Codex of FaithsUn atlante illustrato delle fedi

Luoghi leggendari

Atlantide

Atlantide, l’impero insulare inghiottito dal mare, compare per la prima volta nel Timeo e nel Crizia di Platone verso il 360 a.C. Cosa scrisse Platone e come crebbe la leggenda.

Leggenda

Una storia raccontata e ripetuta; non ci sono prove storiche della sua affermazione centrale.

Quando
Narrata intorno al 360 a.C.
Dove
Oltre le Colonne d’Ercole (nel racconto di Platone)

In breve

  1. I.Atlantide è una potente civiltà insulare descritta dal filosofo Platone in due dialoghi, il *Timeo* e il *Crizia*, scritti intorno al 360 a.C.
  2. II.Il personaggio di Platone racconta che Atlantide si trovava oltre le Colonne d’Ercole, fu sconfitta dall’antica Atene e sprofondò nel mare in un solo giorno e una sola notte.
  3. III.Prima di Platone non esiste alcuna menzione di Atlantide, né alcuna prova geologica o archeologica della sua esistenza, perciò la maggior parte degli studiosi la legge come un mito filosofico.
  4. IV.Dal Rinascimento in poi, e soprattutto dal 1882, Atlantide ha ispirato utopie, teorie esoteriche, ricerche e innumerevoli opere di finzione.

Che cosa mostrano le prove

  • Il racconto di Atlantide compare per la prima volta nel *Timeo* e nel *Crizia* di Platone, scritti intorno al 360 a.C.
  • Il *Crizia* è incompiuto e si interrompe a metà di una frase.
  • Nessuna fonte greca o egizia precedente menziona Atlantide.
  • La geologia dei fondali oceanici non mostra alcun continente sommerso nell’Atlantico nel corso della storia umana.
  • L’eruzione di Thera (Santorini) del II millennio a.C. fu una catastrofe reale, talvolta collegata alla leggenda.

Che cosa si racconta

  • Il personaggio di Platone afferma che il racconto proveniva dai sacerdoti egizi di Sais, tramite lo statista ateniese Solone.
  • Nel racconto, Atlantide fu fondata dal dio del mare Poseidone e governata da dieci re suoi discendenti.
  • Nel 1882 Ignatius Donnelly sostenne che Atlantide fosse l’origine di tutte le civiltà.
  • Teosofi e sensitivi come Edgar Cayce affermarono che Atlantide fosse una civiltà perduta avanzata, una tesi priva di prove.

Capitolo I

L’isola di Platone

Il racconto di Atlantide proviene da due dialoghi del filosofo ateniese Platone, il Timeo e il Crizia, scritti intorno al 360 a.C. Nel Timeo l’ateniese Crizia riferisce una storia che, dice, si era tramandata nella sua famiglia a partire dallo statista Solone, il quale l’aveva udita dai sacerdoti egizi di Sais nel VI secolo a.C. I sacerdoti raccontarono a Solone che novemila anni prima Atene era stata una città grande e virtuosa, che aveva sconfitto la potenza invasora di Atlantide, un’isola più grande della Libia e dell’Asia messe insieme, situata nell’oceano oltre le Colonne d’Ercole, lo stretto di Gibilterra.

Il Crizia, rimasto incompiuto, descrive Atlantide nei dettagli. Il dio del mare Poseidone si innamorò di una donna mortale, Clito, e ne racchiuse la dimora, posta su un colle, entro anelli alternati di terra e d’acqua. I loro dieci figli divennero i primi re, e il primogenito, Atlante, diede il nome all’isola e all’oceano. Platone immagina uno Stato ricco e ordinato, con canali, porti, templi rivestiti di metalli preziosi, cacce rituali al toro e leggi incise su una colonna di oricalco. Con il tempo la natura divina dei re si diluì, ed essi divennero avidi e arroganti.

Il Timeo racconta che dopo la guerra vennero terremoti e inondazioni violenti, e in un solo terribile giorno e una sola notte l’isola di Atlantide sprofondò sotto il mare, lasciando bassifondi di fango impraticabili. Il Crizia si interrompe proprio mentre Zeus riunisce gli dèi per decidere la punizione degli Atlantidi, così il racconto si ferma a metà di una frase.

