Codex of FaithsUn atlante illustrato delle fedi

Confronto

I libri sacri: come le religioni del mondo hanno messo per iscritto le loro scritture

Dai Veda imparati a memoria al Canone pali su foglie di palma, dalla Torah al Corano e al Guru Granth Sahib: come le scritture sono nate, scritte e venerate.

In breve

  1. I.Molte scritture vissero dapprima come parola parlata: i Veda furono memorizzati con esattezza per secoli prima di essere messi per iscritto.
  2. II.I libri sacri hanno assunto quattro forme materiali principali: i fasci di foglie di palma dell’Asia meridionale, i rotoli, il codice rilegato e il pecha a fogli sciolti del Tibet.
  3. III.Le religioni non concordano su che cosa sia una scrittura: la parola diretta di Dio, una testimonianza umana ispirata o l’insegnamento trascritto di un maestro risvegliato.
  4. IV.Alcuni libri sono trattati come presenze vive: la scrittura sikh è il Guru eterno, e un rotolo della Torah viene sepolto quando non può più essere usato.

La maggior parte delle religioni ha libri che considera sacri, ma li considera tali in modi molto diversi. Alcune scritture furono pronunciate molto prima di essere scritte; alcune furono rivelate, altre ricordate, altre ancora composte da santi e poeti. Il modo in cui una religione crea e tratta il proprio libro dice molto di come intende Dio, la verità e l’insegnamento.

Capitolo I

Scritture prima della scrittura

I Veda, le più antiche scritture induiste, furono composti in una forma arcaica di sanscrito a partire dal 1500 a.C. circa e tramandati per molti secoli soltanto a memoria. Le famiglie sacerdotali elaborarono complessi metodi di recitazione, cantando ogni verso in avanti, all’indietro e secondo schemi intrecciati, perché non cambiasse neppure una sillaba. Per gli induisti i Veda sono shruti, «ciò che fu udito» dagli antichi veggenti, e il loro stesso suono è sacro.

Anche gli insegnamenti del Buddha furono dapprima ricordati e cantati dai suoi monaci. Il Canone pali fu messo per iscritto in Sri Lanka nel I secolo a.C., circa quattro secoli dopo la sua morte.

  • La recitazione
  • Il fuoco vedico

Capitolo II

Foglia di palma, rotolo, codice e pecha

Nell’Asia meridionale e sud-orientale i testi venivano incisi su strisce di foglia di palma essiccata, infilate su un cordone tra due copertine di legno. Nel Vicino Oriente antico e nel Mediterraneo il libro per eccellenza era il rotolo: la Torah viene ancora scritta a mano su un rotolo di pergamena per la lettura in sinagoga.

I primi cristiani adottarono il codice, pagine rilegate lungo un lato, antenato del libro moderno. In Tibet le scritture venivano stampate o scritte su lunghi fogli sciolti, i pecha, avvolti in un panno.

  • Foglia di palma
  • Rotolo
  • Codice
  • Pecha
Foglia di palma, rotolo, codice e pecha: le quattro forme del libro sacro.

Capitolo III

Parola di Dio, testimonianza o insegnamento

Le religioni intendono le loro scritture in modi diversi. I musulmani credono che il Corano sia la parola stessa di Dio, rivelata in arabo a Maometto nel corso di ventitré anni; le traduzioni sono interpretazioni, e nella preghiera si recita il testo arabo. Per gli ebrei la Torah fu data da Dio a Mosè, e la Torah orale, poi messa per iscritto nella Mishnah e nel Talmud, la spiega.

I cristiani parlano della Bibbia come di un testo ispirato: scritto da autori umani sotto la guida di Dio, con al centro la testimonianza su Gesù. I sutra buddhisti riportano l’insegnamento del Buddha e, nel Mahayana, di altri esseri risvegliati. Il Guru Granth Sahib sikh raccoglie inni dei Guru e di santi induisti e musulmani, la poesia della devozione al Dio unico.

  • Torah
  • الله Corano
  • ੴ Guru Granth Sahib

Capitolo IV

Libri vivi

La scrittura è spesso trattata come qualcosa di più di un testo. In un gurdwara il Guru Granth Sahib siede su un trono sotto un baldacchino, viene sventolato con un flabello come un re e la notte viene messo a riposare: dal 1708 è il Guru eterno. Un rotolo della Torah viene vestito con un manto e una corona, non si tocca mai direttamente e, quando è logoro, viene sepolto. I musulmani si lavano prima di toccare il Corano e lo custodiscono in un luogo elevato.

In Tibet si fanno girare ruote di preghiera piene di testi sacri per diffonderne le benedizioni, e in molti paesi buddhisti copiare un sutra è di per sé un atto meritorio.

  • Il libro onorato
  • Gurdwara
  • Sinagoga

Domande frequenti

Qual è la scrittura più antica ancora in uso?

Il Rig Veda, composto in una forma arcaica di sanscrito forse tra il 1500 e il 1000 a.C., è di solito considerato la scrittura più antica ancora recitata nel culto.

Perché i primi cristiani preferivano il codice?

Il codice, un libro di pagine rilegate, era compatto, facile da portare con sé e permetteva di trovare rapidamente i passi. I cristiani lo adottarono presto, e in seguito sostituì il rotolo in tutto il mondo romano.

Fonti e letture consigliate

  1. Harold Coward, Sacred Word and Sacred Text: Scripture in World Religions (Orbis, 1988)
  2. Encyclopaedia Britannica, “Scripture”
  3. Gavin Flood, An Introduction to Hinduism (Cambridge University Press, 1996)
  4. Peter Harvey, An Introduction to Buddhism (Cambridge University Press, 2nd ed. 2013)