Codex of FaithsUn atlante illustrato delle fedi

Mondi dell’aldilà · Giudizio e resurrezione

Paradiso, inferno e purgatorio nel cristianesimo

La speranza cristiana ruota attorno a resurrezione e Giudizio universale, con paradiso e inferno come destini finali e, per i cattolici, il purgatorio.

Quando
dal Nuovo Testamento a oggi
Dove
Il mondo cristiano
Tradizioni
Cristianesimo

In breve

  1. I.La fede cristiana nell’aldilà nasce dalla resurrezione di Gesù e dalla speranza che i morti risorgeranno al suo ritorno, per essere giudicati ed entrare nella vita eterna.
  2. II.Le Chiese storiche insegnano il paradiso come comunione con Dio e l’inferno come separazione eterna da lui, ma divergono su ciò che accade tra la morte e il Giudizio universale.
  3. III.La Chiesa cattolica insegna il purgatorio, una purificazione dopo la morte per chi muore nell’amicizia di Dio, mentre i cristiani ortodossi pregano per i defunti senza definire il purgatorio e la maggior parte delle Chiese protestanti lo respinge.
  4. IV.La Divina Commedia di Dante, il Giudizio universale di Michelangelo e molte altre opere hanno plasmato l’immaginario popolare dell’aldilà, ma sono opere d’arte e di letteratura, non dichiarazioni di dottrina.

La forma del cosmo

1 Paradiso 2 Terra 3 Purgatorio 4 Limbo 5 Inferno
  1. Paradiso

    Regno superiore

    Lo stato di perfetta comunione con Dio, descritto come vedere Dio «faccia a faccia», che alla fine dei tempi si unisce a nuovi cieli e a una nuova terra.

  2. Terra

    Mondo dei vivi

    Il mondo dei vivi, dove i cristiani credono che Cristo tornerà e i morti risorgeranno per il Giudizio universale.

  3. Purgatorio

    Nel mezzo

    Nell’insegnamento cattolico, una purificazione finale dopo la morte per chi muore nella grazia di Dio ma ha ancora bisogno di essere purificato; gli autori medievali lo collocavano spesso sottoterra, vicino all’inferno, Dante su una montagna.

  4. Limbo

    Regno inferiore

    Un’idea teologica medievale di un regno ai margini dell’inferno per i bambini non battezzati e per i giusti vissuti prima di Cristo, mai definita come dottrina cattolica.

  5. Inferno

    Regno inferiore

    La separazione eterna da Dio, che il Nuovo Testamento raffigura come fuoco e tenebre esteriori e l’insegnamento cattolico moderno descrive come autoesclusione dalla comunione con Dio.

Il viaggio dopo la morte

  1. Morte e giudizio

    Alla morte l’anima si separa dal corpo e, secondo l’insegnamento cattolico e molti altri, riceve un giudizio immediato o particolare.

  2. Purificazione

    I cattolici credono che le anime che hanno bisogno di purificazione passino per il purgatorio, aiutate dalle preghiere e dalle messe dei vivi.

  3. L’attesa

    Le anime dei defunti attendono la fine dei tempi, quelle dei salvati già con Cristo, come le Chiese insegnano in modi diversi.

  4. Ritorno e resurrezione

    Cristo ritorna nella gloria e i morti risorgono nel corpo.

  5. Il Giudizio universale

    Tutta l’umanità è giudicata davanti a Cristo, come nella parabola delle pecore e dei capri.

  6. La vita eterna

    I salvati entrano nella vita eterna in una creazione rinnovata, e coloro che hanno rifiutato Dio sono separati da lui per sempre.

