Capitolo I
Che cosa si ricorda
Nel 680 Husayn, figlio di Ali e nipote del profeta Maometto, rifiutò di giurare fedeltà al califfo omayyade Yazid. Mentre si dirigeva verso Kufa, in Iraq, dove i suoi sostenitori lo avevano invitato, lui e un piccolo gruppo di familiari e compagni furono circondati a Karbala, tagliati fuori dall’acqua dell’Eufrate e, il 10 di muharram, uccisi. La loro sofferenza divenne la memoria fondante dell’islam sciita: una storia di sacrificio, giustizia e fedeltà alla famiglia del Profeta.
Ashura era un giorno di digiuno già prima di Karbala. Le raccolte di hadith narrano che il Profeta, trovando gli ebrei di Medina in digiuno nel giorno in cui Dio aveva salvato Mosè dal faraone, digiunò anche lui e incoraggiò i musulmani a fare lo stesso. I musulmani sunniti mantengono questa pratica.
Capitolo II
Come si osserva
Le comunità sciite trascorrono in lutto i primi dieci giorni di muharram. In riunioni chiamate majalis un predicatore racconta gli eventi di Karbala e i poeti recitano elegie, mentre i presenti piangono e si battono il petto per il dolore. Le processioni portano stendardi, gli alam, e in Asia meridionale un cavallo senza cavaliere ricorda la cavalcatura di Husayn. Dei banchi distribuiscono acqua e bevande fresche in memoria della sete di Karbala. In Iran la sacra rappresentazione del ta‘ziyeh rimette in scena la storia.
Molti musulmani sunniti digiunano il 10, e spesso anche il 9. In alcune regioni sunnite le famiglie preparano anche piatti speciali e fanno elemosina ai poveri.
Capitolo III
Nel mondo
Karbala, in Iraq, richiama folle immense ai santuari di Husayn e del suo fratellastro Abbas. Le processioni riempiono le strade di Teheran, Lahore, Lucknow e Manama. A Trinidad la processione di Hosay, portata nel XIX secolo dai lavoratori indiani sotto contratto, porta per le strade grandi tombe decorate.