Codex of FaithsUn atlante illustrato delle fedi

Clero e vita religiosa

La gerarchia ortodossa

La Chiesa ortodossa orientale è una comunione di Chiese che si governano da sé, dette autocefale – tra quattordici e diciassette, a seconda di quali si riconoscono – unite da un’unica fede e da un’unica vita sacramentale. Ciascuna è guidata da un Santo Sinodo dei suoi vescovi sotto un primate, che può essere un patriarca, un arcivescovo o un metropolita. La Chiesa ortodossa romena, per esempio, è un patriarcato dal 1925. L’autorità è conciliare: le questioni più importanti le decidono i vescovi riuniti in sinodo, non un unico capo. Il patriarca ecumenico di Costantinopoli ha un primato d’onore, primo tra pari, senza giurisdizione sulle altre Chiese. All’interno di ogni Chiesa vi sono tre ordini maggiori: vescovo, sacerdote (presbitero) e diacono. Sacerdoti e diaconi possono essere sposati, se si sono sposati prima dell’ordinazione, mentre i vescovi sono celibi e di fatto provengono dal monachesimo. Monaci e monache non costituiscono un ordine del clero, ma il monachesimo plasma l’intera Chiesa, e molti monaci sono anche ordinati.

Vedi anche: La gerarchia cattolica →Vedi anche: La gerarchia anglicana →Vedi anche: Il ministero protestante →

Scopri di più – Cristianesimo →

Ordini e stati di vita

  • Vescovi

    I vescovi si collocano nella successione apostolica e possiedono la pienezza del sacerdozio. Tutti i vescovi sono sacramentalmente uguali; titoli come patriarca, metropolita e arcivescovo indicano l’ufficio e l’anzianità, non un’ordinazione superiore. Un vescovo viene consacrato da almeno due o tre vescovi, è sempre celibe e di fatto viene scelto tra i monaci o tra i chierici vedovi che hanno pronunciato i voti monastici.

  • Sacerdoti

    I sacerdoti, o presbiteri, celebrano la Divina Liturgia e gli altri sacramenti, tranne l’ordinazione, sotto l’autorità del loro vescovo. Nel mondo ortodosso la maggior parte dei parroci è sposata. Gradi onorifici come arciprete o archimandrita riconoscono il servizio e l’anzianità ma non comportano un’ulteriore ordinazione; il vescovo li conferisce con un breve rito di benedizione durante una funzione.

  • Diaconi

    I diaconi assistono il vescovo e il sacerdote nella liturgia, guidano le litanie, leggono il Vangelo e aiutano nella distribuzione della Comunione. Non possono celebrare da soli alcun sacramento. Molti diaconi diventano poi sacerdoti, ma il diaconato è anche una vocazione a vita a pieno titolo. I diaconi sposati più anziani possono essere elevati a protodiacono, e un diacono che è monaco si chiama ierodiacono.

  • Ordini minori

    Gli ordini minori di lettore e suddiacono sono conferiti da un vescovo con la tonsura e la cheirothesia, una benedizione con l’imposizione delle mani, anziché con la cheirotonia degli ordini maggiori, che avviene all’altare durante la Liturgia. Lettori e suddiaconi prestano servizio nelle funzioni, e questi ordini sono un passo verso il diaconato, anche se molti lettori restano tali per tutta la vita.

  • Monaci e monache

    Monaci e monache vivono sotto i voti di obbedienza, castità e povertà in monasteri e schiti. Il monachesimo è uno stato di vita, non un ordine del clero, e ha le sue tappe: rasoforo, stavroforo (piccolo schema) e grande schema. Un monaco può anche essere ordinato diacono o sacerdote, e i vescovi della Chiesa provengono dalle file monastiche.

Vescovi

Patriarca

Patriarh (Romanian) / Патриарх (Russian) / Πατριάρχης (Greek)

Appellativo Sua Beatitudine (in romeno: Preafericirea Sa); il patriarca ecumenico è chiamato Sua Santità

Il patriarca è il primate di una Chiesa autocefala di rango patriarcale, come Costantinopoli, Alessandria, Antiochia, Gerusalemme, Mosca, Serbia, Romania, Bulgaria o Georgia. Sul piano sacramentale è un vescovo come gli altri, ma convoca e presiede il Santo Sinodo e rappresenta la sua Chiesa presso le altre. Viene eletto a vita da un collegio elettorale o dal sinodo della propria Chiesa e intronizzato nella sua cattedrale. In Romania il patriarca è anche arcivescovo di Bucarest e metropolita di Muntenia e Dobrugia. Come ogni vescovo ortodosso, è celibe e monaco.

