Numero sacro
Il numero quaranta
Il quaranta, numero dell’attesa e della prova: il Diluvio, Mosè nel deserto, il digiuno di Gesù e la Quaresima, la prima rivelazione di Maometto, il lutto di quaranta giorni e l’origine della quarantena.
In altre scritture
- XLRomano
- מ׳Lettere ebraiche
- μʹLettere greche
- مLettere arabe (abjad)
- ٤٠Cifre arabe
- ४०Devanagari
- 四十Cinese
In breve
- I.Nella Bibbia ebraica il quaranta segna un periodo di prova o di passaggio, dai quaranta giorni di pioggia del Diluvio ai quarant’anni di Israele nel deserto.
- II.Il cristianesimo riprese lo schema nei quaranta giorni di digiuno di Gesù e nei quaranta giorni della Quaresima, e la tradizione islamica sostiene che Maometto ricevette la prima rivelazione all’età di quarant’anni.
- III.Molte comunità cristiane e musulmane celebrano una commemorazione il quarantesimo giorno dopo una morte, e quaranta giorni di riposo dopo il parto sono un’usanza diffusa in tutto il Mediterraneo e il Medio Oriente.
- IV.La parola «quarantena» deriva dai quaranta giorni che le autorità veneziane imponevano alle navi nel Quattrocento, anche se non è certo che quella cifra sia stata scelta per motivi religiosi.
In ogni tradizione
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Ebraismo
Il quaranta attraversa tutta la Bibbia ebraica: nel Diluvio la pioggia cade per quaranta giorni e quaranta notti (Genesi 7), Mosè trascorre quaranta giorni sul monte Sinai (Esodo 24 e 34) e Israele vaga per quarant’anni nel deserto finché non cresce una nuova generazione (Numeri 14). La legge rabbinica fissa la fustigazione massima a quaranta colpi, ridotti in pratica a trentanove, e richiede quaranta se’ah d’acqua per un bagno rituale.
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Cristianesimo
Gesù digiuna quaranta giorni nel deserto prima del suo ministero, e gli Atti dicono che tra la risurrezione e l’ascensione passarono quaranta giorni. La Quaresima, il tempo di digiuno prima della Pasqua, prese forma nel IV secolo come imitazione di quel digiuno di quaranta giorni.
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Islam
La tradizione islamica sostiene che Maometto avesse circa quarant’anni quando ricevette la prima rivelazione nella grotta di Hira, intorno al 610 d.C.; il Corano stesso indica nei quarant’anni l’età della piena maturità (46,15). Il Corano menziona anche le quaranta notti di Mosè e i quarant’anni di peregrinazione degli israeliti, e i musulmani sciiti celebrano l’Arba’in, il quarantesimo giorno dopo la morte di Husayn a Karbala.
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Sikhismo
La tradizione sikh onora i Chali Mukte, i Quaranta Liberati, che avevano abbandonato Guru Gobind Singh, tornarono e morirono combattendo per lui a Muktsar nel 1705. Sono ricordati nella preghiera quotidiana sikh, l’Ardas.
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Induismo
Una chalisa è un inno devozionale di quaranta strofe; il più noto, l’Hanuman Chalisa, è tradizionalmente attribuito al poeta Tulsidas, nel XVI secolo. Anche alcuni voti e discipline spirituali si osservano per quaranta giorni.
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Antica Grecia
Esiodo, intorno al 700 a.C., osserva che le Pleiadi scompaiono dal cielo notturno per quaranta giorni e quaranta notti ogni anno, un periodo che i contadini seguivano con attenzione. Anche gli scrittori di medicina greci consideravano i quaranta giorni una tappa decisiva della gravidanza e della malattia.
Da dove viene
- Nel Vicino Oriente antico il quaranta sembra aver significato «un periodo lungo e completo», un po’ come «una generazione»; è un numero tondo per un’attesa che vale una vita.
- L’osservazione potrebbe aver contribuito: la scomparsa annuale delle Pleiadi dura circa quaranta giorni, e una gravidanza umana dura circa quaranta settimane.
- Una volta che la Bibbia ebbe legato il quaranta alla prova e al rinnovamento, gli scrittori ebrei, cristiani e musulmani successivi ripresero lo schema di proposito, così che ogni nuovo quaranta richiamava i precedenti.
