Codex of FaithsUn atlante illustrato delle fedi

Angeli, demoni e spiriti · Demoni e avversari

Satana, Iblis e i demoni

Come l’avversario della Bibbia ebraica divenne Satana, il Diavolo cristiano e l’Iblis del Corano, e come angeli caduti e demoni entrarono nella fede e nell’arte.

Quando
dalla Bibbia ebraica a oggi
Dove
Ebraismo, cristianesimo e islam, dall’antico Vicino Oriente al mondo intero

In cifre

  • 7sure del Corano che raccontano come Iblis rifiutò di prostrarsi davanti ad Adamo

In breve

  1. I.Nella Bibbia ebraica ha-satan, «l’avversario», è un membro della corte celeste di Dio che mette alla prova gli esseri umani, non ancora un ribelle contro Dio.
  2. II.Gli scritti ebraici degli ultimi secoli a.C., soprattutto il Libro dei Vigilanti in 1 Enoch, parlavano di angeli caduti dal cielo e di spiriti maligni, idee che il Nuovo Testamento ereditò.
  3. III.Nel Corano Iblis è un jinn che rifiutò il comando di Dio di prostrarsi davanti ad Adamo e fu scacciato; lui e gli shayatin tentano gli esseri umani sussurrando.
  4. IV.L’arte e la letteratura medievali, da Dante a Milton, diedero al Diavolo la sua immagine familiare, e cristianesimo, ebraismo e islam insegnano ciascuno a modo proprio come resistere al male.

Cronologia

  1. circa VI–IV secolo a.C.Nei libri di Giobbe e di Zaccaria «il satana» compare come accusatore nella corte celeste di Dio.
  2. circa III secolo a.C.Il Libro dei Vigilanti, in 1 Enoch, racconta di angeli che scendono sulla terra, prendono mogli umane e insegnano arti proibite.
  3. I secolo d.C.I Vangeli descrivono Gesù che scaccia i demoni e chiamano Satana, o Beelzebul, il principe dei demoni.
  4. VII secolo d.C.Il Corano racconta come Iblis rifiutò di prostrarsi davanti ad Adamo e ottenne una dilazione fino al Giorno del Giudizio.
  5. circa 1308–1321Dante scrive la Divina Commedia, il cui Inferno colloca un enorme Satana con tre facce sul fondo dell’inferno.
  6. 1667John Milton pubblica il Paradiso perduto, il poema epico della ribellione e della caduta di Satana.

Che cosa mostrano i documenti

  • Nel Libro di Giobbe il satana è un membro della corte celeste che agisce solo con il permesso di Dio.
  • La storia dei Vigilanti in 1 Enoch amplia il breve racconto di Genesi 6 sui «figli di Dio» che presero mogli umane.
  • Il nome Belzebù viene da Baal-zebub, «signore delle mosche», un dio della città filistea di Ekron menzionato nel Secondo libro dei Re.
  • Il Corano dice che Iblis «era uno dei jinn», e la maggior parte degli studiosi musulmani ritiene che non fosse un angelo.
  • Il rito cattolico dell’esorcismo fu pubblicato nel Rituale romano del 1614 e rivisto nel 1999.

Che cosa dice la leggenda

  • Lucifero viene spesso considerato il nome biblico del Diavolo. In Isaia 14 la «stella del mattino» caduta dal cielo è un’invettiva contro il re di Babilonia; i Padri della Chiesa la lessero poi come la caduta di Satana, e la parola latina per la stella del mattino, lucifer, divenne il suo nome.
  • Si dà comunemente per scontato che il serpente del giardino dell’Eden sia Satana, ma la Genesi non lo dice; l’identificazione compare in scritti ebraici e cristiani più tardi.
  • Le corna, gli zoccoli, la coda e il forcone non sono biblici. Si svilupparono nell’arte medievale, e gli storici collegano spesso i tratti caprini alle immagini del dio greco Pan e ai satiri.
  • Nell’immaginario popolare il Diavolo regna sull’inferno. Nell’insegnamento cristiano l’inferno è un luogo di punizione anche per il Diavolo, e il Corano presenta Iblis come del tutto soggetto a Dio.

Personaggi chiave

  • Dante AlighieriPoeta fiorentino (1265–1321) il cui Inferno raffigurò Satana imprigionato nel ghiaccio al centro dell’inferno
  • Johann WeyerMedico olandese (1515/16–1588) che scrisse sui demoni e sostenne che molte presunte streghe erano illuse, non colpevoli
  • John MiltonPoeta inglese (1608–1674) il cui Paradiso perduto (1667) fece di Satana un ribelle grandioso e tragico

Poteri, segni e protezioni

  • Tentazione e sussurro

    Il Corano chiama Satana «il sussurratore che si ritrae», e in tutte e tre le fedi il potere principale del Diavolo è tentare le persone verso il peccato, non costringerle.

