Codex of FaithsUn atlante illustrato delle fedi

Ombre della fede · Perseguitati per la fede

Le persecuzioni romane contro i cristiani

Come Roma trattò i cristiani, da Nerone nel 64 d.C. alla Grande persecuzione di Diocleziano, perché il numero dei martiri è dibattuto e come finì con Costantino.

Questa pagina descrive persecuzioni e violenze del passato. È scritta come storia, senza dettagli crudi.

Quando
64–313 d.C.
Dove
L’Impero romano, da Roma e dalla Gallia al Nord Africa e all’Asia Minore

In cifre

  • circa 250 annidalle rappresaglie di Nerone nel 64 d.C. all’Editto di Milano del 313
  • circa 10 annidurata della Grande persecuzione nelle province orientali, 303–313
  • migliaiatotale probabile dei cristiani giustiziati nell’intero periodo, secondo la maggior parte delle stime moderne; le cifre esatte sono sconosciute

In breve

  1. I.Per circa due secoli e mezzo i cristiani dell’Impero romano affrontarono ostilità intermittenti, processi locali e, a volte, persecuzioni estese a tutto l’impero.
  2. II.I romani vedevano nel rifiuto di onorare gli dèi e l’imperatore una minaccia alla pace tra gli dèi e lo Stato, mentre i cristiani consideravano quei sacrifici idolatria.
  3. III.Le campagne più gravi si ebbero sotto Decio nel 250, sotto Valeriano nel 257–258 e con la Grande persecuzione avviata da Diocleziano nel 303, che si concluse con gli editti di tolleranza del 311 e del 313.
  4. IV.Gli storici concordano che la persecuzione fu reale e decisiva per l’identità cristiana, ma stimano i martiri nell’ordine delle migliaia, non nei numeri enormi della tradizione successiva.

Cronologia

  1. 64 d.C.Dopo il grande incendio di Roma, Nerone incolpa i cristiani e ne fa giustiziare molti, secondo lo storico Tacito.
  2. c. 112 d.C.Plinio il Giovane, governatore della Bitinia, chiede all’imperatore Traiano come trattare i cristiani; Traiano risponde che non devono essere ricercati.
  3. 177Alcuni cristiani vengono uccisi in una persecuzione locale a Lione, in Gallia.
  4. 203Perpetua e Felicita vengono giustiziate a Cartagine.
  5. 250L’imperatore Decio ordina a tutti gli abitanti dell’impero di sacrificare agli dèi.
  6. 257–258L’imperatore Valeriano colpisce il clero e i beni cristiani; il vescovo Cipriano di Cartagine viene giustiziato nel 258.
  7. 303Diocleziano emana il primo editto della Grande persecuzione.
  8. 311–313Galerio concede la tolleranza nel 311, e Costantino e Licinio confermano la libertà religiosa a Milano nel 313.

Che cosa mostrano i documenti

  • La religione romana era pubblica e civica, e il rifiuto di sacrificare poteva essere trattato come slealtà più che come una scelta privata di fede.
  • Prima del 250 non esisteva alcuna legge contro i cristiani valida per tutto l’impero; i processi dipendevano da accusatori e governatori locali.
  • Sotto Decio la gente riceveva certificati, detti libelli, che attestavano l’avvenuto sacrificio, e alcuni si sono conservati su papiri provenienti dall’Egitto.
  • Molti cristiani cedettero alle pressioni, e la questione di come riammetterli divise le chiese per decenni.
  • La Grande persecuzione fu più dura in Oriente, dove Galerio e Massimino Daia la applicarono più a lungo.

Che cosa dice la leggenda

  • Le leggende successive sui martiri e la tradizione cristiana parlarono talvolta di milioni di martiri; gli storici non trovano prove di numeri di quella portata.
  • Il Colosseo è comunemente considerato il luogo principale del martirio cristiano, ma non ci sono solide prove antiche che i cristiani vi fossero giustiziati in particolare.
  • Le catacombe erano cimiteri, non nascondigli segreti in cui i cristiani vivevano alla macchia.
  • Alcuni autori moderni sostengono che la persecuzione sia stata quasi del tutto inventata; la maggior parte degli storici respinge questa tesi, pur ammettendo che i racconti successivi la esagerarono.

Capitolo I

Dèi, imperatori e una fede nuova

La religione romana riguardava meno la fede privata che la pratica pubblica. Le città e lo Stato offrivano sacrifici per mantenere la pax deorum, la pace tra gli dèi e gli uomini, e dall’epoca di Augusto gli onori resi all’imperatore divennero parte della lealtà civica. I romani tolleravano molti culti stranieri, e gli ebrei, la cui religione ancestrale era rispettata per la sua antichità, erano di solito esentati dal sacrificio. I cristiani, però, erano un movimento nuovo che reclutava membri tra molti popoli e rifiutava ogni sacrificio agli dèi.

