Angeli, demoni e spiriti · Demoni e avversari
Lilith, il demone della notte
Dai demoni del vento mesopotamici a un versetto di Isaia, dalla ribelle prima moglie di Adamo agli amuleti e al simbolo femminista: la lunga storia di Lilith.
- Quando
- dall’antica Mesopotamia a oggi
- Dove
- Mesopotamia, comunità ebraiche del Medio Oriente e dell’Europa e cultura occidentale moderna
- Tradizioni
- Ebraismo
In cifre
- 1menzione di Lilith nella Bibbia ebraica, in Isaia 34,14
- 3angeli, Senoy, Sansenoy e Semangelof, i cui nomi proteggono i neonati da Lilith nell’Alfabeto di Ben Sira
In breve
- I.Il nome di Lilith risale a demoni mesopotamici chiamati lilitu, e nella Bibbia ebraica compare una sola volta, in Isaia 34,14, come creatura che infesta una terra in rovina.
- II.Nella tarda antichità gli ebrei di Babilonia la temevano come un demone che minacciava le partorienti e i neonati, e seppellivano coppe d’incantesimo per scacciarla.
- III.La celebre storia di Lilith prima moglie di Adamo, che rifiutò di essergli sottomessa e volò via, compare per la prima volta in un testo medievale, l’Alfabeto di Ben Sira.
- IV.La qabbalah ne fece una regina dei demoni, mentre dagli anni Settanta molte femministe, ebree e non, l’hanno rivendicata come simbolo di indipendenza.
Cronologia
- III–I millennio a.C.Testi mesopotamici descrivono i lilu e le lilitu, demoni legati al vento e alla notte.
- VI–V secolo a.C. circaIsaia 34,14 nomina Lilith tra le creature che infesteranno le rovine di Edom.
- I secolo a.C. circaI Canti del Saggio, tra i manoscritti del Mar Morto, elencano le lilith tra i demoni da scacciare.
- V–VII secolo d.C. circaGli ebrei della Mesopotamia sasanide seppelliscono coppe d’incantesimo iscritte contro Lilith; il Talmud babilonese ne descrive i lunghi capelli e le ali.
- VIII–X secolo circaL’Alfabeto di Ben Sira racconta la storia di Lilith prima moglie di Adamo.
- XIII secoloGli scritti qabbalistici, tra cui lo Zohar, fanno di Lilith la consorte di Samael e una regina dei demoni.
- 1972The Coming of Lilith di Judith Plaskow la reimmagina come sorella di Eva.
Che cosa mostrano i documenti
- Lilith è nominata una sola volta nella Bibbia ebraica, in Isaia 34,14, in un elenco di creature selvatiche e spiriti.
- Restano centinaia di coppe d’incantesimo aramaiche della Mesopotamia tardoantica, e Lilith è uno dei demoni nominati più spesso.
- Il Talmud babilonese menziona Lilith solo poche volte e mai come prima moglie di Adamo.
- La storia di Lilith prima moglie di Adamo compare per la prima volta nell’Alfabeto di Ben Sira, un’opera medievale che molti studiosi leggono come in parte satirica.
- Nello Zohar e nella qabbalah successiva Lilith diventa la compagna di Samael e una sovrana dei demoni.
Che cosa dice la leggenda
- Si dice spesso che Lilith compaia nella Genesi. Non è così; furono gli interpreti medievali a introdurla per spiegare perché la Genesi sembri descrivere due volte la creazione della donna.
- Il nome viene comunemente fatto derivare dalla parola ebraica per notte, laylah. La maggior parte degli studiosi lo collega invece al mesopotamico lilitu, probabilmente legato a una parola sumerica per vento o aria.
- Il rilievo Burney, una placca d’argilla paleobabilonese con una donna alata e gufi, era un tempo comunemente chiamato ritratto di Lilith; oggi gli studiosi identificano di solito la figura con una dea come Ishtar o Ereshkigal.
- Lilith viene talvolta presentata come un’antica dea soppressa dal patriarcato. Le fonti antiche la descrivono come un demone, e la sua immagine di ribelle contro Adamo è medievale.
Personaggi chiave
- Raphael PataiAntropologo nato in Ungheria (1910–1996), il cui libro The Hebrew Goddess ricostruì la storia di Lilith
- Dante Gabriel RossettiPittore e poeta inglese (1828–1882), la cui Lady Lilith ne fece una figura di bellezza pericolosa
- Judith PlaskowTeologa femminista ebrea americana, la cui rivisitazione del 1972, The Coming of Lilith, contribuì a fare di Lilith un simbolo femminista
Poteri, segni e protezioni
Minaccia per madri e neonati
Nel folklore ebraico Lilith era temuta come un demone che faceva del male alle partorienti e ai neonati, soprattutto nei primi giorni di vita.
