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Storia insolita · Divisioni e scismi

Il Grande Scisma del 1054

Come una lite a Costantinopoli nel 1054 divenne il simbolo della divisione tra cattolici e ortodossi, e perché per gli storici fu un lento distacco, non un giorno.

Quando
IX secolo–1965
Dove
Roma e Costantinopoli, e il mondo cristiano tra le due
Tradizioni
Cristianesimo

In cifre

  • 1054anno delle condanne reciproche, tradizionalmente considerato la data dello scisma
  • circa 150 annitra la lite del 1054 e il sacco di Costantinopoli del 1204, che la maggior parte degli storici considera il vero punto di rottura
  • 911 annitra le scomuniche e la loro revoca il 7 dicembre 1965

In breve

  1. I.Nel luglio 1054 i legati pontifici guidati dal cardinale Umberto scomunicarono il patriarca di Costantinopoli, Michele Cerulario, che rispose condannando i legati.
  2. II.La lite toccava antiche controversie sull’autorità del papa, sul filioque aggiunto al Credo in Occidente e sull’uso del pane azzimo nell’eucaristia.
  3. III.Gli storici vedono il 1054 come un episodio di un lento distacco tra cristianità latina e greca, e il sacco di Costantinopoli compiuto dai crociati nel 1204 fece molto di più per rendere reale la separazione.
  4. IV.Nel 1965 papa Paolo VI e il patriarca Atenagora revocarono le scomuniche del 1054, anche se le due Chiese restano separate.

Cronologia

  1. 589Il terzo concilio di Toledo, in Spagna, usa il Credo con il filioque, «e dal Figlio», un primo segno dell’aggiunta occidentale.
  2. 863–867Papa Niccolò I e il patriarca Fozio si condannano a vicenda in una lite precedente, poi ricomposta.
  3. 1014Secondo fonti posteriori, il Credo con il filioque viene cantato a Roma all’incoronazione dell’imperatore Enrico II.
  4. 1053Lettere da parte greca attaccano le consuetudini latine, soprattutto il pane azzimo; le chiese latine di Costantinopoli vengono, a quanto si dice, chiuse.
  5. 16 luglio 1054Umberto depone la bolla di scomunica sull’altare di Santa Sofia; pochi giorni dopo un sinodo presieduto da Cerulario condanna i legati.
  6. 1204Gli eserciti della quarta crociata saccheggiano Costantinopoli e vi insediano un patriarca latino.
  7. 1274 e 1439I concili di Lione e di Firenze proclamano la riunificazione, ma gli accordi sono respinti in Oriente.
  8. 7 dicembre 1965Paolo VI e Atenagora revocano congiuntamente le scomuniche del 1054.

Che cosa mostrano i documenti

  • I legati Umberto, Federico di Lorena e Pietro di Amalfi lasciarono una bolla di scomunica in Santa Sofia nel luglio 1054.
  • Papa Leone IX era morto nell’aprile 1054, quindi l’autorità dei legati era già dubbia quando agirono.
  • Il sinodo del patriarca condannò i legati e i loro sostenitori, non il papa né la Chiesa latina nel suo insieme.
  • I contatti tra Roma e Costantinopoli continuarono dopo il 1054, compreso l’appello bizantino all’aiuto occidentale che portò alla prima crociata.
  • La Dichiarazione comune cattolico-ortodossa del 7 dicembre 1965 fu letta contemporaneamente a Roma e a Istanbul.

Che cosa dice la leggenda

  • «Nel 1054 la Chiesa si spaccò in due.» Pochi all’epoca considerarono definitiva la lite; la separazione si consolidò nel corso dei secoli, e il 1204 contò di più.
  • «Il papa e il patriarca si scomunicarono a vicenda.» Il papa era già morto; le condanne furono tra i suoi legati e il patriarca.
  • «Lo scisma riguardava il filioque.» Era una questione tra molte, accanto all’autorità, alle consuetudini, alla lingua e alla politica.
  • «La dichiarazione del 1965 pose fine allo scisma.» Cancellò le scomuniche come gesto di riconciliazione, ma la piena comunione non fu ristabilita.

Personaggi chiave

  • Michele I CerularioPatriarca di Costantinopoli (1043–1058), difese le consuetudini greche contro Roma
  • Umberto di Silva CandidaCardinale e legato pontificio, depose la bolla di scomunica sull’altare di Santa Sofia
  • Leone IXPapa (1049–1054), inviò la legazione ma morì prima della scomunica
  • Paolo VI e Atenagora IPapa e patriarca ecumenico che revocarono gli anatemi nel 1965

Capitolo I

Una bolla sull’altare

Un pomeriggio d’estate del 1054, mentre il clero di Costantinopoli si preparava alla liturgia in Santa Sofia, tre visitatori venuti da Roma avanzarono fino all’altare. Il loro capo, il cardinale Umberto di Silva Candida, vi depose un documento e uscì dalla chiesa, scuotendo, si racconta, la polvere dai piedi. Il documento scomunicava il patriarca di Costantinopoli, Michele Cerulario, e i suoi sostenitori. Si dice che un diacono sia corso dietro ai legati supplicandoli di riprenderlo. Essi rifiutarono e poco dopo lasciarono la città.

