Codex of FaithsUn atlante illustrato delle fedi

Religioni scomparse · Misteri ed eresie

Lo gnosticismo

Lo gnosticismo, etichetta moderna per movimenti dei primi secoli cristiani che cercavano la salvezza nella conoscenza, riscoperti con i codici di Nag Hammadi.

Quando
100–400 d.C. circa, con echi successivi
Dove
L’Impero romano, soprattutto Alessandria, la Siria e Roma
Tradizioni
Cristianesimo

In cifre

  • 1945anno in cui alcuni contadini trovarono i codici di Nag Hammadi vicino al Nilo, nell’Alto Egitto
  • 13codici rilegati in cuoio nel ritrovamento di Nag Hammadi (dodici libri e i fogli sciolti di un tredicesimo)
  • circa 52testi contenuti nei codici di Nag Hammadi, per lo più sconosciuti in precedenza, in traduzione copta
  • 180 d.C. circadata del Contro le eresie di Ireneo, la principale critica antica ai maestri gnostici

In breve

  1. I.«Gnosticismo» è un termine moderno che raccoglie una serie di maestri e gruppi del II–IV secolo secondo i quali la salvezza viene dalla gnosis, una conoscenza salvifica della propria origine divina.
  2. II.Molti di loro descrivevano un Dio perfetto e inconoscibile, un regno divino chiamato pleroma, la caduta della figura di Sophia e un creatore inferiore, il demiurgo, autore dell’imperfetto mondo materiale.
  3. III.Per secoli furono conosciuti soprattutto attraverso i loro avversari, i Padri della Chiesa, finché la scoperta dei codici di Nag Hammadi in Egitto, nel 1945, permise loro di parlare con parole proprie.
  4. IV.I gruppi antichi si estinsero entro la tarda antichità, ma le loro idee sono state collegate, tra molte discussioni, a movimenti successivi, mentre i mandei, una comunità viva con una propria tradizione antica, vengono spesso studiati accanto a loro.

Dèi e potenze

  • La Monade

    il Dio supremo inconoscibile

    Molti testi gnostici descrivono un Dio supremo al di là di ogni nome e qualità, lo Spirito invisibile o Padre, da cui tutto il resto promana.

  • Il pleroma

    la pienezza del regno divino

    Il mondo celeste di luce, popolato da emanazioni divine in coppia chiamate eoni, che insieme esprimono la natura del Padre.

  • Barbelo

    la prima emanazione

    Nei testi sethiani come l’Apocrifo di Giovanni, il primo pensiero dello Spirito invisibile, una figura divina di Madre-Padre.

  • Sophia

    la Sapienza, l’eone caduto

    L’eone «Sapienza», il cui tentativo di conoscere o di agire senza il proprio compagno provoca una frattura nel pleroma e, in molti miti, la nascita del demiurgo.

  • Il demiurgo

    il creatore del mondo materiale

    Un dio inferiore, ignorante o arrogante, chiamato in alcuni testi Yaldabaoth, che plasma il cosmo e crede di essere l’unico Dio.

  • Gli arconti

    i dominatori del cosmo

    Le potenze del demiurgo, spesso associate ai pianeti, che governano il mondo materiale e cercano di tenervi imprigionate le anime umane.

  • Il Salvatore

    rivelatore della conoscenza

    Una figura inviata dal pleroma per risvegliare gli esseri umani alla loro origine divina, identificata con Cristo nei testi gnostici cristiani e, nei testi sethiani, anche con Set.

Cronologia

  1. 120–140 circaBasilide insegna ad Alessandria.
  2. 136–160 circaValentino insegna a Roma e raccoglie un ampio seguito.
  3. 180 circaIreneo, vescovo di Lione, scrive il Contro le eresie contro i valentiniani e altri.
  4. 350–400 circaI codici di Nag Hammadi vengono copiati in copto e poi sepolti vicino al Nilo.
  5. 1669Il filosofo inglese Henry More conia il termine «gnosticismo».
  6. 1945I codici di Nag Hammadi vengono scoperti nell’Alto Egitto.
  7. 1977Esce una traduzione inglese completa della biblioteca di Nag Hammadi.

