Codex of FaithsUn atlante illustrato delle fedi

Religioni scomparse · Europa antica

La religione celtica

Gli dèi di Galli, Britanni e Irlandesi, da Lugus a Brigid, e i druidi al loro servizio, noti da autori romani, iscrizioni, archeologia e racconti irlandesi.

Quando
500 a.C. circa–600 d.C.
Dove
Gallia, Britannia e Irlanda

In cifre

  • 58–50 a.C.conquista della Gallia da parte di Giulio Cesare, fonte del più dettagliato resoconto antico sui druidi
  • fino a 20 annila durata degli studi che, secondo Cesare, alcuni allievi dei druidi affrontavano
  • 1monumento che nomina Cernunnos accanto all’immagine del dio con le corna di cervo, il Pilastro dei Nauti di Parigi

In breve

  1. I.«Religione celtica» è un nome moderno per le credenze dei popoli di lingua celtica dell’antica Gallia, della Britannia e dell’Irlanda, che onoravano molti dèi, spesso legati a luoghi, fiumi e tribù particolari.
  2. II.I suoi specialisti religiosi più noti erano i druidi, ma quasi tutto ciò che si dice di loro viene da autori greci e romani come Giulio Cesare e Plinio il Vecchio, che li osservavano dall’esterno.
  3. III.I Celti stessi scrissero poco sulla loro religione, perciò gli storici combinano i resoconti romani, le iscrizioni, l’archeologia e i racconti irlandesi e gallesi messi per iscritto da monaci cristiani secoli dopo.
  4. IV.La conquista romana e poi il cristianesimo posero fine agli antichi culti, ma dèi come Lugus e Brigid sopravvivono nei toponimi, in feste come Samhain e Beltane, in una santa molto amata e nei movimenti di revival moderni.

Dèi e potenze

  • Lugus

    abilità, arti, regalità

    Un dio ampiamente venerato, il cui nome sopravvive in Lione (Lugdunum) e che corrisponde all’irlandese Lug e al gallese Lleu. Molti studiosi pensano che sia il dio che Cesare chiamava il «Mercurio» dei Galli.

  • Brigid

    poesia, guarigione, arte del fabbro

    Una dea irlandese descritta nei testi medievali, probabilmente imparentata con la britannica Brigantia. Il suo nome e il suo giorno di festa sono condivisi con santa Brigida di Kildare.

  • Cernunnos

    animali, abbondanza, natura selvaggia

    Il nome moderno di un dio con le corna di cervo, spesso raffigurato seduto con un torques e un serpente dalle corna d’ariete. Il nome si legge accanto alla sua immagine solo sul Pilastro dei Nauti di Parigi; poche altre iscrizioni potrebbero riportarne varianti.

  • Taranis

    tuono, cielo

    Un dio del tuono nominato dal poeta romano Lucano, spesso collegato ai simboli a ruota presenti su oggetti gallici.

  • Epona

    cavalli, viaggiatori

    Una dea dei cavalli popolare in tutto l’Impero romano, perfino tra i soldati di cavalleria lontani dalla Gallia.

  • Sulis

    acque curative

    La dea delle sorgenti calde di Bath, venerata come Sulis Minerva dopo la conquista romana.

  • Il Dagda

    abbondanza, saggezza

    Una figura paterna della stirpe divina irlandese, i Túatha Dé Danann, possessore di un calderone che non si svuota mai.

  • La Morrígan

    guerra, destino, sovranità

    Una dea irlandese della battaglia che nei racconti medievali appare sotto forma di cornacchia e predice stragi e vittorie.

