Codex of FaithsUn atlante illustrato delle fedi

Storia insolita · Guerre sante

La caduta di Costantinopoli

Nel 1453 Maometto II prese Costantinopoli, ponendo fine all’Impero bizantino. L’assedio, le navi trascinate via terra, Santa Sofia e le leggende successive.

Quando
1453
Dove
Costantinopoli (l’odierna Istanbul), sul Bosforo
Tradizioni
Cristianesimo, Islam

In cifre

  • 53 giornidurata dell’assedio, dal 6 aprile al 29 maggio 1453
  • circa 7.000–8.000difensori, greci e stranieri, secondo le stime contemporanee
  • circa 50.000–80.000soldati ottomani, secondo una forbice moderna diffusa (le fonti cristiane contemporanee danno cifre molto più alte)
  • 1.123 annidalla dedicazione di Costantinopoli da parte di Costantino I nel 330 alla sua caduta

In breve

  1. I.Il 29 maggio 1453, dopo un assedio di circa sette settimane, l’esercito del sultano ottomano Maometto II prese d’assalto Costantinopoli, capitale dell’Impero bizantino da oltre mille anni.
  2. II.L’ultimo imperatore, Costantino XI Paleologo, morì nei combattimenti, e la sua piccola guarnigione di greci, veneziani e genovesi fu sopraffatta da forze ottomane molto più numerose.
  3. III.Tra gli episodi più famosi ci sono la grande catena tesa attraverso il Corno d’Oro, la flotta ottomana trascinata via terra per aggirarla e la trasformazione di Santa Sofia in moschea.
  4. IV.La caduta diede origine a leggende greche durature, come quella dell’imperatore mutato in marmo, e a miti che ne esagerano il ruolo nella fine del Medioevo.

Cronologia

  1. 1439Il Concilio di Firenze proclama l’unione delle Chiese greca e latina, aspramente contrastata a Costantinopoli.
  2. 1452Maometto II costruisce la fortezza di Rumeli Hisarı sulla sponda europea del Bosforo.
  3. Dicembre 1452L’unione con Roma viene proclamata solennemente in Santa Sofia.
  4. 6 aprile 1453L’esercito ottomano inizia l’assedio delle mura di terra.
  5. 22 aprile 1453Le navi ottomane vengono trascinate oltre la collina alle spalle di Galata fino al Corno d’Oro.
  6. 29 maggio 1453L’assalto finale sfonda le mura; Costantino XI muore e la città cade.
  7. 1 giugno 1453Maometto assiste alla preghiera del venerdì in Santa Sofia, ormai moschea.
  8. 1454Maometto insedia Gennadio Scolario come patriarca ortodosso di Costantinopoli.

Che cosa mostrano i documenti

  • Maometto II iniziò l’assedio il 6 aprile 1453 e le sue truppe entrarono in città il 29 maggio.
  • Costantino XI fu ucciso nell’assalto finale; il suo corpo non fu mai identificato con certezza.
  • Una barriera o catena chiudeva il Corno d’Oro, e gli ottomani spostarono via terra parte della flotta per aggirarla.
  • Grandi cannoni di bronzo, alcuni fusi da un fonditore di nome Orban, martellarono le mura teodosiane.
  • Santa Sofia fu trasformata in moschea poco dopo la conquista.
  • Maometto permise la nomina di un patriarca ortodosso e diede alla comunità greca un posto riconosciuto sotto il dominio ottomano.

Che cosa dice la leggenda

  • Una leggenda greca narra che un angelo salvò Costantino XI, lo mutò in marmo e lo nascose in una grotta sotto la Porta d’Oro, da cui un giorno tornerà; è una tradizione popolare, non storia.
  • Un’altra leggenda vuole che un sacerdote che celebrava la liturgia in Santa Sofia sia scomparso dentro un muro con i vasi sacri e che ricomparirà per terminare la funzione.
  • La storia secondo cui la Kerkoporta, una piccola porta, fu lasciata aperta e fece entrare i turchi viene da un solo cronista greco; gli storici discutono su quanto abbia pesato.
  • Si dice spesso che la caduta di Costantinopoli abbia segnato la fine del Medioevo, o provocato il Rinascimento e i viaggi di scoperta; fu un fattore tra molti in processi lunghi e già in corso.

