Codex of FaithsUn atlante illustrato delle fedi

Mondi dell’aldilà · Ruote della rinascita

I sei regni della rinascita nel buddhismo

Il buddhismo descrive sei regni di rinascita, dagli dèi agli esseri infernali, dipinti sulla ruota della vita, e indica oltre tutti il nirvana, che non è un luogo.

Quando
dall’epoca del Buddha (V secolo a.C.) a oggi
Dove
Asia meridionale, centrale e orientale, e comunità buddhiste in tutto il mondo
Tradizioni
Buddhismo

In breve

  1. I.L’insegnamento buddhista sostiene che gli esseri rinascono più e più volte, spinti dal karma e dall’ignoranza, dalla brama e dall’avversione, in un ciclo chiamato samsara.
  2. II.Molte tradizioni buddhiste descrivono sei regni di rinascita, quelli degli dèi, dei semidei o asura, degli esseri umani, degli animali, degli spiriti affamati e degli esseri infernali, mentre i testi antichi e la tradizione Theravada ne contano di solito cinque.
  3. III.La ruota della vita, dipinta all’ingresso dei monasteri tibetani, mostra questi regni nella stretta di una figura spaventosa, con le cause della sofferenza al centro.
  4. IV.Nessuno dei regni è eterno, neppure il cielo più alto o l’inferno più profondo, e la meta del sentiero è il nirvana, la fine della rinascita, che i buddhisti insistono non essere un luogo.

La forma del cosmo

1 Regno senza forma 2 Regno della forma 3 Cieli degli dèi 4 Regno degli asura 5 Regno umano 6 Regno animale 7 Regno degli spiriti affamati 8 Inferi
  1. Regno senza forma

    Regno superiore

    Quattro stati di pura coscienza senza corpo, raggiunti con la meditazione più profonda. Sono i livelli più alti di rinascita, ma restano all’interno del samsara.

  2. Regno della forma

    Regno superiore

    Cieli di corpi sottili dove gli esseri godono della calma della meditazione, contati in sedici-diciotto livelli a seconda della scuola.

  3. Cieli degli dèi

    Regno superiore

    I sei cieli del regno del desiderio, tra cui il Cielo dei Trentatré sulla vetta del monte Meru, governato da Shakra. Lassù la vita è lunga e felice, ma finisce.

  4. Regno degli asura

    Mondo dei vivi

    I semidei gelosi, che vivono ai piedi del monte Meru e muovono una guerra senza fine agli dèi per i frutti di un albero che esaudisce i desideri.

  5. Regno umano

    Mondo dei vivi

    Il continente meridionale di Jambudvipa e gli altri continenti attorno al Meru. La nascita umana è detta preziosa perché mescola gioia e sofferenza in un modo che permette il risveglio.

  6. Regno animale

    Mondo dei vivi

    Esseri spinti dall’istinto e dalla paura, che condividono il mondo con gli esseri umani e vivono nei mari.

  7. Regno degli spiriti affamati

    Regno inferiore

    I preta, spiriti tormentati da una fame e da una sete che non possono mai saziare, spesso raffigurati con enormi pance e bocche minuscole. I testi collocano il loro mondo principale sotto la terra.

  8. Inferi

    Regno inferiore

    Otto inferi caldi e, in molti resoconti, otto inferi freddi sotto Jambudvipa, il più profondo dei quali è Avici. Anche il soggiorno più lungo all’inferno giunge a una fine.

Il viaggio dopo la morte

  1. Il momento della morte

    Si ritiene che lo stato mentale al momento della morte sia particolarmente importante nel determinare ciò che viene dopo.

  2. Il karma matura

    Il peso delle azioni intenzionali passate, buone e cattive, determina il regno della nascita successiva.

  3. Il passaggio

    L’insegnamento Theravada sostiene che la rinascita segue immediatamente, mentre altre scuole, soprattutto in Tibet, descrivono uno stato intermedio che dura fino a quarantanove giorni.

  4. La rinascita in un regno

    L’essere nasce come dio, asura, essere umano, animale, spirito affamato o essere infernale, e vi resta finché quel karma non è esaurito.

