Codex of FaithsUn atlante illustrato delle fedi

Angeli, demoni e spiriti · Spiriti e altri esseri

Deva e asura

Deva e asura, gli dèi indiani e i loro rivali, dagli inni vedici e dalla zangolatura dell’oceano ai regni di rinascita buddhisti e al rovesciamento zoroastriano.

Quando
dal Rigveda (circa 1500–1200 a.C.) a oggi
Dove
India, il mondo buddhista dallo Sri Lanka al Giappone e l’antico Iran

In cifre

  • 33dèi (deva) nel computo vedico classico, nome anche di un cielo buddhista, il Trayastrimsha
  • circa 14tesori che secondo la tradizione emersero dall’oceano zangolato (gli elenchi variano)

In breve

  1. I.Nella tradizione induista i deva sono gli dèi luminosi del cielo e gli asura i loro potenti rivali, due famiglie di esseri la cui lunga lotta attraversa i testi rituali vedici, i poemi epici e i Purana.
  2. II.L’episodio più noto è la zangolatura dell’oceano di latte, in cui deva e asura collaborano per ottenere il nettare dell’immortalità, finché Vishnu fa in modo che a berlo siano solo i deva.
  3. III.Il buddhismo accolse entrambi i gruppi come regni di rinascita, insegnando che i deva vivono vite lunghe e felici e gli asura in un conflitto pieno di gelosia, ma che entrambi sono mortali e legati al ciclo delle rinascite.
  4. IV.Le parole cambiarono significato nel tempo, e nell’antico Iran si rovesciarono, tanto che l’avestico ahura designa il dio supremo mentre il daeva divenne un demone.

Cronologia

  1. circa 1500–1200 a.C.Gli inni del Rigveda lodano i deva e usano asura, «signore», come titolo di grandi dèi come Varuna.
  2. circa I millennio a.C.I testi rituali dei Brahmana descrivono deva e asura come discendenti rivali del creatore Prajapati, in competizione per il sacrificio.
  3. Data discussaIn Iran le Gatha attribuite a Zarathustra esaltano Ahura Mazda e respingono i daeva come falsi dèi.
  4. circa 400 a.C.–400 d.C.Il Mahabharata e il Ramayana, e più tardi i Purana, narrano la zangolatura dell’oceano di latte.
  5. I secolo a.C.Il Canone pali, che descrive i regni dei deva e degli asura, viene messo per iscritto in Sri Lanka, secondo la tradizione.
  6. 734La statua in lacca secca di Ashura, un protettore buddhista, viene realizzata per il Kōfukuji di Nara, in Giappone.
  7. XII secoloAd Angkor Wat, in Cambogia, gli artisti scolpiscono un lungo rilievo della zangolatura dell’oceano.

Che cosa mostrano i documenti

  • Il Rigveda usa asura come titolo di rispetto per diversi dèi, tra cui Varuna e, talvolta, Indra e Agni.
  • Nei testi vedici più tardi gli asura compaiono come un gruppo distinto opposto ai deva, e nell’induismo classico sono in genere i nemici degli dèi.
  • Nell’Avesta il rapporto è rovesciato: Ahura Mazda è il dio supremo e i daeva sono esseri demoniaci.
  • Le scritture buddhiste descrivono deva e asura come regni di rinascita; il regno degli asura era contato come uno dei sei regni in alcune scuole ed era assente dal più antico schema a cinque regni in altre.
  • La zangolatura dell’oceano è narrata, con varianti, nel Mahabharata, nel Ramayana e in diversi Purana, ed è raffigurata ad Angkor Wat.

Che cosa dice la leggenda

  • Si dice spesso che i deva siano semplicemente buoni e gli asura semplicemente malvagi. Molti racconti induisti attribuiscono virtù agli asura e difetti ai deva, e devoti come Prahlada e re come Mahabali sono asura.
  • Il rovesciamento di deva e ahura tra India e Iran viene talvolta spiegato come l’esito di una guerra religiosa tra due popoli. Oggi gli studiosi la considerano un’ipotesi non dimostrata, e la storia del cambiamento è ancora discussa.
  • I deva vengono talvolta descritti come gli «dèi» del buddhismo nel senso di creatori o salvatori. Nell’insegnamento buddhista sono esseri potenti ma mortali che, come gli esseri umani, hanno bisogno dell’insegnamento del Buddha per raggiungere la liberazione.

Personaggi chiave

  • BuddhaghosaCommentatore theravada (V secolo d.C.), le cui opere sistematizzarono l’insegnamento buddhista sui regni di rinascita, compresi quelli dei deva e degli asura
  • Mary BoyceStorica dello zoroastrismo (1920–2006), che scrisse sugli ahura e sui daeva iranici
  • Wendy DonigerStorica dell’induismo (nata nel 1940), i cui studi seguono il mutare dei ruoli di dèi e demoni nel mito induista

Poteri, segni e protezioni

  • Dèi luminosi

    La parola deva deriva da una radice che significa «splendere», e i deva sono immaginati come esseri radiosi del cielo e della luce che ricevono offerte e proteggono l’ordine cosmico.