Che cosa mostrano i documenti

  • I codici di Nag Hammadi, ritrovati nel 1945, sono traduzioni copte, copiate nel IV secolo, di testi scritti originariamente in greco, molti nel II e III secolo.
  • Il ritrovamento comprende il Vangelo di Tommaso, il Vangelo della Verità, l’Apocrifo di Giovanni e il Vangelo di Filippo.
  • Altri testi gnostici sopravvivono in manoscritti separati, come il Codice di Berlino con il Vangelo di Maria e il Codice Tchacos con il Vangelo di Giuda, pubblicato nel 2006.
  • Padri della Chiesa come Ireneo, Ippolito ed Epifanio descrissero molti maestri gnostici in modo dettagliato e ostile; i loro resoconti sono preziosi ma polemici.
  • Oggi molti studiosi si chiedono se lo «gnosticismo» sia mai stato un’unica religione, e alcuni, come Michael Williams e Karen King, sostengono che la categoria vada ripensata o abbandonata.

Che cosa dice la leggenda

  • Lo gnosticismo viene spesso presentato come un’unica Chiesa antica con un credo comune. Era invece un insieme eterogeneo di scuole e testi; la parola stessa fu coniata nel Seicento.
  • Si sostiene che i testi di Nag Hammadi siano i «veri» vangeli soppressi dalla Chiesa. La maggior parte fu scritta dopo i vangeli del Nuovo Testamento, e gli studiosi discutono del loro rapporto con il cristianesimo delle origini; il Vangelo di Tommaso, che potrebbe conservare alcuni detti antichi, è la principale eccezione discussa.
  • I catari della Francia medievale vengono talvolta definiti eredi diretti degli antichi gnostici. Avevano credenze dualiste, ma gli storici dubitano di una linea di trasmissione ininterrotta, che coprirebbe quasi mille anni.
  • Nel 2006 il Vangelo di Giuda fu salutato come un testo che presenta Giuda come un eroe. Alcuni studiosi lo leggono così; altri sostengono che il testo lo presenti come una figura tragica o addirittura demoniaca.

Personaggi chiave

  • ValentinoMaestro originario dell’Egitto (100 circa–160 circa) attivo a Roma, fondatore della scuola gnostica più influente
  • BasilideMaestro ad Alessandria all’inizio del II secolo, noto solo dai resoconti dei suoi avversari
  • TolomeoMaestro valentiniano la cui Lettera a Flora, conservata da Epifanio, spiega la Legge di Mosè in termini valentiniani
  • Ireneo di LioneVescovo (130 circa–202 circa) il cui Contro le eresie è la principale fonte antica sugli insegnamenti gnostici
  • James M. RobinsonStudioso (1924–2016) che guidò il progetto internazionale di pubblicazione e traduzione dei codici di Nag Hammadi

Riti e feste

  • Gnosis

    La salvezza non veniva principalmente dalla fede o dalle opere, ma dalla conoscenza di chi si è davvero, da dove si viene e dove si va.

  • Battesimo e sacramenti

    Alcuni gruppi praticavano il battesimo, l’unzione e un rito chiamato «camera nuziale», menzionato nel Vangelo di Filippo, la cui natura esatta è ancora discussa dagli studiosi.

  • L’ascesa dell’anima

    I testi insegnano parole d’ordine e conoscenze che permettono all’anima, dopo la morte, di oltrepassare gli arconti e tornare al regno della luce.

  • Gradi spirituali

    Si dice che i valentiniani dividessero l’umanità in spirituali, psichici e materiali, ciascuno con un destino diverso.

  • Rileggere le Scritture

    I maestri gnostici scrissero nuovi vangeli e rivelazioni e reinterpretarono la Genesi, presentando spesso il serpente o Eva come portatori di conoscenza.

Capitolo I

Un nome moderno per cercatori antichi

Nessuno, nell’antichità, apparteneva a una religione chiamata gnosticismo. La parola fu coniata nel Seicento dal filosofo inglese Henry More, e gli studiosi moderni la usano come termine generale per una serie di maestri, scuole e testi del II–IV secolo. Ciò che hanno in comune, in misura diversa, è la convinzione che la salvezza venga dalla gnosis, una conoscenza rivelata del vero Dio e della scintilla divina che si trova dentro di sé. Alcuni gruppi antichi si definivano effettivamente «gnostici», «coloro che sanno», e il Padre della Chiesa Ireneo usò la parola per indicarli; ma i confini della categoria restano molto discussi.

Questi movimenti crebbero nel vivace mondo religioso dell’Impero romano, soprattutto ad Alessandria e in Siria, dove si incontravano le Scritture ebraiche, la filosofia greca, in particolare il platonismo, e il nuovo messaggio cristiano. La maggior parte dei maestri conosciuti si considerava cristiana, spesso cristiana di una comprensione più profonda. Basilide insegnò ad Alessandria all’inizio del II secolo. Valentino, egiziano, insegnò a Roma dal 136 al 160 circa e, a quanto si dice, fu un tempo preso in considerazione per la carica di vescovo; i suoi seguaci, i valentiniani, formarono la scuola più influente. Altri testi, che gli studiosi raggruppano come «sethiani», davano un ruolo centrale a Set, il terzo figlio di Adamo, e attingevano ampiamente alle speculazioni ebraiche sulla Genesi.

