Angeli, demoni e spiriti · Esseri celesti
Gli angeli nell’ebraismo, nel cristianesimo e nell’islam
I messaggeri di Dio nell’ebraismo, nel cristianesimo e nell’islam, dai serafini di Isaia e dagli arcangeli Gabriele e Michele agli angeli custodi e scribi.
- Quando
- dalla Bibbia ebraica a oggi
- Dove
- Ebraismo, cristianesimo e islam, dall’antico Vicino Oriente al mondo intero
- Tradizioni
- Ebraismo, Cristianesimo, Islam
In cifre
- 9cori angelici nello schema dello Pseudo-Dionigi, in tre gruppi di tre
- 2angeli nominati nella Bibbia ebraica, Gabriele e Michele, entrambi nel Libro di Daniele
In breve
- I.L’ebraico malakh, il greco angelos e l’arabo malak indicano tutti un messaggero, un essere inviato da Dio per compiere la sua volontà tra gli esseri umani.
- II.La Bibbia ebraica nomina solo due angeli, Gabriele e Michele, mentre gli scritti ebraici più tardi, il Nuovo Testamento e il Corano diedero agli angeli nomi, gradi e compiti.
- III.La teologia cristiana li ordinò in nove cori sulla base di un trattato scritto intorno al 500 d.C., e l’islam annovera la fede negli angeli tra i sei articoli di fede.
- IV.Gli angeli restano parte dell’insegnamento di tutte e tre le fedi e tra le figure più familiari dell’arte occidentale, dall’Annunciazione al cinema moderno.
Cronologia
- prima del 500 a.C. circaI testi biblici più antichi descrivono l’«angelo del Signore», i cherubini a guardia dell’Eden e i serafini con sei ali della visione di Isaia.
- circa III–II secolo a.C.Il Libro dei Vigilanti, in 1 Enoch, e il Libro di Daniele danno agli angeli nomi, gradi e ruoli.
- I secolo d.C.Nel Vangelo di Luca, Gabriele annuncia la nascita di Giovanni Battista e quella di Gesù.
- circa 500 d.C.Lo Pseudo-Dionigi descrive nove cori angelici nella Gerarchia celeste.
- VII secolo d.C.Il Corano nomina Jibril (Gabriele) e Mikal (Michele) e descrive gli angeli che registrano le azioni e prendono le anime al momento della morte.
- XIII secoloTommaso d’Aquino espone nella Summa Theologiae una trattazione sistematica degli angeli come puri spiriti.
Che cosa mostrano i documenti
- Le parole ebraica, greca e araba per «angelo» significano tutte «messaggero».
- Gabriele e Michele sono gli unici angeli nominati nella Bibbia ebraica; Raffaele compare nel Libro di Tobia, che cattolici e ortodossi includono nelle loro Bibbie.
- Lo schema dei nove cori viene da un trattato cristiano del 500 d.C. circa, scritto sotto il nome di Dionigi, un convertito dell’apostolo Paolo.
- Nell’islam la fede negli angeli è uno dei sei articoli di fede, insieme alla fede in Dio, nei suoi libri, nei suoi profeti, nell’Ultimo Giorno e nel decreto divino.
- Le più antiche immagini cristiane mostrano gli angeli come giovani uomini senza ali; le ali divennero abituali nell’arte all’incirca dalla fine del IV secolo.
Che cosa dice la leggenda
- Molti credono che i morti diventino angeli. Ebraismo, cristianesimo e islam insegnano tutti che gli angeli sono una creazione distinta e che le anime umane non si trasformano in angeli.
- I paffuti bambini alati vengono spesso chiamati cherubini, ma i cherubini della Bibbia sono temibili custodi del trono di Dio; i bambini derivano dai putti dell’arte rinascimentale.
- Si dice spesso che gli studiosi medievali discutessero su quanti angeli potessero danzare sulla capocchia di uno spillo. Nessun dibattito del genere è documentato; l’espressione compare nel Seicento come frecciata ironica contro la teologia scolastica.
- Gli angeli vengono comunemente immaginati come femminili. Nella Bibbia e nel Corano gli angeli che appaiono agli esseri umani prendono di solito l’aspetto di uomini, e la teologia tradizionale ritiene che gli angeli non abbiano alcun sesso.
Personaggi chiave
- Pseudo-Dionigi l’AreopagitaAutore cristiano anonimo (circa 500 d.C.) la cui Gerarchia celeste dispose gli angeli in nove cori
- Tommaso d’AquinoTeologo domenicano (1225–1274), detto il «Dottore angelico», che scrisse a lungo sulla natura degli angeli
- Jalal al-Din al-SuyutiStudioso egiziano (1445–1505) che riunì in un’unica raccolta le tradizioni islamiche sugli angeli
Poteri, segni e protezioni
Messaggeri
Gli angeli portano le parole di Dio, come fa Gabriele con Daniele, con Maria e, secondo la fede islamica, con il profeta Maometto quando gli reca la rivelazione del Corano.