Personaggi chiave

  • Maometto IISultano ottomano (r. 1444–1446 e 1451–1481), conquistatore di Costantinopoli
  • Costantino XI PaleologoUltimo imperatore bizantino (r. 1449–1453), ucciso mentre difendeva la città
  • Giovanni Giustiniani LongoComandante genovese che guidò la difesa delle mura di terra, ferito a morte nell’assalto finale
  • OrbanFonditore di cannoni, probabilmente ungherese, che fuse grandi bocche da fuoco per il sultano
  • Gennadio ScolarioMonaco e oppositore dell’unione con Roma, nominato patriarca da Maometto nel 1454

Capitolo I

La città e il sultano

A metà del Quattrocento l’Impero bizantino, erede dell’Impero romano d’Oriente, si era ridotto a Costantinopoli, a qualche isola e alla Morea, nella Grecia meridionale. La grande città aveva perso gran parte della popolazione dopo il sacco latino del 1204, e dentro le sue mura si stendevano campi e frutteti. I suoi sovrani avevano cercato aiuto in Occidente, al prezzo di un’unione tra le Chiese greca e latina concordata al Concilio di Firenze nel 1439. Molti ecclesiastici e laici ortodossi respingevano l’unione, e quando fu proclamata solennemente in Santa Sofia nel dicembre 1452 la città era profondamente divisa. Un detto attribuito al nobile Luca Notaras, secondo cui avrebbe preferito vedere in città il turbante turco piuttosto che la mitra latina, coglieva lo stato d’animo, anche se potrebbe essere un’invenzione successiva.

Costantino XI Paleologo era diventato imperatore nel 1449, dopo essere stato despota della Morea. Il suo avversario era il giovane sultano ottomano Maometto II, salito al trono per la seconda volta nel 1451, a diciotto anni. Maometto vedeva nella conquista di Costantinopoli il compimento di un’antica aspirazione musulmana e la chiave di un impero unito tra Europa e Asia. Nel 1452 costruì la fortezza di Rumeli Hisarı sulla sponda europea del Bosforo, di fronte a un castello ottomano più antico, che gli permetteva di controllare il traffico navale attraverso lo stretto.

Capitolo II

Catena, cannoni e navi sulle colline

L’assedio iniziò il 6 aprile 1453. Sul lato di terra Costantinopoli era protetta dalle mura teodosiane, una doppia linea di fortificazioni con un fossato, che da mille anni resisteva agli assalitori. A nord si apriva il Corno d’Oro, un’insenatura chiusa da una grande catena galleggiante, o barriera, tesa dalla città fino a Galata, la colonia genovese sulla sponda opposta. Costantino disponeva forse di sette o ottomila combattenti, compresi veneziani, genovesi e altri stranieri. Il più famoso era Giovanni Giustiniani Longo, un capitano genovese che assunse il comando delle mura di terra. L’esercito ottomano era molte volte più grande.

L’artiglieria di Maometto bombardò le mura per settimane. Alcuni dei cannoni più grandi furono fusi da Orban, un fonditore che, a quanto si dice, aveva offerto i suoi servigi prima all’imperatore, il quale non poteva pagarlo. Ogni notte i difensori riparavano le brecce con legname, terra e macerie. Il 20 aprile una piccola squadra di soccorso di navi genovesi si aprì un varco attraverso la flotta ottomana ed entrò nel Corno d’Oro, un’umiliazione per il sultano. Due giorni dopo Maometto fece la sua mossa più audace. I suoi ingegneri posarono un tracciato di travi ingrassate sulla collina alle spalle di Galata, e decine di navi, circa settanta secondo i resoconti contemporanei, furono trascinate via terra e varate nel Corno d’Oro alle spalle della catena. Ora la città doveva difendere anche le mura marittime su quel lato, assottigliando forze già allo stremo.

Negli ultimi giorni i difensori videro presagi funesti: un’eclissi di luna, un’icona sacra che scivolò di mano ai portatori durante una processione, un’improvvisa tempesta e la nebbia. La sera del 28 maggio cristiani di rito latino e greco celebrarono insieme un’ultima funzione in Santa Sofia. L’assalto cominciò prima dell’alba del 29 maggio. Dopo ore di combattimento Giustiniani fu gravemente ferito e portato via dalle mura, e le truppe ottomane sfondarono vicino alla porta di San Romano. Costantino fu visto per l’ultima volta mentre combatteva nella breccia. La città fu abbandonata al saccheggio per un giorno; molti abitanti furono uccisi o ridotti in schiavitù, mentre altri trovarono rifugio o furono in seguito riscattati.

Capitolo III

Santa Sofia e il nuovo ordine

Maometto entrò in città lo stesso giorno e si recò a Santa Sofia, la grande chiesa costruita da Giustiniano nel VI secolo. Fu trasformata in moschea, e il 1° giugno il sultano vi assistette alla preghiera del venerdì. Nei decenni successivi furono aggiunti minareti e le immagini cristiane furono coperte anziché distrutte, il che permise a molti mosaici di sopravvivere. Nel Novecento l’edificio divenne un museo, e nel 2020 è stato di nuovo designato come moschea.