Cronologia

  1. 55 d.C. circaLa Prima lettera ai Corinzi di Paolo espone la speranza della resurrezione del corpo.
  2. 426 circaAgostino completa La città di Dio, i cui ultimi libri trattano del Giudizio universale, dell’inferno e del paradiso.
  3. 1274Il secondo concilio di Lione afferma che le anime vengono purificate dopo la morte e sono aiutate dalle preghiere dei vivi.
  4. 1336Papa Benedetto XII insegna che le anime dei salvati vedono Dio subito dopo la morte o la purificazione, senza attendere il Giudizio universale.
  5. 1517Le novantacinque tesi di Martin Lutero attaccano la vendita delle indulgenze, dando inizio al rifiuto protestante del purgatorio.
  6. 1541Il Giudizio universale di Michelangelo viene svelato nella Cappella Sistina.
  7. 1563Il concilio di Trento riafferma il purgatorio e ordina che sia insegnato con sobrietà, senza superstizione né lucro.

Che cosa mostrano i documenti

  • Il Credo degli apostoli e il Credo niceno, recitati ancora nella maggior parte delle Chiese, professano la resurrezione dei morti e la vita eterna.
  • Il Nuovo Testamento parla della Geenna, delle tenebre esteriori e di uno stagno di fuoco, di una Gerusalemme celeste e di un giudizio finale di tutte le nazioni davanti a Cristo.
  • Il sostantivo purgatorium per indicare un luogo di purificazione si diffuse alla fine del XII secolo, come ha mostrato lo storico Jacques Le Goff, anche se la preghiera per i defunti è molto più antica.
  • Il purgatorio fu definito dai concili di Lione (1274), Firenze (1439) e Trento (1563), e a Firenze i delegati ortodossi si opposero all’idea di un fuoco purificatore.
  • Michelangelo dipinse il Giudizio universale sulla parete dell’altare della Cappella Sistina tra il 1536 e il 1541.

Che cosa dice la leggenda

  • I nove cerchi dell’inferno di Dante sono spesso presi per insegnamento della Chiesa. La Divina Commedia è un poema, e la sua geografia, i suoi castighi e la collocazione di persone reali sono invenzione del poeta, pur radicati nella teologia medievale.
  • Si immagina spesso che la Bibbia descriva san Pietro alle porte di perla. Le porte di perla appartengono alla Nuova Gerusalemme del libro dell’Apocalisse, e Pietro come portinaio è un’immagine popolare nata dal fatto che Gesù gli diede «le chiavi del regno».
  • Il purgatorio è talvolta descritto come una seconda possibilità per i dannati. Nell’insegnamento cattolico è per chi è già salvato, una purificazione prima del paradiso, non un luogo in cui si decide la sorte dell’anima.
  • Satana è spesso raffigurato come il sovrano dell’inferno che tormenta i peccatori. Nell’insegnamento cristiano l’inferno fu «preparato per il diavolo e per i suoi angeli» come loro castigo; l’immagine di Satana come suo re deve molto al folclore e a poeti come Milton.

Personaggi chiave

  • Agostino d’IpponaVescovo e teologo (354–430), la cui Città di Dio delineò un’immagine occidentale duratura del Giudizio universale, del paradiso e dell’inferno
  • Gregorio MagnoPapa (590–604) i cui Dialoghi raccontavano storie di anime purificate dopo la morte, lette in seguito come prova dell’esistenza del purgatorio
  • Tommaso d’AquinoTeologo domenicano (1225 circa–1274) che diede forma sistematica all’insegnamento medievale sull’anima, sul giudizio e sulla visione beatifica
  • Dante AlighieriPoeta fiorentino (1265–1321) la cui Divina Commedia raffigurò Inferno, Purgatorio e Paradiso con dettagli indimenticabili

Capitolo I

Resurrezione e giudizio

Le idee cristiane sull’aldilà cominciano con la resurrezione di Gesù. Per i primi cristiani il suo risorgere dai morti era il primo segno di una resurrezione generale che sarebbe avvenuta al suo ritorno. Scrivendo intorno al 55 d.C., l’apostolo Paolo disse ai cristiani di Corinto che i morti sarebbero risorti con un «corpo spirituale», diverso dal vecchio corpo quanto una pianta dal suo seme. La speranza non era soprattutto che le anime fuggissero in cielo, ma che Dio rinnovasse l’intera creazione.

