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Animali

Uroboro

L’uroboro, il serpente che si morde la coda: le origini nell’antico Egitto, l’uso nella magia greca e nell’alchimia e il suo significato come simbolo dell’eternità e dei cicli.

Detto anche Ouroboros · Uroboros · Divoratore della coda

In breve

  1. I.L’uroboro è un serpente o un drago che si morde la coda, formando un cerchio.
  2. II.Il nome in greco significa «divoratore della coda».
  3. III.Compare per la prima volta nell’antico Egitto, all’epoca di Tutankhamon.
  4. IV.Rappresenta l’eternità, il ciclo di distruzione e rinnovamento e l’unità di tutte le cose.

Capitolo I

Che cosa significa

Un serpente che si mangia la coda non ha né inizio né fine. Si rinnova consumando sé stesso, come l’anno ritorna al suo inizio, come la natura muore e rinasce. L’uroboro rappresenta quindi l’eternità, i cicli senza fine e l’idea che tutte le cose siano una, hen to pan, «l’Uno è il Tutto», come scrivevano intorno a esso i testi alchemici greci.

Capitolo II

Da dove viene

Il più antico uroboro conosciuto compare su un tabernacolo dorato della tomba di Tutankhamon, del XIV secolo a.C., in un testo sul viaggio nascosto del sole. Gli Egizi immaginavano un serpente che circondava il mondo.

I maghi greci e romani incidevano il serpente che si morde la coda su gemme e amuleti, e gli alchimisti greci d’Egitto lo disegnavano nei loro manoscritti. Attraverso l’alchimia passò nell’Europa medievale e rinascimentale, e più tardi nella psicologia di Carl Jung, che vi vide un’immagine del Sé.

Capitolo III

Dove lo si vede oggi

L’uroboro compare su gioielli, tatuaggi, copertine di libri e loghi come segno di eternità e rinnovamento, e nella letteratura e nei giochi fantasy.

Domande frequenti

L’uroboro è un simbolo religioso?

È stato usato in diverse tradizioni: testi funerari egizi, magia greca e romana, scritti gnostici e alchimia. Oggi non appartiene a nessuna religione in particolare.

Che rapporto ha con il serpente del mondo della mitologia norrena?

Jörmungandr, il serpente del mito norreno che cinge il mondo e si afferra la coda, è un’immagine simile, probabilmente nata in modo indipendente.

Fonti e letture consigliate

  1. Encyclopaedia Britannica, “Ouroboros”
  2. J. C. Cooper, An Illustrated Encyclopaedia of Traditional Symbols (Thames & Hudson, 1978)
  3. Geraldine Pinch, Egyptian Mythology: A Very Short Introduction (Oxford University Press, 2004)
  4. Encyclopaedia Britannica, “Religious symbolism and iconography”