  5. Di nuovo morte e rinascita

    Il ciclo continua, vita dopo vita, finché rimangono l’ignoranza e la brama.

  6. Il nirvana

    Attraverso l’etica, la meditazione e la saggezza, la brama si estingue e la rinascita finisce.

Cronologia

  1. V secolo a.C.Il Buddha insegna nell’India settentrionale; i discorsi antichi parlano di rinascita tra dèi, esseri umani, animali, spiriti ed esseri infernali.
  2. IV–V secolo d.C. circaL’Abhidharmakosha di Vasubandhu espone una cosmologia dettagliata del monte Meru, dei cieli e degli inferi.
  3. V secolo d.C. circaNella grotta 17 di Ajanta viene dipinta una ruota della vita, uno degli esempi più antichi giunti fino a noi.
  4. 985In Giappone il monaco Genshin completa l’Ōjōyōshū, le cui vivide descrizioni degli inferi plasmano l’arte giapponese successiva.

Che cosa mostrano i documenti

  • I discorsi buddhisti antichi descrivono la rinascita tra diversi tipi di esseri, di solito in cinque destinazioni; in molte tradizioni successive gli asura vengono aggiunti come sesto regno.
  • L’Abhidharmakosha di Vasubandhu, del IV o V secolo d.C. circa, offre un’immagine dettagliata del monte Meru, dei continenti, dei cieli e degli inferi che fu ampiamente seguita.
  • La ruota della vita (bhavacakra) si trova in un dipinto frammentario ad Ajanta e divenne un’immagine consueta all’ingresso dei monasteri tibetani.
  • Il Divyavadana, una raccolta sanscrita di racconti buddhisti, narra che fu il Buddha stesso a ordinare di dipingere una ruota simile all’ingresso di un monastero.
  • Le tradizioni buddhiste insegnano che nessun regno è permanente, perciò anche gli esseri del cielo più alto o dell’inferno più profondo rinasceranno altrove.

Che cosa dice la leggenda

  • Il nirvana viene spesso immaginato come un paradiso buddhista. L’insegnamento buddhista lo descrive non come un luogo o un regno ma come la fine della brama e della rinascita, al di là di tutti e sei i regni.
  • Si dice spesso che i buddhisti credano in un’anima che passa da un corpo all’altro. Il buddhismo nega un sé immutabile (anatta) e parla invece di un flusso di cause e di coscienza che continua da una vita all’altra.
  • La figura che regge la ruota della vita viene talvolta chiamata il Diavolo. Nella tradizione tibetana è di solito identificata con Yama, signore della morte, o con un simbolo dell’impermanenza, non con un essere malvagio opposto a Dio.

Personaggi chiave

  • VasubandhuFilosofo buddhista indiano (IV–V secolo d.C. circa), autore dell’Abhidharmakosha, il resoconto classico del cosmo buddhista
  • BuddhaghosaCommentatore (V secolo d.C.) della tradizione Theravada nello Sri Lanka, autore del Visuddhimagga, il Sentiero della purificazione
  • GenshinMonaco giapponese della scuola Tendai (942–1017), il cui Ōjōyōshū contrappone gli inferi alla Terra Pura del Buddha Amida

Capitolo I

Il monte Meru e i tre mondi

La cosmologia buddhista classica, esposta nel modo più completo nell’Abhidharmakosha di Vasubandhu intorno al IV o V secolo d.C., immagina ogni sistema di mondi attorno a una vasta montagna centrale, il monte Meru. Attorno al Meru si stendono anelli di montagne e di oceani, e nell’oceano esterno quattro continenti. Gli esseri umani vivono sul continente meridionale, Jambudvipa, spesso identificato con l’India e con il mondo conosciuto. Il sole e la luna girano attorno ai fianchi della montagna.

