Codex of FaithsUn atlante illustrato delle fedi

Dal 1500 a.C. circa al IV–V secolo d.C. · Grecia e Italia

Come Greci e Romani venerarono gli dèi dell’Olimpo per oltre mille anni, tra sacrifici, templi, oracoli e feste, e come quella religione vive ancora nell’arte.

Origine
Grecia e Italia
Quando
Dal 1500 a.C. circa al IV–V secolo d.C.
Rami principali
Religione della polis greca, Religione ellenistica
Scritture
Omero, Esiodo

In breve

  1. Greci e Romani veneravano molti dèi, guidati dai dodici dèi dell’Olimpo, dall’età del bronzo fino al tardo Impero romano.
  2. La religione era più una questione di pratica corretta che di fede: sacrifici, preghiere, feste e il rispetto dei riti della propria città e della propria famiglia.
  3. Templi, oracoli come quello di Delfi, giochi atletici e culti misterici facevano tutti parte della vita religiosa.
  4. Il cristianesimo la sostituì nel IV–V secolo, ma i suoi miti plasmano ancora l’arte, la letteratura e la lingua dell’Occidente.

Dal testo

Μῆνιν ἄειδε θεὰ Πηληϊάδεω Ἀχιλῆος

Mēnin aeide thea Pēlēiadeō Achilēos

«Canta, o dea, l’ira di Achille, figlio di Peleo.»

Omero, Iliade 1,1

Il libro sacro

La Teogonia di Esiodo e i poemi di Omero

Theogonía; Iliás; Odýsseia

Lingua
Greco antico, in esametri epici
Scritto
Probabilmente VIII–VII secolo a.C., composti dapprima oralmente
Contenuto
Teogonia di circa 1.000 versi; Iliade e Odissea di 24 libri ciascuna

Greci e Romani non avevano scritture sacre: nessun testo rivelato, nessun credo, nessun canone sacerdotale. Eppure alcuni poemi plasmarono l’immagine degli dèi più di qualsiasi altra fonte. La Teogonia di Esiodo, «la nascita degli dèi», racconta come vennero all’esistenza il Caos, la Terra e il Cielo, come Crono rovesciò il padre e come Zeus sconfisse i Titani per regnare dall’Olimpo.

L’Iliade di Omero, ambientata durante la guerra di Troia, e l’Odissea, il lungo viaggio di ritorno di Odisseo, mostrano gli dèi che si schierano, litigano e intervengono nelle vite umane. La maggior parte degli studiosi ritiene che i poemi siano nati da una lunga tradizione di composizione orale e abbiano preso la forma attuale intorno all’VIII–VII secolo a.C.; chi fosse «Omero», e come i poemi siano stati messi per iscritto, resta oggetto di dibattito. Erodoto scrisse che Omero ed Esiodo diedero ai Greci i nomi, gli onori e le forme dei loro dèi.

I poemi venivano recitati ad alta voce da cantori e da recitatori professionisti chiamati rapsodi, in particolare alle Panatenee di Atene. Generazioni di bambini greci impararono a leggere e a pensare con Omero, e gli oratori lo citavano come un’autorità. Filosofi come Platone criticarono il ritratto che i poeti davano di dèi litigiosi e ingannatori. I Romani leggevano i poemi in greco, e l’Eneide di Virgilio rispose loro in latino.

In immagini

  • Uno dei templi greci meglio conservati, costruito intorno al 440–430 a.C.Tempio della Concordia, Agrigento, Sicilia
  • L’Acropoli, la rocca sacra di Atene, coronata dal PartenoneAtene, Grecia
  • La cupola a cassettoni del tempio di tutti gli dèi, aperta verso il cielo al centroPantheon, Roma
  • Il tempio di Poseidone sul promontorio che domina l’EgeoCapo Sunio, Grecia
  • La tholos rotonda nel santuario di Atena, sotto l’oracolo di ApolloDelfi, Grecia
  • Un tempio romano del I secolo a.C., ancora integroMaison Carrée, Nîmes, Francia
Crediti fotografici
  1. Tempio della Concordia, Agrigento, Sicilia · José Luiz, CC BY-SA 4.0
  2. Atene, Grecia · A.Savin, CC BY-SA 3.0
  3. Pantheon, Roma · Livioandronico2013, CC BY-SA 4.0
  4. Capo Sunio, Grecia · Berthold Werner, CC BY-SA 3.0
  5. Delfi, Grecia · Bernard Gagnon, CC BY-SA 4.0
  6. Maison Carrée, Nîmes, Francia · Krzysztof Golik, CC BY-SA 4.0

