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Storia insolita · Divisioni e scismi

Il papato di Avignone e lo Scisma d’Occidente

Perché i papi vissero ad Avignone dal 1309 al 1377 e come il ritorno a Roma aprì lo Scisma d’Occidente, con due e poi tre papi, fino al Concilio di Costanza.

Quando
1309–1417
Dove
Avignone e Roma, con concili a Pisa e Costanza
Tradizioni
Cristianesimo

In cifre

  • 7papi che risiedettero ad Avignone tra il 1309 e il 1377
  • 68 annidi residenza papale ad Avignone, dal 1309 al 1377
  • 39 annidi Scisma d’Occidente, dal 1378 al 1417
  • 3papi rivali contemporaneamente dopo il Concilio di Pisa del 1409

In breve

  1. I.Dal 1309 al 1377 sette papi, uno dopo l’altro, vissero non a Roma ma ad Avignone, sul Rodano, vicino al regno di Francia.
  2. II.Poco dopo che Gregorio XI ebbe riportato il papato a Roma, un’elezione contestata nel 1378 diede alla Chiesa due papi rivali, uno a Roma e uno ad Avignone.
  3. III.Un tentativo di sanare la frattura al Concilio di Pisa nel 1409 aggiunse una terza linea di papi, e i sovrani d’Europa si schierarono secondo i propri interessi politici.
  4. IV.Il Concilio di Costanza (1414–1418) depose i tre pretendenti o ne accettò le dimissioni ed elesse Martino V nel 1417, ponendo fine allo Scisma d’Occidente.

Cronologia

  1. 1305Bertrand de Got, arcivescovo di Bordeaux, viene eletto papa con il nome di Clemente V e resta a nord delle Alpi.
  2. 1309Clemente V si stabilisce ad Avignone.
  3. 1348Clemente VI acquista la città di Avignone dalla regina Giovanna I di Napoli.
  4. 1377Gregorio XI entra a Roma, ponendo fine alla residenza avignonese.
  5. 1378Dopo la morte di Gregorio i cardinali eleggono a Roma Urbano VI, poi dichiarano invalida l’elezione e scelgono Clemente VII.
  6. 1409Il Concilio di Pisa depone entrambi i papi ed elegge Alessandro V, dando vita a una terza linea.
  7. 1414–1418Si riunisce il Concilio di Costanza; Giovanni XXIII viene deposto, Gregorio XII si dimette e Benedetto XIII viene deposto.
  8. 11 novembre 1417Il conclave del concilio elegge Martino V, riconosciuto quasi ovunque.

Che cosa mostrano i documenti

  • I sette papi di Avignone erano tutti di origine francese, e la maggior parte dei cardinali da loro creati era francese.
  • Il Palazzo dei Papi di Avignone fu costruito soprattutto sotto Benedetto XII e Clemente VI, tra gli anni Trenta e gli anni Cinquanta del Trecento.
  • Il papato avignonese sviluppò un’amministrazione centrale e un sistema fiscale efficienti.
  • Lo stesso gruppo di cardinali elesse nel 1378 sia Urbano VI sia, cinque mesi dopo, Clemente VII.
  • Il Concilio di Costanza condannò e mandò al rogo il riformatore ceco Jan Hus nel 1415.

Che cosa dice la leggenda

  • «I papi erano prigionieri del re di Francia.» I papi di Avignone subirono una forte influenza francese ma non erano prigionieri, e all’epoca Avignone non faceva parte del regno di Francia.
  • «Il papato avignonese fu un periodo di pura decadenza.» Questo ritratto si deve a critici come Petrarca, ma gli storici sottolineano anche i risultati amministrativi e gli sforzi dei papi per mettere pace e bandire crociate.
  • «I papi di Avignone sono antipapi.» I sette papi del 1309–1377 sono riconosciuti come legittimi; soltanto i pretendenti avignonesi e pisani dopo il 1378 non figurano nell’elenco ufficiale.

Personaggi chiave

  • Clemente VPapa (1305–1314), il primo a stabilirsi ad Avignone
  • Caterina da SienaMistica, poi santa, che esortò Gregorio XI a tornare a Roma
  • Urbano VI e Clemente VIIPapi rivali eletti dagli stessi cardinali nel 1378, a Roma e a Fondi
  • Benedetto XIIIPapa avignonese (Pedro de Luna) che non accettò mai la propria deposizione e morì a Peñíscola
  • SigismondoRe dei Romani che premette per la convocazione del Concilio di Costanza

Capitolo I

Papi sul Rodano

All’inizio del Trecento Roma era un luogo pericoloso per un papa. Le grandi famiglie baronali, soprattutto i Colonna e gli Orsini, si contendevano il controllo della città, e nel 1303 alcuni agenti del re Filippo IV di Francia, con l’appoggio dei Colonna, avevano catturato papa Bonifacio VIII ad Anagni. Quando nel 1305 i cardinali elessero Bertrand de Got, arcivescovo di Bordeaux, il nuovo papa, Clemente V, fu incoronato a Lione e non andò mai in Italia. A nord delle Alpi lo attendevano questioni urgenti: la pace tra Francia e Inghilterra, una crociata in preparazione e la campagna di Filippo IV contro i Cavalieri Templari, il cui ordine Clemente soppresse al Concilio di Vienne nel 1312.

