Capitolo I
Chiedere a Dio di giudicare
Nell’Europa altomedievale i tribunali si trovavano spesso davanti a un problema senza soluzioni facili. Quando un crimine non aveva testimoni e l’accusato negava, come si poteva conoscere la verità? Una risposta era rimettere il caso a Dio. L’accusato si sottoponeva a una prova, un’ordalia, e il risultato avrebbe mostrato se il cielo lo giudicava innocente o colpevole. La parola inglese ordeal viene dall’antico inglese ordal, che significa «giudizio».
Esistevano diverse forme comuni. Nell’ordalia del ferro rovente, l’accusato portava una barra di ferro arroventata per una distanza stabilita; la mano veniva poi fasciata e, dopo circa tre giorni, esaminata. Se guariva in modo pulito, la persona era innocente; se suppurava, colpevole. Nell’ordalia dell’acqua bollente, l’accusato recuperava una pietra o un anello da un calderone, e la mano veniva giudicata allo stesso modo. Nell’ordalia dell’acqua fredda, l’accusato veniva calato in uno stagno o in un fiume benedetto da un sacerdote: l’acqua, essendo pura, si riteneva accogliesse l’innocente, perciò affondare significava innocenza, e la persona veniva poi tirata fuori con una corda. Galleggiare significava che l’acqua la respingeva.
Non erano semplici usanze popolari. Erano solenni riti della Chiesa. L’accusato digiunava e assisteva alla messa, il sacerdote benediceva il ferro o l’acqua, e le preghiere chiedevano a Dio di rivelare la verità. Le ordalie erano riservate a questioni gravi, e spesso a persone di basso rango, a stranieri o a coloro la cui parola non era considerata affidabile. I registri suggeriscono che i giudici preferivano spesso un compromesso o un accordo, e che la minaccia dell’ordalia veniva usata più spesso dell’ordalia stessa. Gli uomini liberi potevano invece discolparsi con un giuramento, sostenuti da vicini che giuravano sulla loro buona reputazione, oppure con il duello giudiziario, in cui le parti o i loro campioni combattevano secondo regole fissate dal tribunale.
Capitolo II
Le ordalie fuori dall’Europa
L’idea che gli dèi potessero giudicare attraverso una prova fisica è molto più antica del cristianesimo medievale. Le leggi di Hammurabi di Babilonia, del 1754 a.C. circa, ordinano a chi è accusato di stregoneria di gettarsi nel fiume; se il fiume lo travolge, il suo accusatore ne prende la casa, e se sopravvive, l’accusatore viene messo a morte. La Bibbia ebraica descrive un rito per la moglie sospettata di adulterio, che beve una mistura di acqua santa e polvere, lasciando l’esito a Dio. La tradizione ebraica successiva, come riportato nella Mishnah, afferma che il rito fu sospeso da Rabban Yohanan ben Zakkai nel I secolo d.C., e non poté più essere celebrato dopo la distruzione del Secondo Tempio.
In India, i testi giuridici noti come Dharmashastra descrivono una serie di ordalie, o divya, tra cui la bilancia, il fuoco, l’acqua e il veleno, da usare quando le prove umane venivano meno. In parti dell’Africa occidentale, osservatori europei riferirono ancora nel XIX e XX secolo di ordalie che prevedevano una bevanda preparata con la corteccia di un albero velenoso. Le comunità ebraiche medievali in Europa, al contrario, in genere non usavano le ordalie, e gli ebrei ne erano spesso esentati da privilegi regi. Queste tradizioni si svilupparono in modo indipendente, il che suggerisce che l’ordalia rispondesse a un bisogno umano comune: un modo per risolvere le controversie quando mancavano le prove e la comunità voleva una decisione che potesse accettare.
Capitolo III
Il divieto del 1215 e perché le ordalie forse funzionavano
Anche quando le ordalie erano comuni, alcuni uomini di Chiesa ne dubitavano. Nel IX secolo l’arcivescovo Agobardo di Lione sostenne che Dio non aveva mai promesso di rivelare verità nascoste attraverso il ferro rovente o i duelli, e nei secoli successivi diversi papi espressero perplessità. Nel XII secolo gli studiosi di diritto canonico si chiedevano se fosse lecito tentare Dio pretendendo un miracolo a comando. Anche le nuove università privilegiavano una prova razionale basata su testimoni e indizi.
Il passo decisivo arrivò con il Concilio Lateranense IV nel 1215. Il canone 18 vietò al clero di benedire o consacrare le ordalie dell’acqua bollente o fredda e del ferro rovente. Poiché l’ordalia dipendeva dalla benedizione del sacerdote, questa fu di fatto la sua fine. In Inghilterra il governo ordinò ai giudici nel 1219 di trovare altri modi per trattare gli accusati, e la giuria processuale crebbe fino a colmare il vuoto. Sul continente i tribunali svilupparono la procedura inquisitoria, che si basava su prove scritte e, col tempo, sulla confessione, talvolta estorta con la tortura.
Perché le ordalie furono accettate così a lungo? Gli storici hanno proposto diverse risposte. Robert Bartlett ha mostrato che le ordalie venivano usate con parsimonia e che i loro risultati erano aperti all’interpretazione di sacerdoti e giudici. L’economista Peter Leeson ha sostenuto che le ordalie potrebbero aver funzionato proprio grazie alla fede: un colpevole convinto che Dio lo avrebbe smascherato aveva buone ragioni per confessare o accordarsi prima, mentre un innocente era più disposto ad affrontare la prova. I funzionari, a loro volta, potevano giudicare «pulita» una mano o organizzare le cose in modo che la maggior parte di chi affrontava l’ordalia fino in fondo venisse scagionata. Un registro del XIII secolo di Várad, in Ungheria, che riporta centinaia di casi, mostra che molti di coloro che portarono il ferro rovente furono dichiarati innocenti.
Capitolo IV
Ciò che rimase dell’ordalia
L’ordalia scomparve dalla maggior parte della giustizia approvata dalla Chiesa entro una generazione dal 1215, ma lasciò tracce. Il duello giudiziario durò più a lungo, soprattutto in Inghilterra, dove nel Medioevo non fu mai formalmente abolito. Nel 1818 un uomo accusato di omicidio, Abraham Thornton, pretese il duello giudiziario in un appello privato; il suo accusatore rifiutò di combattere, e il Parlamento abolì la procedura nel 1819.
Anche la prova dell’acqua fredda ricomparve in forma diversa. Durante la caccia alle streghe del XVI e XVII secolo, folle e alcuni funzionari sottoponevano le presunte streghe alla «prova dell’acqua», conservando l’antica logica: galleggiare faceva pensare alla colpevolezza. Non era un rito della Chiesa, e molte autorità lo condannarono, ma mostra quanto a lungo sia sopravvissuta l’idea di un segno dal cielo. Gli storici vedono oggi l’ordalia medievale non tanto come superstizione, quanto come un serio tentativo, all’interno di una visione religiosa del mondo, di giungere a verdetti di cui una comunità potesse fidarsi. Oggi in inglese la parola ordeal sopravvive nel linguaggio quotidiano per indicare qualsiasi prova dolorosa, un discreto ricordo di un’epoca in cui i tribunali chiedevano a Dio di fare il lavoro dei giudici.