Codex of FaithsUn atlante illustrato delle fedi

Testi perduti e nascosti

La biblioteca di Nag Hammadi

Tredici libri copti del IV secolo trovati in una giara in Egitto nel 1945, con scritti paleocristiani perduti come il Vangelo di Tommaso, decisivi per lo studio dello gnosticismo.

Storia documentata

Il nucleo di questa vicenda è sostenuto da documenti, archeologia o fonti coeve.

Quando
Copie del IV secolo di opere del II–III secolo
Dove
Nei pressi di Nag Hammadi, Alto Egitto
Tradizioni
Cristianesimo

In breve

  1. I.Nel dicembre 1945 alcuni contadini che scavavano vicino alla città di Nag Hammadi, nell’Alto Egitto, trovarono una giara sigillata contenente tredici libri di papiro rilegati in pelle.
  2. II.I libri, scritti in copto nel IV secolo, contengono più di cinquanta testi, per lo più traduzioni di opere greche più antiche.
  3. III.Molti erano noti solo di nome o attraverso le critiche dei primi scrittori della Chiesa, tra cui opere di solito definite gnostiche e il Vangelo di Tommaso.
  4. IV.La scoperta ha dato agli studiosi accesso diretto alle voci di gruppi paleocristiani le cui idee non divennero maggioritarie, anche se il modo di classificarle e interpretarle resta dibattuto.

Che cosa mostrano le prove

  • I codici furono trovati nel dicembre 1945 vicino al villaggio di al-Qasr, non lontano da Nag Hammadi.
  • Comprendono dodici codici e alcuni fogli di un tredicesimo, per un totale di 52 trattati.
  • Il papiro usato per irrigidire le copertine comprende documenti risalenti alla metà del IV secolo.
  • I codici sono oggi conservati al Museo copto del Cairo.
  • Una traduzione inglese completa, curata da James M. Robinson, fu pubblicata nel 1977.

Che cosa si racconta

  • Il racconto consueto dice che la madre dello scopritore bruciò alcune pagine per accendere il fuoco, una storia che alcuni studiosi oggi mettono in dubbio.
  • Si dice spesso che i libri furono nascosti da monaci dopo che la Chiesa aveva vietato gli scritti non ortodossi, un’idea plausibile ma non dimostrata.
  • Alcuni autori divulgativi sostengono che i testi conservino i veri insegnamenti di Gesù, poi soppressi.
  • Alcuni affermano che il Vangelo di Tommaso sia più antico dei Vangeli canonici, una questione su cui gli studiosi restano nettamente divisi.

Capitolo I

Una giara ai piedi delle rupi

Secondo il racconto raccolto in seguito dallo studioso James M. Robinson, nel dicembre 1945 un contadino di nome Muhammad ‘Ali al-Samman stava scavando in cerca di terra fertile ai piedi delle rupi del Jabal al-Tarif, vicino alla città di Nag Hammadi. Portò alla luce una grande giara sigillata. Temendo che contenesse uno spirito maligno, ma sperando di trovarvi dell’oro, la ruppe e vi trovò dei libri rilegati in pelle. I libri passarono per diverse mani e diversi mercanti, e la storia del loro viaggio comprende una faida di sangue e pagine che sarebbero state bruciate per accendere il fuoco.

Col tempo le autorità egiziane acquisirono la maggior parte dei codici per il Museo copto del Cairo. Un codice fu portato clandestinamente fuori dall’Egitto e acquistato nel 1952 per lo Jung Institute di Zurigo, motivo per cui divenne noto come Codice Jung; fu poi restituito al Cairo. Disordini politici e rivalità accademiche rallentarono la pubblicazione. Un’edizione in facsimile uscì tra il 1972 e il 1977, e nel 1977 fu pubblicata la prima traduzione inglese completa, The Nag Hammadi Library in English.

I libri furono trovati a pochi chilometri dai siti dei primi monasteri pacomiani, tra i primi monasteri cristiani cenobitici. Questa vicinanza ha alimentato la teoria secondo cui un tempo i libri appartenevano a monaci o furono nascosti da loro.

