Codex of FaithsUn atlante illustrato delle fedi

Numero sacro

Il numero 666

Il numero della bestia in Apocalisse 13,18: il senso per i primi lettori, la soluzione Nerone Cesare, la variante 616 e la nascita di una superstizione.

In altre scritture

  • DCLXVIRomano
  • תרס״וLettere ebraiche
  • χξϛʹLettere greche
  • خ س وLettere arabe (abjad)
  • ٦٦٦Cifre arabe
  • ६६६Devanagari
  • 六百六十六Cinese
666

In breve

  1. I.Il numero 666 viene da un solo versetto, Apocalisse 13,18, che lo chiama «il numero della bestia» e «un numero d’uomo» e invita il lettore a calcolarlo.
  2. II.La maggior parte degli storici pensa che fosse un nome in codice, e la soluzione più nota è «Nerone Cesare» scritto in lettere ebraiche, i cui valori sommati danno 666.
  3. III.Alcuni manoscritti antichi riportano invece 616, che corrisponde alla grafia latina dello stesso nome, un dettaglio che sostiene la lettura di Nerone.
  4. IV.Nel corso dei secoli il 666 è stato attribuito a papi, sovrani e nemici di ogni genere, e oggi sopravvive soprattutto come superstizione e simbolo della cultura pop.

In ogni tradizione

  • Cristianesimo

    Apocalisse 13 descrive una bestia che sale dal mare e una seconda bestia che costringe tutti a portarne il marchio. Il capitolo si chiude così: «Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia, perché è un numero d’uomo, e il suo numero è seicentosessantasei».

  • Ebraismo

    L’enigma si basa su una pratica poi chiamata gematria, in cui le lettere ebraiche indicano numeri, così che i nomi hanno un valore numerico. Il numero 666 compare anche nella Bibbia ebraica come i talenti d’oro che Salomone riceveva in un anno (1 Re 10,14), senza alcun significato sinistro.

  • I primi lettori cristiani

    Intorno al 180 d.C. Ireneo di Lione discusse a lungo il numero. Conosceva manoscritti che riportavano 616, li respinse come errori di copiatura e propose nomi greci come Lateinos («il Latino»), le cui lettere danno 666, pur mettendo in guardia dalle certezze.

  • Polemica medievale e della Riforma

    Gli autori medievali applicarono il 666 a Maometto o all’Anticristo atteso alla fine dei tempi. Durante la Riforma, autori protestanti e cattolici se lo rinfacciarono a vicenda, e i protestanti sostennero che il titolo papale Vicarius Filii Dei desse 666 in numeri romani.

  • Occultismo moderno e cultura popolare

    L’occultista inglese Aleister Crowley si definì «la Grande Bestia 666» per scandalizzare la morale cristiana vittoriana. L’heavy metal, i film dell’orrore e romanzi come Il presagio fecero del numero un simbolo convenzionale del male.

  • Simbologia numerica cinese

    In cinese il 6 (liu) suona come la parola per «scorrevole» o «fluido», perciò il 666 è un numero fortunato, e online significa qualcosa come «fantastico». Il contrasto mostra come il significato dipenda dalla cultura, non dal numero in sé.

Da dove viene

  • L’Apocalisse fu scritta alla fine del I secolo d.C., probabilmente sotto il regno di Domiziano, da un autore giudeo-cristiano imbevuto della Bibbia ebraica e ostile al potere imperiale romano.
  • Sia in ebraico sia in greco le lettere servivano anche da numeri, perciò trasformare un nome in un numero era un gioco familiare; graffiti di Pompei usano lo stesso espediente per messaggi d’amore.
  • Di Nerone, che perseguitò i cristiani a Roma nel 64 d.C. e morì nel 68, si diceva diffusamente che fosse ancora vivo o destinato a tornare, il che ne faceva un modello ovvio per una bestia che sembra risorgere dalla morte.
  • Alcuni interpreti aggiungono che il sei è uno in meno del sette, il numero della completezza, perciò un triplo sei potrebbe indicare qualcosa che imita la perfezione e fallisce.