Nel 1309 Clemente si stabilì ad Avignone, una città sul Rodano che apparteneva ai conti angioini di Provenza, accanto al territorio pontificio del Contado Venassino. Doveva essere una sede provvisoria, ma durò quasi settant’anni. Vi vissero in successione sette papi, tutti francesi, e nel 1348 Clemente VI acquistò la città dalla regina Giovanna I di Napoli.

Avignone divenne una capitale. Benedetto XII e Clemente VI costruirono l’immenso Palazzo dei Papi, in parte fortezza e in parte reggia. Banchieri, giuristi, artisti e supplicanti affollavano la città. L’amministrazione papale divenne la più efficiente d’Europa: riscuoteva tasse dal clero di tutta la cristianità e controllava la nomina a molti uffici ecclesiastici.

La vita alla corte papale non era fatta solo di burocrazia. I papi protessero artisti come il pittore senese Simone Martini, crearono una grande biblioteca e mantennero una corte numerosa. Quando nel 1348 la peste nera colpì Avignone, Clemente VI rimase in città, acquistò un terreno per un nuovo cimitero e condannò le violenze contro gli ebrei, che in molte parti d’Europa venivano accusati di aver diffuso il morbo. Gli storici notano che le sue bolle sull’argomento facevano osservare che gli ebrei morivano di peste come tutti gli altri.

Capitolo II

Babilonia sul Rodano

Per i critici questo splendore era uno scandalo. Il poeta Francesco Petrarca, che visse per anni nei pressi di Avignone, definì la città dei papi una nuova Babilonia, e l’espressione «cattività babilonese della Chiesa», eco dell’esilio degli ebrei, rimase. Gli italiani mal sopportavano la perdita del papato, gli inglesi, in guerra con la Francia dal 1337, vedevano nei papi dei partigiani francesi, e i predicatori attaccavano le ricchezze della corte. Gli storici oggi offrono un quadro più equilibrato: i papi di Avignone subirono l’influenza della Francia ma non ne furono controllati, e alcuni, come Benedetto XII, furono riformatori seri.

Le pressioni per il ritorno a Roma crebbero. Urbano V vi tornò nel 1367, ma rientrò ad Avignone nel 1370. La terziaria domenicana Caterina da Siena e la visionaria svedese Brigida di Svezia esortavano i papi a tornare a casa, e lo Stato della Chiesa in Italia stava sfuggendo al loro controllo. Nel gennaio 1377 Gregorio XI entrò finalmente a Roma. Vi morì nel marzo 1378.

Capitolo III

Due papi, poi tre

Il conclave dell’aprile 1378 si riunì a Roma sotto la forte pressione della folla, che reclamava un papa romano, o almeno italiano. I cardinali scelsero Bartolomeo Prignano, arcivescovo di Bari, che prese il nome di Urbano VI. Il suo comportamento duro e imprevedibile li alienò presto. Quell’estate la maggior parte dei cardinali si allontanò da Roma, dichiarò che l’elezione era avvenuta sotto la paura ed era quindi invalida, e a settembre, a Fondi, elesse Roberto di Ginevra con il nome di Clemente VII. Clemente finì per tornare ad Avignone.

La cristianità si divise secondo linee politiche. La Francia, la Scozia, per un periodo Napoli e alla fine la Castiglia, l’Aragona e la Navarra sostennero Avignone; l’Inghilterra, gran parte del Sacro Romano Impero, l’Ungheria e buona parte dell’Italia sostennero Roma. Ciascun papa aveva i propri cardinali e i propri successori, e ciascuno scomunicava i seguaci dell’altro. Santi e dotti si trovavano da entrambe le parti, e i semplici fedeli non potevano essere certi di quale fosse il vero papa.

I teologi delle università, soprattutto a Parigi, proposero varie soluzioni: entrambi i papi avrebbero potuto dimettersi, o sottomettersi a un arbitrato, oppure un concilio generale avrebbe potuto giudicare tra loro. Nel 1409 i cardinali delle due obbedienze si riunirono a Pisa, deposero il papa romano Gregorio XII e il papa avignonese Benedetto XIII ed elessero Alessandro V. Nessuno dei due papi deposti accettò il verdetto, e così i papi divennero tre. Il successore di Alessandro, Baldassarre Cossa, prese il nome di Giovanni XXIII.

