Codex of FaithsUn atlante illustrato delle fedi

Storia insolita · Divisioni e scismi

La rottura di Enrico VIII con Roma

Come il desiderio di Enrico VIII di annullare il primo matrimonio portò l’Inghilterra a rompere con il papa, sciogliere i monasteri e giustiziare Tommaso Moro.

Quando
1527–1547
Dove
Inghilterra e Galles
Tradizioni
Cristianesimo

In cifre

  • circa 800monasteri, conventi femminili e conventi di frati sciolti in Inghilterra e Galles, 1536–1540 (stima approssimativa degli storici)
  • 24 annidi matrimonio tra Enrico e Caterina d’Aragona, dal 1509 finché Cranmer non lo dichiarò nullo nel 1533
  • 6mogli di Enrico VIII

In breve

  1. I.Enrico VIII, ossessionato dal bisogno di un erede maschio, cercò dal 1527 di far dichiarare invalido il suo matrimonio con Caterina d’Aragona, ma il papa non glielo concesse.
  2. II.Tra il 1532 e il 1534 il Parlamento recise i legami giuridici e finanziari dell’Inghilterra con Roma, e l’Atto di supremazia del 1534 riconobbe il re come capo supremo della Chiesa d’Inghilterra.
  3. III.Chi rifiutò di accettare il nuovo ordine, fra cui Tommaso Moro e il vescovo John Fisher, fu giustiziato, e tra il 1536 e il 1540 tutti i monasteri furono sciolti e i loro beni incamerati dalla corona.
  4. IV.La Chiesa di Enrico respinse il papa ma conservò gran parte della dottrina e del culto cattolici, e una riforma protestante più piena arrivò solo con suo figlio Edoardo VI.

Cronologia

  1. 1509Enrico VIII sposa Caterina d’Aragona, vedova di suo fratello Arturo, grazie a una dispensa papale.
  2. 1521Papa Leone X concede a Enrico il titolo di Difensore della Fede per il suo libro contro Lutero.
  3. 1527Enrico, ormai innamorato di Anna Bolena, comincia a chiedere l’annullamento.
  4. 1529Un tribunale papale riunito a Blackfriars, a Londra, si aggiorna senza verdetto; il cardinale Wolsey cade in disgrazia.
  5. 1533Enrico sposa Anna; l’Atto di restrizione degli appelli abolisce gli appelli a Roma, e Cranmer dichiara nullo il primo matrimonio.
  6. 1534L’Atto di supremazia dichiara il re capo supremo in terra della Chiesa d’Inghilterra.
  7. 1535John Fisher e Tommaso Moro sono giustiziati per aver rifiutato di accettare la supremazia.
  8. 1536–1540I monasteri vengono sciolti; nel 1536 il Pellegrinaggio di Grazia insorge nel nord.

Che cosa mostrano i documenti

  • La causa di Enrico si fondava sul Levitico, che vieta a un uomo di sposare la moglie del fratello, e sulla tesi che la dispensa di papa Giulio II fosse stata invalida.
  • Papa Clemente VII era sotto il potere del nipote di Caterina, l’imperatore Carlo V, dopo il sacco di Roma del 1527.
  • L’Atto di supremazia del 1534 definiva il re «l’unico capo supremo in terra della Chiesa d’Inghilterra».
  • L’Atto dei sei articoli del 1539 confermò la transustanziazione, il celibato del clero, le messe private e la confessione a un sacerdote.
  • Maria I ristabilì l’autorità papale nel 1554, ed Elisabetta I rinnovò la rottura nel 1559 con il titolo di Governatore supremo.

Che cosa dice la leggenda

  • «Enrico fondò la Chiesa d’Inghilterra per ottenere il divorzio.» L’annullamento fu la scintilla, ma la rottura nacque anche dall’ambizione regia, dall’anticlericalismo, dal denaro e dalle idee dei riformatori vicini al re.
  • «Enrico diventò protestante.» Respinse il papa e i monasteri, ma perseguitò i luterani e rimase fedele alla maggior parte della dottrina cattolica fino alla morte.
  • «Enrico voleva un divorzio in senso moderno.» Chiedeva un annullamento, cioè la dichiarazione che il matrimonio non era mai stato valido, perché il divorzio con diritto di risposarsi non era possibile.