Capitolo I

Un enigma nell’Apocalisse

Pochi numeri hanno una fonte unica così chiara. Il libro dell’Apocalisse, l’ultimo libro della Bibbia cristiana, fu scritto alla fine del I secolo d.C. da un profeta di nome Giovanni, esiliato nell’isola egea di Patmos. Nel capitolo 13 descrive una bestia mostruosa che sale dal mare, adorata da tutta la terra e in guerra contro i fedeli, e una seconda bestia che costringe tutti a portare un marchio sulla mano o sulla fronte per poter comprare o vendere. Le immagini non sono nuove. Nel libro di Daniele, scritto nel II secolo a.C. sotto il re greco Antioco IV, quattro bestie salgono dal mare, ciascuna simbolo di un impero che opprime il popolo di Dio. I lettori di Giovanni conoscevano bene Daniele e avrebbero inteso una bestia venuta dal mare come un impero in codice, e ai loro giorni l’impero era Roma. Come Daniele, l’Apocalisse parla per simboli perché parlare apertamente dei sovrani poteva essere pericoloso. Poi propone al lettore un enigma: «Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia, perché è un numero d’uomo, e il suo numero è seicentosessantasei».

Per i primi lettori di Giovanni, «calcolare» avrebbe richiamato una pratica familiare. In ebraico e in greco non esistevano cifre separate; le lettere servivano anche da numeri, perciò ogni parola aveva un valore numerico. Trasformare un nome in un numero era un gioco comune. Su un muro di Pompei, sepolta nel 79 d.C., qualcuno incise in greco: «Amo la ragazza il cui numero è 545». Giovanni invitava il suo pubblico a fare lo stesso al contrario: trovare l’uomo il cui nome dava come somma 666, senza nominarlo apertamente sotto un governo ostile.

Capitolo II

La soluzione Nerone e la variante 616

La risposta accettata dalla maggior parte degli storici è l’imperatore Nerone. Scritto in lettere ebraiche, il suo titolo greco Neron Kaisar diventa NRWN QSR, e le lettere sommate danno 50 + 200 + 6 + 50 + 100 + 60 + 200 = 666. La grafia non è un’invenzione moderna: una forma simile del nome compare in un documento aramaico ritrovato nel deserto della Giudea. Nerone si adatta bene al quadro. Incolpò i cristiani di Roma del grande incendio del 64 d.C. e ne fece giustiziare molti, e dopo il suo suicidio nel 68 si diffuse la voce che non fosse morto davvero e che sarebbe tornato dall’Oriente con un esercito. Una bestia con una ferita mortale che si è rimarginata, come la descrive l’Apocalisse, avrebbe ricordato ai lettori proprio quella storia.

Un dettaglio notevole rafforza l’ipotesi. Alcuni manoscritti antichi riportano il numero non come 666 ma come 616. Ireneo di Lione, che scriveva intorno al 180 d.C., conosceva queste copie e le liquidò come errori. Anche un frammento di papiro di Ossirinco in Egitto, datato al III secolo d.C. e ampiamente reso noto nel 2005, riporta 616. Se il nome si scrive alla latina, Nero Caesar, senza la N finale, le lettere ebraiche danno 616. Molti studiosi pensano che un copista che conosceva la soluzione Nerone abbia adattato il numero alla forma latina del nome.

La lettura di Nerone resta comunque un’interpretazione, non una certezza. Lo stesso Ireneo, appena un secolo dopo la stesura dell’Apocalisse, non la conosceva e propose altri nomi. Alcuni studiosi privilegiano invece una lettura simbolica: il 666 è un numero triangolare, la somma di tutti i numeri da 1 a 36, e il sei resta al di sotto del sette, il numero biblico della completezza, perciò la bestia imiterebbe la perfezione senza raggiungerla. Queste letture possono affiancare la soluzione Nerone anziché sostituirla.