Cronologia

  1. 450 a.C. circaLo stile artistico di La Tène comincia a diffondersi nell’Europa centrale e occidentale.
  2. anni 50 a.C.Cesare scrive il suo resoconto della guerra gallica, che include una descrizione dei druidi e degli dèi gallici.
  3. 43 d.C.Sotto l’imperatore Claudio comincia la conquista romana della Britannia.
  4. 60 d.C.Le truppe romane attaccano l’isola di Anglesey, che Tacito descrive come una roccaforte dei druidi.
  5. II secolo d.C.Viene inciso in bronzo il calendario di Coligny, il più esteso documento superstite in lingua gallica.
  6. V secoloSan Patrizio e altri missionari diffondono il cristianesimo in Irlanda.
  7. VII–XII secoloMonaci irlandesi mettono per iscritto i racconti degli antichi dèi ed eroi, presentandoli come figure di un passato lontano.

Che cosa mostrano i documenti

  • Le iscrizioni d’epoca romana registrano centinaia di nomi di divinità locali in Gallia e in Britannia, molti noti da una o due dediche soltanto.
  • Il calendario di Coligny, ritrovato nel 1897, è un calendario lunisolare in lingua gallica tra i cui nomi dei mesi ce n’è uno, Samonios, forse collegato a Samhain.
  • Gli archeologi hanno scavato santuari gallici con ossa di animali e armi offerte, e alcuni siti contengono resti umani il cui significato è discusso.
  • Il calderone di Gundestrup, un vaso d’argento del II o I secolo a.C. ritrovato in una torbiera danese nel 1891, mostra dèi e riti, tra cui una figura con le corna di cervo.
  • I testi medievali irlandesi e gallesi conservano storie di dèi come Lug e Brigid, ma furono scritti da autori cristiani e rimaneggiati nel tempo.

Che cosa dice la leggenda

  • Non furono i druidi a costruire Stonehenge. Il monumento fu eretto per fasi tra il 3000 e il 1500 a.C. circa, molto prima di qualsiasi popolo che si possa chiamare celtico o di qualsiasi druido.
  • I «Celti» non erano un’unica nazione con un’unica religione. Il nome comprende molti popoli che parlavano lingue imparentate, e i loro dèi e riti variavano molto da un luogo all’altro.
  • L’immagine romana dei druidi che bruciano vittime dentro un gigantesco fantoccio di vimini viene da Cesare e da Strabone, che scrivevano da nemici; potrebbe riecheggiare dicerie o propaganda e non è confermata dall’archeologia.
  • Il cosiddetto calendario arboreo celtico e gran parte della sapienza druidica popolare furono inventati in epoca moderna, in particolare da Iolo Morganwg nel Settecento e da Robert Graves in The White Goddess (1948).

Personaggi chiave

  • Giulio CesareGenerale e scrittore romano (100–44 a.C.), il cui De bello Gallico offre il più completo resoconto antico sui druidi
  • Plinio il VecchioNaturalista romano (23/24–79 d.C.), che descrive i druidi mentre tagliano il vischio da una quercia
  • DiviziacoNobile eduo del I secolo a.C. che Cicerone, il quale lo conobbe, definisce un druido; è l’unico druido noto per nome dalle fonti classiche
  • San PatrizioVescovo missionario nato in Britannia (V secolo), ricordato come l’apostolo dell’Irlanda
  • Iolo MorganwgAntiquario gallese (1747–1826), che nel 1792 fondò la moderna Gorsedd dei bardi e falsificò testi spacciati per sapienza druidica

Riti e feste

  • Riti druidici

    Secondo gli autori romani, i druidi presiedevano ai sacrifici, giudicavano le controversie e insegnavano che dopo la morte l’anima passa in un altro corpo.

  • Offerte nell’acqua

    Armi, calderoni e gioielli venivano deposti intenzionalmente in fiumi, laghi e sorgenti, un’usanza documentata da ritrovamenti come quelli di La Tène, in Svizzera.

  • Santuari recintati

    I santuari gallici come Gournay-sur-Aronde erano recinti circondati da fossati, dove si sacrificavano animali e si esponevano le armi catturate.

  • Samhain

    Nella tradizione irlandese medievale, la festa d’inizio inverno (1º novembre), quando si tenevano assemblee e si credeva che il confine con l’altro mondo fosse aperto.

