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Lettere e parole

Chai

Chai, la parola ebraica per «vita»: come le sue due lettere divennero un simbolo ebraico diffuso, perché si fanno doni in multipli di diciotto e dove vedi il segno oggi.

Detto anche Hai · Chai · Vita

In breve

  1. I.Chai è la parola ebraica per «vita», scritta con le due lettere het e yod.
  2. II.I loro valori numerici sommati danno diciotto, che è diventato un numero portafortuna.
  3. III.Gli ebrei fanno spesso regali o donazioni in multipli di diciotto.
  4. IV.La parola è molto portata come ciondolo.

Capitolo I

Che cosa significa

Chai è semplicemente la parola ebraica per «vita», e l’ebraismo pone la vita al centro dei suoi valori: la Torah invita i suoi lettori a «scegliere la vita», e salvare una vita ha la precedenza su quasi ogni altro comandamento.

Poiché le lettere sommate danno diciotto, il numero stesso è diventato una benedizione. I regali per matrimoni o per bar e bat mitzvah, e le donazioni in beneficenza, si fanno spesso per diciotto, trentasei o altri multipli, come augurio di vita a chi li riceve.

Capitolo II

Da dove viene

Le lettere della parola compaiono su amuleti del Medioevo, ma il chai come emblema a sé stante divenne popolare nel XX secolo, soprattutto in Nord America e in Israele, nei gioielli e nella decorazione.

Capitolo III

Dove lo si vede oggi

I ciondoli chai sono tra i gioielli ebraici più popolari e si regalano spesso ai bambini. Il brindisi L’chaim, «alla vita», risuona a ogni festa.

Domande frequenti

Perché «chai» vale diciotto?

In ebraico ogni lettera ha anche un valore numerico. Het vale 8 e yod vale 10, quindi la parola dà 18. Questo metodo di leggere numeri nelle parole si chiama gematria.

Che cosa significa «L’chaim»?

«Alla vita»: il brindisi ebraico tradizionale, che si leva ai matrimoni e ad altre feste.

Fonti e letture consigliate

  1. Miranda Bruce-Mitford, Signs & Symbols: An Illustrated Guide to Their Origins and Meanings (DK, 2008)
  2. J. C. Cooper, An Illustrated Encyclopaedia of Traditional Symbols (Thames & Hudson, 1978)
  3. Encyclopaedia Britannica, “Religious symbolism and iconography”