Capitolo II

Filosofia, non geografia

Non esiste alcun riferimento ad Atlantide in fonti anteriori a Platone, né greche né egizie, e non c’è alcuna prova archeologica o geologica di un continente sommerso nell’Atlantico. Gli studi sui fondali oceanici e sulla tettonica a placche mostrano che nessuna grande massa di terra avrebbe potuto inabissarsi lì nell’arco della storia umana. Per questo la maggior parte dei classicisti legge Atlantide come un mito filosofico, una storia inventata per sostenere un argomento, come altri miti dei dialoghi platonici.

Dal contesto l’argomento è abbastanza chiaro. Il Timeo e il Crizia seguono una discussione sullo Stato ideale, simile a quella della Repubblica di Platone, e il racconto di Atlantide mostra uno Stato del genere, l’Atene primordiale, in azione, mentre trionfa su una ricca potenza marittima imperiale che ha perso la propria virtù. Molti lettori hanno visto in Atlantide una riflessione sull’impero navale di Atene e sulle sue disastrose ambizioni ai tempi di Platone. Già i lettori antichi erano divisi: il commentatore Proclo riferisce che Crantore, uno dei primi interpreti del Timeo, prese il racconto per storia, mentre altri lo leggevano come allegoria.

I tentativi moderni di trovarvi un nucleo storico hanno proposto luoghi che vanno dalle Azzorre all’Antartide. Il più discusso è la civiltà minoica di Creta e l’isola di Thera (Santorini), devastata da un’enorme eruzione vulcanica nel II millennio a.C., un collegamento proposto per la prima volta da K. T. Frost nel 1909 e poi sostenuto dall’archeologo Spyridon Marinatos. L’eruzione fu reale, ma la sua data, il luogo e la portata non corrispondono al resoconto di Platone, e la maggior parte degli studiosi vi vede al massimo un’eco lontana di catastrofi reali.

Capitolo III

Atlantide dopo Platone

Atlantide trovò nuova vita nell’età delle esplorazioni. La Nuova Atlantide di Francis Bacon (pubblicata nel 1626) ne prese in prestito il nome per un’utopia dedicata alla ricerca scientifica, e alcuni scrittori del Rinascimento si chiesero se le Americhe fossero le terre perdute di Platone. Nel 1882 il politico statunitense Ignatius Donnelly pubblicò Atlantis: The Antediluvian World, sostenendo che Atlantide fosse l’origine di tutte le civiltà; il libro divenne un bestseller e diede avvio alla moderna industria di Atlantide.

I movimenti esoterici adottarono il racconto. Helena Blavatsky e i teosofi descrissero Atlantide come la patria di una precedente «razza radice» dell’umanità, e il sensitivo statunitense Edgar Cayce sostenne, nelle sue letture in trance, di ricordarne la tecnologia avanzata. Queste idee furono talvolta usate in modo dannoso: teorici della razza, tra cui alcuni nella Germania nazista, immaginarono gli Atlantidi come antenati di una presunta razza superiore ariana. Storici e archeologi respingono queste tesi per mancanza di prove, e sottolineano che spesso negano le reali conquiste dei popoli antichi.

Nella cultura popolare Atlantide è ovunque, da Ventimila leghe sotto i mari di Jules Verne (1869–70) a fumetti, film e videogiochi, tra cui Atlantis – L’impero perduto della Disney (2001). Per i lettori di Platone resta ciò che era all’inizio: un racconto potente sull’orgoglio, sul potere e sulla fragilità delle conquiste umane.

Domande frequenti

Atlantide è esistita davvero?

Non ci sono prove che sia esistita. Il racconto compare per la prima volta in Platone, nessuna fonte precedente lo menziona e la geologia dell’Atlantico esclude un continente sommerso. La maggior parte degli studiosi la considera un mito creato da Platone a fini filosofici.

Santorini è la vera Atlantide?

L’eruzione di Thera (Santorini) nell’età del bronzo fu un disastro reale che colpì la Creta minoica, e alcuni vi hanno visto un’ispirazione per il racconto. Ma la sua data, il luogo e la portata non corrispondono al resoconto di Platone, perciò il collegamento resta un’ipotesi.

Fonti e letture consigliate

  1. Plato, Timaeus and Critias, trans. Robin Waterfield (Oxford University Press, 2008)
  2. Pierre Vidal-Naquet, The Atlantis Story: A Short History of Plato's Myth, trans. Janet Lloyd (University of Exeter Press, 2007)