  • Beltane

    La festa d’inizio estate (1º maggio), associata nei testi irlandesi a fuochi tra i quali si faceva passare il bestiame per proteggerlo.

  • Sorgenti curative

    I pellegrini lasciavano monete, parti del corpo scolpite e richieste scritte presso le sorgenti sacre, tra cui le tavolette di maledizione di Bath rivolte a Sulis.

Capitolo I

Popoli senza scritture sacre

Gli autori greci del VI e del V secolo a.C. parlavano dei Keltoi, popoli che vivevano oltre le Alpi e nell’estremo Occidente. Gli studiosi moderni usano «celtico» soprattutto per indicare una famiglia di lingue che, alla fine del I millennio a.C., erano parlate dall’Irlanda e dalla Spagna fino all’Europa centrale e perfino in Anatolia, dove si stabilirono i Galati. Questi popoli condividevano lingue imparentate e, in molti luoghi, lo stile artistico di La Tène con le sue volute, ma non formarono mai un’unica nazione, e la loro religione variava da regione a regione e da secolo a secolo.

Ciò che rende difficile studiare la religione celtica è che i suoi fedeli non ne lasciarono quasi alcun resoconto scritto. Secondo Cesare, i druidi ritenevano sbagliato affidare alla scrittura i propri insegnamenti. Ciò che sopravvive si divide in quattro gruppi. Gli autori greci e romani descrissero Galli e Britanni, spesso da nemici o come barbari curiosi. Le iscrizioni d’epoca romana, per lo più in latino, nominano dèi locali. L’archeologia rivela santuari, offerte e immagini. Infine la letteratura irlandese e gallese, messa per iscritto da monaci cristiani a partire dal VII secolo circa, conserva storie di dèi ed eroi, ma in forme plasmate da secoli di narrazioni e dalla fede stessa degli autori.

Questa pagina parla quindi della religione gallica e britannica, nota soprattutto attraverso il mondo romano, e della tradizione irlandese, nota soprattutto dai testi medievali, senza presumere che formassero un unico sistema.

Capitolo II

Dèi dei luoghi e dei popoli

Sopravvivono centinaia di nomi divini, e la maggior parte compare una sola volta o in una sola regione. Molti dèi appartenevano a una particolare sorgente, a un fiume, a un monte o a una tribù: Sequana era la dea delle sorgenti della Senna, Sulis delle sorgenti calde di Bath. Alcuni, però, erano venerati su vasta scala. Cesare, descrivendo i Galli in termini romani, disse che il loro dio principale era «Mercurio», inventore di tutte le arti, seguito da Apollo, Marte, Giove e Minerva. Molti studiosi identificano questo Mercurio con Lugus, il cui nome sta all’origine di Lugdunum, la Lione romana, e che corrisponde all’irlandese Lug, il dio «esperto in molte arti».

Il poeta Lucano nomina tre dèi gallici, Teutates, Esus e Taranis, e la scultura d’epoca romana ne mostra altri: Epona a cavallo, triadi di dee madri e un dio con le corna di cervo seduto a gambe incrociate. Questo dio cornuto oggi si chiama Cernunnos perché un’iscrizione danneggiata che si legge «[C]ernunnos» accompagna una figura con le corna di cervo sul Pilastro dei Nauti, un monumento dedicato a Parigi sotto il regno di Tiberio. Non si sa se tutte le figure cornute d’Europa rappresentassero lo stesso dio, né se portassero quel nome.

In Irlanda i testi medievali descrivono i Túatha Dé Danann, una stirpe di dèi che un tempo regnava sull’isola e in seguito si ritirò nelle colline e nei tumuli. Tra loro ci sono il Dagda, la dea della guerra nota come la Morrígan, Lug e Brigid. Brigid, patrona della poesia, della guarigione e dell’arte del fabbro, condivide il nome e la festa d’inizio febbraio con santa Brigida di Kildare, e gli storici discutono fino a che punto la leggenda della santa abbia assorbito la dea.