Che cosa indossa la figura

  1. Sakkos sacos

    Una tunica dorata lunga fino al ginocchio, con maniche ampie, tessuta con un motivo a croci e unita ai lati da piccoli campanelli. Derivata dall’abito imperiale bizantino, la indossano i vescovi durante la Liturgia.

  2. Grande omoforio omofor

    Un’ampia fascia bianca ricamata con croci rosse, posata attorno al collo e sulle spalle e ricadente davanti e dietro. Richiama la pecorella smarrita portata dal Buon Pastore.

  3. Epigonation

    Un riquadro rigido a forma di rombo, di stoffa ricamata, appeso a un nastro sul fianco destro; rappresenta la spada spirituale, la parola di Dio.

  4. Mitra mitră

    Una corona tondeggiante a forma di cipolla, di tessuto dorato, ornata di gemme e di icone smaltate di Cristo, della Madre di Dio e dei santi, con una piccola croce eretta sulla sommità.

  5. Due panaghie e una croce engolpioane

    Due medaglioni ovali con le icone di Cristo e della Madre di Dio, portati su catene insieme a una croce pettorale gemmata. L’insieme dei tre contraddistingue il primate di una Chiesa.

  6. Bastone patriarcale cârjă

    Un alto bastone la cui sommità è formata da due serpenti rivolti verso una piccola croce, a ricordo del serpente di bronzo di Mosè e dell’autorità del pastore sul gregge.

Fuori dalle funzioni
Un rason bianco (in romeno *rasă*) e una talare bianca (*reverendă*), neri solo nella prima settimana di Quaresima e nella Settimana Santa, con gli engolpia e il bastone e, come segno distintivo del patriarca romeno, una *camilafcă* bianca velata con una croce. Il patriarca russo porta invece un *koukoulion* bianco tondeggiante.
Insegne
Due engolpia e una croce pettorale, il bastone patriarcale, un mantello processionale (*mandyas*) e i candelieri dikirion e trikirion con cui benedice il popolo.

Vescovi

Metropolita / Arcivescovo

Mitropolit / Arhiepiscop (Romanian) / Митрополит / Архиепископ (Russian) / Μητροπολίτης / Αρχιεπίσκοπος (Greek)

Appellativo Sua Eminenza (in romeno: Înaltpreasfinția Sa)

Entrambi i titoli designano vescovi di grado superiore, e il loro ordine varia da una tradizione all’altra. Nell’uso russo e romeno il metropolita è a capo di una metropolia, un gruppo di diocesi i cui vescovi formano un sinodo regionale, mentre arcivescovo è un titolo per sedi importanti o un onore per i vescovi più anziani. Nell’uso greco l’ordine è spesso invertito: il primate della Grecia è arcivescovo di Atene, e la maggior parte dei vescovi diocesani porta il titolo di metropolita. Nessuno dei due titoli comporta un’ordinazione distinta; chi li porta è un vescovo eletto o promosso dal Santo Sinodo.

Che cosa indossa la figura

  1. Mantello мантия

    Una cappa plissettata azzurra lunga fino a terra, allacciata al collo e all’orlo, del colore proprio del metropolita russo, indossata in chiesa al di fuori della Liturgia.

  2. Fiumi источники

    Strisce orizzontali di nastro rosso e bianco che corrono attorno al mantello, chiamate fiumi o torrenti, per l’insegnamento che sgorga dal vescovo verso il mondo.

  3. Pomata скрижали

    Quattro tavolette rettangolari di stoffa rossa cucite agli angoli del mantello, due al collo e due all’orlo, che spesso recano icone o il monogramma del gerarca.

  4. Klobuk bianco клобук

    Un copricapo cilindrico bianco coperto da un velo bianco che ricade sulle spalle e sulla schiena, con una piccola croce gemmata sul davanti; è il segno del metropolita russo.

  5. Due panaghie панагии

    Due icone ovali di Cristo e della Madre di Dio portate al petto su catene; nella prassi russa il diritto a una seconda panaghia è concesso ai gerarchi più alti.

