, senza dettagli crudi.

Quando
1095–1567
Dove
Cristianità latina, soprattutto il Sacro Romano Impero e Roma
Tradizioni
Cristianesimo

In cifre

  • 95tesi redatte da Martin Lutero nel 1517 per contestare il potere e l’efficacia delle indulgenze
  • circa la metàdei proventi dell’indulgenza per San Pietro nei territori dell’arcivescovo Alberto, destinata a ripagare i suoi debiti con la banca dei Fugger
  • 1567l’anno in cui Pio V revocò tutte le concessioni di indulgenze che comportavano tasse o transazioni finanziarie

In breve

  1. I.Nell’insegnamento cattolico l’indulgenza è la remissione della pena temporale ancora dovuta per peccati già perdonati, concessa dalla Chiesa attingendo al tesoro dei meriti acquisiti da Cristo e dai santi.
  2. II.Dalle crociate in poi le indulgenze furono legate a opere pie, comprese le offerte in denaro, e nel tardo Medioevo la loro predicazione era diventata un’importante fonte di entrate per la Chiesa.
  3. III.La campagna per la ricostruzione della basilica di San Pietro, predicata in Germania dal domenicano Johann Tetzel, spinse Martin Lutero a scrivere le Novantacinque tesi nel 1517.
  4. IV.Il concilio di Trento confermò la dottrina ma condannò gli abusi, e nel 1567 papa Pio V abolì le indulgenze legate a pagamenti in denaro.

Cronologia

  1. 1095A Clermont papa Urbano II promette ai crociati la remissione della penitenza, una prima forma di indulgenza plenaria.
  2. 1300Bonifacio VIII proclama il primo Giubileo, offrendo un’indulgenza plenaria ai pellegrini che visitano Roma.
  3. 1343Con la bolla Unigenitus Clemente VI espone la dottrina del tesoro dei meriti.
  4. 1476Sisto IV dichiara che le indulgenze possono essere applicate alle anime del purgatorio per via di suffragio.
  5. 1515Leone X emana un’indulgenza per la ricostruzione di San Pietro, da predicare nei territori di Alberto di Brandeburgo.
  6. 1517Johann Tetzel predica l’indulgenza vicino al confine sassone; il 31 ottobre Martin Lutero invia le sue Novantacinque tesi ad Alberto.
  7. 1563Il concilio di Trento emana il suo decreto sulle indulgenze, mantenendo la dottrina e ordinando di eliminare gli abusi.
  8. 1567Pio V abolisce le indulgenze legate a qualsiasi transazione finanziaria.

Che cosa mostrano i documenti

  • La dottrina cattolica definiva l’indulgenza come remissione della pena temporale per peccati già perdonati, non come perdono del peccato in sé.
  • La bolla Unigenitus di Clemente VI, del 1343, espose la dottrina del tesoro dei meriti.
  • L’indulgenza di Leone X per San Pietro fu predicata nei territori di Alberto di Brandeburgo, e parte dei proventi doveva ripagare il suo debito con i Fugger.
  • Lutero inviò le sue Novantacinque tesi all’arcivescovo Alberto il 31 ottobre 1517.
  • Il concilio di Trento confermò le indulgenze nel 1563 condannandone gli abusi, e Pio V pose fine nel 1567 alle concessioni di indulgenze legate al denaro.

Che cosa dice la leggenda

  • Le indulgenze vengono spesso descritte come un permesso di peccare in anticipo; nessun insegnamento ufficiale lo ha mai consentito, anche se alcuni predicatori furono accusati di lasciarlo intendere.
  • La filastrocca della moneta nella cassetta viene di solito citata come parole dello stesso Tetzel, ma proviene dai suoi critici e la sua origine precisa è incerta.
  • L’immagine di Lutero che affigge le sue tesi alla porta della chiesa si basa su un racconto successivo di Melantone, e alcuni storici dubitano che sia andata come si racconta.
  • Si dice spesso che Lutero volesse fondare una nuova Chiesa; nel 1517 chiedeva un dibattito accademico e una riforma all’interno della Chiesa.