Maometto fece di Costantinopoli la sua capitale e si adoperò per ripopolarla, facendovi arrivare musulmani, cristiani ed ebrei da tutti i suoi territori. Nel 1454 insediò come patriarca il monaco Gennadio Scolario, uno dei principali oppositori dell’unione con Roma, riconoscendolo come capo della comunità ortodossa. Il sultano assunse titoli imperiali romani e si considerava erede dei Cesari. In Occidente la notizia suscitò sgomento e appelli a una nuova crociata, ma non seguì alcuna grande spedizione. Papa Pio II, eletto nel 1458, cercò per anni di organizzarne una e morì nel 1464 ad Ancona, in attesa di una flotta che arrivò a stento. Per i musulmani la conquista fu celebrata come il compimento di un detto attribuito al profeta Maometto che lodava il comandante e l’esercito che avrebbero preso Costantinopoli, e Maometto II divenne noto come Fatih, il Conquistatore.

Capitolo IV

L’imperatore di marmo e altre leggende

Poiché il corpo di Costantino XI non fu mai identificato con certezza, intorno a lui nacquero leggende. La più nota narra che, mentre i turchi irrompevano in città, un angelo salvò l’imperatore, lo mutò in marmo e lo depose in una grotta sotto la Porta d’Oro, dove dorme fino al giorno in cui si risveglierà e riconquisterà la città. Storie simili raccontano che un sacerdote che celebrava la liturgia in Santa Sofia entrò in un muro che si aprì per lui, e ne uscirà per terminare la funzione quando la chiesa tornerà cristiana. Queste tradizioni entrarono nella cultura popolare greca e più tardi nel sentimento nazionale greco.

Un’altra storia famosa riguarda la Kerkoporta, una piccola postierla nelle mura. Secondo lo storico greco Duca, durante l’assalto finale fu lasciata senza sbarre, permettendo a un gruppo di soldati ottomani di entrare, e le loro bandiere sulle torri seminarono il panico. Altri resoconti contemporanei non la menzionano, e gli storici discutono se abbia deciso qualcosa; la maggior parte ritiene che lo sfondamento sia avvenuto dove Giustiniani fu ferito.

I miti moderni sono più ampi. Si dice spesso che la caduta abbia segnato la fine del Medioevo, o che abbia provocato il Rinascimento spingendo i dotti greci in Italia, o l’età delle esplorazioni chiudendo le rotte commerciali. In realtà gli studiosi bizantini insegnavano in Italia da decenni, e la ricerca di rotte marittime aveva altre cause. La caduta fu un evento epocale per il mondo ortodosso e per gli ottomani, ma fu una svolta tra molte.

Dove è successo

10° E30° E 40° N Firenze · 1439 Firenze: 1439 Mistrà · 1449 Mistrà: 1449 Adrianopoli · Marzo 1453 Adrianopoli: Marzo 1453 Costantinopoli · Aprile–maggio 1453 Costantinopoli: Aprile–maggio 1453 Dove è successo Dove iniziò Luoghi successivi N
  1. 1439 Firenze
  2. 1449 Mistrà
  3. Marzo 1453 Adrianopoli
  4. Aprile–maggio 1453 Costantinopoli

Domande frequenti

Perché Costantinopoli cadde nel 1453?

L’Impero bizantino si era ridotto a poco più della città e di qualche territorio, e non riusciva a raccogliere abbastanza soldati né denaro. Maometto II schierò un esercito molto più grande, una flotta e un’artiglieria potente, e gli aiuti occidentali furono troppo scarsi e troppo tardivi.

Che cosa accadde a Santa Sofia dopo il 1453?

Fu trasformata in moschea, con minareti aggiunti nel tempo. Nel 1934 la Repubblica di Turchia ne fece un museo, e nel 2020 è stata di nuovo classificata come moschea.

La caduta di Costantinopoli segna la fine del Medioevo?

Alcuni manuali usano il 1453 come comoda linea di demarcazione, ma gli storici vedono il passaggio dal Medioevo alla prima età moderna come graduale. La data segna la fine dell’Impero bizantino, non quella di un’epoca ovunque.

Fonti e letture consigliate

  1. Steven Runciman, The Fall of Constantinople 1453 (Cambridge University Press, 1965)
  2. Donald M. Nicol, The Immortal Emperor: The Life and Legend of Constantine Palaiologos, Last Emperor of the Romans (Cambridge University Press, 1992)
  3. Franz Babinger, Mehmed the Conqueror and His Time (Princeton University Press, 1978)
  4. Roger Crowley, Constantinople: The Last Great Siege, 1453 (Faber & Faber, 2005)