Codex of FaithsUn atlante illustrato delle fedi

Ombre della fede · Fede, potere e denaro

Il commercio medievale delle reliquie

Come le ossa dei santi divennero gli oggetti più ambiti della cristianità medievale, comprate, rubate e falsificate, da san Marco a Venezia al sacco del 1204.

Questa pagina descrive persecuzioni e violenze del passato. È scritta come storia, senza dettagli crudi.

Quando
IV–XVI secolo
Dove
Europa latina e Impero bizantino
Tradizioni
Cristianesimo

In cifre

  • 828l’anno in cui mercanti veneziani portarono via da Alessandria il corpo ritenuto quello di san Marco
  • 1204l’anno in cui i crociati saccheggiarono Costantinopoli e ne asportarono molte reliquie
  • 1215l’anno in cui il Concilio Lateranense IV vietò la vendita delle reliquie e impose l’approvazione papale per quelle appena ritrovate

In breve

  1. I.Fin dalla tarda antichità i cristiani veneravano le reliquie, i corpi dei santi e gli oggetti legati a Cristo e ai santi, come punti in cui il cielo toccava la terra.
  2. II.Poiché le reliquie portavano pellegrini, prestigio e protezione, chiese e città se le contendevano, e la domanda alimentò un commercio che la Chiesa cercò più volte di regolare.
  3. III.Gli scrittori medievali celebravano perfino i furti sacri, come il trasferimento del corpo di san Marco da Alessandria a Venezia nell’828, e il sacco di Costantinopoli compiuto dalla quarta crociata nel 1204 riversò in Occidente una marea di reliquie.
  4. IV.Falsi e duplicati attirarono le critiche di monaci medievali oltre che di Erasmo e Calvino, e il Concilio di Trento mantenne il culto delle reliquie condannandone gli abusi.

Cronologia

  1. 386Una legge dell’imperatore Teodosio I vieta di spostare, dividere o vendere i corpi dei martiri.
  2. 787Il secondo Concilio di Nicea stabilisce che le chiese siano consacrate con reliquie.
  3. 828Due mercanti veneziani portano il corpo di san Marco da Alessandria a Venezia.
  4. 1087Marinai di Bari prelevano le reliquie di san Nicola da Mira, in Asia Minore.
  5. 1204La quarta crociata saccheggia Costantinopoli e le reliquie vengono portate in chiese di tutta l’Europa occidentale.
  6. 1215Il Concilio Lateranense IV vieta la vendita delle reliquie e la loro esposizione fuori dai reliquiari.
  7. 1239–1248Il re Luigi IX di Francia acquista la Corona di spine e fa costruire la Sainte-Chapelle a Parigi per custodirla.
  8. 1543Giovanni Calvino pubblica il suo Trattato delle reliquie, deridendo duplicati e falsi.

Che cosa mostrano i documenti

  • Dal IV secolo i cristiani costruirono chiese sulle tombe dei martiri e collocarono reliquie negli altari.
  • Le reliquie venivano comprate, vendute, offerte come doni diplomatici e rubate, nonostante le ripetute leggi e disposizioni ecclesiastiche contro la loro vendita.
  • Testi medievali noti come translationes descrivono con approvazione i furti sacri, presentando il santo come consenziente al trasferimento.
  • Dopo il 1204 molte reliquie di Costantinopoli giunsero nelle chiese occidentali, alcune accompagnate da documenti che descrivono come erano state prese.
  • Uomini di Chiesa medievali come Guiberto di Nogent criticarono le reliquie dubbie molto prima della Riforma.

Che cosa dice la leggenda

  • Si dice spesso che i frammenti della Vera Croce sarebbero bastati a costruire una nave; la battuta compare in Erasmo e fu resa celebre dalla polemica di Calvino, e un censimento ottocentesco dei frammenti noti ne stimò il volume complessivo come assai più piccolo.
  • Racconti popolari sostengono che i falsari di reliquie vendessero abitualmente ossa di maiale come resti di santi; il Venditore di indulgenze di Chaucer lo fa nella finzione letteraria, ma la maggior parte delle reliquie era sinceramente ritenuta autentica da chi la possedeva.
  • Si racconta che i veneziani nascosero il corpo di san Marco sotto carne di maiale per scoraggiare i doganieri musulmani; la storia proviene dal resoconto veneziano del furto e potrebbe essere stata abbellita.
  • Alcuni sostengono che la Chiesa vendesse ufficialmente reliquie; il diritto ecclesiastico ne vietò sempre la vendita, anche quando nella pratica la regola veniva infranta.

