Codex of FaithsUn atlante illustrato delle fedi

Religioni scomparse · Il Vicino Oriente antico

La religione cananea e fenicia

El, Baal, Asherah e Anat, gli dèi di Canaan noti dalle tavolette di Ugarit, e i loro eredi fenici Melqart, Baal Hammon e Tanit, da Tiro a Cartagine.

Quando
2000 a.C. circa–III secolo d.C.
Dove
La costa del Levante (Ugarit, Biblo, Sidone, Tiro) e le colonie fenicie del Mediterraneo, soprattutto Cartagine

In cifre

  • 1928anno in cui l’aratro di un contadino portò alla luce una tomba presso Ras Shamra, da cui nacque la scoperta di Ugarit
  • 30segni dell’alfabeto ugaritico, scritto in caratteri cuneiformi sull’argilla
  • 1185 a.C. circadata approssimativa della distruzione di Ugarit, che sigillò i suoi archivi tra le rovine

In breve

  1. I.La religione cananea era la fede dei popoli del Levante nell’età del bronzo, nota soprattutto grazie alle tavolette d’argilla di Ugarit, sulla costa siriana, scoperte per caso nel 1928.
  2. II.I suoi miti parlano di El, l’anziano padre degli dèi, della sua sposa Asherah, del dio della tempesta Baal, della feroce dea Anat e delle lotte di Baal contro il Mare e contro la Morte.
  3. III.Le città fenicie, eredi dei Cananei, portarono dèi come Melqart, Astarte, Baal Hammon e Tanit in tutto il Mediterraneo, fino a colonie come Cartagine.
  4. IV.Gli studiosi vedono l’antico Israele nascere da questa cultura condivisa, e la Bibbia ebraica riecheggia la poesia cananea ma respinge con forza il culto di Baal e di Asherah.

Dèi e potenze

  • El

    padre degli dèi e degli uomini, creatore, saggezza

    L’anziano e benevolo capo degli dèi, chiamato «Toro El» e «Padre degli anni», che abita alla sorgente dei fiumi. Il suo nome è la parola semitica comune per «dio».

  • Asherah (Athirat)

    dea madre, sposa di El

    La moglie di El e madre degli dèi, chiamata a Ugarit «Signora Athirat del Mare». Nella Bibbia ebraica il suo nome indica anche un oggetto di culto in legno.

  • Baal (Hadad)

    tempesta, pioggia, fertilità, regalità

    Il giovane dio della tempesta, «Cavalcatore delle nubi», il cui palazzo sorge sul monte Zafon. La sua pioggia portava la vita nei campi.

  • Anat

    guerra, caccia, giovinezza

    Sorella e alleata di Baal, una feroce dea guerriera. Nei miti sconfigge i suoi nemici e lo cerca nel regno della Morte.

  • Mot

    morte, siccità, oltretomba

    Il dio Morte, la cui gola inghiotte ogni essere vivente. La lotta di Baal contro di lui riflette il ciclo annuale di siccità e pioggia.

  • Yam

    mare, caos

    Il Mare, rivale di Baal per la regalità tra gli dèi, sconfitto con mazze forgiate dal dio artigiano.

  • Melqart

    re della città di Tiro

    Il dio principale di Tiro, onorato in tutto il mondo fenicio. I Greci lo identificarono con Eracle.

  • Baal Hammon e Tanit

    principale coppia divina di Cartagine

    Il dio e la dea principali della Cartagine punica, nominati insieme su migliaia di stele. Tanit è spesso rappresentata da un semplice segno, un triangolo sormontato da una barra e da un disco.