La legazione era venuta per comporre una controversia, non per aprirne una. L’anno precedente alcune lettere da parte greca, fra cui una dell’arcivescovo Leone di Ocrida, avevano attaccato le consuetudini latine, e le fonti dicono che Cerulario aveva fatto chiudere le chiese latine della capitale. Papa Leone IX inviò Umberto, insieme a Federico di Lorena e Pietro di Amalfi, anche per assicurarsi un’alleanza con l’imperatore bizantino contro i Normanni nell’Italia meridionale. Umberto era un riformatore dotto e combattivo, Cerulario un prelato ambizioso e orgoglioso. Nessuno dei due era incline a cedere.

Il contesto contava quanto le personalità. Nell’Italia meridionale i Normanni si stavano impadronendo di terre appartenute a Bisanzio, e le chiese di rito greco passavano sotto vescovi latini che imponevano le consuetudini latine. Per reazione, le comunità latine di Costantinopoli, composte in gran parte da mercanti di Amalfi e di altre città italiane, subivano pressioni perché seguissero l’uso greco. Le questioni di rito diventavano così questioni di giurisdizione: quali vescovi governavano dove, e quali consuetudini erano corrette. Entrambe le parti credevano di difendere un’antica tradizione, ed entrambe sospettavano l’altra di innovare.

Nel giro di pochi giorni un sinodo a Costantinopoli rispose. Condannò i legati e chi li aveva aiutati, e la bolla fu bruciata pubblicamente. Il patriarca non scomunicò il papa, che in realtà era morto in aprile, tre mesi prima che i legati agissero. A rigore, la loro missione potrebbe essere decaduta con la sua morte, un punto che canonisti e storici hanno sempre rilevato.

Capitolo II

Pane, Credo e autorità

Gli argomenti del 1053–1054 sembrano tecnici, ma toccavano ciò che ciascuna parte riteneva più sacro. I greci contestavano l’uso latino del pane non lievitato, gli azymes, nell’eucaristia, che consideravano una pratica ebraica inadatta alla nuova alleanza. Criticavano anche il digiuno latino del sabato e l’uso dei preti di radersi la barba. La bolla di Umberto rispose con accuse proprie, tra cui l’affermazione che i greci avessero tolto il filioque dal Credo, quando in realtà era stato l’Occidente ad aggiungerlo.

Il filioque, «e dal Figlio», era la questione teologica più profonda. Il Credo approvato ai concili di Nicea e di Costantinopoli diceva che lo Spirito Santo procede dal Padre. In Spagna e nelle terre dei Franchi furono aggiunte le parole «e dal Figlio», e all’inizio dell’XI secolo il Credo ampliato si cantava ormai a Roma stessa. Per i teologi greci l’aggiunta turbava l’equilibrio della Trinità, ed era stata fatta senza il consenso di tutta la Chiesa.

Dietro entrambe le questioni c’era quella dell’autorità. Roma sosteneva che il papa, in quanto successore di san Pietro, avesse giurisdizione su tutta la Chiesa. Costantinopoli onorava Roma come prima sede, ma vedeva i patriarchi come guide comuni della Chiesa attraverso i concili. I papi riformatori dell’XI secolo, tra cui Leone IX, fecero valere le pretese romane con più forza che mai, e lo scontro con Cerulario ne fu una conseguenza.

Capitolo III

Il lungo distacco e l’anno 1204

Oggi gli storici sottolineano che il 1054 non fu una rottura netta. C’erano state rotture precedenti, come la lite tra papa Niccolò I e il patriarca Fozio negli anni Sessanta del IX secolo, e si erano ricomposte. Le due metà della cristianità si allontanavano da secoli: l’Occidente parlava latino e l’Oriente greco, pochi studiosi leggevano entrambe le lingue e dopo l’VIII secolo i papi guardavano ai sovrani franchi più che all’imperatore di Costantinopoli. Consuetudini, teologia e diritto ecclesiastico si svilupparono separatamente, e ciascuna parte conosceva sempre meno l’altra.

