Capitolo I
Che cosa si celebra
Nelle sinagoghe la Torah, i cinque libri di Mosè, viene letta ad alta voce in porzioni settimanali, in modo che l’intero rotolo sia completato una volta all’anno. Simchat Torah è il giorno in cui il ciclo si chiude e ricomincia: alle ultime parole del Deuteronomio, sulla morte di Mosè, seguono subito le parole «In principio» del primo capitolo della Genesi. La lettura non si interrompe mai, e la gioia del giorno è la gioia di ricevere di nuovo la Torah.
Il ciclo annuale viene dagli ebrei di Babilonia; nella Terra d’Israele un tempo la lettura richiedeva circa tre anni. La festa prese il suo nome e la maggior parte delle sue usanze nel Medioevo, e i giri di danza si diffusero a partire dal XVI secolo.
Capitolo II
Come si festeggia
La sera e la mattina della festa ogni rotolo viene tolto dall’arca e portato intorno al leggio in sette giri, le hakafot. Ogni giro è una danza: i rotoli passano di braccio in braccio e le comunità cantano e battono le mani, riversandosi spesso in strada. I bambini portano piccole bandiere, talvolta sormontate da una mela, e ricevono dolciumi.
Al mattino tutti i presenti vengono chiamati a recitare una benedizione sulla Torah. I bambini vengono chiamati insieme sotto un grande scialle di preghiera, il tallit, per la benedizione di Giacobbe sui suoi nipoti. Poi arrivano i due onori dell’anno, lo sposo della Torah e lo sposo della Genesi, spesso festeggiati con un pasto festivo.
Capitolo III
Nel mondo
In Israele il giorno coincide con Shemini Atzeret ed è festivo, e in molte città la sera seguente si tiene nelle piazze un secondo giro di danze, le hakafot shniyot. Negli anni Sessanta e Settanta decine di migliaia di giovani ebrei sovietici si radunavano a Simchat Torah nella strada davanti alla Sinagoga corale di Mosca, uno dei pochi segni pubblici di vita ebraica allora possibili nell’Unione Sovietica.