Ridisegnate per questo sito come tavole illustrate a partire dalle fotografie qui sopra: ritagliate, ricolorate, contornate e con i cieli notturni dipinti. Le immagini adattate sono condivise con le stesse licenze.

Capitolo I

Gli dèi della città

Gli dèi della Grecia sono più antichi della scrittura greca. Le tavolette d’argilla dei palazzi micenei, redatte nella scrittura chiamata lineare B intorno al 1300 a.C., nominano già Zeus, Era, Poseidone e Dioniso. Dopo il crollo dei palazzi, le città-stato greche presero forma a partire dall’VIII secolo a.C., ciascuna con i propri dèi protettori.

I grandi santuari servivano tutti i Greci. A Olimpia, secondo la tradizione, i giochi in onore di Zeus si tennero dal 776 a.C.; a Delfi l’oracolo di Apollo consigliava città e re. Atene costruì il Partenone per la sua dea Atena a partire dal 447 a.C.

Roma aveva i propri dèi, tra cui Giove, Marte e Giano, e riti plasmati dai vicini etruschi. Crescendo, Roma assorbì i miti greci e identificò i propri dèi con quelli greci, e più tardi accolse dèi dall’Egitto e dall’Oriente. Con l’impero arrivò il culto degli imperatori. Dal IV secolo d.C. gli imperatori cristiani limitarono l’antica religione, e nel 391–392 Teodosio I vietò i sacrifici pagani.

10° E30° E 30° N40° N Olimpia · 776 a.C., primi giochi Olimpia: 776 a.C., primi giochi Delfi · VIII sec. a.C., oracolo Delfi: VIII sec. a.C., oracolo Efeso · c. 550 a.C., Artemide Efeso: c. 550 a.C., Artemide Roma · 509 a.C., Campidoglio Roma: 509 a.C., Campidoglio Atene · 447 a.C., Partenone Atene: 447 a.C., Partenone Alessandria · c. 300 a.C. Alessandria: c. 300 a.C. I santuari degli dèi dove è nata arrivo, data approssimativa N
  1. 776 a.C., primi giochi Olimpia
  2. VIII sec. a.C., oracolo Delfi
  3. c. 550 a.C., Artemide Efeso
  4. 509 a.C., Campidoglio Roma
  5. 447 a.C., Partenone Atene
  6. c. 300 a.C. Alessandria
Capitolo II

Dall’Olimpo al Campidoglio

Dopo la caduta dei palazzi micenei intorno al 1200 a.C., la religione greca sopravvisse nei culti locali attraverso secoli che lasciarono poche tracce scritte. La rinascita dell’VIII secolo a.C. portò l’alfabeto, i poemi di Omero ed Esiodo e i primi grandi santuari. Le città delimitarono recinti sacri, costruirono templi prima in legno e poi in pietra e inviarono coloni in tutto il Mediterraneo, che portarono con sé i loro dèi. Centri panellenici come Olimpia, Delfi e l’isola di Delo attiravano fedeli da ogni città greca.

Nell’età classica, tra il V e il IV secolo a.C., la religione era intrecciata con la vita della città-stato. Atene onorava Atena alle Panatenee, una festa la cui processione è scolpita sul fregio del Partenone, e metteva in scena tragedie e commedie durante le feste di Dioniso. I Misteri di Demetra e Persefone a Eleusi offrivano agli iniziati una sorte migliore dopo la morte. Nuovi dèi potevano essere accolti: il dio guaritore Asclepio fu portato ad Atene nel 420 a.C. La religione poteva anche essere materia di legge, e nel 399 a.C. Socrate fu condannato a morte con accuse che includevano il non riconoscere gli dèi della città.