Capitolo IV

Il Concilio di Costanza

Sotto la pressione di Sigismondo, re dei Romani, Giovanni XXIII convocò un concilio generale a Costanza, sul lago omonimo, che si aprì nel novembre 1414. Quando fu chiaro che il concilio si aspettava le sue dimissioni, Giovanni fuggì nel marzo 1415. Il concilio rispose con il decreto Haec Sancta, che dichiarava che un concilio generale riceve la propria autorità direttamente da Cristo, e a maggio lo depose. A luglio il papa romano Gregorio XII convocò formalmente il concilio e poi si dimise. Benedetto XIII si rifiutò di cedere e fu deposto nel 1417; si ritirò nella fortezza di Peñíscola, sulla costa spagnola, e mantenne la sua pretesa fino alla morte, che la maggior parte degli storici colloca nel 1423.

L’11 novembre 1417 uno speciale conclave di cardinali e rappresentanti delle nazioni elesse Oddone Colonna, che prese il nome di Martino V. Fu riconosciuto quasi ovunque, e lo scisma ebbe fine. Lo stesso concilio condannò anche il riformatore ceco Jan Hus, che era giunto con un salvacondotto di Sigismondo e fu arso sul rogo nel luglio 1415, una decisione che scatenò le guerre hussite in Boemia.

La crisi lasciò segni duraturi. L’idea che un concilio potesse stare al di sopra del papa, nota come conciliarismo, fu dibattuta per decenni e in seguito respinta dal papato. Oggi la Chiesa cattolica considera legittima la linea romana, ed è per questo che nel 1958 un papa del Novecento poté prendere il nome di Giovanni XXIII. I critici del papato, dagli hussiti ai riformatori protestanti, ricordarono una Chiesa che un tempo aveva avuto tre capi contemporaneamente.

Dove è successo

0° 40° N Avignone · 1309–1377 e 1378–1403 Avignone: 1309–1377 e 1378–1403 Roma · 1377 Roma: 1377 Fondi · 1378 Fondi: 1378 Pisa · 1409 Pisa: 1409 Costanza · 1414–1418 Costanza: 1414–1418 Peñíscola · fino al 1423 Peñíscola: fino al 1423 Dove è successo Dove iniziò Luoghi successivi N
  1. 1309–1377 e 1378–1403 Avignone
  2. 1377 Roma
  3. 1378 Fondi
  4. 1409 Pisa
  5. 1414–1418 Costanza
  6. fino al 1423 Peñíscola

In immagini

  • Il Palazzo dei Papi, costruito nel XIV secolo quando il papato risiedeva ad AvignoneAvignone, Francia
  • Il ponte Saint-Bénézet sul Rodano, il ponte della canzoneAvignone, Francia
Crediti fotografici
  1. Avignone, Francia · Acediscovery, CC BY 4.0
  2. Avignone, Francia · Rolf Kranz, CC BY-SA 4.0

Ridisegnate per questo sito come tavole illustrate a partire dalle fotografie qui sopra: ritagliate, ricolorate, contornate e con i cieli notturni dipinti. Le immagini adattate sono condivise con le stesse licenze.

Domande frequenti

Perché i papi vivevano ad Avignone?

Clemente V, un francese eletto nel 1305, doveva fare i conti con violenti scontri tra fazioni a Roma e con questioni urgenti da trattare con la corona francese, tra cui il caso dei Cavalieri Templari. Si stabilì ad Avignone nel 1309, e i suoi successori vi rimasero fino al 1377.

Quanti papi ci furono durante lo Scisma d’Occidente?

Dal 1378 ci furono due linee rivali, a Roma e ad Avignone, e dal 1409 una terza, scelta al Concilio di Pisa. Oggi la Chiesa cattolica considera legittima la linea romana.

Come finì lo Scisma d’Occidente?

Il Concilio di Costanza depose il papa pisano Giovanni XXIII e il papa avignonese Benedetto XIII, accettò le dimissioni del papa romano Gregorio XII ed elesse Martino V nel 1417.

Fonti e letture consigliate

  1. Guillaume Mollat, The Popes at Avignon, 1305–1378 (Thomas Nelson, 1963)
  2. Yves Renouard, The Avignon Papacy, 1305–1403 (Faber and Faber, 1970)
  3. Joëlle Rollo-Koster, Avignon and Its Papacy, 1309–1417: Popes, Institutions, and Society (Rowman & Littlefield, 2015)
  4. Walter Ullmann, The Origins of the Great Schism (Burns, Oates & Washbourne, 1948)