Capitolo I
Che cosa si celebra
Nel calendario zoroastriano ogni giorno del mese è dedicato a un essere divino, e quando il nome di un giorno coincide con quello del suo mese si celebra una festa. Il sedicesimo giorno, Mehr, cade nel settimo mese, anch’esso chiamato Mehr, e onora Mitra, custode dei giuramenti e dei patti, dell’amicizia e della luce che vede ogni cosa. Il geografo greco Strabone riferisce che il satrapo d’Armenia inviava ogni anno al re di Persia 20.000 puledri per la festa di Mitra, e sotto i Sasanidi il re riceveva doni e concedeva udienze a Mehregan.
Come Nowruz apre l’anno all’equinozio di primavera, Mehregan segnava l’autunno e la fine del raccolto.
Capitolo II
Come si festeggia
Le famiglie zoroastriane imbandiscono una tavola coperta da una tovaglia, con l’Avesta o un libro di preghiere, uno specchio, candele o una lampada, frutti di stagione come melagrane, mele, mele cotogne e uva, dolci, grano e una ciotola d’acqua con fiori. Si bruciano ruta selvatica, l’esfand, e legni profumati. I sacerdoti recitano il jashan, un rito di benedizione e di ringraziamento, nei templi del fuoco e nelle sale comunitarie, e la giornata si chiude con un pasto condiviso, musica e visite agli amici.
Capitolo III
Nel mondo
I raduni più grandi si tengono a Teheran, Yazd e Kerman, dove le associazioni zoroastriane organizzano celebrazioni pubbliche, e nelle comunità zoroastriane del Nord America e d’Europa. I parsi dell’India celebrano il giorno di Meher del mese di Meher secondo i propri calendari con il nome di Meherangan, con un jashan al tempio del fuoco.