Cronologia

  1. III millennio a.C.A Biblo sorge già un tempio della Signora di Biblo (Baalat Gebal).
  2. XIV–XII secolo a.C.Gli scribi di Ugarit scrivono miti, rituali e lettere nella loro scrittura alfabetica.
  3. 1185 a.C. circaUgarit viene distrutta durante gli sconvolgimenti della fine della tarda età del bronzo.
  4. IX–VIII secolo a.C.Le città fenicie fondano colonie in tutto il Mediterraneo e vi portano i loro dèi.
  5. 814 a.C.Data tradizionale della fondazione di Cartagine da parte di coloni provenienti da Tiro.
  6. 146 a.C.Roma distrugge Cartagine; il culto punico di Baal Hammon prosegue nell’Africa romana sotto il nome di Saturno.
  7. I–II secolo d.C.Filone di Biblo scrive in greco un resoconto dei miti fenici, conservato in frammenti da Eusebio.
  8. 1929Claude Schaeffer avvia gli scavi a Ras Shamra e vengono trovate le prime tavolette.

Che cosa mostrano i documenti

  • Più di mille tavolette di Ugarit, scritte soprattutto nel XIII e all’inizio del XII secolo a.C., conservano miti, rituali, elenchi di dèi e lettere in ugaritico, accadico e altre lingue.
  • Il Ciclo di Baal, l’Epopea di Kirta e la Storia di Aqhat sono i principali miti e leggende cananei giunti fino a noi.
  • Le iscrizioni fenicie di Biblo, Sidone, Cipro, Cartagine e altri luoghi nominano dèi come Baalat Gebal, Eshmun, Astarte, Melqart, Baal Hammon e Tanit.
  • La poesia biblica condivide immagini con i testi ugaritici, tra cui il mostro marino Leviatano (Lotan a Ugarit) e Dio come cavalcatore delle nubi.
  • Iscrizioni ebraiche dell’VIII secolo a.C. provenienti da Kuntillet Ajrud menzionano «Yahweh e la sua asherah», un’espressione il cui significato è ancora discusso dagli studiosi.

Che cosa dice la leggenda

  • Baal viene spesso identificato con il diavolo attraverso il nome Belzebù. «Baal» significa semplicemente «signore»; Belzebù deriva da Baal-zebub, il dio di Ekron nel Secondo libro dei Re, un nome che molti studiosi ritengono una storpiatura derisoria di un titolo come «Baal il Principe».
  • L’immagine di Moloch come idolo di bronzo con le braccia tese sopra una fornace viene da commentatori ebrei medievali e da autori europei successivi, sulla base di un resoconto greco su una statua di bronzo a Cartagine, non dall’archeologia, e gli studiosi discutono se molk fosse un dio o il nome di un tipo di offerta.
  • A volte i Cananei vengono dipinti come eccezionalmente corrotti. Quell’immagine deriva in gran parte dalla polemica biblica; i testi ugaritici mostrano una religione di preghiera, sacrificio, famiglia e dovere regale molto simile a quella dei vicini.
  • Che i Cartaginesi sacrificassero bambini viene spesso presentato come un fatto assodato. Gli autori greci e romani e molti archeologi affermano di sì; altri studiosi interpretano i tofet come cimiteri per neonati morti in tenera età, e la questione resta aperta.

Personaggi chiave

  • IlimilkuScriba di Ugarit della tarda età del bronzo che firmò le tavolette del Ciclo di Baal e di altri miti importanti
  • Claude SchaefferArcheologo francese (1898–1982) che dal 1929 diresse gli scavi di Ras Shamra-Ugarit
  • Hans Bauer ed Édouard DhormeStudiosi che, con Charles Virolleaud, decifrarono l’alfabeto ugaritico nel 1930
  • Filone di BibloScrittore fenicio vissuto tra la fine del I e l’inizio del II secolo d.C., il cui resoconto della religione fenicia, che diceva derivato dall’antico saggio Sanchuniatone, sopravvive in citazioni

Riti e feste

  • Sacrifici e offerte

    I testi rituali di Ugarit elencano offerte di pecore, buoi, uccelli, vino e olio a dèi precisi in giorni stabiliti del mese, spesso compiute dal re in persona.