Le conquiste di Alessandro Magno, morto nel 323 a.C., aprirono un mondo nuovo. Nei regni ellenistici che seguirono, i sovrani ricevettero onori divini mentre erano ancora in vita, gli dèi greci furono identificati con quelli egizi e del Vicino Oriente, e le divinità egizie Iside e Serapide trovarono seguaci lontano dal Nilo. Scuole filosofiche come gli stoici e gli epicurei proposero le proprie concezioni degli dèi, spesso più astratte di quelle dei poeti.

La religione di Roma crebbe di pari passo con questi cambiamenti. Secondo la tradizione, il tempio di Giove Ottimo Massimo sul Campidoglio fu dedicato nel 509 a.C., il primo anno della Repubblica, e i collegi sacerdotali dei pontefici e degli àuguri custodivano i riti da cui si credeva dipendesse il successo dello Stato. Roma accoglieva dèi stranieri quando se ne presentava il bisogno: nel 204 a.C., durante la guerra contro Annibale, i Libri sibillini consigliarono di portare la Grande Madre, Cibele, dall’Asia Minore. Ma il Senato poteva anche agire contro i culti di cui diffidava, come quando represse duramente i riti bacchici nel 186 a.C.

Augusto, divenuto il primo imperatore di Roma dopo le guerre civili, si presentò come restauratore della pietà. Restaurò decine di templi, ripristinò antichi sacerdozi e nel 12 a.C. divenne pontifex maximus, il sommo sacerdote, titolo che fu poi di ogni imperatore dopo di lui. Il padre adottivo Giulio Cesare era stato proclamato dio nel 42 a.C., e il culto imperiale si diffuse nelle province. Sotto l’impero, religioni misteriche come quelle di Iside e di Mitra fiorirono accanto ai culti civici, e una nuova fede, il cristianesimo, crebbe da piccole comunità fino a diventare una Chiesa diffusa in tutto il Mediterraneo.

Il rifiuto dei cristiani di sacrificare portò al conflitto. L’imperatore Decio impose un sacrificio generale nel 250, e Diocleziano scatenò la Grande persecuzione nel 303. Il regno di Costantino capovolse la situazione: dopo la vittoria a Ponte Milvio nel 312 favorì il cristianesimo, e nel 313 fu proclamata la tolleranza. Giuliano, l’ultimo imperatore pagano (361–363), tentò di far rivivere gli antichi culti ma morì durante una campagna in Persia. Graziano rimosse l’Altare della Vittoria dalla Curia del Senato nel 382, e le leggi di Teodosio I del 391–392 vietarono i sacrifici e chiusero i templi.

La fine fu graduale più che improvvisa. Il grande Serapeo di Alessandria fu distrutto intorno al 391, il santuario di Eleusi fu abbandonato alla fine del IV secolo e gli antichi giochi olimpici cessarono tra la fine del IV e l’inizio del V secolo; gli studiosi non concordano sulla data esatta. Nel 529 Giustiniano vietò ai pagani l’insegnamento, un atto tradizionalmente considerato la chiusura delle scuole filosofiche di Atene. Templi come il Partenone e il Pantheon sopravvissero diventando chiese, mentre la gente delle campagne conservò per generazioni usanze più antiche: è l’origine della parola «pagano», dal latino paganus, abitante di un villaggio o civile.