  6. Bastone pastorale посох

    Un alto bastone la cui sommità ha due bracci ricurvi o due teste di serpente sotto una croce, con un drappo (sulok) legato sotto l’impugnatura, secondo l’uso russo.

Fuori dalle funzioni
Nella vita quotidiana, un podryasnik e un rason neri con il klobuk bianco e la panaghia. Gli arcivescovi russi portano un klobuk nero con una croce gemmata; in Romania metropoliti e arcivescovi portano una *camilafcă* nera velata con una piccola croce, i vescovi una semplice, e solo quella del patriarca è bianca. Durante la Liturgia il mantello viene deposto per il sakkos e l’omoforio.
Insegne
Due panaghie, bastone pastorale, klobuk bianco con croce gemmata, un mantello azzurro con fiumi e pomata e, durante la Liturgia, sakkos, omoforio, mitra, dikirion e trikirion.

Vescovi

Vescovo

Episcop (Romanian) / Епископ (Russian) / Επίσκοπος (Greek)

Appellativo Sua Eccellenza (in romeno: Preasfinția Sa)

Il vescovo governa una diocesi, o eparchia, ordina il suo clero, consacra le chiese e gli antimensia posti sui loro altari, ed è il centro dell’unità della Chiesa locale. Viene eletto dal Santo Sinodo della sua Chiesa autocefala e consacrato durante la Divina Liturgia da almeno due o tre vescovi. Deve essere celibe o vedovo e ricevere la tonsura monastica se non è già monaco. Un vescovo ausiliare o vicario assiste un vescovo diocesano e di solito porta il nome di una città storica.

Che cosa indossa la figura

  1. Sakkos σάκκος

    Una tunica di broccato rosso intenso lunga fino al ginocchio, con maniche ampie, unita ai lati da piccoli campanelli, indossata durante la Liturgia sopra i paramenti interni.

  2. Omoforio ωμοφόριον

    Un’ampia fascia con croci attorno alle spalle, ricadente davanti e dietro; è il paramento che definisce il vescovo come pastore che porta la pecorella smarrita.

  3. Mitra μίτρα

    Una corona dorata a cupola ornata di icone e sormontata da una piccola croce, modellata sul copricapo imperiale bizantino e a ricordo della regalità di Cristo.

  4. Panaghia εγκόλπιον

    Un unico medaglione ovale con l’icona della Madre di Dio, appeso al petto con una catena; è il segno personale del vescovo.

  5. Dikirion δικήριον

    Un candeliere con due candele incrociate, tenuto nella mano sinistra per benedire il popolo; simboleggia le due nature di Cristo.

  6. Trikirion τρικήριον

    Un candeliere con tre candele, tenuto nella mano destra insieme al dikirion per benedire il popolo; simboleggia la Santissima Trinità.

Fuori dalle funzioni
Nell’uso greco, un rason esterno nero (*exorasson*) e un *kalimavkion* nero con un velo (*epanokalimavkion*), con l’engolpion sul petto; nelle occasioni formali, un mantello rosso o viola e un bastone.
Insegne
Panaghia, spesso con una croce pettorale, il bastone pastorale (*pateritsa*), un mantello rosso o viola con strisce dorate, e il dikirion e il trikirion.

Sacerdoti

Archimandrita

Arhimandrit (Romanian) / Архимандрит (Russian) / Αρχιμανδρίτης (Greek)

Appellativo Reverendissimo Padre (in greco: *Panosiologiotatos*)

L’archimandrita è un sacerdote monaco di grado elevato. Un tempo il titolo indicava il capo di un grande monastero o di un gruppo di monasteri; oggi è il più alto grado onorifico per gli ieromonaci, conferito da un vescovo ad abati, rettori di seminario, clero delle cattedrali e funzionari diocesani. Nelle Chiese greche molti sacerdoti celibi impegnati nelle parrocchie o nell’amministrazione sono archimandriti. Nell’uso romeno viene dopo i gradi di ieromonaco (ieromonah) e protosincello (protosinghel). I vescovi sono spesso scelti tra gli archimandriti, ma il grado non è episcopale: un archimandrita non può ordinare.

Che cosa indossa la figura

  1. Klobuk клобук

    Una kamilavka cilindrica nera coperta da un velo nero che ricade sulle spalle e sulla schiena; è il copricapo del clero monastico.