A molti romani questo sembrava ateismo e slealtà. Si diffusero voci secondo cui i cristiani commettevano crimini segreti durante le loro riunioni, e quando arrivavano inondazioni, pestilenze o invasioni alcuni li accusavano di aver irritato gli dèi. La prima persecuzione nota avvenne nel 64 d.C. Dopo che un grande incendio ebbe distrutto gran parte di Roma, riferisce lo storico Tacito, Nerone fece ricadere i sospetti sui cristiani e ne fece giustiziare molti in crudeli spettacoli pubblici. La tradizione cristiana sostiene che gli apostoli Pietro e Paolo morirono a Roma sotto Nerone, anche se le fonti contemporanee non ne riportano i dettagli.

Per i due secoli successivi non ci fu alcuna legge generale contro i cristiani. Intorno al 112 d.C. Plinio il Giovane, governatore della Bitinia, scrisse all’imperatore Traiano chiedendo come comportarsi con i cristiani portati davanti a lui. Traiano rispose che non dovevano essere ricercati né accusati in forma anonima, ma che, se regolarmente accusati e restii a sacrificare, dovevano essere puniti. La lettera di Plinio è rivelatrice: ammette di non aver trovato tra i cristiani alcun crimine oltre a quella che chiamava un’ostinata superstizione, eppure giustiziò quanti non abiuravano. Questo schema di processi locali e reattivi spiega la maggior parte dei martiri del II secolo, compresi quelli del vescovo Policarpo a Smirne, dei cristiani di Lione nel 177 e della giovane madre Perpetua e della schiava Felicita a Cartagine nel 203.

Capitolo II

Le persecuzioni estese a tutto l’impero

La situazione cambiò nel III secolo, un’epoca di crisi militare e di pestilenze. Nel 250 l’imperatore Decio ordinò a tutti gli abitanti dell’impero di sacrificare agli dèi e di ottenere un certificato che lo attestasse. L’editto forse non era rivolto soltanto ai cristiani, ma li costrinse a scegliere. Alcuni morirono, tra cui il vescovo Fabiano di Roma; molti sacrificarono o comprarono certificati falsi. Valeriano andò oltre nel 257–258, colpendo il clero, vietando le riunioni e confiscando i beni. Cipriano, vescovo di Cartagine, fu decapitato nel 258. Nel 260 il figlio di Valeriano, Gallieno, restituì i beni delle chiese, e seguì un lungo periodo di pace.

L’ultima e più dura campagna, la Grande persecuzione, cominciò sotto Diocleziano nel 303. Una serie di editti ordinò di distruggere le chiese e di consegnare le Scritture, poi di arrestare il clero, e infine impose a tutti di sacrificare. L’applicazione variò molto. In Occidente fu breve e mite nelle terre di Costanzo, padre di Costantino. In Oriente, sotto Galerio e poi Massimino Daia, durò fino al 311–313. Il vescovo Eusebio di Cesarea, testimone oculare, registrò per nome i martiri della Palestina.

La persecuzione fallì. Nel 311 Galerio, gravemente malato, emanò un editto che concedeva ai cristiani il diritto di esistere e chiedeva loro di pregare per lo Stato. Dopo aver sconfitto il rivale Massenzio a Ponte Milvio nel 312, Costantino, che attribuiva la vittoria al Dio cristiano, si unì al collega Licinio nel 313 nell’accordo noto come Editto di Milano, che concedeva la libertà di culto e restituiva i beni confiscati.

Capitolo III

Quanti martiri?

Non esiste un censimento romano dei martiri, e i numeri antichi sono rari. Gli scrittori cristiani dei secoli successivi e le raccolte medievali di vite dei santi moltiplicarono i martiri e colmarono le lacune con la leggenda; alcune tradizioni posteriori parlavano di migliaia di uccisi in singoli episodi. Gli storici considerano molti di questi racconti letteratura devota più che documenti.

Le stime moderne sono molto più basse. Nel Settecento Edward Gibbon ipotizzò meno di duemila morti nella Grande persecuzione. Lo storico W. H. C. Frend propose in seguito una cifra intorno ai tremila. La maggior parte degli studiosi colloca il totale dei tre secoli in poche migliaia, su una popolazione cristiana che intorno al 300 poteva contare diversi milioni di persone. Queste morti furono comunque reali, e molti altri subirono il carcere, i lavori forzati nelle miniere, la tortura e la perdita dei beni.

