Capitolo I
Che cosa significa
I cabalisti insegnano che Dio in sé, l’Ein Sof, «l’Infinito», è al di là di ogni conoscenza. Dio si fa conoscere attraverso dieci sefirot Nella Kabbalah, le dieci potenze attraverso cui il Dio nascosto si fa conoscere e agisce nel mondo. Glossario, qualità o potenze che fluiscono dalla fonte nascosta e danno forma al mondo. Disegnate come dieci cerchi collegati da sentieri, formano l’Albero della Vita.
L’albero ha tre colonne: una colonna destra dell’amore e della misericordia, una sinistra del giudizio e della potenza, e una colonna centrale di equilibrio tra le due. Poiché gli esseri umani sono fatti a immagine di Dio, lo stesso schema viene letto come una mappa dell’anima, e il compito del mistico è portare le sue forze in armonia.
Capitolo II
Da dove viene
Il termine sefirot compare per la prima volta nel Sefer Yetzirah, uno dei primi testi della mistica ebraica. La dottrina fu sviluppata in Provenza e in Spagna nel XII e XIII secolo, soprattutto nello Zohar. Diagrammi delle sefirot compaiono nei manoscritti del tardo Medioevo e si diffusero ampiamente a stampa dal XVI secolo, quando i cabalisti di Safed, in particolare Mosè Cordovero e la scuola di Isaac Luria, svilupparono ulteriormente la dottrina.
Dal Rinascimento, studiosi cristiani e poi occultisti occidentali adottarono e adattarono il diagramma.
Capitolo III
Dove lo si vede oggi
L’Albero della Vita è studiato negli ambienti cabalistici e chassidici, compare nell’arte e nei gioielli ebraici ed è largamente riprodotto, spesso lontano dal suo significato originario, nella spiritualità popolare.