Capitolo I

Dove il cielo toccava la terra

Nel mondo tardoromano i cristiani cominciarono a radunarsi presso le tombe dei martiri, coloro che erano morti per la fede. Credevano che i martiri fossero già presso Dio e potessero intercedere per i vivi, e che i loro resti conservassero una parte della loro santità. Sopra quelle tombe sorsero chiese, e dal IV secolo le reliquie vennero trasferite in nuove chiese e collocate sotto gli altari. Lo storico Peter Brown ha descritto tutto questo come una rivoluzione: i morti, un tempo tenuti fuori dalle mura cittadine, furono portati al centro della vita cristiana.

Le reliquie assumevano molte forme. Le più apprezzate erano i corpi dei santi, interi o divisi, ma esistevano anche reliquie secondarie: vesti, oggetti toccati dal santo o stoffe che avevano toccato una tomba. Le più preziose di tutte erano le reliquie legate a Cristo stesso, come i frammenti della Vera Croce, che secondo la tradizione Elena, madre di Costantino, ritrovò a Gerusalemme nel IV secolo. Le reliquie erano custodite in reliquiari d’oro, d’argento e di gemme, molti dei quali sono oggi capolavori nelle collezioni dei musei.

Per una chiesa o una città, una reliquia famosa portava pellegrini, offerte, prestigio e la protezione di un patrono celeste. I re collezionavano reliquie per mostrare la loro pietà e il loro potere, e gli imperatori le inviavano come doni diplomatici. Nel 787 il secondo Concilio di Nicea stabilì che le chiese fossero consacrate con reliquie, il che le rese necessarie per ogni nuovo altare. La domanda crebbe più in fretta dell’offerta. Nell’Occidente latino, dove le reliquie erano più rare che nell’Oriente bizantino, le chiese guardavano a Roma e alla Terra Santa, e i corpi dei martiri romani furono prelevati dalle catacombe e inviati a nord delle Alpi, a volte con la benedizione papale e a volte senza. Le vie di pellegrinaggio, come il cammino verso Santiago de Compostela, si svilupparono attorno ai santuari dei santi più famosi.

Capitolo II

Il furto sacro

La Chiesa cercò fin dall’inizio di controllare la circolazione delle reliquie. Una legge dell’imperatore Teodosio I del 386 vietava di spostare, dividere o vendere i corpi dei martiri. Eppure per tutto il Medioevo le reliquie furono comprate e vendute, spesso tramite mercanti itineranti, e furono anche rubate. Lo storico Patrick Geary ha chiamato questi furti furta sacra, furti sacri, e ha mostrato che gli scrittori medievali li celebravano spesso in racconti noti come translationes. Un santo, sostenevano, non poteva essere spostato contro la sua volontà; un furto riuscito dimostrava che desiderava andarsene.

Il caso più famoso è quello di san Marco. Nell’828 due mercanti veneziani, che la tradizione chiama Buono da Malamocco e Rustico da Torcello, sottrassero il corpo ritenuto quello dell’evangelista dalla sua chiesa di Alessandria, allora sotto dominio musulmano. Secondo il resoconto veneziano, lo nascosero sotto un carico di carne di maiale perché i funzionari musulmani non lo perquisissero. La reliquia fece di Venezia la città di san Marco, e la basilica costruita per custodirla divenne il simbolo della repubblica. Nel 1087 marinai di Bari portarono via le reliquie di san Nicola da Mira, in Asia Minore, e il nuovo santuario del santo fece di Bari una grande meta di pellegrinaggio.

Il più grande trasferimento di reliquie avvenne con la quarta crociata. Nell’aprile del 1204 i crociati, deviati dal loro obiettivo, l’Egitto, saccheggiarono Costantinopoli, capitale del cristiano Impero bizantino e sede della più ricca collezione di reliquie della cristianità. Le chiese furono spogliate e le reliquie portate a Venezia, in Francia, in Germania e oltre. Il monaco Gunther di Pairis scrisse un resoconto in lode del suo abate, Martino, per essersi procurato reliquie per il loro monastero in Alsazia. Un canonico della Piccardia portò ad Amiens nel 1206 una reliquia ritenuta la testa di Giovanni Battista. Gli scrittori bizantini, come lo storico Niceta Coniata, registrarono il sacco come una catastrofe e un sacrilegio. Nel 2001 papa Giovanni Paolo II espresse alla Chiesa ortodossa il proprio rammarico per gli eventi del 1204, e nel 2004 consegnò al patriarca ecumenico reliquie dei santi Gregorio Nazianzeno e Giovanni Crisostomo, che si ritiene fossero state portate via da Costantinopoli in quell’occasione.

