Capitolo I
Che cosa si celebra
Paryushana significa «dimorare» o «riunirsi». Durante la stagione delle piogge, quando insetti e piccole creature abbondano, i monaci e le monache giainisti smettono di peregrinare per non far loro del male, e i laici si raccolgono intorno a loro per approfondire la propria pratica.
La festa volge la comunità verso l’anima: liberarsi del karma con il digiuno e la riflessione e riparare i rapporti con il perdono.
Capitolo II
Come si festeggia
I giainisti trascorrono più tempo nei templi, ascoltano sermoni e leggono le scritture. Molti digiunano, alcuni per tutti gli otto giorni. Il quinto giorno si celebra la nascita di Mahavira mostrando i quattordici sogni di sua madre. L’ultimo giorno, Samvatsari, i giainisti compiono una lunga confessione, il pratikramana, e chiedono perdono a familiari, amici e a tutti gli esseri, spesso inviando messaggi con le parole Micchami Dukkadam.
Capitolo III
Nel mondo
In India alcune città chiudono i macelli durante Paryushana su richiesta delle comunità giainiste. I centri giainisti di tutto il mondo, da Leicester a Los Angeles, organizzano programmi quotidiani e cerimonie collettive del perdono.