Custodi
Molti cristiani credono che ogni persona abbia un angelo custode, idea tratta da un detto di Gesù in Matteo 18,10, e la Chiesa cattolica celebra la festa degli Angeli custodi il 2 ottobre.
Angeli scribi
Secondo la fede islamica due nobili scribi, i kiraman katibin, annotano le buone e le cattive azioni di ogni persona, che saranno lette nel Giorno del Giudizio.
L’angelo della morte
Il Corano parla di un angelo della morte che prende le anime quando giunge la loro ora; la tradizione successiva lo chiama ‘Izra’il, noto in italiano come Azrael.
Protezione nella preghiera
Una preghiera ebraica della sera invoca Michele alla destra, Gabriele alla sinistra, Uriele davanti e Raffaele dietro, con la presenza di Dio al di sopra.
Capitolo I
Messaggeri di Dio
La parola «angelo» viene dal greco angelos, che significa messaggero. Traduce l’ebraico malakh, e l’arabo malak deriva dalla stessa radice semitica. Nei racconti biblici più antichi l’«angelo del Signore» appare ad Agar nel deserto, ferma la mano di Abramo mentre sta per sacrificare Isacco e lotta, secondo alcune letture, con Giacobbe. Queste figure sono spesso difficili da distinguere da Dio stesso: parlano in suo nome e svaniscono una volta consegnato il messaggio.
Altri esseri celesti della Bibbia ebraica non sono affatto chiamati messaggeri. I cherubini custodiscono la via verso l’albero della vita dopo che Adamo ed Eva lasciano l’Eden, e due cherubini d’oro stendono le ali sull’Arca dell’Alleanza. Nella visione di Isaia nel Tempio, serafini con sei ali gridano «Santo, santo, santo» intorno al trono di Dio. Il profeta Ezechiele descrive esseri viventi con quattro volti e ruote piene di occhi.
Nomi e gradi vennero più tardi. Solo il Libro di Daniele, scritto nel II secolo a.C., dà un nome agli angeli: Gabriele, che spiega a Daniele le sue visioni, e Michele, il protettore d’Israele. Più o meno nello stesso periodo il Libro dei Vigilanti, parte di 1 Enoch, elencava un gruppo di arcangeli con i rispettivi compiti. Gli storici collegano spesso questo crescente interesse per gli angeli al contatto con le idee persiane durante e dopo l’esilio babilonese, anche se quanto sia stato preso in prestito è oggetto di discussione. Gli scritti rabbinici e mistici successivi svilupparono una ricca angelologia propria, che comprende la figura di Metatron.
Il Libro di Tobia, un racconto ebraico scritto probabilmente nel III o nel II secolo a.C. e conservato nella Bibbia greca, aggiunge un terzo nome. Raffaele viaggia sotto spoglie umane con il giovane Tobia, lo protegge lungo la strada e guarisce la cecità di suo padre. Solo alla fine si rivela come «uno dei sette angeli che stanno pronti ed entrano alla presenza della gloria del Signore». Cattolici e ortodossi includono Tobia nelle loro Bibbie, mentre gli ebrei e la maggior parte dei protestanti no.
Capitolo II
Gradi e cori
Il Nuovo Testamento dà gli angeli per scontati. Nel Vangelo di Luca Gabriele annuncia la nascita di Giovanni Battista e quella di Gesù, gli angeli appaiono presso il sepolcro vuoto e l’Apocalisse descrive Michele e i suoi angeli che combattono contro il drago. Le lettere di Paolo menzionano troni, dominazioni, principati e potestà, termini letti in seguito come gradi angelici.
Intorno al 500 d.C. un autore cristiano anonimo, che si presentava come Dionigi, un convertito di Paolo ad Atene, scrisse la Gerarchia celeste. Gli studiosi lo chiamano Pseudo-Dionigi. Egli dispose gli angeli in nove cori divisi in tre gruppi: serafini, cherubini e troni, i più vicini a Dio; poi dominazioni, virtù e potestà; infine principati, arcangeli e angeli, i più vicini all’umanità. Ogni grado trasmette la luce divina a quello sottostante. Questo schema plasmò la teologia, l’arte e la poesia medievali, compreso il Paradiso di Dante.
I teologi medievali si chiesero di che cosa fossero fatti gli angeli. Tommaso d’Aquino, noto come il «Dottore angelico», insegnò che gli angeli sono puri spiriti senza corpo, ciascuno una specie di essere a sé, che conoscono con l’intelletto e non attraverso i sensi. Quando appaiono agli esseri umani, sosteneva, assumono una forma a tale scopo. La Chiesa d’Occidente fu anche prudente nel dare nomi agli angeli: un concilio tenuto a Roma nel 745 condannò le preghiere ad angeli diversi da quelli nominati nella Scrittura, e la prassi cattolica riconosce tuttora per nome solo Michele, Gabriele e Raffaele.
