Capitolo I
Che cosa si celebra
La Torah conta sette settimane, l’Omer, a partire dal secondo giorno di Pesach, e il cinquantesimo giorno arriva Shavuot. Era una delle tre feste di pellegrinaggio, insieme a Pesach e Sukkot, in cui gli israeliti salivano al Tempio di Gerusalemme. A Shavuot portavano le primizie della mietitura del grano, i bikkurim.
I rabbini collegarono la data alla rivelazione sul monte Sinai, che il libro dell’Esodo colloca nel terzo mese dopo l’uscita dall’Egitto. Nella preghiera ebraica Shavuot divenne «il tempo del dono della nostra Torah»: il raccolto dei campi unito al dono della legge.
Capitolo II
Come si festeggia
Molte comunità trascorrono la notte di Shavuot sveglie a studiare, un’usanza nota come Tikkun Leil Shavuot, diffusa dai mistici di Safed nel XVI secolo. All’alba recitano la preghiera del mattino. In sinagoga si leggono i Dieci comandamenti e l’assemblea li ascolta in piedi.
Si legge il libro di Rut perché la sua storia si svolge durante la mietitura dell’orzo e del grano, e perché Rut, una donna moabita, abbracciò liberamente la fede d’Israele, come fece il popolo al Sinai. Sinagoghe e case si ornano di verde e di fiori, e sulle tavole compaiono piatti a base di latte: cheesecake, blintzes e, nelle case sefardite, sfoglie al formaggio.
Capitolo III
Nel mondo
In Israele i kibbutz organizzano feste delle primizie con trattori e carri carichi di prodotti, e i bambini si vestono di bianco e portano corone di fiori. In città da New York a Gerusalemme le sessioni di studio notturne riempiono sinagoghe e centri comunitari, e all’alba le folle si incamminano verso il Muro occidentale per pregare.