  2. Mantello мантия

    Una cappa monastica nera plissettata lunga fino a terra, allacciata al collo e all’orlo; il mantello dell’archimandrita ha le tavolette ma non le strisce del vescovo.

  3. Pomata скрижали

    Quattro tavolette rettangolari di stoffa rossa o verde agli angoli del mantello, che secondo la tradizione significano l’Antico e il Nuovo Testamento e i quattro Vangeli.

  4. Croce pettorale gemmata наперсный крест

    Una croce d’oro ornata di pietre, su una catena sopra il mantello; è insegna del grado e della testimonianza sacerdotale.

  5. Corda di preghiera чётки

    Una corda di nodi di lana nera tenuta in mano, usata per contare la preghiera di Gesù; ricorda che egli resta un monaco.

Fuori dalle funzioni
Ogni giorno, un podryasnik e un rason neri con la croce pettorale e il klobuk velato. Durante la Liturgia gli archimandriti russi indossano il felonio, la palitsa e una mitra simile a quella del vescovo; gli archimandriti greci di solito celebrano a capo scoperto.
Insegne
Croce pettorale, mitra nell’uso slavo, un mantello monastico con le tavolette (*pomata*) e un bastone se l’archimandrita è abate.

Sacerdoti

Arciprete / Protopresbitero

Iconom stavrofor (Romanian) / Протоиерей, протопресвитер (Russian) / Πρωτοπρεσβύτερος (Greek)

Appellativo Reverendissimo Padre

Arciprete e protopresbitero sono gradi onorifici per i sacerdoti anziani che non sono monaci, il corrispettivo dell’archimandrita per il clero sposato. Il vescovo li conferisce in riconoscimento del servizio, a volte insieme a un decanato o a un incarico in cattedrale. Nell’uso romeno un parroco può essere elevato successivamente a sachelar, iconom e iconom stavrofor, l’economo crocifero, che porta una croce pettorale. Il protopop è una funzione diversa: il sacerdote a capo di un decanato. Nell’uso russo protopresbitero è il riconoscimento più alto e più raro.

Che cosa indossa la figura

  1. Felonio фелонь

    Un’ampia cappa a campana di broccato bordeaux e oro, corta davanti e lunga dietro; è il principale paramento eucaristico del sacerdote.

  2. Epitrachilio епитрахиль

    Una lunga stola ricamata portata attorno al collo e unita sul davanti, decorata con croci e terminante con una frangia vicino all’orlo.

  3. Croce pettorale gemmata крест с украшениями

    Una grande croce d’oro ornata di pietre, riconoscimento superiore nell’uso russo; i sacerdoti più giovani portano una semplice croce d’argento e gli arcipreti una d’oro.

  4. Kamilavka камилавка

    Un copricapo cilindrico a sommità piatta, di velluto viola, conferito agli arcipreti, portato in chiesa e tolto nei momenti più solenni della funzione.

Fuori dalle funzioni
Nell’uso russo, un podryasnik e un rason neri o scuri con la croce pettorale d’oro e la kamilavka viola; in Romania una talare nera (*reverendă*) e un rason con la croce dello stavroforo e un cappello clericale nero.
Insegne
Croce pettorale d’oro (gemmata per i riconoscimenti superiori), nabedrennik e palitsa, kamilavka viola e, per i riconoscimenti più alti, una mitra.

Sacerdoti

Sacerdote (presbitero)

Preot (Romanian) / Иерей, священник (Russian) / Ιερεύς, πρεσβύτερος (Greek)

Appellativo Reverendo Padre (in romeno: *Părinte*)

Il sacerdote guida una parrocchia, celebra la Divina Liturgia e i sacramenti del battesimo, della crismazione, della confessione, del matrimonio e dell’unzione, e predica e insegna. Viene ordinato da un vescovo con l’imposizione delle mani all’altare e presta servizio sotto quel vescovo, la cui autorità è simboleggiata dall’antimension che il vescovo firma. Un uomo può sposarsi prima dell’ordinazione diaconale ma non dopo, e un sacerdote vedovo non può risposarsi e continuare a esercitare il ministero. I sacerdoti monaci si chiamano ieromonaci.

Che cosa indossa la figura

  1. Sticario stihar

    Una tunica bianca lunga fino alle caviglie, con maniche strette, indossata come primo paramento; ricorda la veste del battesimo.