Le idee sulla morte e sull’aldilà sono difficili da ricostruire. Cesare e altri autori antichi furono colpiti dall’insegnamento celtico secondo cui l’anima sopravvive e passa in un altro corpo, e alcuni sostennero che rendesse i guerrieri gallici impavidi in battaglia. Sepolture ricche, come la tomba a carro di un principe a Hochdorf, in Germania, o la donna sepolta con un grande vaso di bronzo a Vix, in Francia, fanno pensare che i morti venissero equipaggiati per un’esistenza che continuava. La letteratura irlandese descrive un altro mondo raggiungibile oltre il mare o attraverso i tumuli funerari, una terra di banchetti e giovinezza dove il tempo scorre diversamente, visitata dagli eroi nei racconti di viaggi. Fino a che punto queste immagini medievali riflettano credenze precristiane è incerto, ma mostrano con quanta forza l’idea di un mondo nascosto vicino al nostro abbia plasmato l’immaginazione irlandese.

Capitolo III

Druidi e luoghi sacri

Cesare descrive i druidi come una classe dotta che guidava i sacrifici, risolveva le controversie, istruiva i giovani ed era esente dalla guerra e dalle tasse. I loro allievi, dice, studiavano a volte per vent’anni, imparando versi a memoria. Tenevano un’assemblea annuale nel territorio dei Carnuti, ritenuto il centro della Gallia, e insegnavano che dopo la morte le anime passano da un corpo all’altro. Plinio il Vecchio aggiunge la celebre scena dei druidi in vesti bianche che tagliano il vischio da una quercia con un falcetto d’oro e sacrificano due tori bianchi. Questi resoconti sono preziosi, ma sono punti di vista romani: Cesare stava conquistando la Gallia, e alcune sue informazioni potrebbero provenire da autori greci più antichi.

Gli autori romani accusano inoltre i Galli e i druidi di praticare sacrifici umani. L’archeologia fa pensare che alcune uccisioni siano effettivamente avvenute in contesti rituali, per esempio nel santuario di Ribemont-sur-Ancre e forse nel caso dell’uomo di Lindow, un corpo ritrovato in una torbiera inglese nel 1984, ma la loro frequenza e i loro motivi restano discussi. La maggior parte delle offerte consisteva in animali e oggetti. In santuari come Gournay-sur-Aronde, i recinti custodivano bovini sacrificati ed esponevano armi, e in tutta Europa spade, scudi e calderoni venivano deposti in fiumi e laghi. In Irlanda, a Navan Fort, la leggendaria sede regale di Emain Macha, gli archeologi hanno trovato i resti di un vasto edificio circolare in legno, datato con la dendrocronologia al 95 a.C. circa, che fu riempito di pietre e incendiato intenzionalmente, probabilmente come atto rituale.

La tradizione irlandese ricordava in seguito grandi assemblee stagionali. Samhain, all’inizio di novembre, apriva la metà oscura dell’anno; Imbolc in febbraio, Beltane in maggio e Lughnasadh in agosto segnavano le altre. Queste feste sono descritte nei testi medievali, e solo Samhain ha una possibile eco antica nel nome di mese gallico del calendario di Coligny.

Capitolo IV

Conquista, conversione e revival

La religione della Gallia cambiò rapidamente dopo la conquista di Cesare nel 58–50 a.C. Gli imperatori romani presero provvedimenti contro i druidi: Plinio dice che Tiberio li soppresse, e Svetonio attribuisce a Claudio l’abolizione della loro religione in Gallia. In Britannia le truppe romane attaccarono Anglesey nel 60 d.C., un evento che Tacito descrive in modo vivido. Eppure gli dèi locali non scomparvero. Ricevettero nomi romani e templi in stile romano, così che Sulis divenne Sulis Minerva e dèi celtici e romani furono venerati fianco a fianco. Il cristianesimo sostituì gradualmente questi culti nella tarda età romana.