Dopo il 1054 i contatti proseguirono. Il patriarca Pietro III di Antiochia invitò alla moderazione e, negli anni Novanta dell’XI secolo, l’imperatore bizantino Alessio I chiese all’Occidente un aiuto militare, un appello che contribuì a far partire la prima crociata. Le crociate, però, misero latini e greci in un contatto stretto e spesso aspro. Nel 1204 l’esercito della quarta crociata, deviato dal suo obiettivo, prese d’assalto e saccheggiò Costantinopoli, ne depredò le chiese e vi insediò un imperatore latino e un patriarca latino. Per molti cristiani ortodossi fu questo, più di qualunque documento del 1054, il momento in cui la divisione divenne personale e duratura.

I tentativi successivi di riunificazione fallirono. Al concilio di Lione nel 1274 e al concilio di Firenze nel 1439 le delegazioni bizantine accettarono l’unione, in gran parte sperando in un aiuto occidentale contro i loro nemici, ma clero e popolo in patria respinsero gli accordi. Costantinopoli cadde in mano agli Ottomani nel 1453, e ortodossi e cattolici presero strade separate.

Capitolo IV

La revoca degli anatemi

La data del 1054 divenne un simbolo comodo, e scrittori successivi di entrambe le parti proiettarono su quell’estate l’intera separazione. Nel gennaio 1964 papa Paolo VI e il patriarca ecumenico Atenagora I si incontrarono a Gerusalemme, il primo incontro del genere da secoli. Il 7 dicembre 1965 pubblicarono una dichiarazione comune, letta nello stesso momento a Roma, alla chiusura del Concilio Vaticano II, e a Istanbul. Esprimeva rammarico per le parole e i gesti offensivi del 1054 e cancellava le sentenze di scomunica «dalla memoria e dal seno della Chiesa».

La dichiarazione non ristabilì la comunione. Le questioni dell’autorità papale e del filioque restano in discussione nel dialogo ufficiale cattolico-ortodosso. Da allora papi e patriarchi si sono incontrati regolarmente, e nel 2004 papa Giovanni Paolo II ha chiesto perdono per il sacco del 1204. La lite del 1054 è oggi ricordata non tanto come la causa dello scisma, quanto come il segno di quanto le due Chiese si fossero già allontanate.

Dove è successo

0°20° E 40° N50° N Toledo · 589 Toledo: 589 Aquisgrana · 809 Aquisgrana: 809 Roma · 1014–1054 Roma: 1014–1054 Ocrida · 1053 Ocrida: 1053 Costantinopoli · 1054 e 1204 Costantinopoli: 1054 e 1204 Firenze · 1439 Firenze: 1439 Dove è successo Dove iniziò Luoghi successivi N
  1. 589 Toledo
  2. 809 Aquisgrana
  3. 1014–1054 Roma
  4. 1053 Ocrida
  5. 1054 e 1204 Costantinopoli
  6. 1439 Firenze

In immagini

  • Santa Sofia, la cattedrale di Costantinopoli dove i legati pontifici deposero la loro bolla di scomunica nel luglio 1054Istanbul, Turchia
  • La navata di Santa Sofia in una litografia del 1852Gaspare Fossati e Louis Haghe, 1852
Crediti fotografici
  1. Istanbul, Turchia · Arild Vågen, CC BY-SA 3.0
  2. Gaspare Fossati e Louis Haghe, 1852 · Gaspare Fossati and Louis Haghe, Public domain

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Domande frequenti

Perché le Chiese cattolica e ortodossa si separarono?

Nel corso dei secoli Roma e Costantinopoli furono in disaccordo sull’autorità del papa, sul filioque nel Credo e su molte consuetudini, mentre lingua e politica le allontanavano. La lite del 1054 e il sacco di Costantinopoli del 1204 trasformarono questo distacco in una divisione duratura.

Che cos’è il filioque?

Una parola latina che significa «e dal Figlio», aggiunta in Occidente all’affermazione del Credo niceno secondo cui lo Spirito Santo procede dal Padre. Gli ortodossi respingono l’aggiunta, sia per la sua teologia sia perché fu fatta senza un concilio ecumenico.

Lo scisma del 1054 è mai stato revocato?

Le scomuniche reciproche furono revocate nel 1965 da papa Paolo VI e dal patriarca Atenagora. Le Chiese restano separate, ma portano avanti un dialogo teologico regolare.

Fonti e letture consigliate

  1. Henry Chadwick, East and West: The Making of a Rift in the Church (Oxford University Press, 2003)
  2. Steven Runciman, The Eastern Schism (Clarendon Press, 1955)
  3. Tia M. Kolbaba, The Byzantine Lists: Errors of the Latins (University of Illinois Press, 2000)
  4. A. Edward Siecienski, The Filioque: History of a Doctrinal Controversy (Oxford University Press, 2010)