Capitolo I

Peccato, penitenza e il tesoro dei meriti

Per capire le indulgenze bisogna partire dalla teologia medievale della penitenza. Nell’insegnamento cattolico il peccatore che si pente e si confessa ottiene il perdono della colpa ed è liberato dalla pena eterna. Resta però un debito di pena temporale, da scontare con atti di penitenza in questa vita o con la purificazione in purgatorio dopo la morte. Nella Chiesa antica le penitenze erano lunghe e pubbliche, e a volte duravano anni. Col tempo la Chiesa permise di commutarle in altre opere pie, come preghiere, pellegrinaggi, digiuni o doni ai poveri.

L’indulgenza era la dichiarazione della Chiesa che una parte o la totalità di questa pena temporale veniva rimessa. Un’indulgenza parziale si misurava in giorni o anni, corrispondenti agli antichi periodi penitenziali; un’indulgenza plenaria la rimetteva tutta. La prima grande indulgenza plenaria fu offerta nel 1095, quando papa Urbano II promise che a chi fosse partito per la crociata con retta intenzione la penitenza sarebbe stata considerata compiuta. Nel 1300 Bonifacio VIII estese un’indulgenza plenaria ai pellegrini che avessero visitato Roma durante il primo anno giubilare.

I teologi spiegavano l’origine di questo potere con l’idea del tesoro dei meriti. Il sacrificio di Cristo e le opere buone della Vergine Maria e dei santi avevano prodotto una sovrabbondanza di meriti, più di quanto servisse alla loro stessa salvezza. La Chiesa, che deteneva le chiavi date a san Pietro, poteva distribuire ai fedeli da questo tesoro. Papa Clemente VI espose la dottrina nella bolla Unigenitus nel 1343. Nel 1476 Sisto IV dichiarò che i vivi potevano ottenere indulgenze per le anime già in purgatorio, per via di suffragio.

Capitolo II

Il denaro e la campagna per San Pietro

Le indulgenze furono sempre legate al pentimento e a un atto di pietà, ma quell’atto poteva essere un’offerta. Nel XV secolo la predicazione delle indulgenze era diventata un sistema ben organizzato per raccogliere fondi per chiese, ospedali, ponti e crociate. Predicatori di professione, spesso frati, viaggiavano con lettere papali, e i certificati d’indulgenza stampati furono tra i primi prodotti della stampa di Gutenberg. Le lettere d’indulgenza erano vendute a tariffe diverse secondo la ricchezza dell’acquirente, e in linea di principio ai poveri era consentito ottenerle con la preghiera e il digiuno. Molti contemporanei, compresi cattolici fedeli, lamentavano che i predicatori esagerassero i benefici e che la gente comune sentisse un messaggio semplice: paga e sarai salvato.

La campagna più famosa nacque da un progetto edilizio. Papa Giulio II aveva avviato nel 1506 la ricostruzione della basilica di San Pietro a Roma, e nel 1515 Leone X rinnovò un’indulgenza per finanziarla. In gran parte della Germania l’indulgenza fu affidata ad Alberto di Brandeburgo, divenuto arcivescovo di Magonza mentre già reggeva altre sedi. Per pagare le alte tasse della dispensa papale si era indebitato con la banca dei Fugger, e si era convenuto che circa la metà dei proventi nei suoi territori sarebbe servita a ripagare il debito. All’epoca l’accordo non era pubblico.

Il predicatore principale era Johann Tetzel, un frate domenicano di lunga esperienza. Nella primavera del 1517 predicò vicino ai confini della Sassonia elettorale, a Jüterbog, perché l’elettore Federico il Saggio aveva vietato la campagna nel suo territorio. Gli abitanti di Wittenberg attraversavano il confine per comprare le lettere. Tetzel insegnava, in linea con alcuni teologi del tempo, che un’indulgenza per i defunti si poteva ottenere con la sola offerta, senza la confessione di chi donava. Una filastrocca attribuitagli dai suoi critici, «Appena il soldo nella cassetta risuona, l’anima dal purgatorio vola via», riassume l’impressione popolare, anche se non è certo che lui abbia usato queste parole.

Capitolo III

La protesta di Lutero

Martin Lutero, frate agostiniano e professore di teologia a Wittenberg, era turbato dal fatto che i suoi parrocchiani credessero di non doversi più pentire. Il 31 ottobre 1517 inviò una lettera all’arcivescovo Alberto, allegando novantacinque tesi per un dibattito accademico sul potere delle indulgenze. Le tesi non rifiutavano ancora del tutto le indulgenze, ma mettevano in dubbio il potere del papa sul purgatorio e chiedevano perché, se poteva svuotarlo, non lo facesse per amore anziché per denaro.