  • Il marzeah

    Un’associazione religiosa conviviale i cui membri si riunivano per banchettare e bere in onore di un dio, attestata da Ugarit alla Fenicia e citata con biasimo dal profeta Amos.

  • Riti per gli antenati

    I testi di Ugarit invocano i Refaim, i morti divinizzati e gli antenati regali, che ricevevano offerte e benedicevano il re vivente.

  • Alture e pietre erette

    Il culto si svolgeva nei templi e anche in santuari all’aperto con altari e pietre erette, una pratica che la Bibbia ebraica chiama «alture».

  • Il lutto per il dio che muore

    Autori più tardi descrivono feste a Biblo in cui le donne piangevano e poi celebravano il dio che i Greci chiamavano Adone, un rito spesso collegato alla morte e al ritorno stagionali della vegetazione.

  • Il tofet

    A Cartagine e in altri siti fenici d’Occidente, recinti all’aperto custodivano urne con i resti cremati di neonati e animali sotto stele dedicate a Baal Hammon e Tanit.

Capitolo I

Le tavolette di Ugarit

Per secoli gli dèi di Canaan furono conosciuti quasi soltanto attraverso i loro nemici. La Bibbia ebraica nomina Baal, Asherah e Astarte soprattutto per condannarli, e gli autori greci e romani aggiunsero notizie sparse, spesso ostili, sui Fenici. Le cose cambiarono nel 1928, quando un contadino che arava vicino a Ras Shamra, sulla costa siriana, urtò la pietra di un’antica tomba. Gli scavi guidati dall’archeologo francese Claude Schaeffer cominciarono l’anno seguente e portarono alla luce Ugarit, una ricca città portuale dell’età del bronzo, insieme ai suoi archivi.

Le tavolette erano scritte in una scrittura sconosciuta: cunei impressi nell’argilla, ma soltanto trenta segni, cioè un alfabeto. Nel giro di un anno Hans Bauer, Édouard Dhorme e Charles Virolleaud la decifrarono, e la lingua si rivelò una lingua semitica vicina all’ebraico e al fenicio. La maggior parte dei testi risale al XIII e all’inizio del XII secolo a.C., poco prima che la città fosse distrutta intorno al 1185 a.C., un evento che cosse e seppellì i suoi archivi d’argilla.

«Cananeo» è un termine ampio. Gli studiosi lo usano per i popoli del Levante dell’età del bronzo e per la loro cultura, mentre le città costiere dell’età del ferro, come Biblo, Sidone e Tiro, vengono di solito chiamate fenicie. Ugarit si trovava al margine settentrionale di questo mondo e aveva tradizioni locali proprie, ma i suoi dèi e i suoi miti coincidono in larga parte con ciò che si sa della religione cananea e fenicia più a sud.

Capitolo II

El, Baal e la lotta per la regalità

A capo degli dèi di Ugarit sedeva El, l’anziano padre, saggio e benevolo, che abitava in una tenda là dove nascono i fiumi e presiedeva l’assemblea degli dèi. La sua sposa Athirat, nota nella Bibbia come Asherah, era la madre degli dèi. Sotto di loro c’erano divinità più giovani, la più attiva delle quali era Baal, il dio della tempesta, chiamato anche Hadad, il «Cavalcatore delle nubi», la cui voce era il tuono e la cui pioggia rendeva fertile la terra.

Il grande mito di Ugarit, il Ciclo di Baal, messo per iscritto dallo scriba Ilimilku, racconta come Baal conquistò il suo posto. Prima combatté Yam, il Mare, che pretendeva di essere re, e lo sconfisse con mazze magiche forgiate dal dio artigiano Kothar-wa-Khasis. Poi ottenne un palazzo tutto suo sul monte Zafon. Infine affrontò Mot, la Morte, e scese nella sua gola; la terra si inaridì finché sua sorella Anat andò a cercarlo, sconfisse Mot e Baal tornò in vita. Molti studiosi leggono il ciclo come un riflesso delle stagioni e della lotta tra pioggia e siccità, anche se è pure un racconto sulla regalità divina e sull’ordine.