Nell’islam gli angeli sono una credenza fondamentale. Il Corano li descrive come servitori di Dio che non disobbediscono ai suoi comandi, e un hadith molto citato afferma che furono creati dalla luce. Jibril (Gabriele) portò la rivelazione al profeta Maometto. La tradizione indica in Israfil l’angelo che suonerà la tromba alla fine dei tempi e in ‘Izra’il l’angelo della morte. Due angeli, Munkar e Nakir, interrogano i morti nella tomba, e due nobili scribi registrano le azioni di ogni persona. L’insegnamento islamico prevalente ritiene che Iblis, il Diavolo, non fosse un angelo ma uno dei jinn.
Capitolo III
Custodi e vita angelica
La fede negli angeli custodi nacque da pochi accenni scritturali. Gesù ammonisce i discepoli a non disprezzare «questi piccoli», perché «i loro angeli» vedono sempre il volto di Dio. I primi autori cristiani conclusero che a ogni persona viene affidato un angelo per proteggerla, e la Chiesa cattolica fissò in seguito la festa degli Angeli custodi al 2 ottobre. Anche i cristiani ortodossi pregano il proprio angelo custode, e la tradizione ebraica parla di angeli che accompagnano le persone a casa alla vigilia dello Shabbat.
Di monaci e monache si diceva talvolta che vivessero una «vita angelica», dedita alla lode come quella degli angeli in cielo. Il canto del Sanctus nel culto cristiano riecheggia il grido dei serafini, e la preghiera della Kedushah in sinagoga ripete le stesse parole di Isaia. In questo senso si ritiene che i fedeli sulla terra si uniscano a una liturgia che si svolge già in cielo.
È stata l’arte a dare agli angeli l’aspetto che oggi quasi tutti conoscono. Le più antiche immagini cristiane, come una pittura dell’Annunciazione nelle catacombe romane, mostrano l’angelo come un giovane uomo senza ali. Intorno alla fine del IV secolo gli artisti aggiunsero le ali, forse riprendendole dalle immagini della dea greca e romana della vittoria, Nike o Vittoria. Seguirono le aureole, le vesti bianche e più tardi i paffuti angioletti del Rinascimento. Anche l’arte islamica, in particolare le miniature persiane e ottomane, raffigura gli angeli, talvolta con ali dai colori vivaci, in scene come il viaggio notturno del Profeta.
Capitolo IV
Gli angeli oggi
Gli angeli restano parte dell’insegnamento ufficiale di ebraismo, cristianesimo e islam, anche se il modo più o meno letterale in cui i credenti li intendono varia molto. Molti pensatori ebrei, sulla scia di Maimonide, hanno interpretato gli angeli come forze o intermediari più che come esseri alati, mentre molti cristiani e musulmani li considerano esseri reali e personali. Sondaggi condotti negli Stati Uniti hanno ripetutamente rilevato che una larga maggioranza degli adulti dichiara di credere negli angeli.
Nella cultura popolare gli angeli hanno acquistato una vita propria. La vita è meravigliosa (1946) di Frank Capra presenta un angelo bonario che si guadagna le ali, e Il cielo sopra Berlino (1987) di Wim Wenders immagina angeli che ascoltano in silenzio i pensieri dei berlinesi. La statuina dell’angelo custode, l’angelo in cima all’albero di Natale e i «numeri angelici» della spiritualità moderna sono lontani dalla Scrittura, eppure mostrano quanto profondamente l’idea di un messaggero protettore sia entrata nella vita quotidiana.
Domande frequenti
Qual è la differenza tra un angelo e un arcangelo?
Arcangelo significa «angelo capo». Nella tradizione cristiana gli arcangeli sono i capi tra gli angeli, di solito Michele, Gabriele e Raffaele, mentre nei nove cori dello Pseudo-Dionigi gli arcangeli formano il penultimo grado.
I musulmani credono negli angeli?
Sì. La fede negli angeli è uno dei sei articoli della fede islamica. Il Corano descrive gli angeli come servitori obbedienti di Dio, e la tradizione ritiene che siano stati creati dalla luce.
Gli angeli hanno le ali?
I serafini di Isaia e i cherubini di Ezechiele sono descritti con le ali, ma molti angeli della Bibbia appaiono semplicemente come uomini. Le ali divennero il segno abituale dell’angelo nell’arte cristiana all’incirca dalla fine del IV secolo.
Fonti e letture consigliate
- David Albert Jones, Angels: A History (Oxford University Press, 2010)
- Saul M. Olyan, A Thousand Thousands Served Him: Exegesis and the Naming of Angels in Ancient Judaism (Mohr Siebeck, 1993)
- Stephen Burge, Angels in Islam: Jalal al-Din al-Suyuti’s al-Haba’ik fi akhbar al-mala’ik (Routledge, 2012)
- Pseudo-Dionysius, The Complete Works, trans. Colm Luibheid (Paulist Press, 1987)