  1. 776 a.C. Secondo la tradizione, si tengono i primi giochi olimpici in onore di Zeus
  2. 509 a.C. Secondo la tradizione, viene dedicato il tempio di Giove sul Campidoglio
  3. 447–432 a.C. Gli Ateniesi costruiscono il Partenone per Atena sull’Acropoli
  4. 399 a.C. Socrate è condannato ad Atene con accuse che includono l’empietà
  5. 323 a.C. La morte di Alessandro apre l’età ellenistica dei culti dei sovrani
  6. 204 a.C. Roma porta la Grande Madre, Cibele, dall’Asia Minore
  7. 186 a.C. Il Senato romano reprime i riti bacchici in tutta Italia
  8. 12 a.C. Augusto diventa pontefice massimo, il sommo sacerdote di Roma
  9. 303 Diocleziano scatena la Grande persecuzione dei cristiani
  10. 361–363 L’imperatore Giuliano tenta di restaurare i culti tradizionali
  11. 391–392 Teodosio I vieta i sacrifici; distrutto il Serapeo di Alessandria
  12. 529 Giustiniano vieta ai pagani l’insegnamento nell’impero
Capitolo III

Pietà e sacrificio

La religione greca e romana era più una questione di fare che di credere. Non c’erano un credo né un unico libro sacro. La pietà (eusebeia in greco, pietas Il rispetto doveroso verso gli dèi, lo Stato e la propria famiglia, virtù centrale per i romani. Glossario in latino) significava dare agli dèi ciò che era loro dovuto attraverso sacrifici, preghiere e feste, e onorare i genitori, gli ospiti e i giuramenti.

Gli dèi erano potenti, immortali e spesso imprevedibili, con passioni umane narrate in una ricca mitologia. Al di sopra di loro stava il fato. Si cercava il favore degli dèi per la propria città, la famiglia, i raccolti e i viaggi, in un rapporto di scambio: «Io do perché tu dia».

Le idee sull’aldilà variavano: l’oscuro regno sotterraneo di Ade in Omero, le ricompense per gli iniziati nei culti misterici e gli insegnamenti dei filosofi sull’anima immortale.

123456789101112 Pietà

Pietà

  1. iOnorare gli dèi con i sacrifici
  2. iiRispettare i riti della città
  3. iiiRispettare i giuramenti e gli ospiti
  4. ivRicordare gli antenati

I dodici dèi dell’Olimpo

  1. 1Zeus / Giove, re degli dèi
  2. 2Era / Giunone, regina e custode del matrimonio
  3. 3Poseidone / Nettuno, il mare
  4. 4Demetra / Cerere, il grano e il raccolto
  5. 5Atena / Minerva, sapienza e arti
  6. 6Apollo, luce, musica e profezia
  7. 7Artemide / Diana, la caccia
  8. 8Ares / Marte, la guerra
  9. 9Afrodite / Venere, l’amore
  10. 10Efesto / Vulcano, il fuoco e la fucina
  11. 11Ermes / Mercurio, messaggero e viaggi
  12. 12Dioniso / Bacco, il vino e il teatro
Capitolo IV

Templi, oracoli e feste

Il tempio era la casa della statua di un dio; il sacrificio avveniva sull’altare all’esterno, dove si offrivano gli animali e se ne condivideva la carne in un banchetto comune. Sacerdoti e sacerdotesse erano di solito cittadini che ricoprivano una carica, non un clero separato.

Si consultavano oracoli, si interpretavano presagi e si facevano voti. Feste con processioni, teatro e gare atletiche scandivano l’anno. In casa, il focolare e gli dèi domestici ricevevano offerte quotidiane.

  • Sacrificio

    Animali offerti sull’altare davanti al tempio; la carne condivisa in un banchetto, il fumo che sale agli dèi.

  • Oracoli

    Domande rivolte agli dèi a Delfi, a Dodona e in altri santuari; gli àuguri romani leggevano il volo degli uccelli.

  • Feste e giochi

    Processioni, teatro e gare atletiche in onore degli dèi, da Olimpia ai Saturnali di Roma.

  • Misteri

    Iniziazioni segrete, come quelle di Demetra a Eleusi, che promettevano una sorte più felice dopo la morte.

  • Dèi domestici

    Offerte quotidiane agli dèi della casa: Estia, i lari e i penati romani e gli antenati della famiglia.