  • Rivali, non semplici diavoli

    Gli asura sono di solito forti e sapienti quanto i deva, spesso loro fratellastri, e perdono per superbia o per inganno più che per debolezza; alcuni, come Prahlada e Bali, sono onorati per la loro devozione e generosità.

  • Qualità divine e demoniache

    La Bhagavadgita volge il contrasto verso l’interno, elencando qualità «divine» come il dominio di sé e la compassione e qualità «demoniache» come l’arroganza e la crudeltà, che una persona può coltivare o superare.

  • Il merito e il regno dei deva

    Nel buddhismo si credeva che la generosità e la condotta morale portassero alla rinascita tra i deva, ma i maestri avvertivano che anche questa vita beata finisce quando il merito si esaurisce.

  • La gelosia degli asura

    I testi buddhisti raffigurano gli asura come esseri superbi tormentati dall’invidia per i deva, in guerra senza fine per i frutti di un albero celeste.

  • Onorare gli dèi

    Gli induisti onorano i deva con il culto e le feste, e i buddhisti di molti paesi fanno offerte ai deva come protettori e condividono con loro il merito.

Capitolo I

Signori e luminosi

La più antica scrittura indiana, il Rigveda, è piena di deva. La parola deriva da una radice che significa «splendere», e i deva sono le potenze radiose del mondo: Indra, che brandisce la folgore; Agni, il fuoco del sacrificio; Varuna, custode dell’ordine cosmico; Surya, il sole. Un computo tradizionale ne conta trentatré. Gli inni usano anche un’altra parola, asura, «signore», che negli strati più antichi è un titolo d’onore, attribuito soprattutto a Varuna e talvolta ad altri dèi.

Nei secoli successivi il significato cambiò. Nei Brahmana, testi in prosa che spiegano il sacrificio vedico, deva e asura compaiono come due gruppi rivali, entrambi figli del creatore Prajapati, in competizione per il potere che il sacrificio conferisce. Gli asura sono più antichi e spesso più forti, ma i deva vincono grazie alla verità, alla conoscenza rituale o all’astuzia. All’epoca dei poemi epici asura era ormai passato a indicare i nemici degli dèi, e gruppi affini come i daitya e i danava riempivano le file dei loro avversari.

Nell’antico Iran le stesse due parole presero la strada opposta. Nell’Avesta, la scrittura dello zoroastrismo, il dio supremo è Ahura Mazda, il «Signore saggio», e i daeva sono falsi dèi e, più tardi, demoni. Gli studiosi concordano sul fatto che il sanscrito asura e l’avestico ahura, così come il sanscrito deva e l’avestico daeva, abbiano un’origine comune, ma non sono d’accordo sul perché i loro valori si siano rovesciati. La vecchia idea di un’unica scissione religiosa tra indiani e iranici è oggi considerata troppo semplice.

Capitolo II

Gli dèi e i loro rivali

I miti induisti non tracciano la linea tra deva e asura come una semplice linea tra bene e male. I due gruppi sono spesso imparentati, e gli asura sono sapienti, asceti e forti. Il loro maestro Shukra conosce il segreto per riportare in vita i morti, e i re asura ottengono doni dagli dèi grazie a severe austerità. Ciò che nei racconti li distingue è di solito l’uso che fanno del potere: la superbia, il desiderio di dominare tutti e tre i mondi o il sovvertimento dell’ordine cosmico.

Molti asura sono ricordati con affetto. Prahlada, figlio del tiranno Hiranyakashipu, è un devoto esemplare di Vishnu, che lo salva apparendo come l’uomo-leone Narasimha. Il suo discendente Bali, noto nel Kerala come Mahabali, fu un re così generoso che Vishnu, nelle vesti del nano Vamana, dovette sottrargli con l’inganno i tre mondi; la festa di Onam celebra il suo ritorno annuale per visitare il suo popolo. La Bhagavadgita sposta il contrasto nel cuore umano, descrivendo qualità «divine» e «demoniache» che ogni persona può far crescere o superare.

I deva, dal canto loro, non sono privi di difetti. Indra, re degli dèi, è spesso mostrato geloso degli asceti che potrebbero rivaleggiare con lui, e in molti miti i deva non riescono a sconfiggere da soli gli asura. Devono rivolgersi ai grandi dèi dell’induismo più tardo, Vishnu, Shiva o la Dea. Nel Devi Mahatmya, un testo della metà del I millennio d.C., gli dèi uniscono i loro poteri per creare la dea Durga, che uccide l’asura bufalo Mahishasura quando nessuno di loro ci riesce. La festa di Navaratri e la Durga Puja nel Bengala celebrano quella vittoria. In questi racconti gli antichi deva vedici diventano servitori di una potenza divina superiore, e la guerra tra deva e asura diventa un’immagine della lotta costante tra ordine e caos.

