Capitolo I
Che cosa si celebra
Il Vangelo di Luca (2,22–40) racconta che Maria e Giuseppe salirono al Tempio per adempiere la legge di Mosè: la purificazione della madre quaranta giorni dopo la nascita di un figlio maschio e la presentazione a Dio del primogenito. Il pio Simeone, al quale era stato promesso che non sarebbe morto prima di aver visto il Messia, prese il bambino tra le braccia e rese grazie con le parole note come Nunc dimittis: «Ora, Signore, lascia che il tuo servo vada in pace… luce per illuminare le genti». Anche l’anziana profetessa Anna parlò del bambino a tutti quelli che aspettavano la redenzione.
La pellegrina Egeria descrive la festa a Gerusalemme alla fine del IV secolo. Fu fissata al 2 febbraio a Costantinopoli sotto Giustiniano, nel VI secolo, e la processione con le candele è attestata a Roma nel VII.
Capitolo II
Come si festeggia
Durante la Messa o la Divina Liturgia il sacerdote benedice le candele, che i fedeli portano in processione e poi a casa, per accenderle nei momenti di malattia, tempesta o pericolo e al capezzale dei moribondi. La Chiesa cattolica celebra in questo giorno anche la Giornata mondiale della vita consacrata, dedicata a monaci, monache e religiosi.
In molte case cattoliche il presepe resta allestito fino alla Candelora, l’ultima eco del Natale.
Capitolo III
Nel mondo
In Francia la Chandeleur è il giorno delle crêpes, dorate e rotonde come il sole. In Messico chi ha trovato la statuetta di Gesù Bambino nella rosca de reyes all’Epifania offre una festa a base di tamales il Día de la Candelaria. In Polonia la festa onora la Matka Boża Gromniczna, la Madonna della candela del tuono, e la candela benedetta si conserva per proteggere la casa. I cristiani ortodossi romeni celebrano l’Întâmpinarea Domnului il 2 febbraio, mentre le Chiese che seguono il calendario giuliano celebrano l’Incontro il 15 febbraio.