Capitolo I
Che cosa si celebra
Dal IV secolo le Chiese d’Oriente celebravano una festa comune per tutti i martiri, e gli ortodossi osservano ancora la domenica di Tutti i Santi una settimana dopo Pentecoste. A Roma papa Bonifacio IV dedicò il Pantheon alla Vergine Maria e a tutti i martiri il 13 maggio del 609 o del 610. Gregorio III (731–741) consacrò a tutti i santi una cappella in San Pietro e nel IX secolo, sotto Gregorio IV, la festa del 1º novembre si diffuse nelle terre dei Franchi e in tutta la Chiesa d’Occidente.
La festa esprime la fede nella «comunione dei santi»: i vivi e i morti formano un’unica Chiesa, e i santi, noti e ignoti, pregano per chi è ancora sulla terra.
Capitolo II
Come si festeggia
I cattolici partecipano alla Messa e in molti Paesi il giorno è festivo. Nel pomeriggio le famiglie vanno al cimitero, spesso percorrendo lunghe distanze per tornare al paese d’origine, a curare le tombe dei parenti, deporre fiori e accendere lumini. I sacerdoti benedicono le tombe e le preghiere per i defunti continuano il giorno dei morti.
Capitolo III
Nel mondo
In Francia, Belgio e Italia i crisantemi riempiono i cimiteri. In Polonia, Lituania e Slovacchia milioni di lumini in lanterne di vetro rosso e colorato, gli znicze, fanno risplendere i cimiteri per tutta la notte. Nelle Filippine le famiglie trascorrono la notte di Undas accanto ai loro morti, con cibo e musica, e in Messico questi giorni si fondono con il Día de Muertos, con altari di tagete, fotografie e offerte.