Codex of FaithsUn atlante illustrato delle fedi

Numero sacro

Il numero dieci

Perché il dieci ha peso nelle religioni, dai Dieci Comandamenti e dalle dieci sefirot ai dieci Guru sikh, ai dieci avatar di Vishnu e alla tetractys pitagorica.

In altre scritture

  • XRomano
  • י׳Lettere ebraiche
  • ιʹLettere greche
  • يLettere arabe (abjad)
  • ١٠Cifre arabe
  • १०Devanagari
  • 十Cinese
10

In breve

  1. I.Il dieci è il numero delle nostre dita e la base della maggior parte dei sistemi di numerazione, perciò spesso rappresenta un insieme completo.
  2. II.Ebraismo e cristianesimo condividono i Dieci Comandamenti, la mistica ebraica descrive Dio attraverso dieci sefirot e i Dieci Giorni Terribili vanno dal Capodanno ebraico a Yom Kippur.
  3. III.I sikh venerano dieci Guru umani, da Guru Nanak a Guru Gobind Singh, e gli indù raccontano dieci avatar di Vishnu.
  4. IV.I pitagorici consideravano il dieci il numero perfetto perché 1 + 2 + 3 + 4 fa dieci, disposto in un triangolo chiamato tetractys.

In ogni tradizione

  • Ebraismo

    La Bibbia ebraica parla delle «dieci parole» (aseret ha-devarim), note in italiano come Dieci Comandamenti, e l’Egitto è colpito da dieci piaghe. La legge ebraica richiede dieci adulti, un minyan, per la preghiera comunitaria, e i Dieci Giorni Terribili conducono da Rosh Hashanah a Yom Kippur.

  • Cabala

    I mistici ebrei descrivono l’autorivelazione di Dio attraverso dieci sefirot, da Keter (Corona) a Malkhut (Regno). Il termine compare per la prima volta nell’antico Sefer Yetzirah e fu sviluppato in un sistema compiuto nella Cabala medievale, soprattutto nello Zohar.

  • Cristianesimo

    I cristiani ereditarono i Dieci Comandamenti, anche se le chiese li numerano in modo diverso. Anche la pratica della decima, cioè dare un decimo del proprio reddito, viene dalla Bibbia ebraica ed è ancora insegnata in molte chiese.

  • Sikhismo

    I sikh venerano dieci Guru umani, da Guru Nanak (1469–1539) a Guru Gobind Singh (1666–1708). Prima di morire Guru Gobind Singh dichiarò che la linea dei Guru umani sarebbe finita e che la scrittura, il Guru Granth Sahib, sarebbe stata il Guru eterno.

  • Induismo

    Il Dashavatara elenca dieci discese del dio Vishnu per ristabilire l’ordine, dal pesce Matsya a Rama, Krishna e al futuro Kalki. I testi dei Purana danno elenchi più lunghi e discordanti, e l’elenco di dieci divenne canonico solo gradualmente.

  • Islam

    Il decimo giorno del mese di Muharram, Ashura, è un giorno di digiuno per molti musulmani sunniti e, per i musulmani sciiti, il giorno di lutto per il martirio di Husayn a Karbala nel 680 d.C. La tradizione sunnita onora inoltre dieci Compagni del Profeta ai quali, secondo un hadith, fu promesso il paradiso.

  • Buddhismo

    Il buddhismo Theravada elenca dieci perfezioni (paramis), virtù come la generosità, la pazienza e la saggezza che un futuro Buddha deve portare a compimento. I novizi e le novizie osservano dieci precetti.

  • Filosofia pitagorica

    I pitagorici chiamavano il dieci il numero perfetto e lo raffiguravano come tetractys, un triangolo di dieci punti disposti in file di uno, due, tre e quattro. Autori antichi riferiscono che i membri della scuola giuravano su di essa.

Da dove viene

  • Gli esseri umani hanno dieci dita, e la maggior parte delle culture che svilupparono un sistema numerico scritto usò il dieci come base, perciò il dieci segnava naturalmente un conteggio completo.
  • Un elenco di dieci è facile da ricordare, una voce per ogni dito, il che si adatta a leggi e insegnamenti da imparare a memoria.
  • Per i pensatori greci il dieci era anche matematicamente elegante, come somma dei primi quattro numeri, che collegavano al punto, alla linea, alla superficie e al solido.
  • Una volta esistito un elenco di dieci, come i comandamenti o gli avatar, i maestri successivi vi inserirono spesso altre idee secondo lo stesso schema.