Altri testi, l’Epopea di Kirta e la Storia di Aqhat, narrano di re ed eroi che cercano un erede, ricevono la benedizione di El e soffrono per mano di dèi gelosi. Insieme mostrano una religione attenta alla fertilità, alla famiglia, alla legittimità regale e al confine tra la vita e la morte.

Le città fenicie ereditarono questi dèi e ne aggiunsero di propri. Biblo onorava la sua Signora, Baalat Gebal; Sidone il dio guaritore Eshmun; Tiro il suo re cittadino Melqart. A Cartagine, fondata da coloni di Tiro, la coppia principale era formata da Baal Hammon e dalla dea Tanit.

Capitolo III

Templi, banchetti e defunti

I testi rituali di Ugarit sembrano quasi dei calendari. Precisano quali pecore, buoi, uccelli, vino o olio offrire a quale dio e in quale giorno, spesso per mano del re, che purificava anche sé stesso e la città. Sull’acropoli di Ugarit sorgevano due templi, dedicati a Baal e a un dio chiamato Dagan. Altrove nel Levante si praticava il culto anche in santuari all’aperto con altari e pietre erette.

I banchetti religiosi erano importanti. Il marzeah era un’associazione i cui membri si riunivano per mangiare e bere in onore di un dio, un’usanza attestata da Ugarit alla Fenicia e criticata dal profeta Amos. I testi ugaritici invocano anche i Refaim, i defunti regali, che ricevevano offerte e in cambio benedicevano il re regnante.

Il rito fenicio più discusso riguarda il tofet. A Cartagine e in altri siti d’Occidente, recinti all’aperto custodivano migliaia di urne con le ossa cremate di neonati e di giovani animali, sotto stele dedicate a Baal Hammon e Tanit; molti storici, sulla scia degli autori antichi, le interpretano come prova di sacrifici di bambini nei momenti di crisi, mentre altri sostengono che quei recinti fossero luoghi di sepoltura per bambini morti di morte naturale.

Il rapporto tra tutto questo e l’antico Israele è stato studiato a fondo. Oggi molti studiosi ritengono che Israele sia nato all’interno della società cananea, condividendone la lingua e gran parte della cultura. La Bibbia usa El come nome di Dio e attinge a immagini poetiche note da Ugarit, come la sconfitta del mostro marino Leviatano, mentre i suoi profeti e le sue leggi respingono il culto di Baal e di Asherah e chiedono fedeltà al solo Yahweh. Le tradizioni ebraica e cristiana intendono questo appello come il cuore del monoteismo biblico; gli storici ne ricostruiscono lo sviluppo nel corso dei secoli.

Capitolo IV

La fine degli dèi di Canaan

Ugarit scomparve intorno al 1185 a.C., ma la religione cananea sopravvisse nelle città fenicie e nelle loro colonie. Marinai e mercanti fenici portarono i loro dèi a Cipro, in Sicilia, in Sardegna, in Spagna e nell’Africa settentrionale, spesso fondendoli con i culti locali. Col tempo anche la cultura greca e quella romana li assorbirono: Melqart divenne Eracle, Astarte fu associata ad Afrodite ed Eshmun ad Asclepio.

Dopo che Roma ebbe distrutto Cartagine nel 146 a.C., la religione punica non scomparve. Nell’Africa settentrionale romana Baal Hammon fu venerato come Saturno, spesso con tratti punici, fino al III secolo d.C. Nel Levante, templi come quelli di Baalbek e di Biblo continuarono a onorare gli antichi dèi sotto nomi greci e romani finché il cristianesimo non divenne dominante, nel IV e nel V secolo.