L’Irlanda, mai conquistata da Roma, si convertì nel V e nel VI secolo grazie a missionari come Patrizio. Lì gli antichi dèi passarono nella letteratura, come re, eroi e popolo fatato delle colline, e gli scribi cristiani tennero vive le loro storie.

Le tracce restano. Lione porta ancora il nome di Lugus. Samhain è la parola irlandese per novembre, e la sua data ha plasmato le usanze di Halloween. La festa di santa Brigida cade il 1º febbraio e dal 2023 in Irlanda è giorno festivo. Dal Settecento gli antiquari romantici reinventarono i druidi, e la Gorsedd dei bardi fondata da Iolo Morganwg si riunisce ancora in Galles. I druidi e i pagani celtici di oggi onorano questi dèi e queste feste nelle loro forme rinnovate.

Dove è successo

10° O 50° N Gournay-sur-Aronde · IV–I secolo a.C. circa Gournay-sur-Aronde: IV–I secolo a.C. circa Navan Fort (Emain Macha) · 95 a.C. circa Navan Fort (Emain Macha): 95 a.C. circa Lione (Lugdunum) · fondata nel 43 a.C. Lione (Lugdunum): fondata nel 43 a.C. Parigi, Pilastro dei Nauti · regno di Tiberio (14–37 d.C.) Parigi, Pilastro dei Nauti: regno di Tiberio (14–37 d.C.) Anglesey · 60 d.C. Anglesey: 60 d.C. Bath (Aquae Sulis) · I–IV secolo d.C. Bath (Aquae Sulis): I–IV secolo d.C. Coligny · II secolo d.C. Coligny: II secolo d.C. Kildare · 480 circa (secondo la tradizione) Kildare: 480 circa (secondo la tradizione) Dove è successo Dove iniziò Luoghi successivi N
  1. IV–I secolo a.C. circa Gournay-sur-Aronde
  2. 95 a.C. circa Navan Fort (Emain Macha)
  3. fondata nel 43 a.C. Lione (Lugdunum)
  4. regno di Tiberio (14–37 d.C.) Parigi, Pilastro dei Nauti
  5. 60 d.C. Anglesey
  6. I–IV secolo d.C. Bath (Aquae Sulis)
  7. II secolo d.C. Coligny
  8. 480 circa (secondo la tradizione) Kildare

Domande frequenti

Halloween è una festa celtica?

Halloween prende la sua data da All Hallows’ Eve, la vigilia della festa cristiana di Ognissanti del 1º novembre, che in Irlanda coincideva con Samhain. Alcune usanze potrebbero proseguire tradizioni di Samhain, ma la festa moderna deve molto anche a pratiche cristiane e americane successive.

In che cosa credevano i druidi?

Gli autori romani dicono che i druidi insegnavano che l’anima non muore ma passa in un altro corpo, studiavano gli astri e la natura e imparavano a memoria i loro insegnamenti invece di metterli per iscritto. Poiché non sopravvive alcuna parola di un druido, queste notizie non si possono verificare dall’interno.

Esistono ancora i druidi?

Sì, come movimento moderno. Il druidismo è stato ripreso a partire dal Settecento, e oggi molti gruppi in Gran Bretagna e altrove praticano una spiritualità incentrata sulla natura ispirata agli antichi druidi, pur riconoscendo che dei loro riti si sa poco.

Fonti e letture consigliate

  1. Miranda J. Green, The Gods of the Celts (Alan Sutton, 1986)
  2. Ronald Hutton, Blood and Mistletoe: The History of the Druids in Britain (Yale University Press, 2009)
  3. Barry Cunliffe, The Ancient Celts (Oxford University Press, 1997)
  4. Proinsias Mac Cana, Celtic Mythology (Hamlyn, 1970)
  5. Anne Ross, Pagan Celtic Britain: Studies in Iconography and Tradition (Routledge & Kegan Paul, 1967)