  2. Epitrachilio epitrahil

    Una lunga stola ricamata portata attorno al collo e unita sul davanti, decorata con croci; è il segno essenziale del sacerdozio.

  3. Epimanikia rucavițe

    Polsini ricamati allacciati sopra le maniche dello sticario, ciascuno con una piccola croce, che tengono libere le maniche durante la Liturgia.

  4. Felonio felon

    Una grande cappa a campana di broccato azzurro e oro che copre la schiena e le spalle, più corta davanti, con una croce sul dorso.

  5. Croce pettorale cruce pectorală

    Una croce d’oro su una catena. Nella prassi greca e romena è di solito un riconoscimento, come per l’iconom stavrofor; i sacerdoti russi la ricevono all’ordinazione.

  6. Kamilavka camilafcă

    Un copricapo cilindrico nero, nell’uso greco e romeno spesso con una tesa piatta in cima, portato dai sacerdoti in chiesa.

  7. Croce da benedizione e turibolo cruce, cădelniță

    Una piccola croce tenuta in mano per benedire i fedeli e un turibolo di metallo su catene, fatto oscillare per offrire l’incenso davanti alle icone e al popolo.

Fuori dalle funzioni
Una talare nera (in greco *anteri*, in romeno *reverendă*) con un rason esterno a maniche larghe e, nell’uso greco e romeno, un cappello cilindrico nero. I sacerdoti russi portano anche una croce pettorale d’argento.
Insegne
Croce pettorale dove conferita (nell’uso russo, la croce d’argento di ogni sacerdote), una croce da benedizione e il turibolo; i sacerdoti sposati non portano altre insegne.

Diaconi

Protodiacono / Diacono

Diacon, protodiacon (Romanian) / Диакон, протодиакон (Russian) / Διάκονος, πρωτοδιάκονος (Greek)

Appellativo Padre Diacono

Il diacono presta servizio accanto al sacerdote e al vescovo: incensa la chiesa, guida le litanie, legge il Vangelo e assiste alla Comunione, ma non può celebrare da solo alcun sacramento. Viene ordinato da un vescovo durante la Divina Liturgia, dopo la consacrazione dei doni. Come i sacerdoti, i diaconi possono essere sposati se si sono sposati prima dell’ordinazione. Protodiacono è un grado onorifico per i diaconi sposati più anziani, spesso legati a una cattedrale o a un vescovo; arcidiacono è l’equivalente tra i diaconi monaci, chiamati ierodiaconi.

Che cosa indossa la figura

  1. Sticario стихарь

    Una tunica di broccato rosso e oro lunga fino alle caviglie, con maniche ampie, che il diacono indossa come veste esterna, spesso con una croce sul dorso.

  2. Orario орарь

    Una stola lunga e stretta sulla spalla sinistra, ricadente davanti e dietro e ricamata con le parole Santo, Santo, Santo; il diacono ne solleva l’estremità con la mano destra per invitare il popolo alla preghiera.

Fuori dalle funzioni
Una talare e un rason neri, come il sacerdote ma senza croce pettorale; nell’uso russo un protodiacono può portare in chiesa la kamilavka viola.
Insegne
Nessuna croce pettorale né bastone; l’orario e il turibolo sono i suoi segni caratteristici, e porta in processione l’Evangeliario.

Ordini minori

Suddiacono e lettore

Ipodiacon, citeț (Romanian) / Иподиакон, чтец (Russian) / Υποδιάκονος, αναγνώστης (Greek)

Appellativo Suddiacono o Lettore, seguito dal nome di battesimo

I lettori cantano l’Epistola e i salmi e aiutano nelle funzioni; i suddiaconi servono il vescovo, lo rivestono dei paramenti, tengono il dikirion e il trikirion e custodiscono le porte dell’altare. Entrambi ricevono la tonsura da un vescovo fuori dall’altare e appartengono al clero inferiore. Un lettore può ancora sposarsi dopo la tonsura, ma il matrimonio deve avvenire prima dell’ordinazione a suddiacono, poiché i suddiaconi sono vincolati alla stessa regola dei diaconi. Entrambi i ruoli sono spesso una tappa verso il diaconato.

Che cosa indossa la figura

  1. Sticario стихарь

    Una tunica di broccato bianco e oro lunga fino alle caviglie, con maniche ampie; i lettori la indossano solo quando hanno la benedizione di servire all’altare.