Capitolo I

L’insieme completo

Il dieci è il numero delle nostre dita, e questo semplice fatto lo rese la base del conteggio nell’antico Egitto, in India e in Cina e, col tempo, in gran parte del mondo. Un elenco di dieci si può tenere in due mani. Non sorprende quindi che il dieci compaia spesso nelle religioni come numero di un insieme completo: un intero corpo di leggi, un’intera linea di maestri, un’intera serie di manifestazioni divine.

L’esempio più noto sono i Dieci Comandamenti. La Bibbia ebraica li chiama «dieci parole» o «dieci enunciati», aseret ha-devarim, e ne riporta il testo due volte, in Esodo 20 e Deuteronomio 5. Secondo la tradizione furono scritti su due tavole di pietra date a Mosè sul monte Sinai. La Bibbia stessa non numera i singoli comandi, perciò le comunità successive li suddivisero in modo diverso: la tradizione ebraica considera «Io sono il Signore tuo Dio» il primo enunciato, cattolici e luterani uniscono il divieto di avere altri dèi a quello delle immagini, e le chiese ortodosse, anglicana e riformate li separano. In tutti e tre i sistemi il totale resta dieci.

Il dieci attraversa anche altri aspetti della vita ebraica. L’Egitto è colpito da dieci piaghe prima dell’Esodo. Un detto rabbinico della Mishnah afferma che il mondo fu creato con dieci parole divine. La preghiera comunitaria richiede un minyan di dieci adulti, tradizionalmente dieci uomini e, oggi in molte comunità non ortodosse, uomini e donne. Le feste d’autunno formano i Dieci Giorni Terribili, da Rosh Hashanah, il Capodanno, a Yom Kippur, il Giorno dell’Espiazione, un periodo di esame di coscienza in cui, secondo la tradizione, si decide il destino di ciascuno per l’anno a venire.

La mistica ebraica portò il dieci ancora più lontano. L’antico, breve ed enigmatico Sefer Yetzirah, il «Libro della Formazione», parla di dieci sefirot Nella Kabbalah, le dieci potenze attraverso cui il Dio nascosto si fa conoscere e agisce nel mondo. Glossario accanto alle ventidue lettere ebraiche come mattoni della creazione. I cabalisti medievali, soprattutto nello Zohar, trasformarono le sefirot in una mappa della vita divina: dieci aspetti o emanazioni attraverso cui il Dio nascosto si fa conoscere, da Keter, la Corona, a Malkhut, il Regno. Di solito sono raffigurate come un diagramma di dieci cerchi uniti da sentieri, spesso chiamato Albero della Vita.

Capitolo II

Dieci maestri, dieci discese, dieci punti

Il sikhismo conta dieci Guru umani. La linea comincia con Guru Nanak, nato nel Punjab nel 1469, e termina con Guru Gobind Singh, morto nel 1708. I sikh credono che la stessa luce divina sia passata da un Guru all’altro. Poco prima di morire Guru Gobind Singh dichiarò che non ci sarebbero stati altri Guru umani: l’autorità sarebbe spettata alla scrittura, che da allora i sikh onorano come Guru Granth Sahib, e alla comunità dei sikh iniziati, il Khalsa. Per i sikh il numero dieci è quindi una linea chiusa e completa.

Nell’induismo il Dashavatara, le «dieci discese», racconta come il dio Vishnu entri nel mondo ogni volta che l’ordine è minacciato. Un elenco comune va dal pesce Matsya, dalla tartaruga Kurma e dal cinghiale Varaha, passando per l’uomo-leone Narasimha e il nano Vamana, fino a Parashurama, Rama e Krishna, poi il Buddha e infine Kalki, che deve ancora venire alla fine dell’era presente. Gli storici osservano che testi più antichi danno numeri diversi, con il Bhagavata Purana che ne conta ventidue o più, e che l’elenco di dieci divenne quello canonico nel corso del I millennio d.C. Alcuni elenchi regionali sostituiscono il Buddha con Balarama, fratello di Krishna.

L’islam non dà al dieci un ruolo simbolico centrale, ma il numero compare nel calendario. Il decimo giorno di Muharram, Ashura, era un giorno di digiuno ai tempi del Profeta e resta un digiuno volontario per molti musulmani sunniti; per i musulmani sciiti è soprattutto l’anniversario dell’uccisione di Husayn, nipote del Profeta, a Karbala nel 680 d.C. I primi dieci giorni del mese del pellegrinaggio, Dhu al-Hijja, sono annoverati tra i più benedetti dell’anno. La tradizione sunnita parla inoltre, in un hadith, di dieci Compagni ai quali fu promesso il paradiso. Nel buddhismo Theravada il cammino di un futuro Buddha è descritto attraverso dieci perfezioni, e i novizi osservano dieci precetti.