Personaggi chiave

  • Enrico VIIIRe d’Inghilterra (1509–1547), ruppe con Roma per annullare il suo matrimonio
  • Caterina d’AragonaPrima moglie di Enrico, che rifiutò di ammettere che il loro matrimonio fosse invalido
  • Thomas CromwellPrimo ministro di Enrico negli anni Trenta del Cinquecento, artefice della rottura e dello scioglimento dei monasteri
  • Thomas CranmerArcivescovo di Canterbury dal 1533, annullò il matrimonio e in seguito plasmò il culto protestante inglese
  • Tommaso MoroEx Lord Cancelliere, giustiziato nel 1535 per aver rifiutato di accettare la supremazia regia

Capitolo I

La «Grande Questione» del re

Nel 1521 Enrico VIII era il campione del papa. Aveva scritto un libro in difesa dei sette sacramenti contro Martin Lutero, e papa Leone X lo aveva ricompensato con il titolo di Difensore della Fede, che i sovrani britannici usano ancora oggi. Sei anni dopo lo stesso re intraprese una strada che avrebbe messo fine all’autorità papale in Inghilterra.

Il problema era la successione. Enrico aveva sposato Caterina d’Aragona nel 1509. Era la vedova di suo fratello maggiore Arturo, morto nel 1502, e il matrimonio aveva richiesto una dispensa di papa Giulio II. Caterina ebbe diversi figli, ma sopravvisse solo una femmina, Maria, nata nel 1516. L’Inghilterra aveva conosciuto la guerra civile a memoria d’uomo, ed Enrico era convinto di aver bisogno di un figlio maschio. Nel 1527 era anche innamorato di Anna Bolena, una dama di corte che non intendeva diventare semplicemente la sua amante.

Enrico si convinse che il suo matrimonio fosse maledetto. Il Levitico dice che l’uomo che prende la moglie del fratello resterà senza figli, ed egli sosteneva che nessun papa potesse dispensare da una simile legge. Quella che i contemporanei chiamarono la «Grande Questione» del re era la richiesta di un annullamento, cioè di una sentenza secondo cui il matrimonio non era mai stato valido. In passato i papi avevano accolto richieste simili da parte di sovrani, ma questa volta la politica si mise di mezzo. Nel 1527 le truppe dell’imperatore Carlo V, nipote di Caterina, saccheggiarono Roma, e papa Clemente VII non poteva permettersi di offenderlo. Caterina, dal canto suo, insisteva che il suo matrimonio con Arturo non era mai stato consumato e che lei era la vera moglie di Enrico.

Capitolo II

Dall’annullamento alla supremazia

Clemente prese tempo. Nel 1529 un tribunale presieduto dai legati pontifici cardinale Wolsey e cardinale Campeggio si riunì a Blackfriars, a Londra, dove Caterina si appellò di persona a Roma, ma si aggiornò senza verdetto. Wolsey, che aveva deluso il suo signore, perse le cariche e morì nel 1530 mentre andava a rispondere di accuse di tradimento.

I nuovi consiglieri di Enrico, primo fra tutti Thomas Cromwell, proposero un’altra soluzione: se il papa non decideva, poteva decidere da sé la Chiesa inglese. Passo dopo passo, Parlamento e clero furono costretti ad allinearsi. Nel 1532 il clero si sottomise al controllo regio sul diritto ecclesiastico. All’inizio del 1533 Enrico sposò in segreto Anna, che era incinta, e l’Atto di restrizione degli appelli dichiarò l’Inghilterra un «impero» dal quale non era ammesso alcun appello a Roma. Il nuovo arcivescovo di Canterbury, Thomas Cranmer, dichiarò allora nullo il matrimonio con Caterina. Anna fu incoronata e a settembre diede alla luce una figlia, Elisabetta. Il papa condannò il nuovo matrimonio.

Nel 1534 l’Atto di supremazia riconobbe il re come «l’unico capo supremo in terra della Chiesa d’Inghilterra». Un Atto di successione impose ai sudditi un giuramento che riconosceva come eredi i figli di Anna, e una nuova legge sul tradimento rese reato di tradimento negare i titoli del re, anche solo a parole. I pagamenti a Roma furono sospesi e il nome del papa fu tolto dai libri di preghiera.

Queste misure furono presentate come una restaurazione, non come una rivoluzione. Cromwell e i suoi scrittori sostenevano che i re inglesi avevano sempre avuto autorità sulla Chiesa del loro regno e che i papi l’avevano usurpata nel corso dei secoli. Il clero dovette predicare la supremazia regia dal pulpito, e i vescovi rinunciarono per iscritto all’autorità papale. La maggior parte del clero e della nobiltà si adeguò, alcuni per convinzione, molti per prudenza. Pochi potevano prevedere fin dove sarebbero arrivati i cambiamenti una volta che il re avesse preso il controllo della Chiesa.