Capitolo V

Poeti al posto delle scritture

Non esisteva un libro sacro. Ciò che i Greci sapevano dei loro dèi veniva in gran parte dai poeti: l’Iliade e l’Odissea di Omero e la Teogonia di Esiodo, che racconta la nascita degli dèi. Inni, iscrizioni e calendari rituali registravano come si svolgeva il culto.

A Roma i collegi sacerdotali conservavano libri di riti, e i Libri sibillini, oracoli consultati nei momenti di pericolo, erano custoditi sul Campidoglio.

  • Omero

    Greco antico

    L’Iliade e l’Odissea (VIII–VII sec. a.C.), che plasmarono il modo in cui i Greci immaginavano i loro dèi.

  • Esiodo

    Greco antico

    La Teogonia (c. 700 a.C.): la nascita degli dèi e l’ordine del mondo.

  • Libri sibillini

    Greco

    Oracoli custoditi sul Campidoglio a Roma e consultati nei momenti di crisi; bruciati nel V secolo d.C.

Capitolo VI

Grecia, Roma e i misteri

Dalla religione micenea nacque la religione della polis delle città greche e, dopo Alessandro, la cosmopolita religione ellenistica, in cui si mescolavano dèi greci e orientali. I culti misterici offrivano un’iniziazione personale e una speranza oltre la morte.

La religione romana si sviluppò in parallelo, assorbendo dèi e miti greci, e sotto l’impero aggiunse il culto imperiale, la venerazione degli imperatori divinizzati come segno di lealtà.

Culti misterici VI sec. a.C.–IV sec. d.C. Religione ellenistica 323–31 a.C. Religione della polis greca c. 800–323 a.C. Religione micenea c. 1600–1100 a.C. Culto imperiale dal 27 a.C. Religione romana dall’VIII sec. a.C.
Religione micenea
Grecia continentale, Creta. Le tavolette in lineare B nominano già Zeus, Era, Poseidone e Dioniso.
Religione della polis greca
Città greche. Ogni città onorava i propri dèi protettori con templi, sacrifici e feste.
Religione ellenistica
Dall’Egitto all’India. Gli dèi greci incontrarono quelli dell’Egitto e dell’Oriente; culti dei sovrani e nuovi dèi come Serapide.
Culti misterici
Mediterraneo. Iniziazioni segrete che promettevano un aldilà migliore: Eleusi, Dioniso, Iside, Mitra.
Religione romana
Roma e Italia. Dèi indigeni, riti etruschi e, più tardi, miti greci; culto pubblico gestito da collegi sacerdotali.
Culto imperiale
Impero romano. Culto degli imperatori divinizzati e del genio dell’imperatore vivente, segno di lealtà verso Roma.
Capitolo VII

L’eredità

L’antica religione finì nella tarda antichità, ma i suoi dèi non se ne sono mai andati del tutto. I loro miti riempiono l’arte, la poesia e l’opera lirica dell’Occidente, i nostri pianeti portano i loro nomi e parole come panico, cereale e vulcano derivano da loro. Templi come il Partenone e il Pantheon restano tra gli edifici più visitati della Terra.

Piccoli movimenti moderni cercano di far rivivere il culto degli dèi greci e romani; la religione ellenica è stata riconosciuta ufficialmente in Grecia nel 2017.

Clero e vita religiosa

Chi guida, insegna e serve, ciascuno raffigurato con l’abito che ne contraddistingue il ruolo.

Simboli

L’anno

genfebmaraprmaggiulugagosetottnovdic L’anno la maggior parte delle date segue la luna Lupercalia Floralia Panatenee Misteri eleusini Saturnali
Lupercalia
15 febbraio. Un’antica festa romana di purificazione e fertilità.
Floralia
Fine aprile – inizio maggio. Festa romana della dea dei fiori Flora, con giochi e spettacoli teatrali.
Panatenee
Piena estate. La grande festa di Atene per Atena, con una processione che le portava un nuovo peplo.
Misteri eleusini
Settembre. Iniziazione ai misteri di Demetra e Persefone a Eleusi.
Saturnali
17–23 dicembre. Festa invernale romana di Saturno: banchetti, doni e padroni che servivano gli schiavi.