Molto resta incerto. I testi ugaritici provengono da una sola città e da un breve periodo, e dicono poco sulle credenze della gente comune o sul modo in cui i miti venivano usati nel culto. La religione fenicia è nota soprattutto da brevi dediche su pietra e da autori greci e romani, che spesso spiegavano gli dèi stranieri nei termini dei propri. Perfino Filone di Biblo, che affermava di tradurre un antico saggio fenicio, scriveva in greco più di mille anni dopo la caduta di Ugarit, e gli studiosi valutano il suo resoconto con prudenza. Il quadro della religione cananea è dunque costruito con frammenti, e nuove scoperte continuano a modificarlo.

Tracce cananee sopravvivono nelle parole e nei nomi. L’alfabeto fenicio, trasmesso ai Greci, sta all’origine della maggior parte degli alfabeti in uso oggi. Nomi biblici che contengono El, come Israele e Daniele, condividono con i testi cananei una parola comune per «dio». Nomi cartaginesi come Annibale, «Baal è benevolo», conservano il titolo del dio. E le tavolette di Ugarit, lette di nuovo dopo tremila anni, hanno cambiato il modo in cui gli studiosi comprendono il mondo della Bibbia ebraica.

Dove è successo

10° E30° E 40° N Biblo · dal III millennio a.C. Biblo: dal III millennio a.C. Ugarit (Ras Shamra) · 1400–1185 a.C. circa Ugarit (Ras Shamra): 1400–1185 a.C. circa Tiro · dal 1000 a.C. circa Tiro: dal 1000 a.C. circa Kition, Cipro · IX secolo a.C. Kition, Cipro: IX secolo a.C. Cartagine · 814 a.C. (data tradizionale)–146 a.C. Cartagine: 814 a.C. (data tradizionale)–146 a.C. Mozia, Sicilia · VIII secolo a.C. Mozia, Sicilia: VIII secolo a.C. Sidone · VI–IV secolo a.C. Sidone: VI–IV secolo a.C. Dove è successo Dove iniziò Luoghi successivi N
  1. dal III millennio a.C. Biblo
  2. 1400–1185 a.C. circa Ugarit (Ras Shamra)
  3. dal 1000 a.C. circa Tiro
  4. IX secolo a.C. Kition, Cipro
  5. 814 a.C. (data tradizionale)–146 a.C. Cartagine
  6. VIII secolo a.C. Mozia, Sicilia
  7. VI–IV secolo a.C. Sidone

Domande frequenti

Chi era Baal?

Baal, che significa «signore», era il titolo del dio cananeo della tempesta Hadad, portatore di pioggia e fertilità. Nei miti ugaritici sconfigge il Mare, muore per mano della Morte e torna in vita, e la Bibbia ebraica presenta il suo culto come il principale rivale del culto di Yahweh.

Che rapporto c’è tra gli dèi cananei e la Bibbia?

Molti studiosi ritengono che Israele sia nato dalla società cananea e ne abbia condiviso lingua e cultura. La Bibbia usa El come nome di Dio e riprende immagini poetiche presenti anche a Ugarit, mentre i profeti condannavano il culto di Baal e di Asherah.

Che cos’è Ugarit?

Ugarit era una ricca città portuale sulla costa siriana, distrutta intorno al 1185 a.C. Le sue tavolette, ritrovate a Ras Shamra a partire dal 1929, sono la principale fonte diretta sulla religione cananea.

Fonti e letture consigliate

  1. Mark S. Smith, The Early History of God: Yahweh and the Other Deities in Ancient Israel (2nd edn, Eerdmans, 2002)
  2. Nicolas Wyatt, Religious Texts from Ugarit (2nd edn, Sheffield Academic Press, 2002)
  3. John Day, Yahweh and the Gods and Goddesses of Canaan (Sheffield Academic Press, 2000)
  4. Simon B. Parker (ed.), Ugaritic Narrative Poetry (Scholars Press, 1997)
  5. Josephine Quinn, In Search of the Phoenicians (Princeton University Press, 2018)