  2. Orario incrociato орарь

    I suddiaconi cingono l’orario attorno alla vita, lo incrociano a X sulla schiena e sul petto e ne portano le estremità sulle spalle, a somiglianza delle ali degli angeli.

  3. Dikirion дикирий

    Il candeliere a due bracci del vescovo, portato da un suddiacono e consegnato al vescovo quando benedice il popolo.

  4. Trikirion трикирий

    Il candeliere a tre bracci del vescovo, portato insieme al dikirion dai suddiaconi che servono a una Liturgia pontificale.

Fuori dalle funzioni
Una semplice talare nera in chiesa, spesso solo durante le funzioni; nella vita quotidiana la maggior parte dei lettori e dei suddiaconi veste abiti comuni e non porta copricapo clericale.
Insegne
Nessuna insegna personale; durante le funzioni pontificali i suddiaconi portano il dikirion e il trikirion del vescovo, i flabelli liturgici (*ripidia*) e il bastone del vescovo.

Monaci e monache

Monaco

Monah, rasofor, schimonah (Romanian) / Монах (Russian) / Μοναχός (Greek)

Appellativo Padre; Fratello per i novizi e per molti rasofori

Il monaco ortodosso vive in un monastero sotto un abate (egumeno, in romeno stareț) e una regola di preghiera, lavoro e obbedienza. La vita monastica ha tre tappe. Il rasoforo riceve il rason e il copricapo velato ma non pronuncia voti formali. Lo stavroforo, o monaco del piccolo schema, pronuncia i voti di obbedienza, castità e povertà e riceve il mantello. Il grande schema, concesso a pochi, aggiunge una regola più severa e l’analavos ricamato. Un monaco ordinato diacono o sacerdote è un ierodiacono o un ieromonaco.

Che cosa indossa la figura

  1. Rason ряса

    Una veste esterna nera con maniche molto ampie, il primo indumento monastico, conferito alla tonsura del rasoforo e portato da tutti i monaci.

  2. Klobuk клобук

    Un copricapo cilindrico nero (kamilavka) coperto da un velo nero che ricade sulle spalle e sulla schiena, segno del distacco dal mondo.

  3. Corda di preghiera чётки

    Una corda di nodi di lana nera, spesso 33, 50 o 100, data alla tonsura e usata per contare la preghiera di Gesù.

Fuori dalle funzioni
Il podryasnik nero con una cintura di cuoio, spesso con il rason sopra, e un morbido berretto nero (*skufia*) per il lavoro; il klobuk velato si porta in chiesa e nelle occasioni formali.
Insegne
Corda di preghiera, mantello monastico e klobuk velato; un abate ha anche una croce pettorale e un bastone, e un monaco del grande schema l’analavos ricamato e il cappuccio.

Monaci e monache

Monaca

Monahie, maică, stareță (Romanian) / Монахиня, игумения (Russian) / Μοναχή, ηγουμένη (Greek)

Appellativo Madre (in romeno *Maica*); la badessa è Reverenda Madre (in romeno *Maica Stareță*)

Le monache ortodosse attraversano le stesse tappe e pronunciano gli stessi voti dei monaci – rasofora, piccolo schema e grande schema – e vivono in monasteri femminili sotto una badessa (in greco hegoumeni, in romeno stareță). Non sono ordinate e non fanno parte del clero, ma osservano l’intero ciclo delle funzioni e spesso gestiscono laboratori, scuole e opere di carità. La badessa viene insediata dal vescovo, riceve una croce pettorale e un bastone e governa la comunità nelle questioni spirituali e pratiche. La Romania ha alcuni dei più grandi monasteri femminili del mondo ortodosso, come Agapia e Văratec.

Che cosa indossa la figura

  1. Abito подрясник

    Una veste interna nera lunga fino alle caviglie (podryasnik), con maniche strette e cinta in vita, portata da tutte le monache in ogni momento.

  2. Apostolnik апостольник

    Un copricapo di stoffa nera che incornicia il viso e ricade sulle spalle e sul petto; è tipico delle monache slave.

  3. Skufia скуфья

    Un morbido berretto nero tondeggiante portato sopra l’apostolnik per il lavoro e la vita quotidiana, al posto del klobuk velato formale.