Capitolo I
Quaranta giorni e quarant’anni
Se il sette è il numero del compimento, il quaranta è il numero dell’attesa. Nella Bibbia ebraica segna il lungo tratto che separa una condizione antica da una nuova. La pioggia cade sulla terra per quaranta giorni e quaranta notti prima che il Diluvio cominci a ritirarsi. Mosè resta quaranta giorni sul monte Sinai per ricevere la Legge, e dopo il vitello d’oro vi torna per altri quaranta. Gli esploratori inviati in Canaan perlustrano il paese per quaranta giorni, e poiché il popolo rifiuta di entrarvi è condannato a vagare per quarant’anni, un anno per ogni giorno, finché la generazione uscita dall’Egitto non è morta.
Lo schema si ripete su scala minore. Il profeta Elia cammina quaranta giorni fino al monte di Dio. Giona avverte Ninive che sarà distrutta entro quaranta giorni. Golia sfida Israele per quaranta giorni, e Davide e Salomone regnano ciascuno quarant’anni. Scrittori ebrei posteriori notarono che i 120 anni della vita di Mosè si dividono in tre quarantenni, un’idea che il libro neotestamentario degli Atti riprende. La maggior parte degli studiosi legge questi numeri come cifre tonde, un modo per dire «un intero arco di tempo», più che come conteggi esatti.
Il Nuovo Testamento riprende lo schema di proposito. Matteo, Marco e Luca dicono tutti che Gesù digiunò nel deserto per quaranta giorni prima di cominciare a predicare, un’eco di Mosè ed Elia che i primi lettori avrebbero colto subito. Gli Atti aggiungono che Gesù risorto apparve ai suoi seguaci per quaranta giorni prima dell’ascensione.
Capitolo II
Digiuno, rivelazione e lutto
La Quaresima nacque da quel digiuno nel deserto. I primissimi cristiani digiunavano per un giorno o due prima della Pasqua; all’epoca del Concilio di Nicea, nel 325, si parlava già di un tempo di quaranta giorni, che nel corso del IV secolo divenne la norma in tutta la Chiesa. Contare i giorni richiese una certa ingegnosità. In Occidente la Quaresima va dal Mercoledì delle Ceneri al Sabato santo, quarantasei giorni, perché le domeniche, feste settimanali della risurrezione, non contano come giorni di digiuno. Le Chiese orientali cominciano prima e calcolano i quaranta giorni a modo loro.
L’islam conosce molti degli stessi quaranta biblici. Il Corano parla dell’appuntamento di Mosè con Dio durato quaranta notti e dei quarant’anni di peregrinazione degli israeliti. Indica inoltre i quarant’anni come l’età in cui una persona «raggiunge la piena forza» (46,15). La tradizione islamica sostiene che Maometto avesse circa quarant’anni quando ricevette la prima rivelazione nella grotta di Hira, vicino alla Mecca, intorno al 610 d.C., e gli studiosi musulmani hanno a lungo visto in questa l’età della maturità e della chiamata profetica. Le raccolte di hadith chiamate «i Quaranta», come la celebre raccolta compilata da al-Nawawi nel XIII secolo, riflettono un racconto secondo cui il Profeta lodò chiunque avesse conservato quaranta tradizioni per la sua comunità.
Il quaranta scandisce anche il ritmo del lutto. Nelle Chiese ortodosse orientali, e in Romania, Grecia, Russia e Medio Oriente, le famiglie celebrano una funzione commemorativa il quarantesimo giorno dopo una morte; la credenza popolare vuole che per allora il viaggio dell’anima sia compiuto. Anche molte comunità musulmane, dai Balcani all’Iran e all’Asia meridionale, celebrano il quarantesimo giorno. Per i musulmani sciiti l’Arba’in, quaranta giorni dopo l’anniversario della morte di Husayn a Karbala nel 680 d.C., richiama al suo santuario uno dei più grandi pellegrinaggi del mondo. Un’usanza speculare accompagna la nascita: il Levitico fissa un periodo di purificazione di quaranta giorni dopo la nascita di un figlio maschio, la presentazione di Gesù al Tempio da parte di Maria si celebra quaranta giorni dopo Natale, e molte culture del Mediterraneo e del Medio Oriente tengono madre e neonato in casa per quaranta giorni.