Sopra e sotto questo disco l’universo è ordinato in livelli. I cieli degli dèi inferiori si trovano sul Meru stesso: i Quattro Grandi Re sui suoi fianchi e il Cielo dei Trentatré sulla sua vetta, governato da Shakra, la forma buddhista di Indra. Altri cieli fluttuano nel cielo sovrastante. Tutti questi, insieme ai regni degli esseri umani, degli animali, degli spiriti e degli inferi, formano il regno del desiderio, il mondo degli esseri spinti dai sensi. Sopra di esso si trovano il regno della forma, con cieli di corpi sottili raggiunti attraverso la meditazione, e il regno senza forma della pura coscienza. Sotto Jambudvipa si trovano gli inferi.

Le diverse scuole contavano i cieli in modo diverso, e molti buddhisti, antichi e moderni, leggono questa cosmologia come una mappa di stati mentali almeno quanto di luoghi. I sei regni della rinascita si collocano all’interno di questo quadro più ampio.

Capitolo II

Le sei destinazioni

Il buddhismo ereditò dal suo contesto indiano l’idea che gli esseri rinascano secondo le loro azioni, ma la spiegò a modo suo. Non c’è un’anima immutabile che viaggia da un corpo all’altro. Un flusso continuo di coscienza, plasmato dalle azioni intenzionali, o karma L’azione e le sue conseguenze. Le azioni buone e cattive plasmano il futuro di una persona, in questa vita e in quelle a venire. Glossario, dà invece origine a una nuova vita quando la vecchia finisce. L’ignoranza, la brama e l’avversione mantengono in moto questo processo.

I discorsi antichi parlano di cinque destinazioni di rinascita: esseri infernali, animali, spiriti affamati, esseri umani e dèi. Molte tradizioni successive, soprattutto nel Mahayana, ne contano sei aggiungendo gli asura, semidei gelosi in guerra con gli dèi. I cieli offrono lunghe vite di piacere, ma quando il merito si esaurisce gli dèi cadono. Gli asura sono potenti ma consumati dall’invidia. Gli animali soffrono per la paura e l’istinto. Gli spiriti affamati, i preta, sono tormentati da una fame che non possono saziare. Gli esseri infernali sopportano sofferenze intense in inferi caldi e freddi, il più profondo dei quali si chiama Avici.

Nessun regno è permanente. Anche un eone nell’inferno più profondo finisce, e anche il cielo più alto viene lasciato alle spalle. Per questo i testi buddhisti lodano la nascita umana come l’occasione migliore: gli esseri umani conoscono abbastanza sofferenza da cercare una via d’uscita e hanno abbastanza libertà da seguirla. I livelli mostrati qui seguono l’ordine tradizionale dai cieli senza forma fino agli inferi.

Le tradizioni divergono su ciò che accade tra una vita e l’altra. L’insegnamento Theravada, seguito nello Sri Lanka e nel Sud-est asiatico, sostiene che la rinascita segue subito. Altre scuole, tra cui molte in India e soprattutto in Tibet, descrivono uno stato intermedio che può durare fino a quarantanove giorni.

Capitolo III

Al di là di ogni regno

La meta del sentiero buddhista non è una rinascita migliore ma il nirvana Letteralmente «estinzione», come di una fiamma: nel buddhismo, la fine della brama e della sofferenza e la liberazione dalla rinascita. Glossario, una parola che significa «estinzione», come una fiamma che si spegne quando il combustibile è finito. L’insegnamento buddhista insiste che il nirvana non è un luogo all’interno del cosmo, nemmeno il cielo più alto. È la fine della brama, della sofferenza e della rinascita. Il Buddha in genere si rifiutò di descriverlo in termini positivi, e le tradizioni successive ne hanno discusso a lungo la natura.

Il buddhismo Mahayana parla anche di Terre Pure, regni creati dai voti di Buddha come Amitabha, noto in Giappone come Amida. La rinascita nella Terra Pura occidentale di Amitabha, Sukhavati, è una speranza centrale per milioni di buddhisti dell’Asia orientale. Queste Terre Pure non sono contate tra i sei regni: sono intese come luoghi ideali per raggiungere il risveglio, non come ricompense all’interno del samsara.