  4. Corda di preghiera чётки

    Una corda annodata di lana nera tenuta in mano, data alla tonsura per la preghiera di Gesù incessante.

  5. Candela di cera d’api свеча

    Una candela sottile di cera d’api gialla, del tipo che si accende davanti alle icone e si tiene in mano durante le funzioni; le monache spesso le fabbricano nei laboratori del monastero.

Fuori dalle funzioni
L’abito nero, l’apostolnik e la skufia sono la veste quotidiana; in chiesa una monaca del piccolo schema aggiunge il mantello e il klobuk velato. Le monache greche e romene portano veli neri simili, che variano localmente nella forma.
Insegne
Corda di preghiera e mantello; la badessa porta una croce pettorale e un bastone, entrambi ricevuti al suo insediamento.

Domande frequenti

I sacerdoti ortodossi possono sposarsi?

Un uomo sposato può essere ordinato diacono o sacerdote, e la maggior parte del clero parrocchiale ortodosso è sposata e ha famiglia. L’ordine conta: il matrimonio deve precedere l’ordinazione diaconale, e un uomo ordinato non può sposarsi in seguito. Se la moglie di un sacerdote muore, egli non può risposarsi e continuare a esercitare il ministero; alcuni sacerdoti vedovi diventano monaci. I vescovi sono l’eccezione. Dalla fine del VII secolo vengono scelti solo tra i chierici celibi o vedovi, e di fatto tra i monaci.

Qual è la differenza tra un archimandrita e un vescovo?

L’archimandrita è un sacerdote, un monaco elevato al più alto grado onorifico del presbiterato, spesso un abate o un alto funzionario diocesano. Il vescovo ha ricevuto un’ulteriore ordinazione, l’episcopato, che gli conferisce l’autorità di ordinare il clero e di governare una diocesi. Nell’uso russo i due possono sembrare simili, poiché entrambi possono portare la mitra e la croce pettorale, ma solo il vescovo indossa il sakkos e l’omoforio e tiene il bastone episcopale.

Il patriarca ecumenico è l’equivalente ortodosso del papa?

No. Il patriarca ecumenico di Costantinopoli ha un primato d’onore tra le Chiese ortodosse e tradizionalmente convoca gli incontri panortodossi, ma non ha giurisdizione sulle altre Chiese autocefale. Ogni Chiesa, come quella romena o quella russa, elegge il proprio primate e si governa attraverso il proprio Santo Sinodo. L’ecclesiologia ortodossa è conciliare: l’autorità suprema spetta ai concili dei vescovi, e la dottrina è definita dai concili ecumenici e non da un singolo vescovo.

Perché i vescovi ortodossi sono sempre monaci?

La regola si sviluppò nei primi secoli bizantini. Il Concilio Trullano (692) stabilì che la moglie di un vescovo entrasse in monastero al momento della sua consacrazione, e col tempo i vescovi vennero scelti nei monasteri, considerati scuole di preghiera e di disciplina. Oggi un candidato deve essere celibe o vedovo e ricevere la tonsura monastica se non è già monaco. Per questo i vescovi, fuori dalle funzioni, portano l’abito monastico, come il klobuk velato e il mantello.

Le monache ortodosse fanno parte del clero?

No. Le monache, come i monaci non ordinati, appartengono allo stato monastico, non al clero. Pronunciano voti perpetui, portano l’abito monastico e osservano un impegnativo ciclo di preghiera, ma non ricevono gli ordini sacri. Storicamente la Chiesa aveva diaconesse ordinate, un ordine caduto in disuso nel periodo bizantino e oggi di nuovo discusso in alcune Chiese. La badessa ha un’autorità reale sul suo monastero, compresa la guida spirituale, ma si tratta di un’autorità pastorale, non sacramentale.

Fonti e letture consigliate

  1. The Orthodox Church – Timothy (Kallistos) Ware (Penguin, new edition 2015)
  2. The Orthodox Church: An Introduction to its History, Doctrine, and Spiritual Culture – John Anthony McGuckin (Wiley-Blackwell, 2008)
  3. The Liturgical Dictionary of Eastern Christianity – Peter D. Day (Liturgical Press, 1993)
  4. Statutul pentru organizarea și funcționarea Bisericii Ortodoxe Române – Holy Synod of the Romanian Orthodox Church (Editura Institutului Biblic și de Misiune al Bisericii Ortodoxe Române, 2008)