Capitolo II

Che cosa contengono i codici

I codici sono oggetti fisici che si possono datare con una certa sicurezza. Il papiro di scarto usato per ispessire le copertine in pelle comprende lettere e ricevute, alcune datate agli anni 340, quindi i libri furono confezionati nella seconda metà del IV secolo. I testi stessi sono traduzioni copte, per lo più di originali greci composti tra il II e il III secolo, anche se datare le singole opere è difficile.

La raccolta è varia. Comprende il Vangelo di Tommaso, una raccolta di 114 detti attribuiti a Gesù, in parte già noti da frammenti greci trovati a Ossirinco. Contiene anche il Vangelo della verità, il Vangelo di Filippo e il Libro segreto di Giovanni, opere che descrivono un Dio superiore e sconosciuto, un creatore imperfetto del mondo materiale e la salvezza attraverso la gnosis, una conoscenza salvifica. Vi sono anche testi ermetici e perfino una versione copta di un passo della Repubblica di Platone.

Un tempo gli studiosi usavano questi scritti per descrivere un unico movimento chiamato gnosticismo. Michael Williams, Karen King e altri hanno sostenuto che questa etichetta raggruppa testi e comunità molto diversi, e molti oggi preferiscono termini più specifici come setiano o valentiniano. Chi possedesse i codici, e perché siano stati sepolti, restano questioni aperte, anche se si suggerisce spesso un legame con lettori monastici. Poiché i codici sono copie e non originali, ci parlano anche dei loro lettori egiziani del IV secolo, che evidentemente apprezzavano un’ampia gamma di scritti spirituali. Diversi testi compaiono in più di una copia, il che fa pensare che i libri provenissero da più fonti o collezioni.

Capitolo III

Vangeli segreti e immaginario moderno

Fin dall’inizio la scoperta fu raccontata come una storia drammatica, e i suoi dettagli romanzeschi entrarono a far parte della sua fama. Negli ultimi anni alcuni studiosi hanno messo in dubbio parti del racconto tradizionale, compresi la faida di sangue e le pagine bruciate, osservando che fu raccolto decenni dopo e plasmato dalle successive narrazioni. Il fatto in sé del ritrovamento non è in discussione, ma le sue circostanze sono meno certe di quanto suggerisca la versione popolare.

I testi raggiunsero un vasto pubblico grazie a I Vangeli gnostici di Elaine Pagels, nel 1979, che li presentava come prova di un cristianesimo delle origini molto variegato. Da allora hanno ispirato romanzi, film e movimenti spirituali. Alcuni autori divulgativi sostengono che contengano i veri insegnamenti di Gesù soppressi dalla Chiesa, o che la Chiesa abbia distrutto tutti questi vangeli per proteggere il proprio potere. Gli storici riconoscono che i primi capi della Chiesa attaccarono davvero queste idee e che il canone fu definito gradualmente, ma sottolineano anche che i testi di Nag Hammadi sono più tardi della maggior parte del Nuovo Testamento e rappresentano particolari scuole teologiche piuttosto che una fede originaria nascosta.

Per i lettori moderni la biblioteca di Nag Hammadi offre qualcosa di più interessante di un complotto: uno sguardo raro sulla varietà del pensiero e dell’esperienza dei primi cristiani.

Domande frequenti

I testi di Nag Hammadi sono vangeli proibiti?

Alcuni furono criticati dai primi scrittori della Chiesa e lasciati fuori dal Nuovo Testamento, ma non ci fu un unico atto di divieto. Il canone si formò gradualmente nel corso di diversi secoli.

Il Vangelo di Tommaso è lo stesso del Vangelo dell’infanzia di Tommaso?

No. Il Vangelo di Tommaso trovato a Nag Hammadi è una raccolta di detti, mentre il Vangelo dell’infanzia di Tommaso è un’opera diversa su Gesù bambino.

Fonti e letture consigliate

  1. James M. Robinson (ed.), The Nag Hammadi Library in English (E. J. Brill and Harper & Row, 1977)
  2. Marvin Meyer (ed.), The Nag Hammadi Scriptures (HarperOne, 2007)
  3. Michael A. Williams, Rethinking “Gnosticism”: An Argument for Dismantling a Dubious Category (Princeton University Press, 1996)
  4. Elaine Pagels, The Gnostic Gospels (Random House, 1979)