Capitolo II

La caduta della Sapienza

I testi gnostici raccontano l’origine del mondo in un modo molto diverso dalla lettura letterale della Genesi. Al di sopra di tutto c’è un Dio perfetto e inconoscibile, il Padre o Spirito invisibile. Da questo Dio promanano esseri divini in coppia, gli eoni, che insieme formano il pleroma, la «pienezza» del regno divino. L’ultimo degli eoni, Sophia, la «Sapienza», agisce senza il proprio compagno, in alcune versioni per il desiderio di conoscere il Padre, e il suo gesto dà origine a un essere imperfetto al di fuori del pleroma.

Questo essere è il demiurgo, l’«artigiano», chiamato Yaldabaoth nell’Apocrifo di Giovanni. Ignaro del mondo superiore, crea il cosmo materiale con le sue potenze, gli arconti, e si vanta di essere l’unico Dio. Molti testi gnostici lo identificano con il Dio creatore della Bibbia ebraica, una lettura che i loro avversari trovavano profondamente offensiva. Gli esseri umani, in questo mito, portano in sé una scintilla di luce proveniente dal pleroma, intrappolata nei corpi e in un mondo governato dagli arconti.

La salvezza è il risveglio di quella scintilla. Dal regno della luce giunge un salvatore, identificato con Cristo nei testi gnostici cristiani, per ricordare agli esseri umani la loro origine. Chi riceve questa conoscenza, alla morte, salirà oltre gli arconti e tornerà al pleroma. Alcuni testi reinterpretano di conseguenza i racconti biblici: il serpente dell’Eden può diventare un portatore di conoscenza ed Eva un’artefice del risveglio. Gli insegnamenti variavano molto da una scuola all’altra, e i valentiniani, per esempio, offrivano un ritratto del demiurgo più benevolo di quello dei sethiani.

Capitolo III

Vangeli, riti e una biblioteca sepolta

Per secoli questi movimenti furono conosciuti quasi soltanto attraverso i loro critici. Ireneo di Lione, che scriveva intorno al 180, ne espose gli insegnamenti per confutarli, e autori successivi come Ippolito ed Epifanio aggiunsero altri resoconti. Queste opere sono preziosissime ma ostili, e gli studiosi le leggono con cautela.

Tutto cambiò nel dicembre 1945, quando alcuni contadini che scavavano vicino a Nag Hammadi, nell’Alto Egitto, trovarono una giara sigillata contenente tredici libri rilegati in cuoio. I codici, copiati in copto nel IV secolo, contenevano circa cinquantadue testi, per lo più sconosciuti in precedenza, tra cui il Vangelo di Tommaso, il Vangelo della Verità, l’Apocrifo di Giovanni e il Vangelo di Filippo. I loro proprietari potrebbero averli sepolti mentre si diffondevano definizioni più rigide dell’ortodossia, anche se chi fossero, forse i monaci di un vicino monastero, è ancora oggetto di discussione. Dopo lunghi ritardi l’intera raccolta fu pubblicata in inglese nel 1977.

I testi rivelano qualcosa della vita religiosa gnostica. I valentiniani si riunivano all’interno o accanto alle comuni comunità cristiane e praticavano il battesimo e l’unzione; il Vangelo di Filippo parla di un misterioso rito chiamato «camera nuziale». Alcuni testi insegnano le parole d’ordine che l’anima deve pronunciare per oltrepassare gli arconti. Molti erano pensati per essere letti lentamente e meditati, come guide alla trasformazione interiore.

Il Vangelo di Tommaso, forse il più noto dei testi ritrovati, non è un racconto della vita di Gesù ma una raccolta di 114 detti a lui attribuiti, alcuni vicini a quelli dei vangeli del Nuovo Testamento e altri sconosciuti. Gli studiosi non concordano sulla sua datazione né sul fatto che lo si debba definire gnostico. Il Vangelo della Verità, che alcuni attribuiscono a Valentino stesso, è una meditazione su come l’ignoranza del Padre venga dissipata dalla conoscenza. L’Apocrifo di Giovanni, che sopravvive in quattro copie, espone per intero il mito sethiano della creazione e della caduta. Letti insieme, questi testi mostrano che le persone in seguito chiamate gnostici non erano un’unica setta, ma autori e comunità che esploravano, con molte voci diverse, che cosa potessero significare la salvezza e la conoscenza.