Coppe d’incantesimo
Nella Mesopotamia tardoantica si seppellivano sotto i pavimenti delle case coppe d’argilla con formule magiche scritte a spirale; molte ordinano a Lilith di andarsene, alcune nella forma di un atto legale di divorzio.
I tre angeli
Sulla scia dell’Alfabeto di Ben Sira, gli amuleti portavano i nomi degli angeli Senoy, Sansenoy e Semangelof, nomi che Lilith aveva giurato di rispettare.
Amuleti per il parto
In molte comunità ebraiche d’Europa e del Medio Oriente si appendevano amuleti o fogli stampati nella stanza della puerpera, spesso con le parole «Adamo ed Eva, fuori Lilith».
Uno spirito notturno
Il Talmud ammonisce a non dormire da soli in una casa, perché Lilith potrebbe ghermire chi dorme, e la tradizione successiva ne fece una seduttrice degli uomini nel sonno.
Capitolo I
Demoni del vento e un solo versetto
La storia di Lilith comincia molto prima della Bibbia, nell’antica Mesopotamia. Testi sumerici e accadici parlano di un gruppo di demoni chiamati lilu, lilitu e ardat lili, spiriti legati al vento, alle tempeste e alla notte. La femminile ardat lili era immaginata come una giovane morta senza essersi sposata, che si aggirava in cerca di uomini. Gli incantesimi per scacciare questi demoni facevano parte della pratica religiosa quotidiana. La maggior parte degli studiosi ritiene che il nome ebraico Lilith derivi da questa parola mesopotamica, probabilmente legata a un termine sumerico per vento o aria piuttosto che alla parola ebraica per notte.
Nella Bibbia ebraica Lilith compare una sola volta. Isaia 34 descrive la desolazione che colpirà Edom, una terra dove nelle fortezze cresceranno le spine e vagheranno gli animali selvatici. Tra loro, «anche là Lilith si poserà e troverà un luogo di riposo». La parola ebraica mise in difficoltà i traduttori. La Vulgata latina la rese con lamia, un mostro femminile della leggenda greca, e la King James Version scelse «screech owl», «barbagianni». Molte traduzioni moderne conservano il nome Lilith o usano espressioni come «strega notturna» o «creatura della notte».
Lilith ricompare nei manoscritti del Mar Morto. Un testo noto come Canti del Saggio elenca le «lilith» tra i demoni e gli spiriti che il maestro sapiente scaccia proclamando la maestà di Dio. Al volgere dell’era era ormai diventata uno dei tanti spiriti maligni che gli ebrei del periodo del Secondo Tempio cercavano di tenere lontani.
Capitolo II
Il demone della notte
Lilith assunse i tratti più vividi nella Babilonia ebraica della tarda antichità. Il Talmud babilonese, completato intorno al VI o VII secolo, la menziona solo poche volte, ma i dettagli restano impressi: ha lunghi capelli e ali, e un uomo non dovrebbe dormire da solo in una casa perché Lilith potrebbe ghermirlo. Un altro passo, che discute di nascite insolite, spiega la «somiglianza di Lilith» come una forma con le ali.
L’archeologia mostra quanto fosse temuta. Sopravvivono molte centinaia di coppe d’incantesimo in argilla dalla Mesopotamia dell’epoca dell’impero persiano sasanide, all’incirca tra il V e il VII secolo d.C. Le formule erano scritte all’interno a spirale, spesso intorno al disegno di un demone legato, e le coppe venivano sepolte capovolte sotto i pavimenti delle case per intrappolare gli spiriti maligni. Le usavano ebrei, cristiani, mandei e altri, e Lilith è tra i demoni nominati più spesso. Le coppe sono una testimonianza vivida della religione quotidiana, perché di solito nominano i committenti, identificati con il nome della madre, insieme ai figli e alla famiglia. Alcune coppe prendono a prestito il linguaggio dell’atto di divorzio ebraico e ordinano a Lilith di lasciare la casa come una moglie ripudiata lascia la casa del marito.
Soprattutto, Lilith era temuta come una minaccia per le madri e i neonati. Come altri demoni del Vicino Oriente antico, ad esempio la mesopotamica Lamashtu, le si attribuivano le morti di parto e quelle dei bambini piccoli, un dolore costante nel mondo premoderno. Proteggere madre e bambino divenne lo scopo principale degli amuleti e degli incantesimi che portavano il suo nome.