L’immagine popolare di Lutero che affigge con rabbia le tesi alla porta della chiesa del castello di Wittenberg viene da un racconto del suo collega Filippo Melantone, scritto dopo la morte di Lutero. Alcuni storici hanno dubitato che l’affissione sia mai avvenuta; altri pensano che possa essere avvenuta nel normale modo accademico, poiché la porta della chiesa serviva da bacheca dell’università. In ogni caso, gli stampatori diffusero presto le tesi in tutta la Germania. Alberto le inoltrò a Roma, e Tetzel e altri teologi risposero in difesa dell’autorità papale. Nel giro di pochi anni Lutero fu scomunicato da Leone X, nel 1521, e una disputa sulle indulgenze era diventata un dibattito sulla grazia, sull’autorità e sulla Chiesa che si concluse con una divisione duratura del cristianesimo occidentale.

Capitolo IV

Riforma e memoria

La Chiesa cattolica rispose sia difendendo la propria dottrina sia riformando la propria pratica. Nella sessione finale del dicembre 1563 il concilio di Trento dichiarò che la Chiesa aveva il potere di concedere indulgenze e che il loro uso era salutare, condannando però «ogni turpe guadagno» a esse legato e ordinando ai vescovi di estirpare gli abusi. Nel 1567 papa Pio V andò oltre e revocò tutte le concessioni di indulgenze che comportavano tasse o altre transazioni finanziarie. L’ufficio del predicatore di indulgenze di professione era già stato abolito dal concilio.

Le indulgenze fanno ancora parte dell’insegnamento cattolico. Nel 1967 papa Paolo VI riformò il sistema, abolendo il computo in giorni e anni e sottolineando la conversione interiore del fedele. Gli anni giubilari continuano a offrire indulgenze per pellegrinaggi, preghiere e opere di carità, ma nessuna si può comprare. Per i protestanti la vendita delle indulgenze resta il simbolo del perché iniziò la Riforma, e il 31 ottobre è commemorato come Giorno della Riforma. Molti storici cattolici riconoscono oggi che gli abusi furono reali, pur sottolineando che la dottrina in sé, correttamente intesa, non ha mai insegnato che il perdono si potesse comprare.

Dove è successo

10° E 50° N Roma · 1515 Roma: 1515 Magonza · 1515–1517 Magonza: 1515–1517 Jüterbog · aprile 1517 Jüterbog: aprile 1517 Wittenberg · ottobre 1517 Wittenberg: ottobre 1517 Trento · 1545–1563 Trento: 1545–1563 Dove è successo Dove iniziò Luoghi successivi N
  1. 1515 Roma
  2. 1515–1517 Magonza
  3. aprile 1517 Jüterbog
  4. ottobre 1517 Wittenberg
  5. 1545–1563 Trento

Domande frequenti

Che cos’è un’indulgenza nell’insegnamento cattolico?

È la remissione davanti a Dio della pena temporale dovuta per peccati la cui colpa è già stata perdonata, di solito attraverso la confessione. Non è il perdono del peccato in sé e non è mai stata ufficialmente una licenza di peccare.

Si poteva comprare il perdono dei peccati?

La dottrina ufficiale non ha mai insegnato che il perdono si potesse comprare, e pentimento e confessione furono sempre richiesti. Nella pratica, però, la predicazione delle indulgenze in cambio di elemosine portò molti a credere che il pagamento in sé procurasse la salvezza, ed era questo l’abuso attaccato da Lutero e poi dai riformatori cattolici.

La Chiesa cattolica concede ancora indulgenze?

Sì. Le indulgenze fanno ancora parte dell’insegnamento cattolico e sono legate a preghiere, pellegrinaggi e opere di carità, ma dal 1567 non si possono ottenere in cambio di denaro.

Fonti e letture consigliate

  1. R. N. Swanson, Indulgences in Late Medieval England: Passports to Paradise? (Cambridge University Press, 2007)
  2. Robert W. Shaffern, The Penitents’ Treasury: Indulgences in Latin Christendom, 1175–1375 (University of Scranton Press, 2007)
  3. Diarmaid MacCulloch, Reformation: Europe’s House Divided 1490–1700 (Allen Lane, 2003)
  4. John W. O’Malley, Trent: What Happened at the Council (Harvard University Press, 2013)
  5. Lyndal Roper, Martin Luther: Renegade and Prophet (Bodley Head, 2016)