Capitolo III
Dal rito alla sanità pubblica
L’eredità più famosa del quaranta è una parola. Durante le epidemie di peste del Trecento, la città di Ragusa, l’odierna Dubrovnik, ordinò nel 1377 che i viaggiatori provenienti da zone infette trascorressero trenta giorni in isolamento prima di entrare. Venezia e altri porti adottarono in seguito la misura e la prolungarono a quaranta giorni, in veneziano quaranta giorni, da cui vengono l’italiano «quarantena» e l’inglese «quarantine». Perché quaranta? Gli storici non sono d’accordo. La teoria medica dell’epoca, ereditata dai medici greci, considerava i quaranta giorni il limite di una malattia acuta, e anche le associazioni religiose del numero, dalla Quaresima al deserto, lo avrebbero fatto sembrare appropriato. Le due spiegazioni possono essere vere contemporaneamente.
Altrove il quaranta sopravvive in modi più discreti. La tradizione sikh narra di quaranta soldati che abbandonarono Guru Gobind Singh durante il lungo assedio di Anandpur (1704–1705), firmando una dichiarazione in cui affermavano di non essere più suoi seguaci. Svergognati in patria, tornarono sotto la guida di una donna, Mai Bhago, e caddero difendendo il Guru a Khidrana, ribattezzata Muktsar, «la vasca della liberazione». Il racconto vuole che il loro capo morente chiedesse al Guru di strappare la dichiarazione, e che egli lo facesse. I sikh ricordano questi Quaranta Liberati nella preghiera quotidiana e in una fiera annuale a Muktsar. I devoti induisti recitano inni di quaranta strofe chiamati chalisa. Il poeta greco Esiodo aveva già notato che le Pleiadi scompaiono per circa quaranta giorni ogni anno, e scrittori posteriori richiamarono le circa quaranta settimane della gravidanza umana. Nulla di tutto ciò dimostra perché il numero abbia acquistato importanza in origine, ma suggerisce perché abbia continuato a sembrare naturale: quaranta è abbastanza lungo da cambiare una persona, e abbastanza breve da poter essere vissuto fino in fondo.
Miti e fatti
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L’affermazione
La Quaresima dura esattamente quaranta giorni.
Che cosa si sa
Solo secondo un certo modo di contare. Nella Chiesa occidentale dal Mercoledì delle Ceneri al Sabato santo corrono quarantasei giorni, e le sei domeniche non sono contate come giorni di digiuno; le Chiese orientali calcolano la loro Grande Quaresima in modo diverso.
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L’affermazione
La quarantena fu inventata a causa dei quaranta giorni di Gesù nel deserto.
Che cosa si sa
Nessun documento dell’epoca lo dice. La prima norma di isolamento conosciuta, a Ragusa (Dubrovnik) nel 1377, era di trenta giorni; i quaranta vennero dopo, e gli storici ipotizzano la teoria medica, il simbolismo religioso o entrambi.
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L’affermazione
Nella Bibbia quaranta significa sempre esattamente quaranta.
Che cosa si sa
La maggior parte degli studiosi lo legge come un numero tondo convenzionale per un periodo lungo, come quando di diversi giudici e re si dice che regnarono ciascuno quarant’anni.
Domande frequenti
Perché il numero 40 è importante nella Bibbia?
Segna periodi di prova, di attesa o di preparazione, come il Diluvio, gli anni di Israele nel deserto e il digiuno di Gesù. Gli studiosi lo intendono di solito come un numero tondo che significa «un tempo lungo e completo».
Perché alcuni celebrano una commemorazione quaranta giorni dopo una morte?
Gli ortodossi orientali e molti altri cristiani, e i musulmani di diverse culture, celebrano il quarantesimo giorno come la fine del primo periodo di lutto. Le spiegazioni variano; la tradizione ortodossa lo collega ai quaranta giorni che precedettero l’ascensione di Cristo.
Da dove viene la parola quarantena?
Dal veneziano quaranta giorni, il periodo di isolamento imposto nel Quattrocento alle navi e ai viaggiatori sospettati di portare la peste.
Fonti e letture consigliate
- Annemarie Schimmel, The Mystery of Numbers (Oxford University Press, 1993)
- Thomas J. Talley, The Origins of the Liturgical Year (Pueblo, 1986)
- Frank M. Snowden, Epidemics and Society: From the Black Death to the Present (Yale University Press, 2019)
- Vincent Foster Hopper, Medieval Number Symbolism (Columbia University Press, 1938)