Capitolo I
Che cosa si celebra
Guru Gobind Singh, il decimo Guru, fondò il Khalsa ad Anandpur nel 1699. Due anni dopo, secondo la tradizione, chiamò i suoi sikh a radunarsi il giorno dopo Holi presso il forte di Holgarh, non per lanciare colori ma per addestrarsi, tenere finte battaglie e gareggiare con le armi, con poesia e musica la sera. La giornata preparava una comunità minacciata a difendersi e diede a Holi un nuovo significato all’interno della tradizione sikh.
Capitolo II
Come si festeggia
La festa si apre a Kiratpur Sahib e si sposta ad Anandpur Sahib, la cittadina ai piedi dei monti Shivalik dove il Takht Sri Kesgarh Sahib, una delle cinque sedi dell’autorità sikh, sorge sul luogo della fondazione del Khalsa. Nei gurdwara si tengono giorno e notte letture del Guru Granth Sahib e kirtan.
Nel giorno principale una grande processione parte da Kesgarh Sahib dietro il Nishan Sahib, la bandiera sikh, con i tamburi e i Panj Pyare in testa, e si snoda fino alla riva del torrente Charan Ganga. Lì i nihang danno dimostrazioni di gatka, il combattimento con spada e lancia, cavalcano più cavalli contemporaneamente, praticano il tent-pegging e stanno in piedi su cavalli al galoppo. I volontari cucinano e servono pasti gratuiti in immensi langars per i pellegrini, molti dei quali si accampano per giorni.
Capitolo III
Nel mondo
Anandpur Sahib resta il centro, ma i gurdwara della diaspora celebrano la giornata con kirtan, dimostrazioni di gatka dei giovani e langar. Hola Mohalla è anche una delle occasioni in cui i partiti politici sikh tengono congressi ad Anandpur, accanto al raduno religioso.