Capitolo III

La zangolatura dell’oceano

Il racconto più famoso su deva e asura è la zangolatura dell’oceano di latte, narrata nel Mahabharata, nel Ramayana e nei Purana con molte varianti. Indeboliti, i deva cercano il nettare dell’immortalità, l’amrita, e Vishnu consiglia loro di zangolare l’oceano cosmico con l’aiuto degli asura. Il monte Mandara diventa il frullo e il re dei serpenti Vasuki la corda: i deva ne tengono un’estremità e gli asura l’altra, mentre Vishnu, come la tartaruga Kurma, sorregge la montagna sul proprio dorso.

La zangolatura fa emergere meraviglie, tradizionalmente quattordici tesori, tra cui la luna, la vacca che esaudisce i desideri, la dea Lakshmi e il medico degli dèi che porta il nettare. Libera però anche un veleno mortale, che Shiva inghiotte per proteggere il mondo, tanto che la sua gola diventa blu. Quando gli asura si impadroniscono del nettare, Vishnu assume la forma dell’incantatrice Mohini e lo serve ai soli deva. Un asura, Rahu, si infila nella fila e beve, ma viene decapitato prima che il nettare gli superi la gola; la sua testa immortale, dice il racconto, insegue ancora il sole e la luna e li inghiotte durante le eclissi. La tradizione collega le gocce di nettare cadute sulla terra ai quattro luoghi della Kumbh Mela.

Il buddhismo accolse entrambi i gruppi nella propria immagine del cosmo. I deva vivono in una serie di cieli, dal Cielo dei Trentatré, governato da Sakka (Indra), fino ai sottili regni della meditazione. Le loro vite sono lunghe e felici, ma non sono immortali, e quando il loro merito si esaurisce cadono in un’altra nascita. Gli asura, contati come un regno a sé in alcune scuole, sono esseri gelosi che conducono una guerra senza fine contro i deva. I testi buddhisti mostrano i deva in ascolto del Buddha, e la tradizione vuole che sia stato il dio Brahma Sahampati a persuaderlo a insegnare dopo il risveglio.

Capitolo IV

Gli dèi nell’arte e nella vita

Deva e asura restano parte di una religione viva. Gli induisti venerano i grandi dèi nei templi e nelle case, celebrano feste che ricordano vittorie sugli asura e onorano figure come Mahabali durante l’Onam. La zangolatura dell’oceano viene raccontata di nuovo nell’arte dei templi, nella danza, nei libri per bambini e in televisione, e Kurma e Mohini compaiono in molte immagini di Vishnu.

In tutta l’Asia questi esseri viaggiarono insieme al buddhismo. In Thailandia e in Cambogia le case degli spiriti e i dipinti murali dei templi mostrano i thewada, i deva, come custodi aggraziati. In Giappone l’asura divenne Ashura, uno degli otto protettori dell’insegnamento del Buddha; l’esile Ashura a tre volti in lacca secca realizzato per il Kōfukuji di Nara nel 734 è tra le statue più ammirate del Giappone. Il rilievo della zangolatura dell’oceano ad Angkor Wat, scolpito nel XII secolo, si estende per decine di metri, con deva e asura che tirano il serpente in direzioni opposte.

Nello zoroastrismo Ahura Mazda è venerato ancora oggi dalle comunità parsi e iraniane, e la parola div, da daeva, sopravvive in persiano per indicare i demoni e gli orchi del folklore. Le due parole portano così, in terre diverse, significati opposti nati da una radice comune.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra un deva e un asura?

Nella tradizione induista i deva sono gli dèi del cielo che sostengono l’ordine, mentre gli asura sono i loro rivali che aspirano allo stesso potere. Nel buddhismo entrambi sono regni di rinascita, quello dei deva felice e quello degli asura segnato da gelosia e conflitto.

Che cos’è la zangolatura dell’oceano di latte?

È un mito in cui deva e asura zangolano l’oceano cosmico, usando una montagna come frullo e il serpente Vasuki come corda, per ottenere il nettare dell’immortalità. Vishnu li aiuta sotto forma di tartaruga e poi, come l’incantatrice Mohini, fa in modo che siano i deva a bere il nettare.

Perché il nome di Ahura Mazda è legato agli asura?

L’avestico ahura e il sanscrito asura derivano dalla stessa antica parola per «signore». In Iran divenne il nome del dio supremo, mentre in India finì per indicare i rivali degli dèi.

Fonti e letture consigliate

  1. Stephanie W. Jamison and Joel P. Brereton (trans.), The Rigveda: The Earliest Religious Poetry of India (Oxford University Press, 2014)
  2. Wendy Doniger O’Flaherty, The Origins of Evil in Hindu Mythology (University of California Press, 1976)
  3. Wendy Doniger O’Flaherty (trans.), Hindu Myths: A Sourcebook Translated from the Sanskrit (Penguin, 1975)
  4. Mary Boyce, Zoroastrians: Their Religious Beliefs and Practices (Routledge & Kegan Paul, 1979)
  5. Rupert Gethin, The Foundations of Buddhism (Oxford University Press, 1998)