Capitolo III

Monaci, martiri e denaro

Le nuove leggi fecero presto le prime vittime. Nel 1535 diversi monaci certosini della certosa di Londra furono giustiziati per aver rifiutato la supremazia. John Fisher, vescovo di Rochester, appena creato cardinale dal papa, fu decapitato a giugno. Tommaso Moro, ex Lord Cancelliere di Enrico e celebre umanista, si era dimesso nel 1532 e rifiutò il giuramento. Fu condannato per tradimento sulla base di prove controverse e decapitato il 6 luglio 1535. Entrambi furono canonizzati dalla Chiesa cattolica nel 1935.

Cromwell si rivolse poi ai monasteri. Nel 1535 commissari regi li visitarono e riferirono di abusi, spesso esagerati per compiacere il governo. Una legge del 1536 sciolse le case più piccole, e le altre si arresero negli anni successivi, finché le ultime abbazie chiusero nel 1540. Gli storici stimano che furono chiuse circa 800 case religiose. Monaci e monache ricevettero una pensione o furono congedati, gli edifici furono spogliati di piombo e pietra, i santuari distrutti, e le terre passarono alla corona e poi, tramite vendite, a nobili e gentry. Nel 1536 lo scioglimento e altri cambiamenti contribuirono a provocare il Pellegrinaggio di Grazia, una grande sollevazione nel nord, che si concluse con l’esecuzione di molti dei suoi capi.

Capitolo IV

Che cosa cambiò e che cosa no

Enrico non diventò protestante. Rimase legato alla messa e alla dottrina tradizionale, e mandò al rogo protestanti come eretici oltre a giustiziare cattolici come traditori. L’Atto dei sei articoli del 1539 riaffermò la transustanziazione, il celibato del clero e la confessione. Eppure il re consentì anche delle riforme: dal 1538–1539 una Bibbia in inglese fu collocata in ogni chiesa parrocchiale, i pellegrinaggi e molte feste dei santi furono limitati, e santuari come quello di Tommaso Becket a Canterbury furono distrutti.

Il cambiamento più profondo riguardò l’autorità. Ora era il re, non il papa, a governare la Chiesa in Inghilterra, e le sue ricchezze erano passate in mani regie e laiche. Dopo la morte di Enrico nel 1547 i consiglieri di suo figlio Edoardo VI resero la Chiesa chiaramente protestante, sua figlia Maria I restaurò il cattolicesimo e l’autorità papale, ed Elisabetta I diede alla Chiesa d’Inghilterra il suo assetto duraturo nel 1559. Gli storici discutono ancora quanto gli inglesi desiderassero questi cambiamenti. Eamon Duffy e altri hanno mostrato quanto fosse vitale la religione tradizionale alla vigilia della rottura, mentre altri sottolineano il crescente sostegno ai riformatori. Ciò che è chiaro è che una disputa su un matrimonio regio divenne una svolta nella storia inglese.

Domande frequenti

Perché Enrico VIII ruppe con la Chiesa cattolica?

Voleva che il suo matrimonio con Caterina d’Aragona fosse dichiarato invalido per poter sposare Anna Bolena e avere un erede maschio, e il papa rifiutò. Enrico e i suoi ministri affermarono allora che a capo della Chiesa in Inghilterra c’era il re, non il papa.

Sotto Enrico VIII la Chiesa d’Inghilterra era protestante?

Non del tutto. Respinse l’autorità papale e sciolse i monasteri, ma la sua dottrina e il suo culto rimasero in gran parte cattolici, e riforme chiaramente protestanti arrivarono con Edoardo VI.

Perché Tommaso Moro fu giustiziato?

Moro rifiutò di prestare il giuramento che riconosceva come eredi i figli di Enrico e Anna, con il rifiuto implicito dell’autorità papale, e non volle accettare la supremazia regia. Fu condannato per tradimento e decapitato nel luglio 1535.

Fonti e letture consigliate

  1. J. J. Scarisbrick, Henry VIII (Eyre & Spottiswoode, 1968)
  2. Eamon Duffy, The Stripping of the Altars: Traditional Religion in England, c. 1400–c. 1580 (Yale University Press, 1992)
  3. G. W. Bernard, The King’s Reformation: Henry VIII and the Remaking of the English Church (Yale University Press, 2005)
  4. Diarmaid MacCulloch, Thomas Cranmer: A Life (Yale University Press, 1996)
  5. Peter Marshall, Heretics and Believers: A History of the English Reformation (Yale University Press, 2017)