Capitolo IV

Declino ed echi

Quando, nel III e nel IV secolo, i capi della Chiesa stilarono elenchi di Scritture e credi riconosciuti, le scuole gnostiche furono condannate come eresie, e dopo che il cristianesimo divenne la religione privilegiata dell’impero persero costantemente terreno. Nel V secolo se ne sente parlare ben poco nel mondo romano, anche se idee dualiste affini sopravvissero nel manicheismo, una religione distinta fondata da Mani nel III secolo.

Movimenti successivi sono stati spesso definiti gnostici. I catari medievali della Francia meridionale e dell’Italia settentrionale avevano una visione dualista, con un Dio buono e un creatore malvagio del mondo materiale, e furono annientati da crociata e Inquisizione nel XIII secolo; gli storici, però, dubitano che discendessero direttamente dalle scuole antiche. I mandei, che venerano Giovanni Battista, praticano battesimi ripetuti in acqua corrente e custodiscono scritture come il Ginza Rba, vengono spesso classificati dagli studiosi insieme allo gnosticismo. Sono una comunità viva, con la loro antica patria nell’Iraq meridionale e in Iran e una diaspora in crescita in Europa, Australia e America del Nord, e considerano la loro fede una tradizione a sé stante.

Dal 1945 le idee gnostiche hanno suscitato un vasto interesse, dallo psicologo Carl Jung a romanzieri e registi, e alcune piccole Chiese moderne si definiscono gnostiche. Per gli storici, la biblioteca di Nag Hammadi ha mostrato soprattutto quanto fosse vario il cristianesimo delle origini e quante voci abbiano preso parte ai dibattiti che lo plasmarono. Ha inoltre spinto gli studiosi a ripensare la categoria stessa di gnosticismo: alcuni preferiscono parlare semplicemente di valentiniani, sethiani e altri gruppi con un nome, ciascuno studiato nei propri termini, piuttosto che di un’unica religione antica che come tale non è mai esistita.

Dove è successo

0°20° E40° E 30° N40° N Alessandria · Basilide, 120–140 circa Alessandria: Basilide, 120–140 circa Roma · Valentino, 136–160 circa Roma: Valentino, 136–160 circa Lione · Ireneo, 180 circa Lione: Ireneo, 180 circa Nag Hammadi · codici copiati nel 350–400 circa; ritrovati nel 1945 Nag Hammadi: codici copiati nel 350–400 circa; ritrovati nel 1945 Montségur · roccaforte catara, caduta nel 1244 Montségur: roccaforte catara, caduta nel 1244 Ahvaz, Khuzestan · comunità mandea oggi Ahvaz, Khuzestan: comunità mandea oggi Dove è successo Dove iniziò Luoghi successivi N
  1. Basilide, 120–140 circa Alessandria
  2. Valentino, 136–160 circa Roma
  3. Ireneo, 180 circa Lione
  4. codici copiati nel 350–400 circa; ritrovati nel 1945 Nag Hammadi
  5. roccaforte catara, caduta nel 1244 Montségur
  6. comunità mandea oggi Ahvaz, Khuzestan

Domande frequenti

Che cosa significa «gnostico»?

Deriva dal greco gnosis, «conoscenza». Alcuni gruppi antichi si definivano «gnostici», cioè coloro che sanno, ma il termine generale «gnosticismo» è un’etichetta accademica moderna.

Che cosa fu ritrovato a Nag Hammadi?

Nel 1945 alcuni contadini nei pressi di Nag Hammadi, in Egitto, trovarono una giara contenente tredici codici copti con circa cinquantadue testi, tra cui il Vangelo di Tommaso e l’Apocrifo di Giovanni. Oggi sono conservati al Museo copto del Cairo.

Esistono ancora gli gnostici?

Le scuole antiche sono scomparse, anche se alcune piccole Chiese e gruppi moderni si definiscono gnostici. I mandei, un’antica comunità ancora oggi viva, vengono spesso trattati insieme allo gnosticismo, ma hanno una tradizione propria e distinta.

Fonti e letture consigliate

  1. Kurt Rudolph, Gnosis: The Nature and History of Gnosticism (Harper and Row, 1983)
  2. Hans Jonas, The Gnostic Religion (Beacon Press, 1958)
  3. Karen L. King, What Is Gnosticism? (Harvard University Press, 2003)
  4. Michael A. Williams, Rethinking “Gnosticism”: An Argument for Dismantling a Dubious Category (Princeton University Press, 1996)
  5. Marvin Meyer (ed.), The Nag Hammadi Scriptures (HarperOne, 2007)