  • Cercare rifugio

    I musulmani dicono «Cerco rifugio in Dio da Satana il maledetto» prima di recitare il Corano, e le ultime due sure del Corano vengono recitate a scopo di protezione.

  • Rinunciare al Diavolo

    Al battesimo cristiano il candidato o i padrini rinunciano a Satana e a tutte le sue opere, e durante lo Hajj i pellegrini lanciano sassolini contro i pilastri di Mina, un rito che la tradizione collega al rifiuto di Satana da parte di Abramo.

  • Possessione ed esorcismo

    I Vangeli descrivono persone possedute dai demoni; la Chiesa cattolica conserva un rito di esorcismo, celebrato solo da un sacerdote autorizzato dal vescovo dopo aver preso in esame le cause mediche e psicologiche.

  • L’inclinazione al male

    L’ebraismo rabbinico colloca gran parte della lotta contro il male nel cuore umano, nello yetzer ha-ra, l’inclinazione a fare il male, che una persona può dominare attraverso la Torah.

Capitolo I

L’avversario

Nella Bibbia ebraica il Diavolo, come lo immaginarono i secoli successivi, non esiste ancora. La parola satan significa «avversario» o «accusatore» e, con l’articolo, ha-satan, designa una figura della corte celeste di Dio. Nei primi capitoli di Giobbe egli compare tra i «figli di Dio» e insinua che Giobbe sia pio solo perché è prospero. Dio gli permette di mettere alla prova Giobbe, ma egli può agire solo entro i limiti fissati da Dio. Nel Libro di Zaccaria il satana è pronto ad accusare il sommo sacerdote Giosuè e viene rimproverato.

Altre potenze malvagie compaiono ai margini della Bibbia ebraica: il serpente dell’Eden, il demone-capro Azazel del rito del Giorno dell’Espiazione e vari spiriti selvaggi del deserto. Nessuno di essi è identificato con Satana nei testi stessi. Gli storici suggeriscono spesso che il contatto con la religione persiana, con la sua lotta tra uno spirito buono e uno malvagio, abbia favorito nel pensiero ebraico successivo l’idea di un unico capo del male, anche se la portata di questo influsso è discussa.

Il passo decisivo avvenne negli scritti ebraici tra il III e il I secolo a.C. Il Libro dei Vigilanti, la parte più antica di 1 Enoch, rinarra il breve passo di Genesi 6 sui «figli di Dio» che presero mogli umane. Nella sua versione una schiera di angeli chiamati Vigilanti, guidati da figure di nome Shemihazah e Asael, scende sulla terra, genera giganti e insegna agli esseri umani le armi, la stregoneria e l’arte di adornarsi. Dopo la morte dei giganti, i loro spiriti vagano sulla terra come spiriti maligni. I Rotoli del Mar Morto parlano di Belial, un principe delle tenebre contrapposto ai figli della luce.

Capitolo II

Il Diavolo e i suoi angeli

Al tempo di Gesù molti ebrei credevano che Satana guidasse una schiera di spiriti maligni. Il Nuovo Testamento lo chiama il Diavolo, dal greco diabolos, «calunniatore». Nei Vangeli egli tenta Gesù nel deserto, e Gesù scaccia i demoni che tormentano i malati. Quando gli avversari accusano Gesù di scacciare i demoni per mezzo di Beelzebul, il principe dei demoni, egli risponde che un regno diviso in se stesso non può reggersi. Il nome riecheggia Baal-zebub, «signore delle mosche», un dio della città filistea di Ekron, forse una storpiatura derisoria di un titolo che significava «Baal il principe».

L’Apocalisse riunisce questi fili. Descrive una guerra in cielo in cui Michele e i suoi angeli sconfiggono «il grande drago», chiamato «il serpente antico, colui che è chiamato il Diavolo e Satana», e lo precipitano sulla terra con i suoi angeli. Padri della Chiesa come Origene collegarono questo passo all’invettiva di Isaia 14 contro una «stella del mattino» caduta e al lamento di Ezechiele sul re di Tiro. Da questi passi nacque la storia di Lucifero, l’angelo più splendente, caduto per superbia. La teologia cristiana giunse a insegnare che il Diavolo e i demoni erano angeli creati buoni che scelsero di ribellarsi.

L’islam racconta la storia a modo suo. Quando Dio creò Adamo dall’argilla, comandò agli angeli di prostrarsi davanti a lui. Tutti si prostrarono tranne Iblis, che disse: «Io sono migliore di lui: mi hai creato dal fuoco e lui dall’argilla». Il Corano aggiunge che Iblis «era uno dei jinn». Scacciato, chiese una dilazione fino al Giorno del Giudizio e giurò di sviare gli esseri umani, ma Dio dichiarò che non avrebbe avuto alcun potere sui suoi servi sinceri. L’arma di Satana è la suggestione: l’ultima sura del Corano chiede rifugio dal «sussurratore che si ritrae», che sussurra nei cuori degli uomini.