Capitolo III
La prima moglie di Adamo
La storia più nota di Lilith viene da un’opera ebraica medievale chiamata Alfabeto di Ben Sira, scritta in qualche luogo del mondo islamico tra l’VIII e il X secolo circa. È un testo strano, spesso irriverente, e molti studiosi lo leggono come in parte satirico. In un episodio il saggio Ben Sira scrive un amuleto per guarire il figlio del re e ne spiega i nomi. Quando Dio creò Adamo, dice, creò dalla terra anche una donna, chiamata Lilith. Lei si rifiutò di giacere sotto Adamo, sostenendo che erano uguali perché entrambi fatti di terra. Quando Adamo non volle accettarlo, pronunciò il nome divino e volò via verso il Mar Rosso.
Dio mandò tre angeli, Senoy, Sansenoy e Semangelof, a riportarla indietro. Lilith si rifiutò di tornare, ma giurò che ogni volta che avesse visto i loro nomi o le loro immagini su un amuleto avrebbe risparmiato il bambino che esso proteggeva. La storia offriva una spiegazione per un enigma della Genesi, che sembra descrivere due volte la creazione della donna, e una ragione per gli amuleti tanto diffusi. Nei secoli successivi le famiglie ebree d’Europa e del Medio Oriente appendevano intorno al letto della puerpera amuleti con i nomi dei tre angeli, spesso con la formula «Adamo ed Eva, fuori Lilith».
La qabbalah medievale elevò il rango di Lilith. Nello Zohar e negli scritti affini del XIII secolo diventa la consorte di Samael, un principe dei demoni, e la regina dell’«altra parte», il regno dell’impurità che rispecchia il mondo divino. Si diceva anche che seducesse gli uomini nel sonno e generasse da loro figli demoniaci. Queste idee plasmarono per secoli il folklore e gli amuleti ebraici.
Capitolo IV
Da demone a simbolo
Nell’Ottocento Lilith entrò nell’arte e nella letteratura europee. Goethe la fa comparire brevemente nella scena della Notte di Valpurga del Faust (1808), dove Mefistofele mette in guardia Faust dai suoi bei capelli. Dante Gabriel Rossetti dipinse Lady Lilith negli anni Sessanta dell’Ottocento, una donna assorta nel pettinarsi i capelli dorati, e le dedicò un sonetto. La Lilith di John Collier del 1887 la mostra avvinta a un serpente. Per questi artisti incarnava una femminilità pericolosa e seducente. Lo scrittore scozzese George MacDonald ne fece la protagonista del suo romanzo fantastico Lilith (1895), e in Il leone, la strega e l’armadio (1950) di C. S. Lewis si dice che la Strega Bianca discenda da Lilith, la prima moglie di Adamo.
Il Novecento la trasformò in un simbolo di indipendenza. Nel 1972 la teologa Judith Plaskow scrisse The Coming of Lilith, una breve rivisitazione in cui Lilith ed Eva si incontrano e diventano alleate. Nel 1976 una rivista femminista ebraica prese il nome di Lilith, e i festival musicali Lilith Fair della fine degli anni Novanta celebrarono le musiciste. Alcuni autori l’hanno presentata come un’antica dea, anche se le fonti antiche la descrivono come un demone.
La lunga storia di Lilith mostra come una figura possa cambiare del tutto nel corso dei secoli: da demone mesopotamico del vento, attraverso il demone temuto dalle madri e la regina del mondo infero mistico, fino a emblema di uguaglianza. Ogni epoca vi ha letto le proprie paure e le proprie speranze.
Domande frequenti
Lilith è nella Bibbia?
Una volta sola. Isaia 34,14 menziona una lilit tra le creature che infesteranno le rovine di Edom. Le traduzioni hanno reso la parola in vari modi, come «civetta», «strega notturna» o semplicemente Lilith.
Lilith fu la prima moglie di Adamo?
Non nella Bibbia né nel Talmud. La storia compare per la prima volta nell’Alfabeto di Ben Sira, un testo ebraico medievale scritto tra l’VIII e il X secolo circa, e divenne popolare solo in seguito.
Perché Lilith è un simbolo femminista?
Nell’Alfabeto di Ben Sira Lilith pretende l’uguaglianza con Adamo e se ne va piuttosto che sottomettersi. Dagli anni Settanta le femministe lo hanno letto come un racconto di indipendenza, e la rivista femminista ebraica Lilith, fondata nel 1976, ne ha preso il nome.
Fonti e letture consigliate
- Raphael Patai, The Hebrew Goddess (3rd edn, Wayne State University Press, 1990)
- Joshua Trachtenberg, Jewish Magic and Superstition: A Study in Folk Religion (Behrman’s Jewish Book House, 1939)
- David Stern and Mark Jay Mirsky (eds), Rabbinic Fantasies: Imaginative Narratives from Classical Hebrew Literature (Jewish Publication Society, 1990)
- Shaul Shaked, James Nathan Ford and Siam Bhayro, Aramaic Bowl Spells: Jewish Babylonian Aramaic Bowls, Volume One (Brill, 2013)
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