I greci diedero al dieci un significato filosofico. I seguaci di Pitagora, dal VI secolo a.C. in poi, insegnavano che il numero è alla base dell’ordine del mondo. Chiamavano il dieci il numero perfetto, la dekad, e lo raffiguravano come tetractys: dieci punti disposti in un triangolo di quattro file, uno, due, tre e quattro. Le file potevano rappresentare il punto, la linea, la superficie e il solido, oppure i rapporti dell’armonia musicale. Fonti successive riferiscono che i pitagorici giuravano «per colui che ci ha dato la tetractys». Gran parte di ciò che sappiamo della scuola delle origini viene da autori molto più tardi, perciò gli storici trattano queste testimonianze con cautela.

Capitolo III

Il dieci oggi

I Dieci Comandamenti restano tra i testi più citati al mondo: esposti nelle sinagoghe sopra l’arca, insegnati al catechismo e discussi nei tribunali. Gli ebrei riuniscono ogni giorno un minyan e osservano ogni autunno i Dieci Giorni Terribili. I sikh ricordano nel loro calendario le nascite e i martiri dei dieci Guru, e i templi indù mostrano i dieci avatar scolpiti in file sulle pareti. Ashura richiama enormi processioni in Iraq, in Iran e nell’Asia meridionale.

Dietro tutti questi esempi c’è il semplice dato dell’anatomia umana. Dieci dita produssero il sistema decimale, e il sistema decimale fece sentire il dieci come un intero naturale. Le tradizioni religiose non inventarono questa sensazione, ma le diedero un contenuto: leggi da osservare, maestri da onorare, discese divine da ricordare e, nella Cabala e nel pensiero pitagorico, una chiave della struttura stessa della realtà.

Miti e fatti

  • L’affermazione

    Esiste un unico elenco condiviso dei Dieci Comandamenti.

    Che cosa si sa

    La Bibbia ne riporta il testo due volte, in Esodo 20 e Deuteronomio 5, e non numera i singoli comandi. Ebrei, cattolici e luterani, ortodossi e riformati li suddividono in tre modi diversi.

  • L’affermazione

    I Dieci Comandamenti sono gli unici comandamenti della Torah.

    Che cosa si sa

    La tradizione rabbinica conta 613 comandamenti nella Torah. I dieci hanno un posto speciale, ma non sono l’intera legge biblica.

  • L’affermazione

    Le dieci tribù perdute d’Israele scomparvero senza lasciare traccia.

    Che cosa si sa

    Gli assiri conquistarono il regno settentrionale d’Israele nel 722 a.C. e ne deportarono parte della popolazione, mentre altri rimasero o fuggirono a sud. L’idea di dieci tribù in attesa da qualche parte in una terra lontana è una leggenda successiva che ha ispirato molte teorie speculative.

Dove vederlo

Domande frequenti

Che cosa sono le dieci sefirot?

Nella Cabala sono dieci aspetti attraverso i quali Dio si rivela, di solito chiamati Keter, Hokhmah, Binah, Hesed, Gevurah, Tiferet, Netzah, Hod, Yesod e Malkhut. Sono spesso raffigurate in un diagramma chiamato Albero della Vita.

Chi furono i dieci Guru sikh?

Guru Nanak, Guru Angad, Guru Amar Das, Guru Ram Das, Guru Arjan, Guru Hargobind, Guru Har Rai, Guru Har Krishan, Guru Tegh Bahadur e Guru Gobind Singh. Oggi i sikh considerano la scrittura, il Guru Granth Sahib, il loro Guru vivente.

Quali sono i dieci avatar di Vishnu?

Un elenco comune comprende Matsya, Kurma, Varaha, Narasimha, Vamana, Parashurama, Rama, Krishna, il Buddha e Kalki. Alcuni elenchi mettono Balarama al posto del Buddha o di Krishna.

Fonti e letture consigliate

  1. Gershom Scholem, Kabbalah (Keter Publishing House, 1974)
  2. Walter Burkert, Lore and Science in Ancient Pythagoreanism (Harvard University Press, 1972)
  3. W. H. McLeod, Sikhism (Penguin, 1997)
  4. Gavin Flood, An Introduction to Hinduism (Cambridge University Press, 1996)
  5. Annemarie Schimmel, The Mystery of Numbers (Oxford University Press, 1993)