Capitolo III

Dall’Anticristo alla superstizione

Una volta dimenticato il riferimento originario, il 666 divenne una chiave capace di aprire qualsiasi serratura. Gli autori cristiani medievali, fondendo la bestia con la figura dell’Anticristo, applicarono il numero a Maometto e calcolarono quando l’islam sarebbe finito. Durante la Riforma, autori protestanti sostennero che il titolo latino Vicarius Filii Dei, «Vicario del Figlio di Dio», desse 666 in numeri romani, e autori cattolici risposero trovando il numero nel nome di Martin Lutero. Nei secoli successivi Napoleone, vari papi, Hitler e politici moderni furono tutti «dimostrati» essere la bestia con un’aritmetica abbastanza flessibile da produrre quasi qualsiasi nome.

Nel Novecento il numero passò dalla teologia alla cultura popolare. Aleister Crowley adottò il titolo di «Grande Bestia 666» per provocare la morale cristiana in cui era cresciuto. Film come Il presagio (The Omen, 1976), album heavy metal e romanzi dell’orrore ne fecero un’abbreviazione del male. Seguirono le superstizioni quotidiane: alcune persone rifiutano indirizzi, numeri di telefono o targhe che contengono 666, e nel 2003 la US Route 666 nel Sud-ovest americano fu rinumerata come Route 491, in parte a causa del suo soprannome, «l’autostrada del diavolo». Periodicamente sono circolate voci secondo cui codici a barre, carte d’identità o microchip sarebbero il marchio della bestia; nessuno di essi contiene un simile codice.

Oggi la maggior parte delle chiese cristiane legge l’Apocalisse come un libro di speranza scritto per comunità perseguitate, che promette che i poteri crudeli non avranno l’ultima parola. In questa luce il 666 è meno una maledizione che una protesta in codice contro un impero del I secolo. Altrove può perfino portare fortuna: in cinese, 666 suona come «liscio, liscio, liscio».

Miti e fatti

  • L’affermazione

    La Bibbia chiama il 666 il numero del diavolo.

    Che cosa si sa

    L’Apocalisse lo chiama il numero della bestia, simbolo di un potere persecutore, e descrive separatamente Satana come un drago. Il libro non attribuisce mai un numero al diavolo.

  • L’affermazione

    La corona papale porta l’iscrizione Vicarius Filii Dei, che dà come somma 666.

    Che cosa si sa

    L’espressione compare in alcuni antichi testi cattolici, ma non è un titolo papale ufficiale di uso corrente, e non si conosce alcuna tiara papale che la porti. L’idea viene dalla polemica protestante.

  • L’affermazione

    I codici a barre contengono segretamente il 666.

    Che cosa si sa

    Le barre di guardia lunghe all’inizio, al centro e alla fine di un codice a barre standard somigliano allo schema di un 6, ma sono separatori, non cifre, e non codificano nulla.

Domande frequenti

Che cosa significa 666 nella Bibbia?

È il «numero della bestia» in Apocalisse 13,18, un riferimento in codice a un sovrano umano. La maggior parte degli studiosi pensa che l’autore intendesse l’imperatore romano Nerone.

Il numero della bestia è 666 o 616?

La maggior parte dei manoscritti riporta 666, ma alcuni dei più antichi, tra cui un papiro di Ossirinco in Egitto, riportano 616. Entrambi i totali corrispondono a forme del nome Nerone Cesare, ed è per questo che gli studiosi prendono sul serio la variante.

Perché la gente teme il numero 666?

Secoli di predicazione cristiana sull’Anticristo, rafforzati poi da film dell’orrore e musica, hanno trasformato il numero in un simbolo del male. La paura ha perfino un nome, esacosioesecontaesafobia.

Fonti e letture consigliate

  1. Richard Bauckham, The Climax of Prophecy: Studies on the Book of Revelation (T&T Clark, 1993)
  2. David E. Aune, Revelation 6–16 (Word Biblical Commentary 52B, Thomas Nelson, 1998)
  3. Craig R. Koester, Revelation and the End of All Things (Eerdmans, 2001)
  4. Bernard McGinn, Antichrist: Two Thousand Years of the Human Fascination with Evil (HarperSanFrancisco, 1994)