Capitolo III

I falsi e i loro critici

Dove le reliquie avevano valore, seguivano i falsi. Diverse chiese rivendicavano la stessa testa o lo stesso corpo di un santo, e i frammenti della Vera Croce erano sparsi in tutta Europa. Alcuni falsi erano frodi deliberate; altri nascevano da confusioni in buona fede, quando le reliquie di un santo venivano divise, rinominate o attribuite dalle generazioni successive. Non tutti erano creduloni. Intorno al 1120 il monaco Guiberto di Nogent scrisse un trattato sulle reliquie in cui criticava un monastero che sosteneva di possedere un dente di Cristo, e metteva in guardia contro le reliquie prive di una storia affidabile. Nel 1215 il Concilio Lateranense IV vietò la vendita delle reliquie e la loro esposizione fuori da un reliquiario, e stabilì che le reliquie appena scoperte richiedessero l’approvazione papale.

La satira rese la critica più tagliente. Nei Racconti di Canterbury di Chaucer, scritti alla fine del XIV secolo, il Venditore di indulgenze porta con sé un vaso di vetro pieno di «pigges bones», ossa di maiale, per ingannare la gente di campagna. Nel XVI secolo Erasmo derise i pellegrini che baciavano reliquie dubbie, e nel 1543 Giovanni Calvino pubblicò un Trattato delle reliquie, elencando teste, corpi e oggetti duplicati e sostenendo che i frammenti della Vera Croce avrebbero riempito una nave. Nel XIX secolo uno studioso francese, Charles Rohault de Fleury, misurò i frammenti noti e concluse che tutti insieme equivalevano a molto meno di una sola croce.

Capitolo IV

Riforma e sopravvivenza

La Riforma portò alla distruzione di molti santuari nei paesi protestanti, dove i riformatori vedevano nel culto delle reliquie una superstizione. Il Concilio di Trento, nel 1563, difese la venerazione delle reliquie ma ordinò ai vescovi di eliminarne gli abusi e vietò di trarne profitto. Il diritto canonico cattolico vieta ancora oggi la vendita delle sacre reliquie.

Le reliquie restano importanti nel cristianesimo cattolico e ortodosso, e la loro venerazione ha paralleli in altre tradizioni, come la venerazione buddhista delle reliquie del Buddha negli stupa. Molte reliquie medievali sono oggi studiate dagli scienziati oltre che dagli storici, e alcune, come la Sindone di Torino, restano oggetto di dibattito. La storia del commercio delle reliquie mostra come nel mondo medievale devozione sincera, orgoglio civico, denaro e potere potessero diventare inseparabili.

Dove è successo

0°20° E 30° N40° N50° N Alessandria · 828 Alessandria: 828 Venezia · 828 Venezia: 828 Mira · 1087 Mira: 1087 Bari · 1087 Bari: 1087 Costantinopoli · 1204 Costantinopoli: 1204 Amiens · 1206 Amiens: 1206 Parigi · 1239–1248 Parigi: 1239–1248 Dove è successo Dove iniziò Luoghi successivi N
  1. 828 Alessandria
  2. 828 Venezia
  3. 1087 Mira
  4. 1087 Bari
  5. 1204 Costantinopoli
  6. 1206 Amiens
  7. 1239–1248 Parigi

Domande frequenti

Che cos’è una reliquia?

Una reliquia è il corpo o una parte del corpo di un santo, oppure un oggetto legato a Cristo o a un santo, come una veste o uno strumento del martirio. I cristiani cattolici e ortodossi venerano le reliquie come segni della santità dei santi, non come oggetti di culto in sé.

Perché nel Medioevo si rubavano le reliquie?

Le reliquie portavano pellegrini, entrate, prestigio e, si credeva, la protezione del santo. Gli scrittori medievali presentavano spesso un furto riuscito come prova che il santo desiderava essere trasferito, così un «furto sacro» poteva essere celebrato anziché condannato.

Si possono ancora comprare reliquie?

Il diritto canonico cattolico vieta la vendita delle sacre reliquie. Le reliquie compaiono ancora sul mercato antiquario, ma la Chiesa considera illecite queste vendite.

Fonti e letture consigliate

  1. Patrick J. Geary, Furta Sacra: Thefts of Relics in the Central Middle Ages (Princeton University Press, rev. edn, 1990)
  2. Peter Brown, The Cult of the Saints: Its Rise and Function in Latin Christianity (University of Chicago Press, 1981)
  3. Robert Bartlett, Why Can the Dead Do Such Great Things? Saints and Worshippers from the Martyrs to the Reformation (Princeton University Press, 2013)
  4. Jonathan Phillips, The Fourth Crusade and the Sack of Constantinople (Jonathan Cape, 2004)