Negli ultimi decenni alcuni studiosi, in particolare Candida Moss, hanno sostenuto che i primi cristiani costruirono un potente racconto di persecuzione continua a partire da eventi in realtà limitati e sporadici. Altri ribattono che anche persecuzioni rare generarono una paura duratura. Quasi tutti concordano che l’esperienza del martirio, reale e ricordata, plasmò profondamente l’identità cristiana.

Le fonti stesse spiegano perché la certezza è impossibile. Gli scrittori pagani menzionano i cristiani solo occasionalmente, e gli atti dei tribunali romani non sono sopravvissuti. Le prove migliori vengono da una manciata di antichi racconti di martirio, come la lettera delle chiese di Lione e Vienne conservata da Eusebio, e dalla testimonianza diretta dello stesso Eusebio sulla persecuzione in Palestina, che nomina meno di cento vittime in otto anni. Gli storici generalizzano con cautela da simili frammenti, ed è per questo che le stime serie sono date come intervalli e non come totali precisi.

Capitolo IV

La memoria e il culto dei martiri

I cristiani onorarono i loro martiri fin dall’inizio, radunandosi presso le loro tombe nell’anniversario della morte, che chiamavano il giorno della nascita dei martiri al cielo. Dopo il 313 sopra queste tombe sorsero chiese, tra cui le basiliche di San Pietro e San Paolo a Roma, e le reliquie dei martiri si diffusero in tutto il mondo cristiano. I racconti dei loro processi, come la Passione di Perpetua e Felicita, basata in parte sul diario di prigionia della stessa Perpetua, divennero tra i testi cristiani più letti.

La persecuzione lasciò anche divisioni. Coloro che avevano ceduto chiedevano di essere riammessi, e le dispute sul loro trattamento produssero scismi duraturi, come il movimento donatista nel Nord Africa. Entro un secolo dall’Editto di Milano il cristianesimo divenne la religione privilegiata dell’impero, e i culti tradizionali furono a loro volta limitati sotto imperatori come Teodosio I. Gli storici sottolineano spesso questo rovesciamento, in cui una minoranza perseguitata giunse a detenere il potere.

Oggi i martiri dell’epoca romana sono venerati nella Chiesa cattolica, in quella ortodossa e in altre chiese. Gli storici cercano di onorarne il coraggio distinguendo la documentazione storica dalle leggende che in seguito vi crebbero attorno.

Dove è successo

10° E30° E 40° N Roma · 64 d.C. Roma: 64 d.C. Smirne · c. 155 Smirne: c. 155 Lione · 177 Lione: 177 Cartagine · 203, 258 Cartagine: 203, 258 Nicomedia · 303 Nicomedia: 303 Milano · 313 Milano: 313 Dove è successo Dove iniziò Luoghi successivi N
  1. 64 d.C. Roma
  2. c. 155 Smirne
  3. 177 Lione
  4. 203, 258 Cartagine
  5. 303 Nicomedia
  6. 313 Milano

In immagini

  • Il Colosseo e l’Arco di Costantino: l’arco celebra l’imperatore la cui vittoria del 312 pose fine alle persecuzioniRoma, Italia
  • L’Arco di Costantino, dedicato nel 315, tre anni dopo la battaglia di Ponte MilvioRoma, Italia
Crediti fotografici
  1. Roma, Italia · Livioandronico2013, CC BY-SA 4.0
  2. Roma, Italia · NikonZ7II (Paris Orlando), CC BY-SA 4.0

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Domande frequenti

Quanti cristiani furono uccisi dai romani?

Non esiste un totale affidabile. La maggior parte degli storici stima le esecuzioni dell’intero periodo nell’ordine delle migliaia, con la Grande persecuzione del 303–313 come episodio più sanguinoso.

Perché i romani perseguitavano i cristiani?

I romani credevano che il benessere dello Stato dipendesse dall’onore reso agli dèi, e i cristiani si rifiutavano di sacrificare a loro o al genio dell’imperatore. Le loro riunioni e il rifiuto di partecipare alla religione civica li resero inoltre oggetto di sospetti e dicerie.

Quando finì la persecuzione dei cristiani?

Galerio emanò un editto di tolleranza nel 311, e nel 313 Costantino e Licinio concordarono a Milano di concedere la libertà di culto ai cristiani e agli altri.

Fonti e letture consigliate

  1. W. H. C. Frend, Martyrdom and Persecution in the Early Church (Blackwell, 1965)
  2. Robin Lane Fox, Pagans and Christians (Viking, 1986)
  3. Candida Moss, The Myth of Persecution: How Early Christians Invented a Story of Martyrdom (HarperOne, 2013)
  4. G. E. M. de Ste. Croix, Christian Persecution, Martyrdom, and Orthodoxy (Oxford University Press, 2006)