I vangeli aggiungono il linguaggio del giudizio. Nella parabola delle pecore e dei capri, Cristo re separa le nazioni, mandando nella vita eterna coloro che hanno sfamato gli affamati e visitato i carcerati, e gli altri nel «fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli». Gesù parla della Geenna, un nome preso dalla valle fuori Gerusalemme, e delle tenebre esteriori, mentre la storia del ricco e di Lazzaro raffigura i morti nell’Ade, divisi da un grande abisso. Il libro dell’Apocalisse chiude la Bibbia con uno stagno di fuoco e una Nuova Gerusalemme che scende dal cielo, con le porte fatte ciascuna di una sola perla.

I credo riassunsero questa speranza. Il Credo niceno, nella forma ampliata del 381, attende «la resurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà», e il Credo degli apostoli professa «la resurrezione del corpo e la vita eterna». I cristiani giunsero a parlare di due giudizi: un giudizio particolare di ogni anima alla morte e un giudizio generale, o universale, alla fine dei tempi, quando anima e corpo si ricongiungono.

La Chiesa antica plasmò l’aldilà anche attraverso il culto. I cristiani si riunivano presso le tombe dei martiri, che credevano già con Cristo, e chiedevano le loro preghiere. Da qui nacque la fede nella comunione dei santi, il legame tra i vivi e i morti in Cristo, che cattolici e ortodossi esprimono nelle preghiere ai santi e per i defunti. Le iscrizioni delle catacombe romane chiedono pace e refrigerio per i morti, e le liturgie antiche li ricordavano per nome. Agostino, scrivendo La città di Dio all’inizio del V secolo, riunì questi fili in una visione di due città, quella terrena e quella celeste, i cui destini si rivelano infine nel Giudizio universale.

Capitolo II

Paradiso, inferno e ciò che sta in mezzo

Il paradiso, nell’insegnamento cristiano classico, è anzitutto la presenza di Dio. I teologi medievali ne chiamarono la gioia visione beatifica, la visione diretta di Dio, e nel 1336 papa Benedetto XII insegnò che le anime dei salvati ne godono subito dopo la morte o la purificazione. L’inferno ne è l’opposto: la separazione eterna da Dio. La predicazione più antica si soffermava sul fuoco e sui tormenti; il moderno Catechismo della Chiesa cattolica descrive l’inferno come «autoesclusione dalla comunione con Dio». Una tradizione minoritaria, che risale a Origene nel III secolo, sperava che alla fine tutti potessero essere salvati, un’idea che la Chiesa condannò in concili successivi ma che alcuni teologi discutono ancora.

Tra la morte e il Giudizio universale le Chiese divergono. La Chiesa cattolica insegna il purgatorio, una purificazione finale per chi muore nella grazia di Dio ma porta ancora gli effetti del peccato. La preghiera per i defunti è antica, e Gregorio Magno raccontava storie di anime purificate dopo la morte, ma lo storico Jacques Le Goff ha mostrato che il purgatorio come luogo distinto prese forma nel XII secolo. Fu definito nei concili di Lione e di Firenze e riaffermato a Trento. Il limbo, un regno ai margini dell’inferno per i bambini non battezzati, era un’opinione teologica diffusa ma mai una dottrina. Nel 2007 la Commissione teologica internazionale del Vaticano ha pubblicato un documento che esprime la speranza che questi bambini possano essere salvati, pur senza abolire formalmente l’idea.