Le tradizioni buddhiste insegnano anche che i vivi possono aiutare i morti. Il merito acquisito con la generosità, la recitazione dei testi e le offerte ai monaci può essere dedicato a un parente defunto per favorire una rinascita migliore. Nei paesi Theravada le famiglie invitano i monaci a recitare e a ricevere cibo nei giorni successivi a una morte; nell’Asia orientale si tengono cerimonie commemorative ogni settimo giorno fino al quarantanovesimo; e le offerte per gli spiriti affamati si fanno durante le feste e nei riti quotidiani.

Molti maestri aggiungono che i sei regni possono essere letti anche come stati mentali vissuti in questa vita. I momenti di orgoglio e di piacere somigliano ai cieli, la gelosia al regno degli asura, l’istinto ottuso al regno animale, la brama insaziabile al regno degli spiriti affamati, e la rabbia o la disperazione agli inferi. Letti in questo modo, i regni descrivono la condizione umana almeno quanto ciò che accade dopo la morte, e il sentiero verso il nirvana comincia dal vederli con chiarezza.

Capitolo IV

La ruota della vita

L’immagine più famosa dei sei regni è la ruota della vita, o bhavacakra. Una raccolta di racconti buddhisti, il Divyavadana, narra che il Buddha ordinò di dipingere una ruota all’ingresso di un monastero per istruire i visitatori, e un esempio frammentario sopravvive ad Ajanta, in India. L’immagine divenne un elemento fisso all’ingresso dei monasteri tibetani.

La ruota è stretta tra le fauci e gli artigli di una figura spaventosa, di solito identificata con Yama, signore della morte, o con l’impermanenza stessa. Al suo mozzo un maiale, un gallo e un serpente rappresentano l’ignoranza, l’avidità e l’odio. Attorno a loro gli esseri salgono verso nascite più alte o sprofondano verso quelle più basse. L’anello principale mostra i sei regni, spesso con un Buddha che insegna in ciascuno. Il bordo esterno raffigura i dodici anelli dell’origine dipendente, la catena di cause che tiene legati gli esseri. Fuori dalla ruota un Buddha indica la luna o un simbolo della liberazione, la via d’uscita.

I regni hanno ispirato l’arte in tutta l’Asia, dai dipinti cinesi e giapponesi degli inferi alle offerte agli spiriti affamati della Festa dei fantasmi e dell’Obon. In Giappone l’Ōjōyōshū del monaco Genshin, del 985, accostò terrificanti descrizioni degli inferi alla beatitudine della Terra Pura. Che siano letti alla lettera o come una mappa della mente, i sei regni restano una delle immagini della rinascita più conosciute al mondo.

Domande frequenti

Quali sono i sei regni nel buddhismo?

I regni degli dèi (deva), dei semidei (asura), degli esseri umani, degli animali, degli spiriti affamati (preta) e degli esseri infernali. Alcune tradizioni ne contano cinque, unendo gli asura agli dèi o agli spiriti.

Perché la nascita umana è detta preziosa?

Perché gli esseri umani sperimentano abbastanza sofferenza da cercare una via d’uscita e hanno abbastanza libertà da praticare il sentiero. Una nota similitudine paragona la rarità della nascita umana a una tartaruga cieca che riemerge una volta ogni cento anni e infila la testa in un giogo che galleggia sull’oceano.

Che cosa significano gli animali al centro della ruota della vita?

Un maiale, un gallo e un serpente, spesso intenti a mordersi la coda l’un l’altro, rappresentano l’ignoranza, l’avidità e l’odio, i tre veleni che fanno girare la ruota.

Il nirvana è un luogo?

No. L’insegnamento buddhista descrive il nirvana come l’estinzione della brama e la fine della rinascita, non come un cielo o un regno all’interno del cosmo.

Fonti e letture consigliate

  1. Rupert Gethin, The Foundations of Buddhism (Oxford University Press, 1998)
  2. Peter Harvey, An Introduction to Buddhism: Teachings, History and Practices (2nd edn, Cambridge University Press, 2013)
  3. Akira Sadakata, Buddhist Cosmology: Philosophy and Origins (Kōsei Publishing, 1997)
  4. Stephen F. Teiser, Reinventing the Wheel: Paintings of Rebirth in Medieval Buddhist Temples (University of Washington Press, 2006)