Capitolo I
Che cosa si celebra
I musulmani credono che la rivelazione del Corano sia iniziata in questa notte, quando l’angelo Gabriele venne da Maometto nella grotta di Hira, vicino alla Mecca, con le prime parole della sura 96: «Leggi! Nel nome del tuo Signore che ha creato». La breve sura 97, al-Qadr, è dedicata a questa notte: «La Notte della Gloria è migliore di mille mesi; in quella notte gli angeli e lo Spirito discendono ripetutamente, con il permesso del loro Signore, per ogni compito; c’è pace quella notte, fino al sorgere dell’alba».
Qadr significa sia potenza sia misura o decreto, e molti musulmani credono che in questa notte vengano decretate le vicende dell’anno a venire.
Capitolo II
Come si festeggia
La notte si trascorre svegli in adorazione: preghiere supplementari, lunghe recitazioni del Corano, ricordo di Dio e preghiere personali di perdono. Le moschee restano aperte tutta la notte e molte comunità fanno coincidere con la 27ª notte la conclusione del Corano, recitato nel corso del Ramadan nelle preghiere notturne del tarawih. Si fa la carità, perché si crede che le buone azioni compiute in questa notte vengano moltiplicate.
Molti musulmani devoti trascorrono gli ultimi dieci giorni di Ramadan in i‘tikaf, un ritiro nella moschea, seguendo l’esempio del Profeta, per non perdere la notte.
Capitolo III
Nel mondo
Nella 27ª notte la Grande Moschea della Mecca richiama una delle più grandi assemblee dell’anno. In Turchia la Kadir Gecesi è una delle notti sante in cui le moschee vengono illuminate, e la televisione e la stampa ne danno risalto. In Iran e presso i musulmani sciiti di altri Paesi le notti di Shab-e Qadr si osservano con veglie in cui i fedeli tengono il Corano sopra la testa; il 19 di Ramadan è anche l’anniversario del ferimento di Ali, che morì il 21.