Capitolo III

Immagini del male

Il cristianesimo medievale riempì il mondo di demoni. I monaci raccontavano di diavoli che tentavano gli eremiti nel deserto, come nella vita di sant’Antonio, e le sculture delle chiese mostravano demoni che trascinavano i dannati nelle fauci dell’inferno al Giudizio universale. Gli artisti diedero loro corna, artigli, code e ali da pipistrello, e gli storici collegano spesso i tratti caprini alle immagini del dio Pan e ai satiri. L’Inferno di Dante raffigurò Satana non tra le fiamme, ma imprigionato in un lago di ghiaccio al centro della terra, con tre facce.

La demonologia dotta crebbe nel tardo Medioevo e nella prima età moderna. Gli autori stilarono elenchi di demoni con nomi, gradi e poteri, e la paura di un patto tra le streghe e il Diavolo contribuì ad alimentare la caccia alle streghe in Europa. Non tutti erano d’accordo: il medico Johann Weyer, scrivendo nel 1563, ammetteva l’esistenza dei demoni ma sosteneva che la maggior parte delle presunte streghe fossero donne confuse o malate che non dovevano essere giustiziate.

Nel 1667 John Milton pubblicò il Paradiso perduto, il cui Satana è un ribelle orgoglioso ed eloquente che dichiara che è «meglio regnare all’inferno che servire in cielo». Dall’epoca romantica in poi molti lettori lo hanno trovato il personaggio più avvincente del poema, un’immagine che da allora ha plasmato la letteratura. Nella tradizione ebraica, al contrario, il pensiero rabbinico trattò in genere Satana come un agente di Dio e collocò gran parte della lotta contro il male dentro ogni persona, nello yetzer ha-ra, l’inclinazione al male.

Capitolo IV

I demoni oggi

La fede in Satana e negli spiriti maligni resta parte dell’insegnamento del cristianesimo e dell’islam, anche se i credenti la interpretano in molti modi, da un essere personale a un simbolo del male. La Chiesa cattolica conserva un rito formale di esorcismo, rivisto nel 1999, che può essere celebrato solo da un sacerdote autorizzato dal suo vescovo, dopo aver preso in esame le cause mediche e psicologiche. I musulmani recitano versetti del Corano a scopo di protezione, e molti cristiani chiedono di essere liberati dal male con le parole del Padre nostro. Il folklore ebraico dell’epoca talmudica e medievale era pieno di shedim, demoni che si annidavano tra le rovine e nelle latrine, e intorno a loro nacquero molte usanze protettive, anche se la maggior parte dei movimenti ebraici moderni concede ai demoni poco spazio nel proprio insegnamento.

Nella cultura popolare il Diavolo è ovunque, dal Mefistofele di Goethe al film horror. L’esorcista (1973) di William Friedkin, tratto dal romanzo di William Peter Blatty, ha plasmato l’immagine moderna della possessione più di qualsiasi testo teologico. Eppure l’immagine più antica di Satana, l’avversario che si chiede se la bontà umana sia sincera, resta una delle più profonde: il Libro di Giobbe invita ancora i lettori a chiedersi perché soffrano gli innocenti.

Domande frequenti

Satana è un angelo caduto?

Secondo la tradizione cristiana prevalente, sì. Satana è inteso come un angelo che si ribellò a Dio per superbia. Nell’islam Iblis è considerato di solito un jinn più che un angelo, e l’ebraismo ha generalmente trattato il satana come un servitore di Dio più che come un ribelle.

Chi è Belzebù?

Belzebù deriva da Baal-zebub, un dio della città filistea di Ekron nel Secondo libro dei Re. Nei Vangeli Beelzebul è un nome del principe dei demoni, e gli autori cristiani successivi ne fecero uno dei diavoli principali.

Qual è la differenza tra Iblis e Shaytan?

Iblis è il nome personale dell’essere che rifiutò di prostrarsi davanti ad Adamo. Shaytan, al plurale shayatin, significa in generale diavolo o tentatore, e il Corano lo usa anche per Iblis stesso.

Fonti e letture consigliate

  1. Jeffrey Burton Russell, The Devil: Perceptions of Evil from Antiquity to Primitive Christianity (Cornell University Press, 1977)
  2. Elaine Pagels, The Origin of Satan (Random House, 1995)
  3. Henry Ansgar Kelly, Satan: A Biography (Cambridge University Press, 2006)
  4. George W. E. Nickelsburg, 1 Enoch 1: A Commentary on the Book of 1 Enoch, Chapters 1–36; 81–108 (Fortress Press, 2001)