Capitolo I
Che cosa si celebra
Il libro di Ester racconta come Haman, primo ministro del re persiano Assuero, tramò per sterminare tutti gli ebrei dell’impero dopo che l’ebreo Mardocheo si era rifiutato di inchinarsi davanti a lui. Ester, cugina di Mardocheo, era diventata regina senza rivelare a quale popolo appartenesse. A rischio della vita si presentò al re senza essere stata chiamata, smascherò il complotto di Haman e gli ebrei furono salvati.
Il giorno prima di Purim molti osservano il Digiuno di Ester, in ricordo del digiuno che lei chiese al suo popolo prima di presentarsi al re. Le città cinte da mura, come Gerusalemme, celebrano la festa un giorno dopo, lo Shushan Purim, dal nome di Susa (Shushan), la capitale persiana dove i combattimenti durarono un giorno in più.
Capitolo II
Come si festeggia
Purim prevede quattro precetti. La Meghillah si legge la sera e di nuovo al mattino, e ogni volta che viene pronunciato il nome di Haman l’assemblea lo copre con raganelle, i graggers, battendo i piedi e fischiando. Gli amici si scambiano pacchi di cibo pronto da mangiare, i mishloach manot, almeno due tipi di cibo ad almeno una persona. Si fanno doni ad almeno due poveri, i matanot la-evyonim. Nel pomeriggio si tiene il pasto festivo, la seudah, con vino e canti.
Bambini e adulti si travestono, scuole e sinagoghe mettono in scena recite comiche, il Purim spiel, e i fornai vendono gli hamantaschen, dolcetti triangolari ripieni di semi di papavero o di marmellata.
Capitolo III
Nel mondo
In Israele le città organizzano sfilate per le strade chiamate Adloyada, la più nota delle quali a Holon, e le scuole restano chiuse. Le comunità ebraiche di tutto il mondo riempiono le sinagoghe di bambini in maschera per la lettura della Meghillah, spesso la funzione più rumorosa dell’anno.