Domande frequenti

I Greci credevano davvero nei loro dèi?

Sì, anche se la fede contava meno della pratica. La maggior parte delle persone onorava gli dèi con i riti, senza un credo fisso; i filosofi mettevano in discussione i miti e alcuni, come Socrate, furono accusati di empietà.

Gli dèi greci e quelli romani sono gli stessi?

In parte. I Romani avevano i propri dèi, ma dal III secolo a.C. ne identificarono molti con quelli greci, Giove con Zeus, Minerva con Atena, e adottarono i miti greci. Alcuni, come Giano, non hanno un corrispettivo greco.

Quando finì l’antica religione?

Gradualmente. Il cristianesimo divenne la religione favorita sotto Costantino nel IV secolo. Nel 391–392 Teodosio I vietò i sacrifici pagani e chiuse i templi. Il culto privato e rurale sopravvisse fino al V e VI secolo.

Qualcuno venera ancora gli dèi greci?

Piccoli movimenti moderni, come l’ellenismo in Grecia, riconosciuto ufficialmente nel paese nel 2017, cercano di far rivivere il culto degli dèi dell’Olimpo.

Metti alla prova ciò che sai

8 domande su Religione greca e romana, con ogni risposta spiegata. Altri quiz · Scheda stampabile per insegnanti

  1. Domanda 1 di 8

    Chi era a capo dei dodici dèi dell’Olimpo?

    Mostra la risposta

    Zeus, chiamato Giove dai Romani. Zeus era il re degli dèi e il signore del cielo; il fulmine era la sua arma.

  2. Domanda 2 di 8

    Quando, secondo la tradizione, si tennero i primi giochi olimpici in onore di Zeus?

    Mostra la risposta

    776 a.C.. Il 509 a.C. è la data tradizionale della dedica del tempio di Giove a Roma; il 447 a.C. l’inizio del Partenone.

  3. Domanda 3 di 8

    Quale dio parlava attraverso l’oracolo di Delfi?

    Mostra la risposta

    Apollo. L’oracolo di Apollo consigliava città e re; l’alloro gli era sacro.

  4. Domanda 4 di 8

    Per quale dea gli Ateniesi costruirono il Partenone?

    Mostra la risposta

    Atena. Fu costruito nel 447–432 a.C.; sul suo fregio è scolpita la processione delle Panatenee in suo onore.

  5. Domanda 5 di 8

    Che cosa privilegiava soprattutto la religione greca e romana?

    Mostra la risposta

    La pratica corretta: sacrificio, preghiera e feste. I sacerdoti erano di solito cittadini che ricoprivano una carica, e non esistevano né credo né scritture.

  6. Domanda 6 di 8

    Quale dio romano non ha un corrispettivo greco?

    Mostra la risposta

    Giano. Marte fu identificato con Ares, Minerva con Atena e Nettuno con Poseidone.

  7. Domanda 7 di 8

    Quando Teodosio I vietò i sacrifici pagani e chiuse i templi?

    Mostra la risposta

    391–392. Nel 313 fu proclamata la tolleranza; nel 529 Giustiniano vietò ai pagani l’insegnamento.

  8. Domanda 8 di 8

    Chi onoravano i Misteri eleusini?

    Mostra la risposta

    Demetra e Persefone. L’iniziazione a Eleusi prometteva una sorte più felice dopo la morte.

Fonti e letture consigliate

  1. Encyclopaedia Britannica, “Greek religion”
  2. Encyclopaedia Britannica, “Roman religion”
  3. Walter Burkert, Greek Religion (Harvard University Press, 1985)
  4. Mary Beard, John North and Simon Price, Religions of Rome (Cambridge University Press, 1998)