Le Chiese ortodosse pregano per i defunti e credono che possano essere aiutati prima del Giudizio universale, ma non insegnano il purgatorio come luogo di fuoco purificatore, e alcuni teologi ortodossi descrivono il paradiso e l’inferno come due modi di vivere lo stesso amore di Dio. I riformatori protestanti respinsero il purgatorio come non biblico e legarono la salvezza alla sola fede in Cristo, perciò la maggior parte delle Chiese protestanti non prega per i defunti. Alcuni gruppi più piccoli, come gli avventisti del settimo giorno, insegnano che i morti riposano senza coscienza fino alla resurrezione. Lo schema di questa pagina è indicativo: il paradiso in alto e l’inferno in basso seguono la tradizione, ma il purgatorio e il limbo appartengono alla teologia cattolica, non a tutti i cristiani.

Capitolo III

Arte, poesia e immaginazione

Poche idee religiose hanno ispirato tanta arte. Le chiese medievali scolpivano il Giudizio universale sopra i loro portali, con Cristo in trono, i salvati che si levano alla sua destra e i dannati condotti via alla sua sinistra. Giotto ne dipinse uno sulla controfacciata della Cappella degli Scrovegni a Padova all’inizio del XIV secolo, e Michelangelo riempì la parete dell’altare della Cappella Sistina con la sua versione vasta e muscolosa, svelata nel 1541. Pittori come Hieronymus Bosch immaginarono l’inferno come un incubo di strane creature, e innumerevoli icone mostrano i morti che risorgono dalle tombe.

La letteratura aggiunse una propria geografia. La Divina Commedia di Dante, scritta all’inizio del XIV secolo, conduce il poeta attraverso i nove cerchi dell’Inferno fino al centro della terra, su per la montagna del Purgatorio e attraverso le sfere del Paradiso fino alla visione di Dio. Attinse alla teologia, al mito classico e alle visioni medievali, e le sue immagini plasmano ancora il modo in cui molte persone si raffigurano l’aldilà, ma la Chiesa non l’ha mai considerata un insegnamento. Il paradiso perduto di John Milton (1667) fece lo stesso per Satana e gli angeli caduti nel mondo anglofono.

L’attacco dei riformatori alle indulgenze, offerte per abbreviare il tempo in purgatorio, fu una scintilla decisiva della Riforma nel 1517, e il concilio di Trento frenò in seguito gli abusi che essi avevano criticato. In epoca moderna la cultura popolare ha addolcito l’immagine in nuvole, arpe e porte di perla. I teologi delle diverse Chiese continuano a discutere della natura dell’inferno e della speranza della salvezza, mentre i credo si chiudono ancora con le stesse parole: la resurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà.

Domande frequenti

Che cos’è il purgatorio?

Nell’insegnamento cattolico il purgatorio è una purificazione finale dopo la morte per chi muore nella grazia di Dio ma non è ancora del tutto purificato, e le preghiere dei vivi possono aiutarlo. Non è accettato dagli ortodossi né dalla maggior parte dei protestanti.

Il limbo è dottrina cattolica?

No. Il limbo era un’opinione teologica molto diffusa ma non fu mai definito, e nel 2007 una commissione vaticana ha espresso la speranza che i bambini non battezzati possano essere salvati.

I cristiani ortodossi credono nel purgatorio?

La Chiesa ortodossa non insegna il purgatorio come lo definisce la Chiesa cattolica, ma prega per i defunti e ritiene che possano essere aiutati dalle preghiere della Chiesa prima del Giudizio universale.

Dante ha inventato l’idea cristiana dell’inferno?

No. Le idee sull’inferno si trovano nel Nuovo Testamento e negli scrittori cristiani antichi. Dante vi attinse, insieme alle visioni medievali, per creare una propria immagine letteraria, che divenne enormemente influente.

Fonti e letture consigliate

  1. Jacques Le Goff, The Birth of Purgatory, trans. Arthur Goldhammer (University of Chicago Press, 1984)
  2. Colleen McDannell and Bernhard Lang, Heaven: A History (Yale University Press, 1988)
  3. Alan E. Bernstein, The Formation of Hell: Death and Retribution in the Ancient and Early Christian Worlds (Cornell University Press, 1993)
  4. Jeffrey Burton Russell, A History of Heaven: The Singing Silence (Princeton University Press, 1997)